Sulla narrazione Covid-19, l’opposizione sistematica a
qualunque altro pensiero contrario a quello ufficiale è non solo sospetto ma
anche inquietante. Pare che l’epidemia abbia stravolto in breve tempo i
pilastri fondamentali sui quali le nostre società occidentali hanno dichiarato
di fondarsi, e cioè sull’idea che la ragione prevalesse comunque sul
pregiudizio e l’ignoranza.
Il fenomeno cui assistiamo oggi è, invece, la quasi
totale scomparsa di comportamenti razionali, con i mass media mainstream che
più che informare fanno “propaganda” al fine di alimentare odio e divisione fra
la gente.
Il popolo è ormai diviso in due fazioni: i guelfi che
sostengono la causa e la supremazia del governo Conte e ritengono che sì la
Covid-19 è la peste del XXI secolo, e le misure restrittive di principi
costituzionalmente garantiti siano non solo necessarie ma debbano anche essere
imposte a tutti e soprattutto ai riottosi, accusati di negazionismo; dall’altra
i ghibellini che, pur non negando l’esistenza del nuovo virus, vedono la
sproporzione tra le misure messe in atto dall’esecutivo e la reale pericolosità
di questo virus.
Ora mentre guelfi e ghibellini sono indaffarati a
scannarsi tra loro per il primato della verità, la clausura
generalizzata, che sta bloccando tutto e tutti, sta producendo
stagnazione dei traffici economici, crescita della disoccupazione, lacerazione
del tessuto sociale per l’imposto distanziamento sociale, che se è dubbio che
ci salvi dal contagio è certo che aumenterà la diffidenza nei confronti
dell’altro, visto come il potenziale untore, aumento dei disturbi mentali in
ogni fascia di età.
Tutto ciò, a prescindere dalla reale efficacia dei
rimedi posti in essere, in nome della salute pubblica, dalla quale – a quanto
pare – restano esclusi tutti quelli che continuano a morire di cancro, per
fattori legati all’ambiente, di malattie cardiovascolari e respiratorie.
Restano altresì esclusi dalla tutela della salute
pubblica tutti i lavoratori che continuano a lavorare in fabbriche insalubri e
i cittadini che – in nome del progresso economico, che non si può arrestare –
sono costretti ad inalare diuturnamente ogni tipo di veleno.
Per esempio, nel massimo silenzio istituzionale, nei
550 Comuni della Regione Campania che costituiscono il famoso “Triangolo della
Morte della Terra dei Fuochi” si continua a morire.
Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità,
non meno di 2 milioni di cittadini risultano danneggiati dallo sversamento di
rifiuti soprattutto industriali. E si parla di cancro che colpisce ogni fascia
di età.
I dati sulla mortalità dovrebbero suggerire interventi
più stringenti sia in termini di prevenzione primaria (di natura individuale e
ambientale) sia di gestione dell’intero percorso
diagnostico-terapeutico-assistenziale di patologie legate
all’inquinamento.
Ma se si blocca un Paese per l’allarme Covid-19, per
un numero di decessi che rientra peraltro nella normalità dei morti per
patologie polmonari e che interessa nella maggioranza dei casi soggetti con
patologie pregresse o in atto, si è del tutto incapaci e impotenti nello
scovare un 47% di attività manifatturiere che in Campania smaltiscono
illecitamente i loro rifiuti; almeno 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti
industriali ogni anno.
Forse che questi morti per cancro sono meno morti di
quelli da e con Covid-19? Forse che i morti per l'incuria e l'incapacità delle
istituzioni nel perseguire gli autori di tali misfatti meritano meno rispetti
di quelli da e con Covid-19? O forse perché più semplicemente non sono utili alla strategia della paura. Quella che, scatenando la una vera e propria psicosi di massa, si rivela essere da sempre l'arma vincente in mano al potere per la manipolazione e il controllo sociale.
Se la narrazione fatta dai mass media mainstream includesse anche quelle morti ignorate ma politicamente scomode, allora sarebbero anche degne di credibilità. Ma la prassi di tacere una cosa per enfatizzarne un’altra suggerisce che più che organi di informazione sono solo organi di propaganda al servizi di interessi dominanti e non certo del popolo.
Come non darti ragione !!!!
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