giovedì 2 dicembre 2021

NEGAZIONISTI SONO ANCHE COLORO CHE DICONO CHE I VACCINI FUNZIONANO

Dopo i crimini dell’economia giustificati in nome del risanamento dei conti pubblici, siamo ora ai crimini sanitari giustificati in nome della salute. A nulla serve l’allarme delle reazioni avverse legate all’inoculazione dei vaccini mRNA, ma la von der Leyen apre all’obbligo vaccinale a livello europeo. Da quando è iniziata la campagna vaccinale che interessa i bambini (2021), c’è un aumento di oltre il 1000% nel numero totale di eventi avversi, ma l’AIFA dà il suo via libera ai vaccini per i bambini nella fascia di età tra i cinque e gli undici anni.

Nel tentativo di trovare delle spiegazioni razionali a questo agire criminale e folle, la mente si smarrisce. È possibile che figure istituzionali di alto livello internazionale – in concerto tra loro – possano concepire e mettere in atto disegni così perversi tali da cagionare seri danni alla salute per molti individui? È possibile che pur in presenza di valide terapie alternative più efficaci dei vaccini, si è preferito ignorarle – quando non ostacolarle – per costringere le persone alla vaccinazione? È possibile che, pur constatando l’inefficacia dei vaccini nel contenimento dei contagi e nella conseguente diffusione della malattia, si continui a percorrere la strada pericolosa del vaccino?

Se i fatti sono fatti e restano ancora fatti, è un fatto che laddove maggiore è stata la performance vaccinale, anche e soprattutto i vaccinati, in numero ormai maggiore dei non vaccinati, si ammalano, finiscono in ospedale o in terapia intensiva, muoiono. In Irlanda è vaccinato il 91,5% della popolazione over 12, ma gli ospedali sono al collasso. In Israele più della metà dei pazienti ricoverati in ospedale in gravi condizioni sono vaccinati. Apparirebbe chiaro anche ad uno studente di medicina del primo anno che la variante Delta del virus buca i vaccini, ma non lo è altrettanto, a quanto pare, per gli scienziati organici e funzionali al nuovo regime sanitario.

Come si può continuare a negare ciò che evidente? Negazionisti, termine riadattato e trasportato a quanti non credono al Covid e all’epidemia mondiale, sono allora anche coloro che pur messi dinanzi all’evidenza dei fatti continuano a negare che questi vaccini non funzionano come dovrebbero e per giunta sono anche dannosi alla salute.

Negano e rifiutano questo fatto per non dover ammettere di aver provocato la morte di tanti sani giovani? Negano e rifiutano per aumentare i già lauti profitti delle aziende farmaceutiche? Negano e rifiutano per non entrare in crisi con la propria coscienza? Se così fosse, negheranno sempre: per proteggersi dalla verità di aver cagionato una vera e propria catastrofe umanitaria.

venerdì 15 ottobre 2021

LA RAGIONE È L'UNICA ARMA CHE IL POPOLO HA CONTRO I TIRANNI

Quanto sta accadendo ci serva da lezione: l’unica arma contro il potere è la ragione. Se rinunciamo ad essa e ci rassegniamo alla passività (come abbiamo fatto finora), gli oppressori, i tiranni, continueranno a vincere. Se invece ci daremo da fare tutti per sviluppare un pensiero critico autonomo e attivo, fondato non sulle suggestioni esterne ma sulla logica, intesa come capacità di cogliere le connessioni profonde tra gli eventi, sarà difficile per gli oppressori, i tiranni, avere la meglio sugli oppressi.

La linfa vitale degli oppressori è la pigrizia mentale degli oppressi. La blandiscono, la coltivano, proprio perché sanno che l’uomo privo di un pensiero autonomo è un recipiente vuoto che possono riempire mettendoci dentro tutto quello che a loro fa comodo per il loro bieco vantaggio. Possono così far credere a moltitudini di persone che alle politiche di austerity per il contenimento del debito pubblico non c’è alternativa; che la spesa per lo stato sociale è la causa delle crisi economiche; che privato è bello, mentre pubblico è inefficiente. Possono spacciare per pandemia quella che in altri anni sarebbe stata solo un’influenza un tantino più seria. Possono convincere milioni, miliardi, di persone che da questo autentico flagello di Dio non c’è che un rimedio: il vaccino mRNA prodotto da case farmaceutiche private, di cui non si conoscono neppure gli effetti a lungo termine, ma la gente se lo fa iniettare con una fiducia, o un’incoscienza, che rasenta la follia. Possono sovvertire i più elementari principi del sapere e della logica, per cui uno guarito dalla Covid è più infettivo di un vaccinato, e che un vaccinato può essere contagiato da un non vaccinato. Come a dire che lavarmi i denti al mattino non protegge me, ma quello che mi sta accanto. Ed è per questo che tutti devono spazzolarsi i denti al mattino.

Per cui sappiate – amici miei – che i “regimi del manganello” si combattono pure con le manifestazioni di piazza, ma soprattutto con la capacità di argomentare in modo chiaro e razionale. E questo richiede studio e autonoma capacità di discernimento, analisi e valutazione dei fatti secondo procedimenti logici.

Loro, gli oppressori, vi hanno convinto che per potere giudicare se una cosa è buona o giusta, se è vera o falsa, occorre interpellare gli esperti, i competenti di ciascun settore. E così li hanno investito di un potere enorme che ha finito per schiacciare tutti e, soprattutto, inibita la capacità del singolo individuo di elaborare un pensiero critico anticonformista, un pensiero cioè capace di tradursi in azione e pronto a sovvertire lo status quo. La gente non dice, infatti, che questa o quella cosa non convince. Dice: “questa cosa è vera perché l’ha detta l’esperto o, peggio, l’ha detta la televisione”.

La mia impressione è che le persone intimamente riconoscano da che parte sta la verità, la giustizia. Ma vi abbiano rinunciato per frustrazione e rassegnazione dinanzi a un pensiero dominante che a forza di ripetergli da mattina a sera – grazie al pressoché totale controllo dei mass media mainstream – che il loro pensiero, la loro opinione, non conta nulla se paragonata a quello di un Burioni, di un Bassetti, di un Mario Draghi, hanno finito per crederci. Ed anche se percepiscono che tante cose sono sbagliate, ingiuste, per convenienza e/o opportunità hanno finito per rinunciare a loro stesse. Hanno introiettata la figura dell’oppressore sino al punto di nutrire sentimenti positivi verso i propri aguzzini. E chiunque osi svelar loro tale inganno è loro più acerrimo nemico che va messo al rogo. Ecco perché una gran parte di coloro che si sono vaccinati odiano i no Vax: questi gli rammentano quella libertà che hanno perduto, barattandola con la falsa sicurezza che l’oppressore gli offre: “loro sanno che la bistecca che vedono nel piatto non esiste... ma sanno che quando la infileranno in bocca… il condizionamento ricevuto suggerirà al loro cervello che è succosa e deliziosa” – (Parafrasi Matrix).

giovedì 12 agosto 2021

NON POSSIAMO STARE A GUARDARE GLI STREPITI DI UN NEO TOTALITARISMO

A lanciare l’allarme contro il rischio di derive autoritarie dell’attuale governo è il professor Paolo Sceusa, Presidente emerito di sezione della Cassazione. Un uomo delle istituzioni che considera ancora lo Stato di diritto condizione imprescindibile per garantire il patrimonio irrinunciabile della persona umana contro il potere arbitrario, assoluto e autoritario dello stato. Il suo è «Un allarmato discorso sul green pass e su quella strana “dimenticanza” sulle norme dell’Unione europea che ne hanno permesso l’adozione». E, chiamando a raccolta le forze più sane del Paese, conclude dicendo che “NON POSSIAMO STARE A GUARDARE GLI STREPITI DI UN NEO TOTALITARISMO”.

Buona visione.


https://www.byoblu.com/2021/08/12/non-possiamo-stare-a-guardare-gli-strepiti-di-un-neo-totalitarismo-lappello-del-magistrato-paolo-sceusa/

MA COME, CON TUTTE LE LIBERTÀ CHE AVETE… VOLETE ANCHE LA LIBERTÀ DI PENSARE?

Io non capisco proprio il motivo per il quale, tutti quelli che hanno sposato il pensiero unico ampiamente accettato della narrazione pandemica del Covid-19, si sentano poi anche autorizzati ad offendere coloro che hanno una visione diversa dalla loro, tacciandoli di complottisti e negazionisti.

Cominciamo dal termine “complottista”, spesso appiccicato a quanti dissentono dalla narrazione ufficiale propinata dai mass media mainstream e dai governi. Che molti accadimenti storici siano stati preceduti da trame e complotti occulti è un fatto che nessuno, intellettualmente onesto, può negare.

Il 20 gennaio 1942, quindici tra i maggiori funzionari del Partito Nazista e del Governo tedesco si riunirono segretamente in una villa sulla riva del lago Großer Wannsee nella periferia a sud di Berlino, per decidere del destino di milioni di ebrei.

