sabato 22 ottobre 2022

FACEBOOK, L’INCUBO DI ORWELL È GIÀ REALTÀ

Facebook è solo uno spregiudicato strumento di sfruttamento dei dati personali e un canale di disinformazione, odio e propaganda politica.

Questa piattaforma, sulla quale circa tre miliardi di persone documentano la propria vita, mettendosi a nudo senza inibizioni, condivide sorprendenti somiglianze con il modello carcerario, il Panopticon, progettato alla fine del XVIII secolo da Jeremy Bentham, e analizzato dal filosofo francese Michel Foucault.

Nel Panopticon, mentre un singolo sorvegliante è in grado di controllare e sorvegliare tutti i detenuti dalla sua torretta centrale, questi – i detenuti – non sono nella condizione di capire se siano in qualsiasi momento della loro vita quotidiana controllati o no.

Allo stesso modo Facebook, a nostra insaputa, concentra dati su di noi: quale caratteristiche dovrebbe possedere il candidato che la maggioranza delle persone voterebbe alle prossime elezioni; su quali sentimenti ed emozioni far leva per persuadere questo o quell’utente a far questo o quello; come trasformare un’idea da completamente inaccettabile per la società a pacificamente accettata ed infine legalizzata.

Facebook è l’emblema del peggior totalitarismo mai concepito da mente umana: apparentemente un innocuo e banale social network dove condividere opinioni, sentimenti, emozioni. In realtà un’industria dove i nostri più reconditi pensieri vengono carpiti e trasformati in dati, da vendere poi sul mercato.

Tre miliardi di persone che lavorano gratuitamente, giorno e notte, senza sosta, per fornire a Facebook tutte le informazioni utili per sorvegliarci e manipolarci.

Algoritmi demoniaci ci controllano senza sosta ogni istante della nostra vita per inferire la personalità di questo o quell’utente, perché poi candidati politici e siti di commercio online possano calibrarsi su misura per riflettere le aspettative degli elettori o dei consumatori.

Conoscere nell’intimo la personalità degli utenti, più di quanto la conoscano loro stessi, consente di presentare le informazioni in modo che questi si dimostrino più ricettivi ai messaggi pubblicitari. Gli ADS (avvisi pubblicitari mirati) di Facebook, di Geogle, ecc. hanno questo scopo: basandosi sulla personalità dell’utente, presentano solo quei messaggi pubblicitari capaci di accrescere la sua fiducia e fargli percepire la sensazione di utilità di questo o quel prodotto o comportamento. Il banner pubblicitario onnipresente su Facebook dei vaccini Covid-19 ne è un esempio.

Sebbene sia palesemente falso che i vaccini siano stati sottoposti a test di sicurezza ed efficacia prima di essere approvati – è la clamorosa ammissione della stessa direttrice commerciale della Pifzer, Janine Small, intervenuta al Parlamento europeo in sostituzione dell’amministratore delegato Alberto Bourla, che ha preferito darsela a gambe –, Facebook continua a bannare e bloccare tutti quei post o quegli utenti che dissentono sul pensiero unico dominante imposto sui vaccini anti Covid.

Come nel romanzo 1984 di George Orwell, il Miniver è il Ministero della Verità, incaricato di stabilire cosa sia vero e cosa sia falso, così Facebook decide, a suo insindacabile giudizio, cosa debba essere censurato e cosa no, con la giustificazione di proteggere gli altri utenti – trattati alla stregua di bambini, incapaci di discriminare il vero dal falso – dalla disinformazione.

Con Facebook, l’incubo di Orwell è già realtà…

venerdì 21 ottobre 2022

FACEBOOK: BASTA CON LA CENSURA!!!

Sono stato bloccato e impedito di pubblicare post e commentare per 7 giorni.

Non mi è concesso neppure conoscere il contenuto censurato. Dicono soltanto che non ha rispettato i LORO Standard della community. Presenterebbe contenuti falsi che istigherebbero alla violenza!!!

Accusare qualcuno senza neppure dargli l’opportunità di difendersi, questa sì è VIOLENZA, degna dell’Inquisizione spagnola.

Impedire ad altri di poter esprimere liberamente il proprio pensiero, senza prima dover passare al vaglio del LORO insindacabile giudizio, questo sì – mi è stato insegnato fin da fanciullo –, si chiama FASCISMO.

