I nostri governanti e governatori considerano gli italiani un popolo di scemi, e questo mi fa ribollire il sangue, perché – come ho già detto una volta – purtroppo o per fortuna lo sono anch’io. Un branco di scimmie al governo avrebbe saputo far meglio di questi cialtroni.
Hanno gestito male l’emergenza sanitaria nelle fasi
iniziali, minimizzandola e perfino negandola, proprio quelli che oggi accusano
di negazionismo quelli che non negano il virus, ma ritengono che andare a caccia
di positivi, costringendoli poi a quarantene forzate, sia non solo inutile ma
demenziale, per il semplice fatto che la capacità di effettuare tamponi è in
progressione aritmetica mentre la successione dei contagi è in progressione
geometrica.
Ma evidentemente coloro che ci governano, e il tanto famoso
comitato tecnico, credono che una Ferrari che conceda 100 metri di vantaggio ad
una Cinquecento non riuscirà mai a raggiungerla e quindi a superarla, sebbene
la distanza tra la Ferrari e la Cinquecento si restringa sempre più.
Quando lo scorso agosto il rapporto fra casi positivi e test
era compreso tra lo 0,5 e l’1%, la caccia al positivo poteva anche avere un
senso. Ma adesso che il rapporto tra positivi e tamponi è superiore al 4%,
continuare ad inseguire i positivi moltiplicando i tamponi è solo uno spreco di
denaro e di tempo sia per gli operatori sanitari che lo devono effettuare sia
per quelli che risultando positivi sono poi costretti ad osservare la
quarantena obbligatoria.
Perché?
Ma perché si è rotto l’equilibrio tra il numero di tamponi
tecnicamente possibili e quello dei contagiati che aumenta in modo esponenziale.
In altre parole, mentre con i test se ne afferrano 100 ne sfuggono 10 mila che
continuano a diffondere il virus. Ecco spiegato il motivo per il quale il
rapporto tra positivi e test sale, e dobbiamo metterci l’animo in pace e
attenderci un aumento dei casi positivi, il cui numero è destinato a crescere. E
l’uso della mascherina – se non per altri scopi, prevalentemente politici e/o
dogmatici – non potrà in alcun modo arginarne la crescita.
Il virus è diventato ormai endemico come lo è quello dell’influenza.
Ed è bene ricordare e sottolineare che – per fortuna – a livello
internazionale, nell’80% dei casi si manifesta senza sintomi o con sintomi
lievi; nel 15% con sintomi simil influenzali; nel 4% è richiesta
un’ospedalizzazione; nell’1% può essere indispensabile la terapia intensiva.
Quindi a quelli affetti da analfabetismo giuridico e
scientifico occorre raccomandare di conservare i tamponi per i sintomatici se
non vogliamo ritrovarci al collasso sanitario dello scorso marzo ed aprile.
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