martedì 27 ottobre 2020

I PARADOSSI CONTRO CUI LA LOGICA SI SCONTRA

Prima che l’epidemia da Coronavirus sars-Cov2 facesse il suo esordio qui, in Italia, ero affatto convinto che personaggi come Mario Tozzi e Andrea Scanzi, noti al grande pubblico televisivo, fossero persone intelligenti ed argute, capaci di ragionare sempre con distacco e misura. Ma la loro partigianeria all’esegesi scientifica sostenuta dal Governo e dal suo CTS mi ha mostrato tutta la spocchia e l’arroganza di cui sono intrisi, fino ad apparirmi addirittura “stomachevoli” o per bieco asservimento e piaggeria al potere o per quell’intransigente adesione ad una verità – ritenuta tale a prescindere dall’evidenza – elevata a verità superiore, per cui ogni altra che sia in disaccordo con questa è bollata come antiscientifica e pericolosa disinformazione per la comunità.

Se fossero meno presuntuosi e tronfi, riconoscerebbero che intorno a questa epidemia l’unica cosa certa è che “non vi sono certezze”. L’incertezza è notevole: nessuno sa con certezza se i lockdown servano oppure no; nessuno può dire con certezza che l’uso delle mascherine obbligatorie servano a contenere i contagi. Ma Scanzi e Tozzi ritengono che quello che il Governo sta facendo è giusto, tacciando tutti coloro che osano nutrire dubbi sulle particolari misure restrittive imposte al popolo quali decerebrati incoscienti, che col loro irresponsabile comportamento mettono a rischio la comunità intera.

È possibile che la loro sensibilità e cultura non faccia loro intravedere che i sedicenti esperti fanno solo congetture, ammantate pure di scientismo, che spesso si rivelano anche erronee. Accade così che circostanze minime sono percepite come disastrose, mentre circostanze gravi sono ignorate. Ad esempio, è percepito come disastroso passeggiare all’aperto senza mascherina facciale, andare a ristorante, cinema o teatro, assodato che su 350 mila soggetti monitorati solo 1 è risultato positivo; mentre si ignora tranquillamente che i mezzi pubblici spesso sono sovraffollati al mattino. La ressa è tale che non è consentito mantenere alcuna distanza di sicurezza. Il distanziamento vale ovunque, ma non sui mezzi pubblici? Il virus cessa la sua ostilità quando le persone sono stipate sugli autobus o sui mezzi della metropolitana?

È di fronte a questi paradossi che la logica si frantuma e la fiducia nelle istituzioni vacilla paurosamente: il governo impone l’obbligo delle mascherine all’aperto in tutta Italia, spiega militari e polizia per le strade per vigilare contro gli assembramenti, ma sugli autobus i passeggeri continuano a viaggiare ammassati, soprattutto nelle ore di punta.

Il lettore potrà valutare da solo se siamo al sicuro o in mano a dei ciarlatani. 

sabato 24 ottobre 2020

LA MINACCIA VIENE DALLA STOLTEZZA DI CHI CI GOVERNA, NON DAL VIRUS

 La speranza di vita in Italia – dato relativo all’anno 2019 – è di 81 anni per gli uomini e 85,3 per le donne. I dati dell’ISS (Istituto Superiore della Sanità), una fonte credo non tacciabile di complottismo o negazionismo, relativamente ai decessi per o con Covid-19, ci dicono che l’età media dei soggetti è di 82 anni, in salita rispetto a quelli dello scorso marzo. Di questi il 73% presentava altre patologie – il dato dello scorso marzo era del 62%. I soggetti di età sotto i 50 anni rappresentano l’1,1% di tutti i decessi; tutti con importanti patologie concomitanti.

Secondo il professore dell'Università di Padova, il virologo Giorgio Palù, la letalità del coronavirus è bassa, può uccidere certo chi è già gravemente ammalato o presenta un sistema immunitario compromesso, vuoi per l’avanzata età vuoi per malattie immunologiche, ma non è la peste.

Persino l’OMS si è vista costretta a rivedere il tasso di letalità a seguito del modo piuttosto bizzarro di conteggiare i morti Covid-19: autopsie negate cosicché pazienti con altre patologie sono stati sbrigativamente classificati come morti da Covid-19; in tanti casi i protocolli terapeutici sbagliati sono stati la causa dei decessi.

Mike Ryan, uno dei massimi esperti dell’OMS, lo scorso 10 ottobre ha dichiarato – notizia taciuta dalla maggior parte dei mass media mainstream – che “le migliori stime attuali ci dicono che circa il 10% della popolazione mondiale potrebbe essere stata infettata da questo virus”. Il che vuol dire che il tasso di letalità dal 3%, come inizialmente indicato, crolla allo 0,14% - nel 2019 il tasso di letalità dell’influenza stagionale in Italia è stato dello 0,11%.

