domenica 19 luglio 2015

ITALIANI BRAVA GENTE, UN MITO DA SFATARE

La preoccupazione per il debito dei greci ci distoglie dal pensare al nostro, che ha ormai superato i 2200 miliardi, ma Renzi ci tranquillizza sulla tenuta dei nostri conti e promette che nel 2016 eliminerà la tassa sulla prima casa e finalmente dal 2017 una riduzione senza precedenti su Ires, Irap e Irpef. E a chi gli fa osservare che questi annunci hanno il sapore della demagogia, i sondaggi danno infatti i democratici in perdita costante da alcune settimane, risponde che chi lo dice è vittima del caldo: il partito è in buona salute!

Sul lato della corruzione, l'Italia è il paese dove gli episodi di corruzione sono più frequenti che nel resto d’Europa. In nessun altro paese europeo, i tanti soldi che spettavano allo Stato per stimolare la crescita sono stati persi in casi di frode e corruzione. Triste a dirlo ma persino la Grecia confrontata con l’Italia appare più virtuosa. La corruzione e le infiltrazioni mafiose nei partiti di governo – frutto del clientelismo, dello scambio elettorale politico-mafioso, degli appalti pilotati e truccati, delle falsificazioni dei bilanci, del mancato allontanamento dei corrotti dalla gestione della cosa pubblica, della nomina di politici locali collusi e sostenuti da organizzazioni criminali, di primarie inquinate, ecc. ecc. – sono divenute una metastasi inestricabile. Gli italiani sono giustamente incavolati per le misure di rigore imposte dall’austerity: crescita nulla dei loro stipendi e qualità di vita in costante regressione. Ma la colpa non è tanto dei tagli alle spese quanto dei politici corrotti e dei capitalisti senza scrupoli che hanno abusato e abusano dei pochi fondi che erano in teoria destinata a migliorare gli standard di vita e il benessere della gente “comune”.

Sul fronte dell’evasione fiscale, le cose non vanno affatto meglio: il nostro Paese infatti è tra i «maggiori evasori» del continente, contando un’evasione Fiscale di oltre 180 miliardi di euro. L’evasione corrisponde a circa il 30% delle entrate fiscali totali ed è pari a circa il 10 per cento del Prodotto Interno Lordo. Ogni anno in Italia oltre 300 miliardi di imponibile non vengono dichiarati.
L’ultimo rapporto sull'Italia del centro studi Economia reale dell’economista Mario Baldassarri, ex senatore di Alleanza Nazionale, ci racconta che l’evasione e la corruzione “rubano” al prodotto interno lordo italiano la discreta sommetta di 236 miliardi di euro.

Non parliamo poi della sanità, della giustizia, dell’istruzione per non infierire.

E la maggioranza degli italiani di fronte a questo scenario che fa?

Affollano le spiagge per sfuggire al caldo torrido di questo mese di luglio, con temperature intorno ai 40 gradi. E chi non può permetterselo, si rifugia nei Centri commerciali alla ricerca di refrigerio, garantito dai condizionatori d’aria.

Così mentre la corruzione politica e morale travalica anche quei pochi argini rimasti saldi delle istituzioni repubblicane, il vero problema degli italiani non sono i ladri che affamano il loro presente e il futuro dei loro figli. Il dramma, quello vero, che toglie loro opportunità sono i profughi, gli immigrati.

Questo atteggiamento di quegli italiani che di fronte al dramma dei profughi reagisce con rabbia e violenza, mi fa venire in mente il film “Johnny Stecchino”, interpretato da Roberto Benigni. Quando Bonacelli illustra all'ignaro Dante – sosia del boss mafioso Johnny Stecchino, catapultato in Sicilia per attirare su di se la vendetta degli altri boss mafiosi – le piaghe della città di Palermo, ne elenca tre. L’Etna, il vulcano che quando si mette a fare i capricci distrugge paesi e villaggi, la Siccità che d’estate brucia la terra. Aggiunge che contro queste nulla si può fare, perché così è la natura. Infine, la terza, la più devastante: il Traffico, troppe macchine, un traffico tentacolare, vorticoso che impedisce di vivere e rende nemici famiglia contro famiglia.

Per questi decerebrati, i profughi, gli immigrati sono la causa di tutti i problemi che affliggono l’Italia. A loro non passa neppure per l’anticamera del cervello che non sono stati, e non sono, loro se la disoccupazione in Italia è a due cifre e se un giovane vuole trovare un lavoro è costretto a recarsi all'estero. Perché da noi, se non sei raccomandato, non hai alcuna speranza. Non dipende dagli immigrati e dai clandestini se negli ultimi anni le diseguaglianze nel nostro Paese si sono accresciute. Non dipende ancora da loro l’inettitudine dei nostri politici, perché sono gli italiani ad eleggerli. La corruzione, l’evasione fiscale, la cattiva gestione della cosa pubblica, non dipendono ancora da loro: sono la conseguenza della nuova cultura degli italiani convinti che l’interesse personale e privato sia prevalente rispetto all’interesse generale e che dei principi morali ci si possa allegramente fregarsene e che questi vanno bene solo se servono all’interesse privato e al personale tornaconto.

Che cosa è accaduto nel corso della nostra storia nazionale che ha fatto degli italiani quello che sono diventati? Un popolo di furbi; opportunisti al punto tale che quando la loro pancia è piena il resto del mondo può andare a farsi fottere; maestri nell'arte del «chiagni e fotti»: si lamentano perché tutto va male, ma inclini a un quietismo rassegnato di fronte al potente, spacciando questo servilismo per realismo.

Un realismo che in realtà è miserabile, per l’evidente ragione che quando per i principi non si è disposti a lottare, anche a costo del proprio interesse, si è servi e non cittadini. I servi vivono obbedendo alla volontà dei tiranni; i cittadini si ribellano, fosse l’ultima cosa che fanno. Perché se la vita è importante, lo è ancora di più la dignità che rende quella vita degna di esistere e d’essere vissuta. Sta scritto nel Vangelo: “Chi vuol salvare la propria vita la perderà e chi è disposto a perderla la salverà”.

Esultano finalmente i residenti di Quinto di Treviso che sono riusciti, dopo due giorni di proteste, a cacciare i 101 profughi, sistemati dalle autorità in case sfitte alla periferia della città nel complesso residenziale Guaraldo. “E' una grande vittoria - spiega un residente - frutto di una battaglia condotta civilmente, a parte qualche intemperanza”. Una ragazza, seduta in giardino con i suoi bambini, dice con sollievo: “Ora i nostri bambini possono tornare a giocare fuori, prima, con i profughi qui, non potevano farlo”. Uno degli abitanti del quartiere astioso incalza: “Io non li voglio vicino a casa mia, nessuno li vuole”.

Prendersela con gli ultimi della Terra non è solo da miserabili ma anche da vigliacchi.