Prima che l’epidemia da Coronavirus sars-Cov2 facesse il suo
esordio qui, in Italia, ero affatto convinto che personaggi come Mario Tozzi e
Andrea Scanzi, noti al grande pubblico televisivo, fossero persone intelligenti
ed argute, capaci di ragionare sempre con distacco e misura. Ma la loro
partigianeria all’esegesi scientifica sostenuta dal Governo e dal suo CTS mi ha
mostrato tutta la spocchia e l’arroganza di cui sono intrisi, fino ad apparirmi
addirittura “stomachevoli” o per bieco asservimento e piaggeria al potere o per
quell’intransigente adesione ad una verità – ritenuta tale a prescindere dall’evidenza
– elevata a verità superiore, per cui ogni altra che sia in disaccordo con questa
è bollata come antiscientifica e pericolosa disinformazione per la comunità.
Se fossero meno presuntuosi e tronfi, riconoscerebbero che intorno
a questa epidemia l’unica cosa certa è che “non vi sono certezze”. L’incertezza
è notevole: nessuno sa con certezza se i lockdown servano oppure no; nessuno
può dire con certezza che l’uso delle mascherine obbligatorie servano a
contenere i contagi. Ma Scanzi e Tozzi ritengono che quello che il Governo sta
facendo è giusto, tacciando tutti coloro che osano nutrire dubbi sulle
particolari misure restrittive imposte al popolo quali decerebrati incoscienti,
che col loro irresponsabile comportamento mettono a rischio la comunità intera.
È possibile che la loro sensibilità e cultura non faccia
loro intravedere che i sedicenti esperti fanno solo congetture, ammantate pure di
scientismo, che spesso si rivelano anche erronee. Accade così che circostanze minime
sono percepite come disastrose, mentre circostanze gravi sono ignorate. Ad esempio,
è percepito come disastroso passeggiare all’aperto senza mascherina facciale,
andare a ristorante, cinema o teatro, assodato che su 350 mila soggetti
monitorati solo 1 è risultato positivo; mentre si ignora tranquillamente che i
mezzi pubblici spesso sono sovraffollati al mattino. La ressa è tale che non è
consentito mantenere alcuna distanza di sicurezza. Il distanziamento vale
ovunque, ma non sui mezzi pubblici? Il virus cessa la sua ostilità quando le
persone sono stipate sugli autobus o sui mezzi della metropolitana?
È di fronte a questi paradossi che la logica si frantuma e
la fiducia nelle istituzioni vacilla paurosamente: il governo impone l’obbligo
delle mascherine all’aperto in tutta Italia, spiega militari e polizia per le
strade per vigilare contro gli assembramenti, ma sugli autobus i passeggeri
continuano a viaggiare ammassati, soprattutto nelle ore di punta.
Il lettore potrà valutare da solo se siamo al sicuro o in mano a dei ciarlatani.
Antonio caro. Sono così felice che tu esponga le tue idee. Io mi sento implodere!!! Ho bisogno di esprimere il mio disappunto e mi sembra che non ci sia più modo!!! Niente da fare anche x le manifestazioni manipolate da nuovi idioti...ma gli intelligenti come possono parlare??? Allora è proprio vero che vincono gli stupidi...sempre?? Come si viene fuori dal governo dell'ignoranza su tutti i settori se poi gli intelligenti o per un verso o per l'altro sono messi a tacere dagli stupidi? E a loro volta gli intelligenti sanno anche che devono tutelare il meccanismo degli stupidi che trovano il modo di distorcere il proprio. E allora come si fa?? Sono sgomenta se non davvero travolta in maniera profonda da una sorta di depressione reale
RispondiElimina