La speranza di vita in Italia – dato relativo all’anno 2019 – è di 81 anni per gli uomini e 85,3 per le donne. I dati dell’ISS (Istituto Superiore della Sanità), una fonte credo non tacciabile di complottismo o negazionismo, relativamente ai decessi per o con Covid-19, ci dicono che l’età media dei soggetti è di 82 anni, in salita rispetto a quelli dello scorso marzo. Di questi il 73% presentava altre patologie – il dato dello scorso marzo era del 62%. I soggetti di età sotto i 50 anni rappresentano l’1,1% di tutti i decessi; tutti con importanti patologie concomitanti.
Secondo il professore dell'Università di Padova, il virologo
Giorgio Palù, la letalità del coronavirus è bassa, può uccidere certo chi è già
gravemente ammalato o presenta un sistema immunitario compromesso, vuoi per l’avanzata
età vuoi per malattie immunologiche, ma non è la peste.
Persino l’OMS si è vista costretta a rivedere il tasso di
letalità a seguito del modo piuttosto bizzarro di conteggiare i morti Covid-19:
autopsie negate cosicché pazienti con altre patologie sono stati sbrigativamente
classificati come morti da Covid-19; in tanti casi i protocolli terapeutici sbagliati
sono stati la causa dei decessi.
Mike Ryan, uno dei massimi esperti dell’OMS, lo scorso 10
ottobre ha dichiarato – notizia taciuta dalla maggior parte dei mass media mainstream
– che “le migliori stime attuali ci dicono che circa il 10% della popolazione
mondiale potrebbe essere stata infettata da questo virus”. Il che vuol dire che
il tasso di letalità dal 3%, come inizialmente indicato, crolla allo 0,14% - nel
2019 il tasso di letalità dell’influenza stagionale in Italia è stato dello
0,11%.
Sempre secondo il virologo Palù, il 95% dei contagiati è
asintomatico. E se dovessimo parlare di pandemia, dovremmo parlare di pandemia
da tamponi PCR che, pur non avendo alcuna affidabilità scientifica, contribuiscono
solo a montare il panico generalizzato, atteso che positivo asintomatico non significa necessariamente contagioso.
Infatti, secondo il virologo Giulio Tarro, assistente di
Albert Sabin, l’ideatore del vaccino antipoliomielite, “Le persone sane
asintomatiche non possono essere considerate contagiose … L'asintomatico non
contagia perché ha una bassa carica virale”. Peraltro, con riferimento all’affidabilità
dei tamponi come mezzo diagnostico, il loro uso è inattendibile in quanto, proprio
rifacendosi al suo scopritore il Premio Nobel professore Mullis, il test RT-PCR,
eseguito utilizzando tamponi nasofaringei o altri campioni del tratto
respiratorio superiore, “misura un acido nucleico che potrebbe essere anche
inattivo”.
Ora le autorità pubbliche – di fronte a tante e numerose tesi esposte da altrettanto validi scienziati – anziché approfondire le tesi contrapposte degli scienziati intorno allo stesso tema, attraverso un confronto dialogico utile a stabilire da quale parte stia la verità, preferisce chiudere tutto e tutti, imponendo le mascherine all’aperto, anche se siamo soli.
Anziché
usare i muscoli dell’intelligenza e della ragione, preferisce quelli della
censura e della repressione.
Nessun commento:
Posta un commento