L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, commesso a Dallas (Texas) il 22 novembre 1963, dalla dinamica della sparatoria e dai personaggi coinvolti, fu il risultato di una cospirazione, salvo credere alla strampalata teoria della “pallottola magica”, fatta propria dalla commissione Warren, che identificò in Lee Harvey Oswald l'unico responsabile.

Il presunto attacco nordvietnamita del 1964 contro la US Navy nel Golfo del Tonchino fu l’esito di un complotto che servì a Johnson per convincere il Congresso ad approvare l’impiego delle forze armate nel Vietnam del Nord.

E, restando in Italia, cosa furono le stragi di piazza Fontana, piazza della Loggia a Brescia, stazione di Bologna, ecc., se non complotti orchestrati da pezzi deviati dello Stato per impedire che l’accelerazione dei processi di consapevolezza delle masse lavoratrici, organizzate come non mai nella storia, portassero al governo la sinistra (non quella di oggi, pappa e ciccia con i postulatori del neoliberismo), considerata un pericolo sia perché giudicata portatrice di politiche contrarie agli interessi americani, sia perché rappresentante di masse popolari non ancora integrate nello Stato?

La lista dei complotti è lunga, e richiederebbe ben altro spazio e tempo. Ma i casi elencati rappresentano emblematicamente che se complotti nella storia ci sono stati, allora definire complottisti quelli che, ponendosi legittime domande, tentano d’interpretare i retroscena proprio per impedire – nel limite del possibile – che i complotti abbiano successo, è fuorviante. In questi casi, complottisti, o cospirazionisti, al contrario, sono quelli che i complotti li mettono in atto, per deviare il corso della storia nella direzione a loro più congeniale.

Negazionista è colui che assume ideologicamente posizioni negazioniste, nonostante l’evidenza dei fatti. Coloro che dissentono dalla verità ufficiale divulgata dai governi e dai mass media mainstream, che fanno da grancassa, sono per definizione e ipso facto “negazionisti”. Dunque, non i fatti e la capacità di interpretarli logicamente rappresentano la via sicura per accedere alla verità, quanto la verità proclamata dallo Stato che ha il monopolio della verità, che si pretende oggettiva e assoluta. Pertanto, la verità dello Stato, anche fosse una grande Bugia, è la Verità. Chiunque osi dubitarne o metterla in discussione è un folle. Parafrasando Umberto Galimberti, se io vedo una camicia blu ma lo Stato mi dice che è bianca, non devo dubitare che essa è bianca. Continuare ad affermare che è blu, fa di me un folle!

Dunque, pensare che la realtà sia qualcosa di oggettivo ed evidente fa di me un negazionista, e quindi un folle. Se quel qualcosa di esterno, con una sua esistenza autonoma che si offre ai miei sensi e al mio intelletto, non è in accordo con la verità assoluta di cui lo Stato è unico depositario, allora quel qualcosa “non è reale”, e il mio ostinarmi a considerarla reale fa di me un negazionista, e quindi un folle!

Insomma, se io constato, sulla base di prove e documenti, che proprio laddove più intensa ed efficace è stata la campagna vaccinale si assiste ad una recrudescenza dei casi di Covid, e da ciò ne deduco che i vaccini non servono ad arrestare, o almeno arginare, l’epidemia, devo rinunciare a ciò cui la logica mi fa pervenire e abbracciare l’unica verità ammissibile: quella dettata dalle autorità governative! Nel caso contrario sono un negazionista, e quindi un folle!

Dobbiamo così concludere che ragionare in modo corretto per comprendere e giungere alla verità delle cose è una forma di ostinazione arrogante, quando basta semplicemente accordarsi con la verità del leviatano tecno-sanitario: “Ma come, con tutte le libertà che avete… volete anche la libertà di pensare?” (G. Gaber).

martedì 15 giugno 2021

TU IS MEGL CHE UAN

 All’inizio gli esperti sapientoni di "regime" minimizzarono il nuovo coronavirus: ci dissero che era solo un'influenza! Nicola Zingaretti, l'ex segretario del Pd, sfidando il panico che si era diffuso a causa del Coronavirus, organizzò a Milano un apericena, lanciando la parola d’ordine: NORMALITÀ. “Bisogna isolare i focolai ma non bisogna distruggere la vita o diffondere il panico”.  

All’improvviso dopo il primo tampone positivo di un caso di Covid-19 a Codogno, la catastrofe: eravamo in piena emergenza. 

In nome della salute pubblica, diritti costituzionali e libertà furono compressi, quando non sospesi. Milioni di persone furono confinate nelle loro case; centinaia di migliaia di attività commerciali costrette alla chiusura; quarantene odiose, prolungate e assurde, per quanti fossero risultati positivi al tampone; file chilometriche e lente davanti ai supermercati per evitare assembramenti. E giunta la sera, il puntuale bollettino degli infetti, dei guariti e dei morti, diramato dalla Protezione civile. Quindi, per accrescere ulteriormente il panico tra la gente, le notizie divulgate dai mass media mainstream sull’epidemia si caricarono di macabri dettagli. 

Chi non ricorda la colonna di 70 mezzi dell’esercito che, carichi di bare, sfilarono per le strade di Bergamo?

Autentiche operazione di "ingegneria sociale" per diffondere paura e costringere la popolazione a concedere un assegno in bianco a un branco di avvoltoi che, con la scusa di preservare la vita umana, stanno effettivamente portando l'umanità intera ad una pandemia di miseria e carestia. Condizione necessaria per attuare il disegno del “Great Reset”.

Improvvisamente, nell’arco di pochi giorni, ci trovammo nel totalitarismo più abbietto e crudele con la scusa che era necessario salvare vite.

Le mascherine, che quando scarseggiavano non erano – secondo gli esperti sapientoni di regime – necessarie per chi non fosse operatore sanitario o ammalato, divennero – dopo il patto siglato tra Giuseppe Conte e John Elkann – obbligatorie per tutti, non solo negli ambienti chiusi ma anche all’aperto. 

Non importava che rispettassero certi requisiti, l’importante era che ognuno coprisse bocca e naso; piuttosto che niente andava bene anche una sciarpa o un foulard.

È trascorso oltre un anno dall’inizio dell’epidemia, e la vita dei cittadini non sembra migliorata né sul piano fisico, né su quello psicologico, né su quello economico. 

Chi ha beneficiato di questo disastro? Quella dei governanti e dell’1% della popolazione mondiale: hanno molto più potere e molta più ricchezza.

I dati e i grafici impietosi svelano le bugie e gli inganni: la pandemia poteva essere gestita in tutt’altro modo e con meno danni. Alla luce di quei dati e di quei grafici c'è da chiedersi: hanno davvero cercato di prevenire la diffusione di questa malattia? C'è stata una gestione intenzionale o negligente? 

Sono domande che una persona intelligente si pone.

Uno ad uno i tasselli dell’inganno e della menzogna stanno cadendo. Sappiamo oggi che questo virus non è naturale, come hanno voluto farci credere, bollando di complottisti coloro che sostenevano il contrario.

Questo virus è stato prodotto in laboratorio. 

Due scienziati – l'oncologo britannico Angus Dalgleish e il virologo norvegese Birger Sørensen – non hanno dubbi: il coronavirus è nato in laboratorio "oltre ogni ragionevole dubbio".

Come se non bastasse la già alta montagna di menzogne, Palù – presidente dell’AIFA – se ne esce con un’altra boutade: “Due vaccini diversi stimolano meglio il sistema immunitario”. Ricordando la pubblicità del Maxibon: “tu is megl che uan”!

Quali sono i dati e le evidenze scientifiche che due diverse dosi di vaccino mRna proteggano da varianti? Forse che la proteina Spike prodotta da Astrazeneca è più brutta di quella prodotta da Pfizer, decisamente più carina? 

Se uno studente di medicina all’esame di immunologia dicesse stronzate simili, verrebbe cacciato fuori a pedate. 

E poi, dove sono gli studi che attestano una castroneria del genere?

Intanto però, in attesa che questi esperti sapientoni di regime cercano di capirci qualcosa sui tanti problemi che questi vaccini sollevano, continuano impunemente a fare le prove sulla nostra pelle, somministrandoceli!


domenica 13 giugno 2021

PUNTO PER PUNTO LE OBIEZIONI AI VACCINI ANTI COVID-19

Secondo la mia personale convinzione, da parte di chi rifiuta il vaccino non c’è nessuna “feroce e scomposta opposizione”, ma solo il tentativo di capirne la ratio e, soprattutto, la sua reale efficacia e il profilo di sicurezza per la salute umana. 

Se chi si fa il vaccino deve esporsi alla roulette russa di beccarsi un ictus, che potrebbe avere come conseguenza, nella migliore delle ipotesi, un’invalidità permanente per il resto della sua vita o, nella peggiore, la morte, il gioco non vale la candela specialmente nella fascia giovanile che, nel malaugurato caso contragga il virus, se femmina ha un tasso di sopravvivenza del 99,77% e se maschio del 99,65%.