Ma chi sono questi sedicenti esperti di tutto per ergersi a giudici? Quando proprio loro, in materia di disinformazione non hanno rivali. Chi si allinea alla loro pretesa verità può parlare, chi no: è censurato.

Ma CHI CENSURA LORO?

Propongo di abbandonare facebook, che è soltanto una sonda per scandagliare e controllare i nostri pensieri.

giovedì 2 dicembre 2021

NEGAZIONISTI SONO ANCHE COLORO CHE DICONO CHE I VACCINI FUNZIONANO

Dopo i crimini dell’economia giustificati in nome del risanamento dei conti pubblici, siamo ora ai crimini sanitari giustificati in nome della salute. A nulla serve l’allarme delle reazioni avverse legate all’inoculazione dei vaccini mRNA, ma la von der Leyen apre all’obbligo vaccinale a livello europeo. Da quando è iniziata la campagna vaccinale che interessa i bambini (2021), c’è un aumento di oltre il 1000% nel numero totale di eventi avversi, ma l’AIFA dà il suo via libera ai vaccini per i bambini nella fascia di età tra i cinque e gli undici anni.

Nel tentativo di trovare delle spiegazioni razionali a questo agire criminale e folle, la mente si smarrisce. È possibile che figure istituzionali di alto livello internazionale – in concerto tra loro – possano concepire e mettere in atto disegni così perversi tali da cagionare seri danni alla salute per molti individui? È possibile che pur in presenza di valide terapie alternative più efficaci dei vaccini, si è preferito ignorarle – quando non ostacolarle – per costringere le persone alla vaccinazione? È possibile che, pur constatando l’inefficacia dei vaccini nel contenimento dei contagi e nella conseguente diffusione della malattia, si continui a percorrere la strada pericolosa del vaccino?

Se i fatti sono fatti e restano ancora fatti, è un fatto che laddove maggiore è stata la performance vaccinale, anche e soprattutto i vaccinati, in numero ormai maggiore dei non vaccinati, si ammalano, finiscono in ospedale o in terapia intensiva, muoiono. In Irlanda è vaccinato il 91,5% della popolazione over 12, ma gli ospedali sono al collasso. In Israele più della metà dei pazienti ricoverati in ospedale in gravi condizioni sono vaccinati. Apparirebbe chiaro anche ad uno studente di medicina del primo anno che la variante Delta del virus buca i vaccini, ma non lo è altrettanto, a quanto pare, per gli scienziati organici e funzionali al nuovo regime sanitario.

Come si può continuare a negare ciò che evidente? Negazionisti, termine riadattato e trasportato a quanti non credono al Covid e all’epidemia mondiale, sono allora anche coloro che pur messi dinanzi all’evidenza dei fatti continuano a negare che questi vaccini non funzionano come dovrebbero e per giunta sono anche dannosi alla salute.

Negano e rifiutano questo fatto per non dover ammettere di aver provocato la morte di tanti sani giovani? Negano e rifiutano per aumentare i già lauti profitti delle aziende farmaceutiche? Negano e rifiutano per non entrare in crisi con la propria coscienza? Se così fosse, negheranno sempre: per proteggersi dalla verità di aver cagionato una vera e propria catastrofe umanitaria.

venerdì 15 ottobre 2021

LA RAGIONE È L'UNICA ARMA CHE IL POPOLO HA CONTRO I TIRANNI

Quanto sta accadendo ci serva da lezione: l’unica arma contro il potere è la ragione. Se rinunciamo ad essa e ci rassegniamo alla passività (come abbiamo fatto finora), gli oppressori, i tiranni, continueranno a vincere. Se invece ci daremo da fare tutti per sviluppare un pensiero critico autonomo e attivo, fondato non sulle suggestioni esterne ma sulla logica, intesa come capacità di cogliere le connessioni profonde tra gli eventi, sarà difficile per gli oppressori, i tiranni, avere la meglio sugli oppressi.

