Ammettiamo per ipotesi che il nuovo virus sia davvero pericoloso come la verità ufficiale – quella per intenderci di questo regime dispotico e paternalista – dichiara essere. Proviamo per un momento ad immaginare lo scenario sociale che ci si parerebbe davanti se dovessimo accettare in nome della salute pubblica tutte le restrizioni imposteci dal governo per contenere un’emergenza virale, che sembra destinata a non esaurirsi nel breve periodo.
Quando il numero di contagiati aumenterà esponenzialmente,
il governo invocherà ulteriori misure restrittive per controllare l’epidemia. I
mass media, secondo un copione oramai collaudato, mostreranno ai telespettatori
le immagini di ospedali gremiti di malati e delle centinaia di persone che muoiono
ogni giorno. Si parlerà di nuovo di respiratori che vengono rimossi dai pazienti
anziani per aiutare i giovani, che hanno una speranza di vita maggiore.
Dinanzi al tam tam mediatico, le persone di scarse conoscenze scientifiche, ma più prone al dispotismo paterno del governo si scaglieranno con rabbia contro tutti coloro che oseranno dissentire dal pensiero unico dominante.
Chiunque non indossi una mascherina – sia pure all’aperto e a distanza dagli altri – sarà fatto oggetto di linciaggio, quale responsabile del diffondersi dell’epidemia.
Esaurite le mascherine come arma per fronteggiare il virus, allo stesso modo in cui ci hanno imposto le mascherine, ci imporranno la sorveglianza digitale.
Chi non scaricherà l’app
Immuni e non lo lascerà praticamente sempre attivo sul proprio device verrà
tacciato come negazionista incosciente, che col suo comportamento mette a
rischio l’intera comunità.
Non sarà necessario – più di tanto sguinzagliare i
poliziotti – ci penseranno solerti cittadini, a suon di pugni e calci, a far
capire ai facinorosi negazionisti l’opportunità di allinearsi al pensiero unico
dominante.
Cosi, tra stato di polizia e isteria della sopravvivenza, ciascuno di noi vivrà la propria vita all’insegna del sospetto. Con la paura costante dell’altro, quale possibile untore o aggressore.
La salvaguardia individuale
sarà a tal punto prevalente da degenerare in vere e proprie forme psicotiche. Gli
atteggiamenti egocentrici ed egoistici saranno a tal punto amplificati da
annullare i già fragili vincoli di solidarietà fra esseri umani.
Nessun abbraccio, nessuna stretta di mano, nessun bacio.
Lo smart working – quale soluzione per garantire un efficace distanziamento “sociale” – prevarrà sulle altre forme di lavoro.
Così, ciascuno,
rattrappito nella propria squallida e grigia solitudine, non potrà far altro che frequentare quotidianamente la propria sofferenza psichica, ma dirsi finalmente al sicuro dal virus.
Nel frattempo il governo introdurrà un nuovo sistema di controllo sociale che consentirà di monitorare il comportamento dei suoi bravi cittadini.
Coloro che si comporteranno bene, in linea con le direttive del
governo, acquisiranno punti che accresceranno la loro valutazione sociale;
coloro (i più ribelli, i meno obbedienti) che, invece, non si allineeranno alle direttive
governative perderanno punti e, quando scenderanno sotto una certa
soglia, saranno semplicemente condannati all'esclusione, alla morte sociale.
Quale delle due opzioni preferite: il rischio di ammalarvi ma vivere in una società libera che garantisce il diritto di avere diritti o, al contrario, vivere in una gabbia ma sicuri di non morire di Covid?
Già, perché se
possiamo forse evitare di non morire di Covid, non è detto che non si
muoia per infinite tante altre cause!
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