Porsi delle domande è proprio delle persone intelligenti, il contrario è invece proprio degli idioti, cui si può far credere che gli asini – stravolgendo le leggi della fisica – possono anche volare!

Cercherò di elencare punto per punto le obiezioni al vaccino anti Covid-19, ovvero perché una parte sia pure minoritaria della popolazione non vuole farselo somministrare, di contro a quei medici di regime che vorrebbero imporlo “erga omnes” anche per legge.

Definisco “medici di regime” tutti quei virologi, epidemiologi, medici, che propendono per il pensiero unico dominante, e che da bravi cortigiani s’incaricano di ammansire il popolo perché faccia quello che il padrone vuole.

I medici di regime sostengono che si sa benissimo cosa c’è dentro i vaccini, ed escludono in modo categorico che vi siano metalli pesanti e “altre cagate del genere”. Loro lo sanno però come lo so anch’io, perché hanno letto il bugiardino predisposto dalle Case farmaceutiche che hanno preparato i vaccini. La loro conoscenza deriva dunque da un atto di fiducia nei confronti dei produttori: nessuna analisi sui vaccini è stata condotta da laboratori super partes che confermino o smentiscano la loro composizione.

Nel caso di un macellaio che dichiari che la carne da lui venduta è priva di antibiotici o OGM, ne dobbiamo concludere che la sua dichiarazione è di per sé un dato scientifico provato al di là di ogni ragionevole dubbio.

Per chiudere subito questa questione e passare all’utilizzo dei feti per produrre i vaccini, faccio allora anch’io un atto di fede, prendendo per buono quello che affermano le case farmaceutiche, e cioè che oltre alle particelle di grasso, che inglobano l’mRNA (nel caso dei vaccini Pfizer e Moderna), colesterolo, sali, saccarosio e acqua, non v’è nient’altro.

I medici di regime dicono che sono solo clamorose fake news quelle che parlano dell’utilizzo dei feti morti per realizzare i vaccini.

Ora, se i vaccini prodotti da Moderna o da Pfizer/BioNTech non ne fanno uso, lo stesso non può dirsi per quelli prodotti dalla Johnson & Johnson o AstraZeneca, per il semplice motivo che i virus non sono organismi viventi; per produrre abbastanza adenovirus, che fungano da vettori virali, è necessario coltivarli in cellule di feti umani vivi, non morti.

Non utilizzano, dunque, feti morti ma vivi!

I virus sono infatti specie specifici: la replicazione virale può avvenire solo in organi o apparati di esemplari appartenenti ad una certa specie; non si possono usare cellule animali appartenenti ad altre specie per replicare gli adenovirus destinati al trasporto del codice genetico che codifica per la proteina Spike.

A quanto pare i medici di regime sono rimasti indietro di molti secoli, sposando la teoria della generazione spontanea di Aristotele.

Secondo i medici di regime, i vaccini anti sars-Cov2 sono stati adeguatamente sperimentati. Costoro evidentemente ignorano che la sperimentazione clinica di un qualsiasi farmaco segue quattro fasi.

Come ricorda la D.ssa Loretta Bolgan, ciascuna di queste fasi deve essere esaurita in sequenzialità per accedere alla fase successiva. Si può passare alla fase successiva solo se il profilo beneficio/rischio è accettabile; in caso contrario, il progetto di sperimentazione viene abbandonato. Delle quattro fasi richieste, i vaccini anti sars-Cov2 hanno superato solo la prima; le successive tre sono state adottate in parallelo, sperimentando in fieri (cioè in corso) gli eventuali eventi avversi, e correggendoli di volta in volta.

Questa dato di fatto ci porta alla conclusione che si sta usando il mondo come un enorme laboratorio in cui la popolazione umana è trattata alla stregua di animali da sperimentazione.

I medici di regime sostengono che i vaccini ad RNA messaggero non modificano il DNA umano, e quindi sono più che sicuri: “Dire chel’mRNA (che tra l’altro ha vita molto breve) può modificare il DNA è come direche se ho un dado di carne per il brodo posso farmi la mucca in casa”. 

Sul piano teorico si può essere d’accordo per i vaccini Pfizer e Moderna. Poco d’accordo, invece, per i vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson che trasportando il plasmide, nel cui anello c’è la sequenza di mRNA che codifica per la Spike, all’interno del nucleo della cellula può – sia pure sporadicamente – integrarsi con il DNA umano.

Insomma, anche se l'incorporazione della sequenza genica dell'mRNA del vaccino nel DNA umano è estremamente improbabile, questa possibilità esiste e non può essere scartata.

C’è poi un’altra questione, non di poco conto: ad oggi non sono chiari gli effetti dei vaccini genetici sulla traduzione di RNA messaggeri della cellula ospite. È il fenomeno dell’interferenza genica: è plausibile che ad un aumento degli mRNA che codificano per la proteina Spike, corrisponda una riduzione degli mRNA cellulari, con la conseguenza di modificare l’espressione delle proteine cellulari e favorire l’insorgenza di patologie imprevedibili, come tumori, malattie degenerative, autoimmuni/infiammatorie ecc.

Ci sono poi i gravi rischi associati alla proteina Spike, che sembra da sola avere un ruolo chiave nel provocare danno all’endotelio vascolare. Due studi indipendenti, uno cinese e l’altro statunitense, sono giunti alla conclusione che la Covid-19 non è solo una malattia respiratoria, ma anche, e forse soprattutto, una malattia vascolare.

Viste le numerose problematiche in termini di sicurezza, non è quindi accettabile adottare vaccini che, sia pure potenzialmente, potrebbero esporre una larga fetta della popolazione umana a rischi ben peggiori della Covid-19.

L’obiezione che sovente muovono i medici di regime contro quelli che sono contrari al vaccino è che in fondo qualunque farmaco non è esente da effetti collaterali: anche l’aspirina può scatenare effetti imprevedibili.

Faccio fatica a credere che uomini di scienza – avvezzi al ragionamento – possano portare simili fallaci argomenti, senza scorgerne il vizio: dell’aspirina e, più in generale, dei farmaci che hanno superato le quattro fasi della sperimentazione clinica, sono almeno noti i possibili effetti collaterali, con la conseguenza che, se si dovesse presentare uno di essi, il medico sa come agire; dei vaccini – mutuati dalla recente esperienza della terapia genica, e finora usata compassionevolmente – non si sa assolutamente nulla! E quindi non si conoscono gli interventi adottare per riparare al danno.

Personalmente ritengo che, quando vi sono ragionevoli e fondati motivi per temere effetti nocivi del tutto sconosciuti, il principio di precauzione imporrebbe l’immediata sospensione della campagna vaccinale per non esporre un certo numero di soggetti a potenziali rischi che potrebbero rivelarsi ben più gravi della Covid-19.

I medici di regime ci confortano sostenendo che la copertura dei vaccini contro il sars-Cov2 è superiore al 90%. Ma questo è quello che dicono le aziende farmaceutiche produttrici.

Il British Medical Journal, dopo aver esaminato i dati grezzi, ha però concluso che non c’è prova che funzionino. Peter Doshi, editore associato dell’autorevole giornale medico internazionale, ha stimato l’efficacia del vaccino contro lo sviluppo di sintomi di covid-19 in un più modesto range compreso tra il 19% e il 29%, molto al di sotto della soglia di efficacia del 50% necessaria per l’autorizzazione fissata dalle autorità di regolamentazione.

Di questi vaccini non si sa poi neppure se conferiscono immunità: chi si vaccina potrebbe ugualmente ammalarsi di Covid-19 e contagiare gli altri; non si hanno dati certi neppure sulla durata dell’immunità. Alcuni parlano di sei mesi, altri di 8 mesi. 

Un dato però è certo: l’immunità non è per tutta la vita; è efficace entro un certo lasso di tempo e non in modo omogeneo in tutti i soggetti vaccinati. In alcuni la durata dell’immunità potrebbe essere addirittura di pochi mesi. E, infine, non è sempre efficace nei confronti delle varianti. 

Da ciò ne consegue che continuare ad andare avanti con la campagna di vaccinazione non garantirà affatto il raggiungimento della cosiddetta “immunità di gregge”.

C’è infine il rischio, secondo Luc Montagnier, virologo francese e vincitore del Premio Nobel per la Medicina 2008 per la scoperta del virus che causa l’Aids, che la vaccinazione di massa contro il virus Covid-19 porti all’emergere di varianti del virus Corona nei confronti del quale gli attuali vaccini potrebbero rivelarsi inefficaci.

Era proprio necessario l’approccio vaccinale per arrestare la diffusione del virus? 

In realtà, no: la vaccinazione contro il sars-CoV2 non è necessaria. I medici del Movimento Ippocrate dopo aver trattato 60 mila pazienti, con zero decessi tra quelli arrivati entro il quinto giorno dall’insorgenza dei sintomi, affermano che la Covid-19, se presa nei primi giorni dall’insorgenza dei sintomi: si cura e si guarisce sempre in 3-4 giorni di semplice terapia domiciliare.