La linfa vitale degli oppressori è la pigrizia mentale degli oppressi. La blandiscono, la coltivano, proprio perché sanno che l’uomo privo di un pensiero autonomo è un recipiente vuoto che possono riempire mettendoci dentro tutto quello che a loro fa comodo per il loro bieco vantaggio. Possono così far credere a moltitudini di persone che alle politiche di austerity per il contenimento del debito pubblico non c’è alternativa; che la spesa per lo stato sociale è la causa delle crisi economiche; che privato è bello, mentre pubblico è inefficiente. Possono spacciare per pandemia quella che in altri anni sarebbe stata solo un’influenza un tantino più seria. Possono convincere milioni, miliardi, di persone che da questo autentico flagello di Dio non c’è che un rimedio: il vaccino mRNA prodotto da case farmaceutiche private, di cui non si conoscono neppure gli effetti a lungo termine, ma la gente se lo fa iniettare con una fiducia, o un’incoscienza, che rasenta la follia. Possono sovvertire i più elementari principi del sapere e della logica, per cui uno guarito dalla Covid è più infettivo di un vaccinato, e che un vaccinato può essere contagiato da un non vaccinato. Come a dire che lavarmi i denti al mattino non protegge me, ma quello che mi sta accanto. Ed è per questo che tutti devono spazzolarsi i denti al mattino.

Per cui sappiate – amici miei – che i “regimi del manganello” si combattono pure con le manifestazioni di piazza, ma soprattutto con la capacità di argomentare in modo chiaro e razionale. E questo richiede studio e autonoma capacità di discernimento, analisi e valutazione dei fatti secondo procedimenti logici.

Loro, gli oppressori, vi hanno convinto che per potere giudicare se una cosa è buona o giusta, se è vera o falsa, occorre interpellare gli esperti, i competenti di ciascun settore. E così li hanno investito di un potere enorme che ha finito per schiacciare tutti e, soprattutto, inibita la capacità del singolo individuo di elaborare un pensiero critico anticonformista, un pensiero cioè capace di tradursi in azione e pronto a sovvertire lo status quo. La gente non dice, infatti, che questa o quella cosa non convince. Dice: “questa cosa è vera perché l’ha detta l’esperto o, peggio, l’ha detta la televisione”.

La mia impressione è che le persone intimamente riconoscano da che parte sta la verità, la giustizia. Ma vi abbiano rinunciato per frustrazione e rassegnazione dinanzi a un pensiero dominante che a forza di ripetergli da mattina a sera – grazie al pressoché totale controllo dei mass media mainstream – che il loro pensiero, la loro opinione, non conta nulla se paragonata a quello di un Burioni, di un Bassetti, di un Mario Draghi, hanno finito per crederci. Ed anche se percepiscono che tante cose sono sbagliate, ingiuste, per convenienza e/o opportunità hanno finito per rinunciare a loro stesse. Hanno introiettata la figura dell’oppressore sino al punto di nutrire sentimenti positivi verso i propri aguzzini. E chiunque osi svelar loro tale inganno è loro più acerrimo nemico che va messo al rogo. Ecco perché una gran parte di coloro che si sono vaccinati odiano i no Vax: questi gli rammentano quella libertà che hanno perduto, barattandola con la falsa sicurezza che l’oppressore gli offre: “loro sanno che la bistecca che vedono nel piatto non esiste... ma sanno che quando la infileranno in bocca… il condizionamento ricevuto suggerirà al loro cervello che è succosa e deliziosa” – (Parafrasi Matrix).

giovedì 12 agosto 2021

NON POSSIAMO STARE A GUARDARE GLI STREPITI DI UN NEO TOTALITARISMO

A lanciare l’allarme contro il rischio di derive autoritarie dell’attuale governo è il professor Paolo Sceusa, Presidente emerito di sezione della Cassazione. Un uomo delle istituzioni che considera ancora lo Stato di diritto condizione imprescindibile per garantire il patrimonio irrinunciabile della persona umana contro il potere arbitrario, assoluto e autoritario dello stato. Il suo è «Un allarmato discorso sul green pass e su quella strana “dimenticanza” sulle norme dell’Unione europea che ne hanno permesso l’adozione». E, chiamando a raccolta le forze più sane del Paese, conclude dicendo che “NON POSSIAMO STARE A GUARDARE GLI STREPITI DI UN NEO TOTALITARISMO”.

Buona visione.


https://www.byoblu.com/2021/08/12/non-possiamo-stare-a-guardare-gli-strepiti-di-un-neo-totalitarismo-lappello-del-magistrato-paolo-sceusa/

MA COME, CON TUTTE LE LIBERTÀ CHE AVETE… VOLETE ANCHE LA LIBERTÀ DI PENSARE?

Io non capisco proprio il motivo per il quale, tutti quelli che hanno sposato il pensiero unico ampiamente accettato della narrazione pandemica del Covid-19, si sentano poi anche autorizzati ad offendere coloro che hanno una visione diversa dalla loro, tacciandoli di complottisti e negazionisti.