Sempre secondo il virologo Palù, il 95% dei contagiati è asintomatico. E se dovessimo parlare di pandemia, dovremmo parlare di pandemia da tamponi PCR che, pur non avendo alcuna affidabilità scientifica, contribuiscono solo a montare il panico generalizzato, atteso che positivo asintomatico non significa necessariamente contagioso.

Infatti, secondo il virologo Giulio Tarro, assistente di Albert Sabin, l’ideatore del vaccino antipoliomielite, “Le persone sane asintomatiche non possono essere considerate contagiose … L'asintomatico non contagia perché ha una bassa carica virale”. Peraltro, con riferimento all’affidabilità dei tamponi come mezzo diagnostico, il loro uso è inattendibile in quanto, proprio rifacendosi al suo scopritore il Premio Nobel professore Mullis, il test RT-PCR, eseguito utilizzando tamponi nasofaringei o altri campioni del tratto respiratorio superiore, “misura un acido nucleico che potrebbe essere anche inattivo”.

Ora le autorità pubbliche – di fronte a tante e numerose tesi esposte da altrettanto validi scienziati – anziché approfondire le tesi contrapposte degli scienziati intorno allo stesso tema, attraverso un confronto dialogico utile a stabilire da quale parte stia la verità, preferisce chiudere tutto e tutti, imponendo le mascherine all’aperto, anche se siamo soli. 

Anziché usare i muscoli dell’intelligenza e della ragione, preferisce quelli della censura e della repressione.

giovedì 22 ottobre 2020

VOGLIONO FARCI AMMALARE TUTTI

Il terrorismo mediatico sulla COVID-19 sta riscaldando i motori, e presto sarà nuovamente a pieno regime. E se i contagi aumenteranno (e aumenteranno, perché stiamo parlando di contagi e non di malati) si procederà presto ad un nuovo lockdown. In alcune regioni è già stato imposto il “coprifuoco”.

In questo quadro dominato da una vera e propria propaganda di regime, non ci vorrà molto a mostrare ospedali gremiti e terapie intensive intasate: basterà ricoverare tutti quelli che hanno una qualche linea di febbre e un po’ di tosse, e avviare in terapia intensiva tutti quelli affetti da grave enfisema polmonare, neoplasia polmonare allo stadio terminale, gravi cardiopatici, ecc.

Così tutti quei soggetti prossimi ormai alla fine e che risultano anche positivi al tampone, in caso di decesso potranno, senza il rischio di smentita, essere annoverati tra i morti da Covid-19. 

I malati di cancro e i portatori di malattie cardiovascolari si vedranno, invece, procrastinare esami diagnostici vitali sine die, ma le loro morti non faranno testo.

Ora, indipendentemente dalla pericolosità del virus, resta il fatto che non solo il buonsenso, ma la stessa scienza medica epidemiologica – non quella rappresentata dai piazzisti in televisione, che un giorno affermano una cosa e, a seconda della convenienza, il giorno dopo la smentiscono – ci dice che le misure prese non solo non servono a contrastare la diffusione del virus, ma sono anche controproducenti e costituiscono una seria minaccia per la nostra salute.

Premesso che nessun responsabile capo di governo alimenterebbe il panico in circostanze simili, anche quando ve ne fossero motivi, se non per altri scopi, è sconcertante vedere come si diano, invece, tanto da fare per alimentare una narrazione allarmistica che non è sostenuta da alcuna evidenza clinica: molte persone che hanno contratto il virus, sono poi guarite. È un dato, infatti, condiviso dalla maggior parte della comunità scientifica, ovviamente non di regime, che l’attuale pandemia è senz’altro meno pericolosa dell’influenza asiatica, che comparve nel 1957, e in meno di un anno si diffuse in tutto il mondo; non è più pericolosa della influenza di Hong Kong, che comparve nel 1968 e che, anche questa, si diffuse in tutto il mondo con un modello molto simile a quello dell'influenza asiatica.

Non risulta in nessuna documentazione dell’epoca che i capi di governo del mondo – tanto meno la stessa OMS – avessero ritenuto opportuno adottare particolare misure per arginare la diffusione dell’epidemia.

Poiché è un fatto che le pandemie nella storia si sono sempre verificate ad intervalli di tempo imprevedibili, e continueranno a succedersi come gli tsunami, i terremoti, le alluvioni, le inondazioni ed altre naturali calamità, dobbiamo concludere che dovremo rassegnarci a vivere perennemente in un continuo stato di allerta?

In passato, in situazioni del genere le autorità pubbliche hanno sempre invitato le popolazioni alla calma e alla solidarietà, che si sono da sempre rivelati i migliori rimedi per superare le avversità. Perché ora, al contrario, si invita la gente a tener sempre desto l’allarme e a non fidarsi l’uno dell’altro?