Perché allora, pur davanti a tante evidenze, sono stati adottati d’imperio provvedimenti ingiustificabili e demenziali? 

I tanti che rifiutano il vaccino non lo fanno per partito preso; lo rifiutano perché non ne comprendono la ragione sul piano logico e morale.

George Orwell, autore del romanzo distopico “1984”, scrisse: “la libertà consiste nel rivelare la verità”.  Per questo io ritengo che sia diritto e dovere di ogni uomo, che voglia affermarsi libero, cercare la verità.

domenica 6 giugno 2021

LA MAGGIORANZA DEGLI OPPRESSI AMA LA PROPRIA SCHIAVITÙ

Non è casuale che nel corso dei millenni le masse, come testimonia una vastissima iconografia (il potere rappresentato come una piramide), soggiacciano per indole a strutture di potere a vocazione gerarchica. Quegli uomini che, animati da un principio egualitario e propenso alla circolarità delle relazioni sociali, hanno pure tentato di convincere gli oppressi (in assai gran numero) che gli oppressori sono solo un inganno della loro mente, solo che i primi, strappato il velo di Maya, osassero liberarsi dalle catene delle loro paure, hanno tutti – da Gesù a Che Guevara – fatto una fine straziante.

La mandria di bovini al vaccino

Il che ci porta ad una conclusione: la maggioranza degli oppressi ama la propria schiavitù; nel corso dell’evoluzione una gran parte di uomini ha introiettato la logica gerarchica degli insetti. Le centinaia di migliaia di lavoratori che, al tempo dei faraoni e dell'antico Egitto, costruivano le piramidi destinate come tombe ad un uomo solo, il faraone, non fanno forse venire alla mente un formicaio?

È l’enigma del potere, che trova espressione nel capitolo V della parte II de “I fratelli Karamazov” nel punto in cui l’Inquisitore individua nella libertà la causa del male che affligge l’umanità. Rivolgendosi a Gesù, che lo ascolta in silenzio, gli dice: «Sei venuto a portare nel mondo la libertà. Ma la libertà, per le tue creature, è solo impazienza e sofferenza. È un dono, ma avvelenato»!

Molti uomini alla vera libertà, intesa come capacità di autodeterminarsi, che presuppone un lungo lavoro di autocoscienza, preferiscono la “libertà degli schiavi”, ossia quella che il padrone concede loro.

L’Inquisitore non vuole affatto costringere con la forza gli esseri umani ad obbedire, vuole misericordiosamente dispensarli dal pensare. Sa di essere un impostore, ma sa anche che alla stragrande maggioranza degli uomini non si addice la vertigine della libertà, ma la servitù dello spirito. E quindi è pronto a farsi carico delle debolezze del “volgo”, soddisfacendo questo loro desiderio.

Egli sa che pensare per molti uomini è un’impresa, oltre che eccessiva, anche paralizzante. Il sovraccarico sarebbe eccessivo. Per muoversi con l’umile, tiepida, fanciullesca felicità, costoro devono scrollarsi di dosso il peso della libertà, troppo gravoso; supera la loro capacità di reggerlo.

Ecco perché l’Inquisitore deve imporre i lockdown, le mascherine, i tamponi, i vaccini. Egli sa che non servono a niente, ma illudendoli che tutto questo armamentario abbia una sua finalità salvifica, gli uomini moriranno almeno più felici, illusi come sono che se adotteranno tutte le regole che loro sono state imposte e i consigli che loro sono stati impartiti si salveranno!


martedì 11 maggio 2021

CIÒ CHE MI UMILIA E OFFENDE

Ciò che mi ferisce e umilia non è tanto che – da quando la pandemia da Covid-19 ha trasformato radicalmente lo scenario internazionale e la vita di tutti noi – i pochi uomini ben selezionati dall’élite, che di fatto detiene il potere mondiale, recitino la parte loro assegnata.

E da questa rappresentazione traggano poi vantaggi personali.

In un modo o nell’altro i servi del potere hanno ben il loro tornaconto.

Quello che più mi offende e umilia, in quanto appartenente al genere umano, è assistere alla docilità, al conformismo, alla passività di quanti ottusamente obbediscono all’autorità, quando avrebbero maggior vantaggio a opporvisi, reclamando diritti che non devono essere ancora conquistati ma già scritti nella Dichiarazione Universale dei diritti umani e nella nostra Costituzione. 

lunedì 10 maggio 2021

RIFLESSIONI PERSONALI SULL’IMPOSIZIONE PER LEGGE DEL VACCINO

Uno degli argomenti che sento spesso fare da coloro che giustificano l’obbligo vaccinale per legge è che la tutela della salute pubblica viene prima del diritto del singolo cittadino a non essere sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Lo Stato, per costoro, non ha solo il diritto ma anche il dovere di imporre una vaccinazione obbligatoria per fronteggiare il pericolo di eventuali epidemie; dall’altra parte, il cittadino ha il dovere di sottoporsi a questa misura di prevenzione.

Sempre secondo i fautori del vaccino anticovid, occorre tener presente che sotto l'etichetta di “diritto alla salute” vanno inclusi sia i diritti e doveri che appartengono agli individui, ma anche quelli che appartengono allo Stato, che ha il compito di tutelare in via prioritaria la salute collettiva. A questo proposito, soccorre uno dei principi fondamentali della Costituzione, previsto dall'art. 2, secondo il quale “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Dunque: poiché il contenuto e la natura giuridica del diritto alla salute non può essere coniugato solo in chiave individuale, ne consegue che sottrarsi all'obbligo vaccinale configura un venir meno al dovere inderogabile di solidarietà sociale da parte del singolo, il quale – avendo scelto di vivere in una comunità di persone – è tenuto ad assumere sopra di sé. In tale contesto, pertanto, l’intervento dello Stato non solo è moralmente giustificato ma anche richiesto, mediante imposizione per legge, al fine di garantire la salute pubblica.

Il presupposto logico-giuridico dell'imposizione di una vaccinazione obbligatoria è dunque quello di proteggere da malattie gravi, o addirittura letali, sia la comunità che il singolo. E quindi l’eventuale lesione del diritto del singolo a non subire un trattamento sanitario obbligatorio, come quello vaccinale, troverebbe compensazione nel prevalente diritto alla salute della comunità.

Non vado oltre, lascio ai giuristi e ai costituzionalisti affrontare l’adversa quaestio, ovvero se il diritto del singolo a non subire trattamenti sanitari obbligatori prevalga sul diritto dovere da parte dello Stato di imporre tali trattamenti, quando in gioco è la tutela della salute pubblica.

Personalmente, in linea astratta e generale, condivido il principio del dovere inderogabile di solidarietà sociale. Ubi maior minor cessat: in presenza di una ragione superiore, quella della tutela della salute pubblica, quella minore – il diritto del singolo a non sottoporsi ad un trattamento sanitario, di cui si è accertato in modo inequivocabile l’efficacia e l’assenza di gravi effetti collaterali – perde rilevanza. Chi vive in una comunità di persone da cui trae vantaggi – diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione, all’incolumità fisica, varie forme di previdenza economiche, ecc. – non può e non deve sottrarsi all’interesse primario della collettività. Ma di questo ci sarebbe da discutere, perché non sempre lo Stato – meglio i governanti – assume questi doveri inderogabili nei confronti della comunità, se non sbandierarli quando in ballo ci sono interessi privati. Per esempio, perché lo Stato (governanti collusi con il potere finanziario ed economico, quando non prezzolati) non mette quella stessa veemenza che ostenta quando si tratta di imporre vaccini (prodotti dalle grandi aziende farmaceutiche private), ma nicchia scandalosamente quando si tratta di riconoscere a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuovere le condizioni che rendano effettivo questo diritto (art. 4 della Costituzione)?

Ma questa è un’altra questione che meriterebbe un approfondimento a parte.

Dunque in linea di principio posso anche affermare il principio dell’ubi maior minor cessat. Ma nel merito del o dei vaccini anticovid, l’imposizione mediante legge – per il momento limitata alla categoria degli operatori sanitari – trova giustificazione sul piano scientifico e quindi giuridico?

Direi di no!

Le vaccinazioni di profilassi obbligatorie hanno il fine prevenire la malattia. Questi vaccini però non prevengono la malattia. Coloro che hanno ricevuto la prima e la seconda dose vaccinale si ammalano, anche gravemente. Come dimostra il rapporto del governo britannico, pubblicato il 5 aprile sul proprio sito, la vaccinazione di massa per Il Covid-19 produrrebbe una “malattia potenziata dal vaccino”.

Le vaccinazioni di massa non si fanno in piena epidemia (parola del virologo Crisanti), perché la probabilità che emergano varianti resistenti al vaccino (o ai vaccini) è assai elevata, vanificando la cosiddetta immunità di gregge ed esponendo vaccinati e non vaccinati a virus più aggressivi.

