Se guardiamo la storia degli ultimi trent’anni, concludo che
le uniche riforme buone sono proprio quelle che non sono state fatte. Pensiamo
alla riforma costituzionale Renzi-Boschi che, se fosse passata, oggi non
staremmo neppure ad interrogarci sull’asservimento del Parlamento all’Esecutivo:
sarebbe stato riscritto nero su bianco in Costituzione, e quindi anche costituzionale.
Oggi è un abuso che tollerano il Presidente della Repubblica,
la Corte Costituzionale, gli stessi parlamentari, una gran parte della
magistratura, ecc. ecc. D’altronde, le istituzioni tollerano ben di peggio,
benché abbiano giurato fedeltà alla Costituzione: lo abbiamo sperimentato con i
provvedimenti straordinari adottati in occasione dell’emergenza Covid-19. Molti
giuristi, di provata fede democratica e liberale, lo denunciano tutti i giorni,
ma sono costantemente oscurati e silenziati da un sistema d’informazione mass
mediatica che fa quadrato perché le loro voci non siano ascoltate dalla
maggioranza del popolo.
Da oltre trent’anni le staffette governative – che lavorano senza
soluzione di continuità al servizio del finanzcapitalismo – chiamano riforme
quelle che sarebbe più giusto definire controriforme. Che altro sono le riforme
del lavoro, che di fatto hanno cancellato tutele e diritti dei lavoratori, condannandoli
ad una vita di precariato e miseria; che altro è la riforma previdenziale,
voluta dalla Fornero per soddisfare i mercati, se non la demolizione di un intero
sistema di diritti che consegna un quadro drammatico sul futuro pensionistico
di milioni di lavoratori, che andranno in pensione con metà dello stipendio? E
vogliamo parlare dei tagli alla sanità, alla scuola e ai servizi sociali?
Invito chiunque mi legge a leggere la nostra Costituzione, e
poi mi dica quale degli articoli in essa previsti – dopo oltre settant’anni –
sono stati compiutamente realizzati?
Sull’altro versante, i privilegiati – pur rappresentando un’esigua
minoranza – hanno visto accrescere le loro prerogative e immunità.
Se questo è accaduto non è per effetto di una legge naturale
che vuole che le cose vadano in questa direzione. Questo è accaduto e accade perché
gli uomini incaricati di governare sui popoli con vane promesse ingannano la
gente per conseguire il potere, e una volta ottenuto lo utilizzano – in nome
del popolo – per aumentare le ricchezze e i privilegi di coloro che detengono
davvero il potere e li tengono a libro paga.
Se avranno fatto tutto quanto loro è stato richiesto, la
loro carriera sarà fulminante e in ascesa. In caso contrario, li distruggeranno
prima che arrivino alla fine del mandato, ottenuto dal popolo, con la “macchina
del fango”. Dispongono di risorse pressocché illimitate per costruire falsi
dossier, con cui infamare o screditare la loro immagine pubblica allo scopo di
intimidirla, punirla o condizionarla, influenzando così il giudizio
dell'opinione pubblica nei loro confronti.
Draghi è un emissario del potere. Un uomo dell’alta finanza che
lavora, qui in Italia, per gettare le infrastrutture necessarie alla
realizzazione del “Grande Reset”, che non è una suggestione distopica partorita
dai soliti complottisti, ma il nome dell’incontro Forum che doveva tenersi a Davos,
ma che si è tenuto, causa pandemia, per via telematica lo scorso gennaio, nonché
il titolo del libro pubblicato dal suo fondatore Klaus Schwab. È tutto scritto
nero su bianco, non il delirio di un cospirazionista. Un piano preciso,
ufficiale e ben documentato, sul quale istituzioni internazionali,
organizzazioni non governative, filantropi e grandi aziende private collaborano
apertamente già da tempo, con l’obiettivo condiviso di “migliorare lo stato di
salute del Pianeta”. Ma che potrebbe rivelarsi la palingenesi, la rinascita di
una nuova umanità, dove quell’1% della popolazione mondiale, che detiene il 99%
delle ricchezze, potrà mettersi al sicuro dalla distruzione di un Pianeta che
si annuncia più prossima di quanto noi – ignoranti uomini del popolo – possiamo
immaginare, a causa di un consumismo sfrenato e incontrollato, che sta
depauperando irreversibilmente le risorse del pianeta.
Così in attesa che ci facciano fuori tutti, proclamiamo pure
questi autentici “criminali” come nuovi messia che ci condurranno alla Terra Promessa.