Non credo che questo stato di cose, peraltro ingiustificato e sproporzionato rispetto alla realtà dei fatti, faccia bene al nostro sistema immunitario.

Perché se non è dimostrato scientificamente che i lockdown e le mascherine abbiano una qualche efficacia nel contenere la diffusione di un qualsiasi virus, è invece ampiamente dimostrato che le persone sottoposte a situazioni di stress sociale cronico sono soggette a disequilibri del sistema immunitario che li rendono più vulnerabili alle infezioni e alle malattie autoimmuni.

Qual è dunque il vero fine di questi capi di governo, che continuano in modo “criminale” a soffiare sul fuoco, farci ammalare tutti per decreto?


lunedì 19 ottobre 2020

LA SOCIETÀ IN CUI VOGLIONO FARCI VIVERE

Ammettiamo per ipotesi che il nuovo virus sia davvero pericoloso come la verità ufficiale – quella per intenderci di questo regime dispotico e paternalista – dichiara essere. Proviamo per un momento ad immaginare lo scenario sociale che ci si parerebbe davanti se dovessimo accettare in nome della salute pubblica tutte le restrizioni imposteci dal governo per contenere un’emergenza virale, che sembra destinata a non esaurirsi nel breve periodo.

Quando il numero di contagiati aumenterà esponenzialmente, il governo invocherà ulteriori misure restrittive per controllare l’epidemia. I mass media, secondo un copione oramai collaudato, mostreranno ai telespettatori le immagini di ospedali gremiti di malati e delle centinaia di persone che muoiono ogni giorno. Si parlerà di nuovo di respiratori che vengono rimossi dai pazienti anziani per aiutare i giovani, che hanno una speranza di vita maggiore.

Dinanzi al tam tam mediatico, le persone di scarse conoscenze scientifiche, ma più prone al dispotismo paterno del governo si scaglieranno con rabbia contro tutti coloro che oseranno dissentire dal pensiero unico dominante. 

Chiunque non indossi una mascherina – sia pure all’aperto e a distanza dagli altri – sarà fatto oggetto di linciaggio, quale responsabile del diffondersi dell’epidemia.

Esaurite le mascherine come arma per fronteggiare il virus, allo stesso modo in cui ci hanno imposto le mascherine, ci imporranno la sorveglianza digitale. 

Chi non scaricherà l’app Immuni e non lo lascerà praticamente sempre attivo sul proprio device verrà tacciato come negazionista incosciente, che col suo comportamento mette a rischio l’intera comunità.

Non sarà necessario – più di tanto sguinzagliare i poliziotti – ci penseranno solerti cittadini, a suon di pugni e calci, a far capire ai facinorosi negazionisti l’opportunità di allinearsi al pensiero unico dominante.

Cosi, tra stato di polizia e isteria della sopravvivenza, ciascuno di noi vivrà la propria vita all’insegna del sospetto. Con la paura costante dell’altro, quale possibile untore o aggressore.

La salvaguardia individuale sarà a tal punto prevalente da degenerare in vere e proprie forme psicotiche. Gli atteggiamenti egocentrici ed egoistici saranno a tal punto amplificati da annullare i già fragili vincoli di solidarietà fra esseri umani.

Nessun abbraccio, nessuna stretta di mano, nessun bacio.

Lo smart working – quale soluzione per garantire un efficace distanziamento “sociale” – prevarrà sulle altre forme di lavoro.

Così, ciascuno, rattrappito nella propria squallida e grigia solitudine, non potrà far altro che frequentare quotidianamente la propria sofferenza psichica, ma dirsi finalmente al sicuro dal virus.

Nel frattempo il governo introdurrà un nuovo sistema di controllo sociale che consentirà di monitorare il comportamento dei suoi bravi cittadini. 

Coloro che si comporteranno bene, in linea con le direttive del governo, acquisiranno punti che accresceranno la loro valutazione sociale; coloro (i più ribelli, i meno obbedienti) che, invece, non si allineeranno alle direttive governative perderanno punti e, quando scenderanno sotto una certa soglia, saranno semplicemente condannati all'esclusione, alla morte sociale.

Quale delle due opzioni preferite: il rischio di ammalarvi ma vivere in una società libera che garantisce il diritto di avere diritti o, al contrario, vivere in una gabbia ma sicuri di non morire di Covid? 

Già, perché se possiamo forse evitare  di non morire di Covid, non è detto che non si muoia per infinite tante altre cause!

RIPETETE UNA BUGIA CENTO, MILLE, UN MILIONE DI VOLTE E DIVENTERÀ UNA VERITÀ (Goebbels)

Quando esorto a “spegnere la televisione” non intendo dire che tutti coloro che la guardano siano “coglioni” (anche se ce ne sono tanti) che si lasciano influenzare e plasmare dalla comunicazione dell’ormai pensiero unico dominante diffuso dai mass media mainstream.