Le vaccinazioni dovrebbero arrestare la diffusione del virus. Però c’è qualcosa che non va: questi vaccini non impediscono che il virus si diffonda. Nelle isole Seychelles, il paese al mondo con il più alto tasso di vaccinazione completa (il 62% dei cittadini ha ricevuto due iniezioni di vaccini), si è registrato un’esplosione dei casi di covid-19 da indurre le autorità locali a porre lockdown particolarmente stringenti. Attualmente, ci sono 107.000 casi Covid, di cui un terzo riguarda soggetti che hanno ricevuto le canoniche due dosi di vaccino.

Le vaccinazioni dovrebbero impedire che il vaccinato possa contagiare o, a sua volta, contagiarsi. Ma il rischio di contagiarsi o di contagiare rimane anche dopo aver completato la vaccinazione.

Le vaccinazioni dovrebbero consentire un’immunità permanente all’agente patogeno. Ma questi vaccini conferiscono al massimo una protezione che va da sei a otto mesi. Il che vuol dire che se il sars-Cov2 resterà con noi endemicamente (e ci sono prove sufficiente per definire il sars-Cov2 un virus endemico), la popolazione mondiale sarà costretta ad assumere nuove dosi vaccinali con cadenze semestrali?

Questi vaccini – impropriamente così chiamati, perché trattasi di terapie geniche e non di vaccini; e la differenza non è da poco – sono del tutto sperimentali. Utilizzando geni ricombinanti per ottenere l’effetto terapeutico, potrebbero portare – nel medio o lungo termine – ad un aumento dei tumori e delle malattie autoimmuni. Nessuno, allo stato dell’arte, può escluderlo; la sperimentazione clinica è stata, infatti, saltata adducendo le ragioni dell’emergenza.

Dunque: se questi vaccini, che non sono vaccini, non servono affatto allo scopo per cui sono stati creati, perché il cittadino informato dovrebbe sottoporsi ad una vaccinazione che non serve a niente, ma i cui effetti dannosi nel breve, medio e lungo termine potrebbero essere imponenti e irreversibili?

Il Codice di Norimberga, nato dopo gli orrori compiuti dai medici nazisti nei campi di concentramento, vieta tassativamente ogni sperimentazione medica su soggetti umani; senza il consenso volontario nessun soggetto umano può essere sottoposto a trattamento sperimentale. I vaccini attualmente approvati (Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson) sono tutti basati su un meccanismo d'azione completamente nuovo, e quindi sperimentali.

In aperto contrasto con il Codice di Norimberga, con il principio di precauzione e infine di tutela proprio della salute pubblica, può lo Stato legittimamente imporre la somministrazione di un vaccino che non ha ancora superato la sperimentazione clinica?

Se proprio i dati scientifici smentiscono l’affidabilità e l’efficacia dei vaccini anticovid, su quale fondamento giuridico trova giustificazione il Decreto Legge n. 44/2021, che impone l’obbligo vaccinale per i professionisti e gli operatori sanitari?

Vaccinarsi è una responsabilità etica quando i vaccini sono efficaci e affidabili, non quando mettono a rischio la salute dell’individuo e quella della comunità di appartenenza. Non quando si rivelano potenzialmente peggiori del male che intendono curare.

In questi casi è dovere dei cittadini RESISTERE alla stupidità, all’incompetenza e all’arroganza dei propri governanti.

domenica 9 maggio 2021

SIAMO IN PRESENZA DI EFFETTO ADE INDOTTO DAI VACCINI?

Di seguito il link da cui è possibile scaricare il rapporto del Governo britannico, datato 31 marzo 2021, in cui si ammette che il 60-70% dei nuovi ricoveri e dei decessi covid proviene da pazienti già vaccinati:

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/975909/S1182_SPI-M-O_Summary_of_modelling_of_easing_roadmap_step_2_restrictions.pdf

A pagina 10 – paragrafo 32 – si legge:

Testo originale:

“The resurgence in both hospitalisations and deaths is dominated by those that have received two doses of the vaccine, comprising around 60% and 70% of the wave respectively. This can be attributed to the high levels of uptake in the most at-risk age groups, such that immunisation failures account for more serious illness than unvaccinated individuals. This is discussed further in paragraphs 55 and 56.”

Testo tradotto:

“La recrudescenza sia dei ricoveri che dei decessi è dominata da coloro che hanno ricevuto due dosi del vaccino, che rappresentano rispettivamente circa il 60% e il 70% dell’ondata. Ciò può essere attribuito agl alti livelli di assorbimento nei gruppi di età a più alto rischio, in modo tale che I FALLIMENTI DELL’IMMUNIZZAZIONE SONO RESPONSABILI DI MALATTIE PIÙ GRAVI RISPETTO AGLI INDIVIDUI NON VACCINATI. Questo è discusso ulteriormente nei paragrafi 55 e 56”.

Siamo verosimilmente in presenza di effetto ADE (potenziamento anticorpo dipendente), per il quale proprio il vaccino induce la produzione di anticorpi che aumentano l'ingresso del virus nella cellula ospite, e in alcuni casi la replicazione del virus in monociti, macrofagi e cellule granulocitiche.

Però, nonostante questo, la propaganda vaccinale prosegue indisturbata.

Quale fiducia possiamo nutrire nei confronti di chi ci governa? 

Mi fanno venire alla mente gli ufficiali delle SS che, per far entrare gli ebrei nelle camere a gas, tranquillizzavano le vittime dicendo loro che avrebbero fatto solo la doccia!!!

mercoledì 28 aprile 2021

BASTA CON IL TERRORISMO MEDIATICO!

Che l’emergenza Covid-19 sia una vera e propria maratona mediatica finalizzata ad alimentare angoscia e terrore nella gente, con l’unico vero obiettivo di controllarla, è un fatto incontrovertibile.

La paura serve al Potere perché è un sentimento molto potente, rende ciechi, spegne il senso critico ed è assai utile per trasformare la menzogna in verità del momento funzionale allo scopo che il potere intende raggiungere.

Stretta nella morsa di un terrore protratto, un’intera società può regredire allo stadio infantile e affidarsi al potere come un bambino fa col proprio genitore.

Così dagli autocarri dell’esercito che a Bergamo portavano via le salme delle vittime Covid-19, siamo passati ai roghi a cielo aperto dell’India, allestiti per eliminare l’incontenibile e crescente numero dei morti.

Se la gente anziché usare la pancia, si fermasse a ragionare, senza farsi prendere dal panico, scoprirebbero l’inganno.

La popolazione dell’India conta 1 miliardo e 390 milioni di abitanti, il numero dei decessi dall’inizio della pandemia è pari a 204 mila 834. Da ciò ne consegue che il tasso di mortalità per o con Covid, inteso come rapporto tra il numero delle morti e il numero di abitanti nello stesso periodo, è pari a 0,015%. Valore che non si discosta dal tasso di mortalità per influenza.

Se poi la gente usasse ancora una volta il cervello e meno gli altri attributi, noterebbe altresì che a distanza di due mesi dall’inizio della campagna vaccinale anti Covid la curva dei contagi e dei morti, che stava calando a picco, si è impennata. Dimostrando, qualora ve ne fosse bisogno, che vaccinare in corso di epidemia favorisce la selezione di varianti che possono rivelarsi più aggressive del virus originario.

Questo lo si insegna ai primi anni del corso di laurea in medicina. Ma, a quanto pare, gli esperti virologi che fanno le loro comparsate in Tv l’hanno scordato!

martedì 27 aprile 2021

QUELLE DI DRAGHI: RIFORME O CONTRORIFORME?

Se guardiamo la storia degli ultimi trent’anni, concludo che le uniche riforme buone sono proprio quelle che non sono state fatte. Pensiamo alla riforma costituzionale Renzi-Boschi che, se fosse passata, oggi non staremmo neppure ad interrogarci sull’asservimento del Parlamento all’Esecutivo: sarebbe stato riscritto nero su bianco in Costituzione, e quindi anche costituzionale.

Oggi è un abuso che tollerano il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, gli stessi parlamentari, una gran parte della magistratura, ecc. ecc. D’altronde, le istituzioni tollerano ben di peggio, benché abbiano giurato fedeltà alla Costituzione: lo abbiamo sperimentato con i provvedimenti straordinari adottati in occasione dell’emergenza Covid-19. Molti giuristi, di provata fede democratica e liberale, lo denunciano tutti i giorni, ma sono costantemente oscurati e silenziati da un sistema d’informazione mass mediatica che fa quadrato perché le loro voci non siano ascoltate dalla maggioranza del popolo.

