Quando esorto a “spegnere la televisione” non intendo dire che tutti coloro che la guardano siano “coglioni” (anche se ce ne sono tanti) che si lasciano influenzare e plasmare dalla comunicazione dell’ormai pensiero unico dominante diffuso dai mass media mainstream.
Un fatto decisamente inquietante è constatare, come mai era
avvenuto prima (se si esclude il periodo fascista), il perfetto unisono dei mass
media mainstream nel divulgare l’unica verità ammessa, ossia quella di regime. Mai
come prima si assiste ad una forma di demonizzazione e di svalutazione di
quanti osano affermare una verità diversa da quella “ufficiale”.
La tattica è sempre la stessa: quando non si possono addurre
validi contro argomenti alle tesi di quanti sostengono una verità alternativa a
quella di regime, si sposta il piano del confronto dalla logica e dalla scienza
a quello del discredito e della ridicolizzazione.
Così, tutti coloro che la pensano diversamente dai sedicenti
dotti luminari di regime sono perciò stesso, e nessun’altra ragione, considerati
negazionisti, terrapiattisti, incoscienti, insensibili, e così via. Senza che poi tali dotti luminari si prendono il
disturbo e la briga di dimostrare dove sta la fallacia dei ragionamenti delle
tesi avverse.
Siamo tornati alle tenebre dell'oscurantismo medievale,
quando chi osava dire che non era la Terra al centro dell’universo era bollato
come eretico?
Ecco: quando esorto a spegnere la televisione – ovvero quelle
trasmissioni che mistificano di fatto la realtà con ossessiva ripetitività – il
messaggio non è che tutti coloro che la guardano sono perciò stesso dei
coglioni. Il messaggio è: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in
veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci”.
I latini dicevano “gutta cavat lapidem”, ossia "la goccia perfora la pietra". Così una menzogna ripetuta ossessivamente infinite volte può finire per diventar vera anche per i più dotati di senso critico.
È solo questione di tempo.
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