Un fatto decisamente inquietante è constatare, come mai era avvenuto prima (se si esclude il periodo fascista), il perfetto unisono dei mass media mainstream nel divulgare l’unica verità ammessa, ossia quella di regime. Mai come prima si assiste ad una forma di demonizzazione e di svalutazione di quanti osano affermare una verità diversa da quella “ufficiale”.

La tattica è sempre la stessa: quando non si possono addurre validi contro argomenti alle tesi di quanti sostengono una verità alternativa a quella di regime, si sposta il piano del confronto dalla logica e dalla scienza a quello del discredito e della ridicolizzazione.  

Così, tutti coloro che la pensano diversamente dai sedicenti dotti luminari di regime sono perciò stesso, e nessun’altra ragione, considerati negazionisti, terrapiattisti, incoscienti, insensibili, e così via. Senza che poi tali  dotti luminari si prendono il disturbo e la briga di dimostrare dove sta la fallacia dei ragionamenti delle tesi avverse.

Siamo tornati alle tenebre dell'oscurantismo medievale, quando chi osava dire che non era la Terra al centro dell’universo era bollato come eretico?

Ecco: quando esorto a spegnere la televisione – ovvero quelle trasmissioni che mistificano di fatto la realtà con ossessiva ripetitività – il messaggio non è che tutti coloro che la guardano sono perciò stesso dei coglioni. Il messaggio è: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci”.

I latini dicevano “gutta cavat lapidem”, ossia "la goccia perfora la pietra". Così una menzogna ripetuta ossessivamente infinite volte può finire per diventar vera anche per i più dotati di senso critico. 

È solo questione di tempo.

domenica 18 ottobre 2020

SPEGNETE LA TELEVISIONE, SE VOLETE SALVARE QUEL CHE RESTA DEL VOSTRO CERVELLO!

Spegnete la televisione. E, in particolare, disertate il programma televisivo di Barbara D’Urso, esempio paradigmatico, di sconcertante raffinatezza, di come si possano manipolare, influenzare comportamenti e modi di essere di milioni di individui senza nemmeno dover fare uso della coercizione fisica.

Il potere – quello vero – è sempre nascosto. I Giuseppe Conte, le Barbare D’Urso sono solo i rappresentanti di questo potere occulto, abili e utili piazzisti che, facendo leva soprattutto sull’ignoranza della gente, sono capaci di convincere milioni di individui che la merda è buona quanto la nutella.

Il potere dal suo “rifugio segreto”, praticamente inattaccabile, può così serenamente contemplare la stupidità della massa che, attraverso l’alternarsi dei vari rappresentanti “eletti dal popolo” e personaggi televisivi graditi alla gran parte del pubblico, come un gregge di pecore si dirige là dove vuole il pastore.

In questo modo, quei pochi uomini che detengono il potere e tessono il futuro destino dell’umanità, hanno la straordinaria possibilità di fare quello che a nessun governo o potere visibile è dato compiere fino in fondo, ossia manipolare alla perfezione i sentimenti e la mentalità di massa senza neppure dare l’impressione di farlo.

venerdì 16 ottobre 2020

L’INFORMAZIONE CHE ALIMENTA LA DIVISIONE TRA LA GENTE RISPONDE SOLO A LOGICHE DI POTERE

Sulla narrazione Covid-19, l’opposizione sistematica a qualunque altro pensiero contrario a quello ufficiale è non solo sospetto ma anche inquietante. Pare che l’epidemia abbia stravolto in breve tempo i pilastri fondamentali sui quali le nostre società occidentali hanno dichiarato di fondarsi, e cioè sull’idea che la ragione prevalesse comunque sul pregiudizio e l’ignoranza.

Il fenomeno cui assistiamo oggi è, invece, la quasi totale scomparsa di comportamenti razionali, con i mass media mainstream che più che informare fanno “propaganda” al fine di alimentare odio e divisione fra la gente.

Il popolo è ormai diviso in due fazioni: i guelfi che sostengono la causa e la supremazia del governo Conte e ritengono che sì la Covid-19 è la peste del XXI secolo, e le misure restrittive di principi costituzionalmente garantiti siano non solo necessarie ma debbano anche essere imposte a tutti e soprattutto ai riottosi, accusati di negazionismo; dall’altra i ghibellini che, pur non negando l’esistenza del nuovo virus, vedono la sproporzione tra le misure messe in atto dall’esecutivo e la reale pericolosità di questo virus.