Da oltre trent’anni le staffette governative – che lavorano senza soluzione di continuità al servizio del finanzcapitalismo – chiamano riforme quelle che sarebbe più giusto definire controriforme. Che altro sono le riforme del lavoro, che di fatto hanno cancellato tutele e diritti dei lavoratori, condannandoli ad una vita di precariato e miseria; che altro è la riforma previdenziale, voluta dalla Fornero per soddisfare i mercati, se non la demolizione di un intero sistema di diritti che consegna un quadro drammatico sul futuro pensionistico di milioni di lavoratori, che andranno in pensione con metà dello stipendio? E vogliamo parlare dei tagli alla sanità, alla scuola e ai servizi sociali?

Invito chiunque mi legge a leggere la nostra Costituzione, e poi mi dica quale degli articoli in essa previsti – dopo oltre settant’anni – sono stati compiutamente realizzati?

Sull’altro versante, i privilegiati – pur rappresentando un’esigua minoranza – hanno visto accrescere le loro prerogative e immunità.

Se questo è accaduto non è per effetto di una legge naturale che vuole che le cose vadano in questa direzione. Questo è accaduto e accade perché gli uomini incaricati di governare sui popoli con vane promesse ingannano la gente per conseguire il potere, e una volta ottenuto lo utilizzano – in nome del popolo – per aumentare le ricchezze e i privilegi di coloro che detengono davvero il potere e li tengono a libro paga.

Se avranno fatto tutto quanto loro è stato richiesto, la loro carriera sarà fulminante e in ascesa. In caso contrario, li distruggeranno prima che arrivino alla fine del mandato, ottenuto dal popolo, con la “macchina del fango”. Dispongono di risorse pressocché illimitate per costruire falsi dossier, con cui infamare o screditare la loro immagine pubblica allo scopo di intimidirla, punirla o condizionarla, influenzando così il giudizio dell'opinione pubblica nei loro confronti.

Draghi è un emissario del potere. Un uomo dell’alta finanza che lavora, qui in Italia, per gettare le infrastrutture necessarie alla realizzazione del “Grande Reset”, che non è una suggestione distopica partorita dai soliti complottisti, ma il nome dell’incontro Forum che doveva tenersi a Davos, ma che si è tenuto, causa pandemia, per via telematica lo scorso gennaio, nonché il titolo del libro pubblicato dal suo fondatore Klaus Schwab. È tutto scritto nero su bianco, non il delirio di un cospirazionista. Un piano preciso, ufficiale e ben documentato, sul quale istituzioni internazionali, organizzazioni non governative, filantropi e grandi aziende private collaborano apertamente già da tempo, con l’obiettivo condiviso di “migliorare lo stato di salute del Pianeta”. Ma che potrebbe rivelarsi la palingenesi, la rinascita di una nuova umanità, dove quell’1% della popolazione mondiale, che detiene il 99% delle ricchezze, potrà mettersi al sicuro dalla distruzione di un Pianeta che si annuncia più prossima di quanto noi – ignoranti uomini del popolo – possiamo immaginare, a causa di un consumismo sfrenato e incontrollato, che sta depauperando irreversibilmente le risorse del pianeta.

Così in attesa che ci facciano fuori tutti, proclamiamo pure questi autentici “criminali” come nuovi messia che ci condurranno alla Terra Promessa.

giovedì 22 aprile 2021

MA GL’ITALIANI CE L’HANNO O NO LE PALLE?

Italiani che avete perso il posto di lavoro; italiani che non avete ancora ricevuto l’assegno di cassa integrazione Covid-19; italiani che attendete un indennizzo dal Governo per aver imposto la chiusura delle vostre imprese.

Sappiate che la Commissione Contenzioso del Senato ha ristabilito il vitalizio per Roberto Formigoni – ex Governatore della Regione Lombardia, condannato per reati contro la Pubblica Amministrazione per appalti truccati e finti concorsi, che hanno in particolare danneggiato il Sistema Sanitario Nazionale – e per Ottaviano del Turco, anche lui condannato per reato contro la Pubblica Amministrazione.

Nel 2015 una delibera congiunta di Camera e Senato aveva stabilito che i colpevoli di reati di mafia, terrorismo e contro la pubblica amministrazione perdevano il diritto al vitalizio.

I vizi della casta si accumulano e sedimentano in questo Paese – non più di santi, poeti e navigatori – ma di magnacci e mafiosi, senza che nessuno s’incazzi.

GIOVANI ITALIANI RAMMOLLITI, VERGOGNA SU DI VOI!

Una Carta costituzionale tradita, un Parlamento sterilizzato nelle sue funzioni, una Repubblica democratica di fatto trasformata in una Repubblica presidenziale, un Governo che umilia i cittadini trattandoli come bambini incapaci.

Stando così le cose ha ancora senso festeggiare il 25 aprile?

Noi che abbiamo barattato la libertà con la sicurezza, dovremmo vergognarci al ricordo di quei tanti che, a prezzo della loro vita, consentirono la nascita della Democrazia e la promulgazione della Costituzione.

GIOVANI ITALIANI RAMMOLLITI, VERGOGNA SU DI VOI!

PERCHÉ: 

“Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta... Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.  

(Piero Calamandrei Discorso ai giovani tenuto alla Società Umanitaria, Milano, 26 gennaio 1955)

venerdì 16 aprile 2021

IL PATERNALISMO DELLO STATO GIUSTIFICATO IN NOME DI UN PRESUNTO «BENE» DEL POPOLO

Nello Stato autoritario il potere è concentrato nelle mani di un solo uomo e/o di una ristretta oligarchia; i diritti e le libertà dei cittadini sono fortemente limitati; il potere esecutivo è il protagonista assoluto dello Stato.

In uno Stato democratico la sovranità, il potere supremo e originario, appartiene al popolo. La separazione dei poteri è il principio cardine dello Stato: il potere legislativo, attraverso il quale si determina la volontà suprema dello Stato, è concentrato nelle mani del Parlamento, assemblea eletta dal popolo; il potere giudiziario è esercitato dalla Magistratura che costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere e s’incarica di giudicare secondo le leggi dello Stato; il potere esecutivo cui spetta il compito di far rispettare l'ordine e la legge, attraverso la gestione delle forze di polizia e dei penitenziari, condurre la politica estera dello Stato, dirigere le forze militari, i servizi pubblici e la pubblica amministrazione, in accordo con la volontà popolare.

Dall’esplosione della pandemia, in particolare, il rapporto che sussiste in Italia tra governanti e governati è più assimilabile a quello di uno Stato autoritario o a quello di uno Stato democratico?

La democrazia, a quanto pare, va bene per i giorni di festa; in tutti gli altri giorni – secondo il parere arbitrario di un’oligarchia al potere – è una disgrazia da scongiurare nel modo più deciso, perché il popolo è ignorante, egoista, ingordo, e farebbe un cattivo uso della libertà.

Pertanto, è bene, nell’interesse stesso del popolo, che venga amministrato da una élite di illuminati, che loro … sì … sanno cosa è bene e cosa è male per esso. E, come il Grande Inquisitore di Dostoevskij, mirano alla felicità dei sudditi, provvedono alla loro sicurezza e bisogni, organizzano i loro svaghi e dirigono le loro industrie.

Un vero e proprio dispotismo paterno che si fonda sul presupposto che gli uomini – che non appartengono all’élite degli illuminati, quelli moralmente e intellettualmente superiori – siano tutti esseri fragili, vulnerabili, a razionalità limitata, esposti come bambini alle insidie del mondo, incapaci di scegliere fra il bene e il male. E perciò, come eterni minorenni, bisognosi della loro tutela e vigile guida.

Buoni despoti, dediti al bene comune del popolo su cui governano!

Il paradosso è che mentre da una parte si celebra il libero mercato, dall’altra gli Stati intervengono sempre più invasivamente nella vita privata di ciascuno di noi.

Non posso immaginare niente di più lontano dagli ideali rivoluzionari di libertà e giustizia di quello di un potere che fonda la propria pretesa all’obbedienza sulla presunta condizione di minorità dei soggetti che vi sono sottoposti. 

Una tale forma di potere non dovrebbe essere tollerata dal popolo, ma spazzata via come sua unica via di redenzione.

giovedì 18 marzo 2021

SULL’IGNAVIA DELLA GENTE COSTRUISCONO LE LORO IMMENSE FORTUNE

 Un popolo ignorante è un popolo facile da ingannare

(Ernesto Che Guevara)


Giornali, radio e televisioni mainstream decantano i prodigi dei vaccini anti-Covid, presentandoli all’opinione pubblica – francamente lobotomizzata, e forse anche contenta di nutrirsi di false illusioni – come il miracolo della medicina moderna. Ma nessuna parola sui rapporti incestuosi tra fondazioni, banche, Big Pharma – il cartello che riunisce in sé tutte le più grandi multinazionali del farmaco – OMS, ecc. ecc., che sono davvero perversi.

Dovrebbe essere noto – anche ai più mentecatti della Terra – che tutte le potentissime lobby finanziarie ed economiche non hanno come scopo quello di aiutare il prossimo, ma quello di fare profitti; l’uomo nella società capitalistica non è un fine ma un mezzo.