Cominciamo dal termine “complottista”, spesso appiccicato a quanti dissentono dalla narrazione ufficiale propinata dai mass media mainstream e dai governi. Che molti accadimenti storici siano stati preceduti da trame e complotti occulti è un fatto che nessuno, intellettualmente onesto, può negare.

Il 20 gennaio 1942, quindici tra i maggiori funzionari del Partito Nazista e del Governo tedesco si riunirono segretamente in una villa sulla riva del lago Großer Wannsee nella periferia a sud di Berlino, per decidere del destino di milioni di ebrei.

L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, commesso a Dallas (Texas) il 22 novembre 1963, dalla dinamica della sparatoria e dai personaggi coinvolti, fu il risultato di una cospirazione, salvo credere alla strampalata teoria della “pallottola magica”, fatta propria dalla commissione Warren, che identificò in Lee Harvey Oswald l'unico responsabile.

Il presunto attacco nordvietnamita del 1964 contro la US Navy nel Golfo del Tonchino fu l’esito di un complotto che servì a Johnson per convincere il Congresso ad approvare l’impiego delle forze armate nel Vietnam del Nord.

E, restando in Italia, cosa furono le stragi di piazza Fontana, piazza della Loggia a Brescia, stazione di Bologna, ecc., se non complotti orchestrati da pezzi deviati dello Stato per impedire che l’accelerazione dei processi di consapevolezza delle masse lavoratrici, organizzate come non mai nella storia, portassero al governo la sinistra (non quella di oggi, pappa e ciccia con i postulatori del neoliberismo), considerata un pericolo sia perché giudicata portatrice di politiche contrarie agli interessi americani, sia perché rappresentante di masse popolari non ancora integrate nello Stato?

La lista dei complotti è lunga, e richiederebbe ben altro spazio e tempo. Ma i casi elencati rappresentano emblematicamente che se complotti nella storia ci sono stati, allora definire complottisti quelli che, ponendosi legittime domande, tentano d’interpretare i retroscena proprio per impedire – nel limite del possibile – che i complotti abbiano successo, è fuorviante. In questi casi, complottisti, o cospirazionisti, al contrario, sono quelli che i complotti li mettono in atto, per deviare il corso della storia nella direzione a loro più congeniale.

Negazionista è colui che assume ideologicamente posizioni negazioniste, nonostante l’evidenza dei fatti. Coloro che dissentono dalla verità ufficiale divulgata dai governi e dai mass media mainstream, che fanno da grancassa, sono per definizione e ipso facto “negazionisti”. Dunque, non i fatti e la capacità di interpretarli logicamente rappresentano la via sicura per accedere alla verità, quanto la verità proclamata dallo Stato che ha il monopolio della verità, che si pretende oggettiva e assoluta. Pertanto, la verità dello Stato, anche fosse una grande Bugia, è la Verità. Chiunque osi dubitarne o metterla in discussione è un folle. Parafrasando Umberto Galimberti, se io vedo una camicia blu ma lo Stato mi dice che è bianca, non devo dubitare che essa è bianca. Continuare ad affermare che è blu, fa di me un folle!

Dunque, pensare che la realtà sia qualcosa di oggettivo ed evidente fa di me un negazionista, e quindi un folle. Se quel qualcosa di esterno, con una sua esistenza autonoma che si offre ai miei sensi e al mio intelletto, non è in accordo con la verità assoluta di cui lo Stato è unico depositario, allora quel qualcosa “non è reale”, e il mio ostinarmi a considerarla reale fa di me un negazionista, e quindi un folle!

Insomma, se io constato, sulla base di prove e documenti, che proprio laddove più intensa ed efficace è stata la campagna vaccinale si assiste ad una recrudescenza dei casi di Covid, e da ciò ne deduco che i vaccini non servono ad arrestare, o almeno arginare, l’epidemia, devo rinunciare a ciò cui la logica mi fa pervenire e abbracciare l’unica verità ammissibile: quella dettata dalle autorità governative! Nel caso contrario sono un negazionista, e quindi un folle!