Ora mentre guelfi e ghibellini sono indaffarati a scannarsi tra loro per il primato della verità, la clausura generalizzata,  che sta bloccando tutto e tutti, sta producendo stagnazione dei traffici economici, crescita della disoccupazione, lacerazione del tessuto sociale per l’imposto distanziamento sociale, che se è dubbio che ci salvi dal contagio è certo che aumenterà la diffidenza nei confronti dell’altro, visto come il potenziale untore, aumento dei disturbi mentali in ogni fascia di età.

Tutto ciò, a prescindere dalla reale efficacia dei rimedi posti in essere, in nome della salute pubblica, dalla quale – a quanto pare – restano esclusi tutti quelli che continuano a morire di cancro, per fattori legati all’ambiente, di malattie cardiovascolari e respiratorie.

Restano altresì esclusi dalla tutela della salute pubblica tutti i lavoratori che continuano a lavorare in fabbriche insalubri e i cittadini che – in nome del progresso economico, che non si può arrestare – sono costretti ad inalare diuturnamente ogni tipo di veleno. 

Per esempio, nel massimo silenzio istituzionale, nei 550 Comuni della Regione Campania che costituiscono il famoso “Triangolo della Morte della Terra dei Fuochi” si continua a morire.

Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, non meno di 2 milioni di cittadini risultano danneggiati dallo sversamento di rifiuti soprattutto industriali. E si parla di cancro che colpisce ogni fascia di età. 

I dati sulla mortalità dovrebbero suggerire interventi più stringenti sia in termini di prevenzione primaria (di natura individuale e ambientale) sia di gestione dell’intero percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale di patologie legate all’inquinamento. 

Ma se si blocca un Paese per l’allarme Covid-19, per un numero di decessi che rientra peraltro nella normalità dei morti per patologie polmonari e che interessa nella maggioranza dei casi soggetti con patologie pregresse o in atto, si è del tutto incapaci e impotenti nello scovare un 47% di attività manifatturiere che in Campania smaltiscono illecitamente i loro rifiuti; almeno 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti industriali ogni anno.

Forse che questi morti per cancro sono meno morti di quelli da e con Covid-19? Forse che i morti per l'incuria e l'incapacità delle istituzioni nel perseguire gli autori di tali misfatti meritano meno rispetti di quelli da e con Covid-19? O forse perché più semplicemente non sono utili alla strategia della paura. Quella che, scatenando la una vera e propria psicosi di massa, si rivela essere da sempre l'arma vincente in mano al potere per la manipolazione e il controllo sociale. 

Se la narrazione fatta dai mass media mainstream includesse anche quelle morti ignorate ma politicamente scomode, allora sarebbero anche degne di credibilità. Ma la prassi di tacere una cosa per enfatizzarne un’altra suggerisce che più che organi di informazione sono solo organi di propaganda al servizi di interessi dominanti e non certo del popolo.

mercoledì 14 ottobre 2020

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONTRO L’ABUSO DEI DPCM

Egregio Signor Presidente,

molti eminenti costituzionalisti – non quelli ancorati al sistema, il cui silenzio è allo stesso tempo disarmante e preoccupante – ci dicono che in base al sistema delle fonti del diritto disciplinato dalla nostra Costituzione il costante ricorso ai DPCM, per un’emergenza coronavirus che allo stato dei fatti non esiste (lo dichiarano ormai molti medici, immunologi, infettivologi), sono qualcosa di irrituale nel nostro ordinamento repubblicano.

Con atti formalmente amministrativi – dallo spirito un po’ grottesco e in certi punti anche deliranti – l’esecutivo, attribuendosi prerogative che la Carta Costituzionale non prevede nemmeno in stato di guerra, ha realizzato di fatto uno scenario orwelliano: polizia per le strade per controllare che i cittadini indossino le mascherine, irruzione tra le mura domestiche su delazione dei vicini per vietare le riunioni tra amici quando superano i 6 invitati, ecc. ecc.

Non crede si stia oltrepassando il confine del buon senso, della proporzionalità e, soprattutto, della razionalità?

Perché Lei che è la massima carica dello Stato e deputato a vigilare sul rispetto della Costituzione continua a tacere e a tollerare tutto questo?

Con ossequio.

Un cittadino

domenica 11 ottobre 2020

CI PRENDONO PER SCEMI?

I nostri governanti e governatori considerano gli italiani un popolo di scemi, e questo mi fa ribollire il sangue, perché – come ho già detto una volta – purtroppo o per fortuna lo sono anch’io. Un branco di scimmie al governo avrebbe saputo far meglio di questi cialtroni.

Hanno gestito male l’emergenza sanitaria nelle fasi iniziali, minimizzandola e perfino negandola, proprio quelli che oggi accusano di negazionismo quelli che non negano il virus, ma ritengono che andare a caccia di positivi, costringendoli poi a quarantene forzate, sia non solo inutile ma demenziale, per il semplice fatto che la capacità di effettuare tamponi è in progressione aritmetica mentre la successione dei contagi è in progressione geometrica.