Ora, poiché nessun genitore dotata di intelletto affiderebbe il proprio figlio alla cura di uno psicopatico, non è altrettanto chiaro come possano consentire a governati e intellettuali organici prezzolati dalle potentissime lobby di menarci alla disgrazia. Con piccoli, impercettibili cambiamenti, ci stanno portando ad accettare l’inaccettabile.

Poche tessere mancano al mosaico, ma il quadro è ormai chiaro. Non passerà molto tempo prima che gli uomini si accorgeranno dell’enorme sciagura in cui si sono cacciati a causa della loro ignavia: affidare il monopolio della salute a uomini assetati di potere e denaro, ci renderà tutti “malati cronici”.

Che interesse avrebbero, infatti, le grandi multinazionali del farmaco a produrre un farmaco a basso costo che fosse realmente efficace e guarisse in modo definitivo il malato?

Una tale scelta non si rivelerebbe affatto un buon investimento.

La pandemia – o meglio le pandemie, dal momento che Ursula von der Leyen ci avverte: “ci saranno altre pandemie in futuro” – e i vaccini sono un ottimo investimento per le multinazionali del farmaco: ricevono fondi pubblici per le ricerche, ma i brevetti restano nelle loro mani, decidono il prezzo delle dosi e, cosa più importante, possono essere somministrati sia ai malati che ai sani.

martedì 16 marzo 2021

MENTRE LO STATO TUTELA LA SALUTE PUBBLICA, DIMENTICA IL DIRITTO ALLE CURE MEDICHE

In questa emergenza c’è solo da sperare di non aver bisogno di cure ospedaliere: tutti i malati sono abbandonati. 

Quelli Covid hanno forse una chance in più? Non lo so, non ho abbastanza dati per dirlo con certezza. 

C’è un business sui malati Covid19? Non lo so.

Quindi mi astengo dal metterlo nero su bianco.

So per certo, invece, che molti malati, anche Covid, vengono lasciati da soli in casa a decantare. Nessuno risponde alle loro richieste di aiuto. Il telefono li lascia in perenne attesa, fino a quando la linea telefonica cade. Nessun medico va a visitarli.

L’unica raccomandazione è: non rompete i coglioni per le prossime 72 ore; in caso di febbre, assumere tachipirina. Poi la corsa in ambulanza, quando ormai il quadro clinico è precipitato, e le speranze di vita assai assottigliate.

A me basta questo per dire che – a un anno dall'inizio della pandemia in Italia – è inaccettabile che la gente sia reclusa in casa in totale solitudine e abbandono, e senza alcuna cura medica.

Se fossero stati tempestivamente curati, quanti morti in meno avremmo?

lunedì 15 marzo 2021

MA DAVVERO VACCINARSI IMPEDIREBBE IL DIFFONDERSI DELLA COVID-19?

Questo scrive Enrico Mentana:

«Allora, mettiamola così: se, quando arriverà il mio turno, mi diranno che il vaccino è AstraZeneca, o Pfizer, o Moderna, o Johnson&Johnson, o Sputnik V, per me non cambierà nulla.

Essere vaccinati è una conquista collettiva, quella di un futuro senza contagio, rischio di terapia intensiva e peggio, bollettini, vita con mascherina e distanziamento sociale, impossibilità di viaggiare, andare al cinema, a teatro, manifestare, abbracciare e stringere la mano, e tanto altro. Ovviamente si può scegliere di sfuggire alla vaccinazione, chiudere gli occhi o chiudersi in casa, come il don Ferrante manzoniano. Si sa come andò a finire».

Dire che quest’uomo è un autentico cretino, è dire poco.

Preservare la popolazione dall’insorgere di malattie pericolose che possono avere conseguenze gravissime o portare, in molti casi, ad esiti letali, è cosa buona e giusta quando il vaccino funziona, sviluppa un’immunità permanente e, soprattutto, gli studi clinici ne hanno dimostrato gli scarsi effetti collaterali.

Non mi pare che questo si possa dire del vaccino AstraZeneca, e neppure di quello Pfizer e Moderna.

Allo stato dell’arte non si sa neppure se funzionano anche contro le varianti.

Se l’obiettivo di vaccinare la totalità della popolazione è quello di raggiungere la cosiddetta «immunità di gregge», che consente un buon livello di copertura anche per quei soggetti che non possono essere vaccinati, direi che questi vaccini non centrino proprio l’obiettivo.

Se il patogeno che ha messo in ginocchio il mondo, a distanza di un anno, non è stato né eliminato né ridotto, nonostante i lockdown, le quarantene, le zone rosse, gialle, arancioni, arancioni scure, possiamo ragionevolmente suppore che sia diventato endemico.

Se il patogeno è diventato endemico, come lo è quello del comune raffreddore, il modello epidemiologico non è il SIR ma il SIRS, ovvero le persone contagiate che hanno sviluppato sintomi, dopo un lasso di tempo, più o meno breve, torneranno ad essere suscettibili all’infezione, diventeranno infetti che a loro volta contageranno quelli che hanno esaurito l'immunità, e così via come un cane che si morde la coda.

Pur ammettendo che i vaccini siano in grado di neutralizzare una gran parte delle varianti sars-Cov2, considerato che l’immunità vaccinale è di appena sei mesi, considerata altresì l’elevata contagiosità del virus, considerato che i vaccini per essere del tutto efficaci necessitano della dose di richiamo, ci scontriamo con due ostacoli insormontabili: la disponibilità limitata dei vaccini, da una parte, e la velocità delle somministrazioni, dall’altra.

Ammettiamo, per comodità, che la logistica sanitaria (disponibilità dei vaccini, strutture ricettive, personale medico e infermieristico, ecc.) sia illimitata (ma è noto che non è così), e consideriamo soltanto la velocità di vaccinazione rispetto alla velocità del virus di diffondersi.

Bene, per quanti sforzi si possano fare in termini organizzativi, la velocità di vaccinazione è in progressione aritmetica (1+1, 2+1, 3+1, 4+1, …, n+1), quella di diffusione del virus è invece in progressione geometrica (2, 4, 8, 16, 32, 64, …).

Siamo quindi di fronte all’impossibilità di ottenere la cosiddetta “immunità di gregge”, salvo affermare che un carretto trainato dai buoi può raggiungere una Ferrari che è partita molto tempo fa e viaggia a 300 Km/h.

Il vaccino (Pfizer, Moderna, AstraZeneca), peraltro, non esclude che le persone vaccinate possano comunque contagiare o essere contagiate. Molti si sono, infatti, ammalati dopo la vaccinazione.

In un tale contesto, preso atto che i vaccini non possono essere la risposta al problema, non sarebbe più giudizioso superare il principio di obbligatorietà vaccinale per puntare, invece, sull’autodeterminazione libera e consapevole di ciascuno cittadino?

Un tale atteggiamento mi aspetto da chi ha a cuore davvero la dignità e la salute di ciascun essere umano, senza trattarlo come un ritardato mentale.

sabato 13 marzo 2021

ESSERI UMANI COME PORCELLINI D’INDIA

Il rischio potenziale dei vaccini anti-Covid19 sembra venga deliberatamente minimizzato dai mass media mainstream, creando nell’opinione pubblica la convinzione che siano sicuri. 

Sono già 1.637 i decessi verificatisi a seguito delle vaccinazioni negli U.S.A., ma i media americani tacciono colpevolmente su queste morti. Perché?

Una risposta potrebbe essere che i vaccini Pfizer e Moderna, che si basano su tecnica mRNA, sono stati fortemente promossi dall'amministrazione e dal capitale americano, senza passare per una verifica clinica più lunga prima di essere introdotti completamente sul mercato. 

Insomma, si è deciso di testarli direttamente sulle popolazioni per non perdere tempo in lunghe sperimentazioni cliniche che avrebbero fatto perdere soldi agli azionisti.

Ecco cosa siamo diventati: porcellini d'India usati dai ricercatori per incrementare i già lauti profitti degli speculatori finanziari.

LA NOTIZIA:

Una donna di 39 anni dello Utah è morta quattro giorni dopoaver assunto una seconda dose del vaccino Moderna COVID-19 il 1 ° febbraio.


venerdì 12 marzo 2021

ESEMPIO DI RAGIONAMENTO LOGICAMENTE VIZIATO

Quando la logica fa difetto si sfocia nel relativismo, in cui la realtà può essere deformata a piacimento, per piegarla alla verità che il potere sussume quale “verità uber alles”. 

La realtà che ne deriva non è reale, ma quella che il potere esige “essere reale”. 

Quando questa realtà relativistica s’impone nelle coscienze della maggioranza degli uomini, diventa difficile distinguere il “reale” da ciò che “reale non è”. 

Poiché questa realtà “non reale” muta al mutare delle convenienze del potere, l’uomo della massa abdica alla capacità critica della sua mente, e finisce per aderire ciecamente a tutto quello che gli viene dall’esperto spacciato come vero. 

