domenica 11 ottobre 2020

CI PRENDONO PER SCEMI?

I nostri governanti e governatori considerano gli italiani un popolo di scemi, e questo mi fa ribollire il sangue, perché – come ho già detto una volta – purtroppo o per fortuna lo sono anch’io. Un branco di scimmie al governo avrebbe saputo far meglio di questi cialtroni.

Hanno gestito male l’emergenza sanitaria nelle fasi iniziali, minimizzandola e perfino negandola, proprio quelli che oggi accusano di negazionismo quelli che non negano il virus, ma ritengono che andare a caccia di positivi, costringendoli poi a quarantene forzate, sia non solo inutile ma demenziale, per il semplice fatto che la capacità di effettuare tamponi è in progressione aritmetica mentre la successione dei contagi è in progressione geometrica.

Ma evidentemente coloro che ci governano, e il tanto famoso comitato tecnico, credono che una Ferrari che conceda 100 metri di vantaggio ad una Cinquecento non riuscirà mai a raggiungerla e quindi a superarla, sebbene la distanza tra la Ferrari e la Cinquecento si restringa sempre più.

Quando lo scorso agosto il rapporto fra casi positivi e test era compreso tra lo 0,5 e l’1%, la caccia al positivo poteva anche avere un senso. Ma adesso che il rapporto tra positivi e tamponi è superiore al 4%, continuare ad inseguire i positivi moltiplicando i tamponi è solo uno spreco di denaro e di tempo sia per gli operatori sanitari che lo devono effettuare sia per quelli che risultando positivi sono poi costretti ad osservare la quarantena obbligatoria.

Perché?

Ma perché si è rotto l’equilibrio tra il numero di tamponi tecnicamente possibili e quello dei contagiati che aumenta in modo esponenziale. In altre parole, mentre con i test se ne afferrano 100 ne sfuggono 10 mila che continuano a diffondere il virus. Ecco spiegato il motivo per il quale il rapporto tra positivi e test sale, e dobbiamo metterci l’animo in pace e attenderci un aumento dei casi positivi, il cui numero è destinato a crescere. E l’uso della mascherina – se non per altri scopi, prevalentemente politici e/o dogmatici – non potrà in alcun modo arginarne la crescita.  

Il virus è diventato ormai endemico come lo è quello dell’influenza. Ed è bene ricordare e sottolineare che – per fortuna – a livello internazionale, nell’80% dei casi si manifesta senza sintomi o con sintomi lievi; nel 15% con sintomi simil influenzali; nel 4% è richiesta un’ospedalizzazione; nell’1% può essere indispensabile la terapia intensiva.

Quindi a quelli affetti da analfabetismo giuridico e scientifico occorre raccomandare di conservare i tamponi per i sintomatici se non vogliamo ritrovarci al collasso sanitario dello scorso marzo ed aprile.

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