Ma evidentemente coloro che ci governano, e il tanto famoso comitato tecnico, credono che una Ferrari che conceda 100 metri di vantaggio ad una Cinquecento non riuscirà mai a raggiungerla e quindi a superarla, sebbene la distanza tra la Ferrari e la Cinquecento si restringa sempre più.

Quando lo scorso agosto il rapporto fra casi positivi e test era compreso tra lo 0,5 e l’1%, la caccia al positivo poteva anche avere un senso. Ma adesso che il rapporto tra positivi e tamponi è superiore al 4%, continuare ad inseguire i positivi moltiplicando i tamponi è solo uno spreco di denaro e di tempo sia per gli operatori sanitari che lo devono effettuare sia per quelli che risultando positivi sono poi costretti ad osservare la quarantena obbligatoria.

Perché?

Ma perché si è rotto l’equilibrio tra il numero di tamponi tecnicamente possibili e quello dei contagiati che aumenta in modo esponenziale. In altre parole, mentre con i test se ne afferrano 100 ne sfuggono 10 mila che continuano a diffondere il virus. Ecco spiegato il motivo per il quale il rapporto tra positivi e test sale, e dobbiamo metterci l’animo in pace e attenderci un aumento dei casi positivi, il cui numero è destinato a crescere. E l’uso della mascherina – se non per altri scopi, prevalentemente politici e/o dogmatici – non potrà in alcun modo arginarne la crescita.  

Il virus è diventato ormai endemico come lo è quello dell’influenza. Ed è bene ricordare e sottolineare che – per fortuna – a livello internazionale, nell’80% dei casi si manifesta senza sintomi o con sintomi lievi; nel 15% con sintomi simil influenzali; nel 4% è richiesta un’ospedalizzazione; nell’1% può essere indispensabile la terapia intensiva.

Quindi a quelli affetti da analfabetismo giuridico e scientifico occorre raccomandare di conservare i tamponi per i sintomatici se non vogliamo ritrovarci al collasso sanitario dello scorso marzo ed aprile.

sabato 10 ottobre 2020

BISOGNA METTERE UN FRENO AI NEGAZIONISTI

Il governatore della Puglia – Emiliano – nell’intervista dell’8 ottobre scorso resa al quotidiano “La Repubblica” ha detto che “bisogna mettere un freno ai negazionisti … che vanno in giro senza mascherina. Questo non è più accettabile”.

Quando il governatore dichiara che “bisogna mettere un freno ai negazionisti” cosa intende? Che bisogna metterli tutti in galera, senza neppure un processo sommario? Deportarli tutti nei campi di concentramento, e quindi sterminarli tutti in nome della tutela della salute pubblica? 

Come le autorità tedesche utilizzavano la “Stella di David” come metodo di identificazione degli ebrei, così l’indossare o meno la mascherina sarà il segno per riconoscere i “negazionisti” – rei di spargere il morbo dappertutto – dai buoni e bravi cittadini che si piegano con animo e spirito servile agli editti di deliranti governatori che, ebbri di potere, hanno preso a sancir leggi a modo loro.

Sull'epiteto "NEGAZIONISTA", affibbiato a coloro che continuano ad avere il brutto e maledetto vizio di continuare a pensare, credo sia più appropriato respingerlo al mittente, ossia a tutti coloro che negando di fatto la realtà delle cose continuano ad agitare lo spettro di un'epidemia e di un'emergenza che nei fatti non esiste, se non nel loro eccitato ed esaltato delirio.

Persino l’OMS, l’organizzazione cui questo governo d’incapaci ha fatto pedissequamente riferimento durante i mesi del lockdown, ha rivisto al ribasso il tasso mondiale di letalità portandolo allo 0,14%. In Italia, l’influenza stagionale dello scorso anno ha avuto una letalità dello 0,11%.

Dunque, chi sono i negazionisti: quelli che continuano ad agitare lo spauracchio del virus e costringono un intero Paese a seguire regole e comportamenti assurdi, senza neppure il supporto di evidenze scientifiche, o quelli che, pur non negando l’esistenza di virus, ritengono che i presidi terapeutici oggi a disposizione e l’attuale situazione sanitaria consentirebbero fin da domani un ritorno alla normalità?

giovedì 8 ottobre 2020

ABBIAMO PROPRIO BISOGNO DI UN VACCINO PER TORNARE ALLA NORMALITÀ?

Allo stato dell’arte i presidi terapeutici per fronteggiare l’infezione da Covid-19 sono davvero tanti che continuare ad invocare lo stato d’emergenza è solo utile ad altri inconfessabili scopi, e non certo ad arginare un’epidemia che, se non fosse costantemente pompata ad arte dai media mainstream, di fatto consentirebbe il ritorno alla normalità.