Su questo terreno culturale, appropriatamente preparato da chi aspira al controllo totale dell’umanità, si costruisce una nuova fede non dissimile da quella religiosa e più intollerante, perché consacrata dalla potenza della Scienza e della Tecnica, cui l’Uomo si è affidato dopo la "morte di Dio".

Un ragionamento logicamente viziato può essere il seguente.

Se un uomo di 87 anni, con altre gravi comorbilità, muore e risulta positivo al tampone, non ci sono dubbi: la causa del decesso è Covid-19; così per gli infartuati, malati oncologici, ecc.

Se un’infermiera 41enne muore 48 ore dopo il vaccino anti-Covid, è da escludere, invece, che la causa sia il vaccino.

Aumentano i casi di trombosi dopo l’assunzione del vaccino, ma gli esperti tranquillizzano: non c’è nessuna relazione con i vaccini.

Un tale modo di ragionare non ha niente a che spartire con il pensiero scientifico, ma con quello delle barzellette senz’altro.

mercoledì 10 marzo 2021

DEDICATA A TUTTI COLORO CHE PENSANO DI ESSERE AL SICURO PERCHÉ LIGI ALLE REGOLE

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,

e fui contento,

perché rubacchiavano.


Poi vennero a prendere gli ebrei,

e stetti zitto,

perché mi stavano antipatici.


Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato,

perché mi erano fastidiosi.


Poi vennero a prendere i comunisti,

e io non dissi niente,

perché non ero comunista.


UN GIORNO VENNERO A PRENDERE ME, E NON C'ERA RIMASTO NESSUNO A PROTESTARE.




(Sermone del pastore Martin Niemöller sull'inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all'ascesa al potere dei nazisti, erroneamente attribuito a Bertolt Brecht).

È QUESTO IL MODO DI TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI?

Ma veramente qualcuno può ancora credere che tutto questo accade per tutelare la salute pubblica?


La Storia – sempreché gli uomini riescano per tempo a liberarsi da questa forma di totalitarismo, che io definisco “perfetto” – ricorderà questa pandemia come la prima fra tutte in cui non fu tanto la virulenza del virus a mietere vittime, quanto la sagace orchestrazione della macchina del consenso messa in moto da un manipolo di uomini (psicopatici e sociopatici), che anela a sottomettere l’umanità intera solo per l’intima soddisfazione di sentirsi superiori a tutti gli altri.

Non passerà molto tempo prima che le conseguenze dei lockdown, del confinamento in casa e del distanziamento, si mostreranno in maniera tangibile.  Gli effetti devastanti sul piano economico, sociale e psicologico tracimeranno come un fiume in piena, travolgendo tutto e tutti, al cui confronto la “crisi sanitaria” sarà poca cosa.

Quando l’ospite inquietante nelle nostre case non sarà più lo spettro del contagio, ma quello della fame, cosa farà questo drappello di socio-psicopatici per arrestare la folla, la massa di popolo che si presenterà fisicamente nelle piazze e nelle strade delle città a reclamare il proprio diritto ad esistere?

Ci sterminerà tutti? 


mercoledì 3 marzo 2021

IL BELLO DELLA DEMOCRATURA: “UNO VALE UNO”.

Possibile che tanta gente creda che le grandi aziende farmaceutiche (Johnson & Johnson, Roche Holding, Pfizer, Merck & Co., Sanofi, AstraZeneca), con un fatturato stimato in migliaia di miliardi di dollari, antepongano la salute delle persone al bieco profitto?

Occorre essere irrimediabilmente ingenui per crederlo. E laddove ci sono gli ingenui, ci sono anche i truffatori pronti a sfruttarne la dabbenaggine.

D’altronde l’epidemia da coronavirus (COVID-19) ci ha mostrato quanto siano assai più numerosi – almeno qui, in Italia – di quanto credessimo. Bardati di mascherina e guanti, convinti di proteggersi dalla morte certa, scivolano veloci lungo la strada, schivando come anguille le poche persone che trovano lungo il percorso, e inveendo contro coloro che la mascherina non la indossano. Responsabili, a lor giudizio, di disseminare il morbo. Se il virus è ancora tra noi, non è per colpa di tamponi farlocchi o di un governo incapace di gestirla secondo scienza e coscienza o, ancora, di un bombardamento mediatico che ne amplifica la portata al fine di proporci come unica alternativa per uscirne il vaccino.

Se fossero meglio informati, se non si assoggettassero al quotidiano lavaggio di cervello garantito dalla televisione, si accorgerebbero che vengono presi letteralmente “per il culo” da tutti coloro che continuano a sostenere che da questa pandemia si esce solo ed esclusivamente mediante i lockdown e i vaccini. Scoprirebbero, con sorpresa, che esistono già abbastanza “rimedi” per guarire dalla Covid, senza necessariamente ricorrere alla pratica vaccinale, i cui effetti a medio lungo termini sono ignoti agli stessi produttori, che non sono neppure in grado di garantire che i vaccinati siano esenti dal contagiare o dall’essere contagiati.

Se fossero meglio informati, scoprirebbero che la salute, man mano che viene lasciata ai privati, diventa sempre meno un diritto, e sempre più una merce da lasciare alle dinamiche del libero mercato. E ancora, se fossero meglio informati, capirebbero che non le future pandemie ma l’intreccio medicina-capitale è deleterio per la salute pubblica.

Quando si stima che, causa pandemia, l’intero mercato farmaceutico mondiale ha raggiunto e superato i 1200 miliardi di dollari, con un valore aggiunto intorno ai 500 miliardi, non è difficile immaginare che, con così tanti soldi, possono influenzare in modo del tutto indebito le politiche sanitarie delle nazioni, perché rispondano alle esigenze degli azionisti piuttosto che ai bisogni degli ammalati.

Per ora la salute è solo un mercato appetibile, una vena d’oro per svuotare le tasche dei cittadini. Presto, e non ci vuole neppure tanta immaginazione per capirlo – perché una società che dà sempre più credito e in definitiva più potere alle élites professionali orientate al profitto non può che avere tale esito –, la maggioranza degli uomini sarà ridotta a plebaglia sottomessa ai capricci dei super-ricchi e sfruttata, senza alcuna voce in capitolo. I lockdown forzati non vanno forse in questa direzione? I vaccini attuali, in grado di manipolare il genoma umano e che vogliono imporci, non sono forse esperimenti in campo per testare il grado di affinamento dell’editing genetico, per creare una nuova società in cui il benessere di pochi privilegiati potrà essere mantenuto e conservato con l’uso di tecnologie sofisticate, che andranno dal controllo delle nascite all’indottrinamento psicologico fino alla selezione, per via eugenetica, della razza umana?

Sia ben chiaro, le mie sono soltanto ipotesi. Una distopia però fondata dal modo, direi scandaloso, di censurare qualsiasi argomentazione scientifica non sia in linea con la narrazione del pensiero unico dominante. Una censura pesante e palpabile portata avanti e sostenuta da un mondo scientifico miseramente asservito alle ragioni irragionevoli di un Potere che con i suoi «trucchi» scientifici vuol farci credere l’incredibile.

La scienza – quando gli scienziati sono onesti – va avanti per processi fondati sul dubbio, sul mettere sempre in discussione quello che si sapeva prima, sull’infrangere dogmi, sempre disponibili a ricredersi e a ripartire da capo se altri scienziati portano prove che mettono in discussione le proprie. Ma gli scienziati della domenica sera di “Che tempo che fa” o quelli dei talk show sembrano avere certezze granitiche, che non si piegano neppure dinanzi ai dati che li smentiscono.

Non serve aver studiato per anni voluminosi testi di fisiologia o anatomia per individuare le enormi “cazzate che dicono”: di solito bastano il buon senso, poche nozioni e una dose di spirito di osservazione.

Ci prendono per scemi? Sì, in fondo è così, perché sanno che in una “democratura” una testa di cazzo disinformata vale quanto una testa ben informata. E che la testa di cazzo disinformata si incaricherà che la testa ben informata segua anch’egli le norme “cretine” imposte dal Potere.

Sì, al punto in cui siamo non ha più senso parlare di democrazia, di libertà e di diritti costituzionalmente garantiti. Il presidente della Repubblica fa quel che cazzo gli pare, ignorando l’ABC del nostro ordinamento repubblicano parlamentare; il presidente del Consiglio ci dice che non siamo più uno stato sovrano, perché il suo “Governo nasce nel solco di appartenenza all’Unione Europea”, e quindi del popolo sovrano non resta che una riga scritta nella Carta costituzionale, che tra poco non servirà neppure a pulircisi il culo. Quindi come un monarca, in continuità con il precedente governo Conte, distribuisce i suoi DPCM e, nominando commissario all’emergenza Covid il generale Figliuolo, prepara il Paese alla militarizzazione.

Tutto questo possono farlo, perché il popolo dorme. Quando si sveglierà, ci troveremo in un totalitarismo al cui confronto il nazismo apparirà come un “teatrino di provincia”.