Dobbiamo così concludere che ragionare in modo corretto per comprendere e giungere alla verità delle cose è una forma di ostinazione arrogante, quando basta semplicemente accordarsi con la verità del leviatano tecno-sanitario: “Ma come, con tutte le libertà che avete… volete anche la libertà di pensare?” (G. Gaber).

martedì 15 giugno 2021

TU IS MEGL CHE UAN

 All’inizio gli esperti sapientoni di "regime" minimizzarono il nuovo coronavirus: ci dissero che era solo un'influenza! Nicola Zingaretti, l'ex segretario del Pd, sfidando il panico che si era diffuso a causa del Coronavirus, organizzò a Milano un apericena, lanciando la parola d’ordine: NORMALITÀ. “Bisogna isolare i focolai ma non bisogna distruggere la vita o diffondere il panico”.  

All’improvviso dopo il primo tampone positivo di un caso di Covid-19 a Codogno, la catastrofe: eravamo in piena emergenza. 

In nome della salute pubblica, diritti costituzionali e libertà furono compressi, quando non sospesi. Milioni di persone furono confinate nelle loro case; centinaia di migliaia di attività commerciali costrette alla chiusura; quarantene odiose, prolungate e assurde, per quanti fossero risultati positivi al tampone; file chilometriche e lente davanti ai supermercati per evitare assembramenti. E giunta la sera, il puntuale bollettino degli infetti, dei guariti e dei morti, diramato dalla Protezione civile. Quindi, per accrescere ulteriormente il panico tra la gente, le notizie divulgate dai mass media mainstream sull’epidemia si caricarono di macabri dettagli. 

Chi non ricorda la colonna di 70 mezzi dell’esercito che, carichi di bare, sfilarono per le strade di Bergamo?

Autentiche operazione di "ingegneria sociale" per diffondere paura e costringere la popolazione a concedere un assegno in bianco a un branco di avvoltoi che, con la scusa di preservare la vita umana, stanno effettivamente portando l'umanità intera ad una pandemia di miseria e carestia. Condizione necessaria per attuare il disegno del “Great Reset”.

Improvvisamente, nell’arco di pochi giorni, ci trovammo nel totalitarismo più abbietto e crudele con la scusa che era necessario salvare vite.

Le mascherine, che quando scarseggiavano non erano – secondo gli esperti sapientoni di regime – necessarie per chi non fosse operatore sanitario o ammalato, divennero – dopo il patto siglato tra Giuseppe Conte e John Elkann – obbligatorie per tutti, non solo negli ambienti chiusi ma anche all’aperto. 

Non importava che rispettassero certi requisiti, l’importante era che ognuno coprisse bocca e naso; piuttosto che niente andava bene anche una sciarpa o un foulard.

È trascorso oltre un anno dall’inizio dell’epidemia, e la vita dei cittadini non sembra migliorata né sul piano fisico, né su quello psicologico, né su quello economico. 

Chi ha beneficiato di questo disastro? Quella dei governanti e dell’1% della popolazione mondiale: hanno molto più potere e molta più ricchezza.

I dati e i grafici impietosi svelano le bugie e gli inganni: la pandemia poteva essere gestita in tutt’altro modo e con meno danni. Alla luce di quei dati e di quei grafici c'è da chiedersi: hanno davvero cercato di prevenire la diffusione di questa malattia? C'è stata una gestione intenzionale o negligente? 

Sono domande che una persona intelligente si pone.

Uno ad uno i tasselli dell’inganno e della menzogna stanno cadendo. Sappiamo oggi che questo virus non è naturale, come hanno voluto farci credere, bollando di complottisti coloro che sostenevano il contrario.

Questo virus è stato prodotto in laboratorio. 

Due scienziati – l'oncologo britannico Angus Dalgleish e il virologo norvegese Birger Sørensen – non hanno dubbi: il coronavirus è nato in laboratorio "oltre ogni ragionevole dubbio".

Come se non bastasse la già alta montagna di menzogne, Palù – presidente dell’AIFA – se ne esce con un’altra boutade: “Due vaccini diversi stimolano meglio il sistema immunitario”. Ricordando la pubblicità del Maxibon: “tu is megl che uan”!

Quali sono i dati e le evidenze scientifiche che due diverse dosi di vaccino mRna proteggano da varianti? Forse che la proteina Spike prodotta da Astrazeneca è più brutta di quella prodotta da Pfizer, decisamente più carina? 

Se uno studente di medicina all’esame di immunologia dicesse stronzate simili, verrebbe cacciato fuori a pedate. 

E poi, dove sono gli studi che attestano una castroneria del genere?

Intanto però, in attesa che questi esperti sapientoni di regime cercano di capirci qualcosa sui tanti problemi che questi vaccini sollevano, continuano impunemente a fare le prove sulla nostra pelle, somministrandoceli!