La vitamina D si è dimostrata capace di ridurre il rischio contagio negli anziani fragili e negli ospiti delle residenze assistenziali. E, nei casi di sviluppo di gravi sintomi della malattia, sembra che la vitamina D eviterebbe che il sistema immunitario diventi iper-reattivo (e produca un danno superiore al vantaggio), aiutando a regolare i livelli delle citochine e dunque dell’infiammazione.

La quercetina – integratore alimentare normalmente contenuta nelle mele e nelle cipolle – sarebbe capace di inibire la replicazione del SARS-CoV-2, perché ostacola l'attività di un enzima utile per lo sviluppo e la replicazione del nuovo coronavirus.

Un altro integratore alimentare, la lattoferrina, una glicoproteina ad azione antimicrobica e ferro-trasportatrice, sta dimostrando di avere un’efficacia contro il Covid-19, riducendo i tempi di eliminazione del virus nei soggetti con pochi sintomi o paucisintomatici.

I farmaci a base di inibitori dell’interleuchina-6, una proteina che riveste un ruolo chiave nell’attivazione della cosiddetta tempesta citochinica, che consiste in una reazione esageratamente violenta delle difese immunitarie che, anziché proteggere dal virus, attaccano tutti gli organi del paziente, fino ad ucciderlo. Questi farmaci sono in grado di legarsi a IL-6 e spegnere il segnale d’azione emesso dalla molecola.

C’è ancora la tanto discussa idrossiclorochina, bollata dapprima dal The Lancet e poi riammessa su richiesta di 140 medici che hanno attaccato sia la rivista sia l'Aifa per aver presentato dati del tutto inaffidabili sui suoi presunti gravi effetti collaterali. Il farmaco, infatti, usato da decenni per la profilassi della malaria e delle patologie reumatologiche, si sarebbe dimostrato efficace nel contrastare gli effetti del coronavirus. Gli studi hanno infatti dimostrato che se assunta nei primi giorni dall'insorgenza dei sintomi, riesce a bloccare la progressione della malattia e, soprattutto, ad evitare la conseguenza peggiore, cioè l'approdo in Terapia intensiva.

Ci sono poi i farmaci antiretrovirali come il Remdesivir, in grado di bloccare il sistema di replicazione di diverse varianti di coronavirus.

C’è il desametasone che blocca la risposta eccessiva del sistema immunitario che causa i sintomi più gravi.

C’è l’eparina a basso peso molecolare che, quando il quadro clinico dominato dalla tempesta citochinica e dal conseguente stato iperinfiammatorio conduce a vasculopatia arteriosa e venosa con trombizzazione dei piccoli vasi, che portano alla coagulazione intravascolare disseminata (CID), si è rivelata in grado di migliorare lo stato generale, in termini di sopravvivenza, di quel limitato numero di persone che arrivano alle condizioni di ARD (grave crisi respiratoria).

Con le tecniche di plasmaferesi è poi possibile trattare i pazienti affetti da Covid-19 con il plasma iperimmune dei pazienti guariti.

Un’altra strada è quella degli anticorpi monoclonali, prelevati dal sangue dei guariti e riprodotti in laboratorio, capaci di sterminare il coronavirus. Quelli – per intenderci – recentemente somministrati a Trump.

È chiaro che nessuno di questi approcci, singolarmente preso, è una cura vera e propria: sta all’intelligenza, alla professionalità e all’esperienza del medico trarre da questa molteplicità di rimedi quelli più adatti a ciascun singolo caso per contrastare l’evolvere di una malattia che non è la peste bubbonica, quando i cadaveri si ammassavano lungo le strade.  È, infatti, dimostrato che l’uso sapiente di tutti questi rimedi terapeutici, combinati tra loro, possono ridurre la gravità di un episodio grave di Covid-19, specialmente se somministrati all’insorgere dei primi sintomi (come una tosse leggera, dolori muscolari o qualche linea di febbre).

A questo punto mi chiedo e vi chiedo: abbiamo proprio bisogno di un vaccino per tornare alla normalità? Non sarebbe meglio che il governo ci consigliasse di assumere lattoferrina e quercetina per evitare di contagiarci, piuttosto che obbligarci all’uso di mascherine di dubbia fattura ed efficacia che, oltre ad essere inutili, ci fanno pure apparire stupidi dementi?

 

 


mercoledì 7 ottobre 2020

L'UNICA COSA DI CUI AVER PAURA È LA PAURA STESSA

 La “psiconeuroendocrinoimmunologia”, che studia le relazioni esistenti tra apparato psichico e sistema neuroendocrino, ci dice che stimoli provenienti dall’ambiente esterno o dallo stesso organismo possono potenziare o depotenziare il sistema immunitario. Poiché è ormai acclarato che il nostro organismo funziona sempre in maniera del tutto integrata con l’ambiente esterno, ne consegue che tenere la popolazione in un continuo stato di emergenza, paura, ansia, incertezza, come quella che stiamo vivendo in seguito alla pandemia di COVID-19, crea le migliori condizioni per sbilanciare a favore dell’agente patogeno l’esito non solo della Covid-19, ma di qualsiasi malattia.

Stabilito che nelle persone anziane si assiste già naturalmente a un fenomeno definito di «immunosenescenza», cioè di progressivo indebolimento del sistema immunitario legato all’invecchiamento, pensare di tutelare la salute di questi soggetti allarmandoli con il bombardamento quotidiano sull’aumento dei contagiati – che non significa nulla sul piano della virulenza del nuovo virus e peraltro, in larga maggioranza, asintomatici – significa di fatto tradire nei fatti quello che si annuncia nelle premesse.

In questo stato di già malfunzionamento della risposta immunitaria legata all’età, l’infezione aggraverà la situazione scatenando un’ulteriore iperproduzione di citochine pro-infiammatorie con conseguente ulteriore indebolimento del sistema immunitario. Forse questo spiega anche perché gli ultrasessantenni sono più soggetti a complicanze in caso di contagio.

Se la commissione tecnica che orienta le decisioni del presidente Conte, i medici – almeno tutti quelli che hanno ancora le palle e restano fedeli al Giuramento di Ippocrate – dovrebbe fermare questa massa di cialtroni e incompetenti, che stanno facendo più danni della peronospora.

A meno che non sia questo un nuovo metodo per sbarazzarsi dei vecchi?!

lunedì 5 ottobre 2020

CI GOVERNANO COME SE FOSSIMO VACCHE DI UNA MANDRIA

Un governo che instilla sistematicamente la paura nella popolazione per giustificare e mantenere uno stato di emergenza che nei fatti non c’è: nelle notizie dei media di regime non ci viene mai detto il numero della gente ricoverata in rianimazione o con sintomi gravi, ma solo il numero dei positivi che non significa nulla da un punto di vista epidemiologico. Non occorre scomodare il mago Otelma o possedere particolari facoltà intellettive per capire che aumentando il numero di tamponi aumentano parimenti le possibilità di trovare soggetti positivi al test, che nella stragrande maggioranza dei casi sono asintomatici o paucisintomatici.

Dicevo, un governo che usa la paura per reprimere il dissenso e per tenere la popolazione in uno stato di soggezione è “per definizione” un governo liberticida e antidemocratico. La storia ci dice che il dominio indiretto attraverso la paura ha funzionato sempre per ottenere la sottomissione volontaria dei popoli ridotti al rango di vacche di una mandria o pecore di un gregge.

Hermann Goering, il fondatore della Gestapo, lasciò detto: “È naturale che la gente non voglia la guerra; non la vogliono gli inglesi né gli americani, e nemmeno i tedeschi. Si capisce. È compito dei leader del paese orientarli, indirizzarli verso la guerra. È facilissimo: basta dirgli che stanno per essere attaccati, denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché mettono in pericolo il paese. Funziona così in qualsiasi paese, che sia una democrazia, una monarchia, una dittatura. Bisogna spaventarli, inculcargli la paura, bisogna imbottirli di paura come si fa con le oche finché non gli scoppia il fegato per fare il paté, bisogna fare in modo che quella paura fermenti e si trasformi in odio, un odio assoluto, irrazionale, sguaiato”.

La paura resta sempre la migliore arma psicologica a disposizione dello Stato per manipolare i cittadini, inducendoli a sacrificare libertà e garanzie fondamentali in cambio della sicurezza promessa da un governo onnipotente.

Con la paura si otterrà facilmente quello che avrebbe richiesto anni per realizzarsi. Intanto si è distrutta la vita comunitaria spianando la strada al telelavoro, frontiera della quarta rivoluzione industriale. 

Coloro che mostrano oggi entusiasmo per lo Smart Working non dimentichino che gli scioperi nelle fabbriche, le manifestazioni nelle piazze, che trovarono la loro sintesi nello “Statuto dei Lavoratori”, poterono avvenire perché i lavoratori entravano a contatto realmente fra di loro. Distrutta la possibilità di assembramenti, di assemblee, di convegni, in cui si possa discutere realmente tra persone, del lavoratore non resterà che la libertà e il diritto di crepare fra le sue quattro mura, senza che il mondo si accorga della sua presenza o assenza. 

Immaginate una popolazione in cui ciascun individuo sarà confinato in casa da solo davanti al monitor di un computer per svolgere il proprio lavoro, mentre i figli da un altro seguono la loro videolezione, senza alcun contatto umano, in completo distanziamento sociale per evitare il contagio. 

Dopo averlo immaginato, chiedetevi se questo è il futuro che avevate in mente quando generaste i vostri figli?