L’atto del governo n. 256 contiene una norma che, violando
il codice civile, recepisce una direttiva Ue del 2014, secondo la quale se uno
non ha pagato sette rate del mutuo, la banca può prendersi casa o capannone senza
passare da un giudice.
Viola di fatto il codice civile, in quanto aggira l’articolo
2744 che vieta il “patto commissorio”, che preveda il passaggio automatico di
un bene al creditore in caso di mancato pagamento delle rate. Peraltro, la
norma varrà anche per i contratti già in essere.
Dunque, dopo il decreto “Salva Banche”, ecco il secondo
regalo di Matteo Renzi al sistema bancario italiano che, in questo modo, potrà
prendersi le case di chi è in ritardo col mutuo senza troppe complicazioni, e
cioè senza passare dal giudice.
Incredibile?
No, incredibile è che nonostante l’ennesimo schiaffo a
coloro che la crisi non l’hanno provocata, ma che ne pagano il conto, nessun
sentimento d’indignazione prevale nel Paese.
In modo del tutto vergognoso è stato abolito de facto l’articolo
18 dello Statuto dei Lavoratori, a tutto vantaggio della confindustria, e
nessuna protesta s’è levata né da parte dei lavoratori né da parte dei
cittadini. È stato innalzato il tetto del contante, incentivando così l’evasione,
e gli italiani dormono o stanno programmando o prenotando le prossime vacanze.
Le proiezioni sui bilanci INPS non sono rassicuranti: 12,8
miliardi di esercizio negativo nel 2014, 6,8 miliardi il deficit complessivo del
2015. Quindi secondo le previsioni, l’INPS passerà da un attivo di 18,5
miliardi del 2014 a un rosso intenso per 56,6 miliardi nel 2023. E tutto questo
grazie alla ricongiunzione dei contributi previdenziali da INPDAP (ente
previdenziale dei dipendenti della pubblica amministrazione) a INPS. Il buco
delle gestioni pensionistiche del settore privato dell’INPS non c’era, ma da
quando l’onere della spesa pensionistica previdenziale degli ex INPDAP è stata
scaricata sull’INPS, il finanziamento del disavanzo di questa componente di
spesa pubblica, di fatto, avviene attraverso i contributi previdenziali dei
lavoratori dipendenti e autonomi privati. Ma gli italiani restano fiduciosi che
continueranno a riscuotere le loro pensioni, malgrado i conti in rosso.
In una notte sono stati polverizzati i risparmi di una vita
di sacrificio, ma per gli italiani è ancora “cos ‘e niente”. Il padre della
Boschi, vice presidente della Banca Etruria, sapeva del buco di 3 miliardi, sei
volte il patrimonio netto della Banca, ma ha consentito che le obbligazioni
subordinate venissero ancora sbolognate agli ignari e incolpevoli risparmiatori,
che il governo Renzi ha fatto passare per “speculatori”. Ma il ministro Boschi
ha detto alle due Camere del Parlamento che suo padre è una persona perbene e
che Banca Etruria non ha ricevuto favoritismi dal suo governo. Ora, poiché il
padre del ministro Boschi è stato indagato o coindagato per turbativa d'asta,
estorsione, dichiarazione infedele, omesso versamento dei contributi, mi
domando se questa è una persona “perbene”, chi sono i mascalzoni?
Mentre i figli di
milioni di italiani sono ormai già costretti ad emigrare se vogliono trovare un
lavoro, parimenti la rassegnazione e l’indifferenza di altrettanti italiani incoraggiano una classe
politica inetta e corrotta a perseverare.
A Taranto i livelli di diossina, potente cancerogeno, sono
40 volte superiore ai limiti; il governo sapeva, ma il ministero dell’Ambiente
ha taciuto!
Da fuori, l’Italia è vista come un paese in decadenza e
declino. Ma solo noi italiani non ce ne accorgiamo. Aspettiamo fiduciosi la luce in fondo al tunnel, come estragone e vladimiro in "Aspettando Godot".
A conclusione, l’ossatura su cui si regge il potere in
Italia è segnata, innanzitutto dal "servilismo", dalla "pochezza d’animo", dall’"ambiguità" del suo popolo, e che sicuramente non si
consoliderebbe se non ci fosse l’ossequio e la cieca riverenza alla cricca
politica e al governo dei quaquaraquà.
Ci lamentiamo ma poi ci adattiamo senza
scarti alle norme.
Continuare a incolpare il potere, che ci lusinga per meglio
opprimerci o che ci invoglia per meglio sfruttarci, è un alibi infantile. Nessun
potere, almeno fino ad oggi, ci minaccia o ci ricatta con la violenza per
giustificare tanta acquiescenza e indifferenza. Né peraltro possiamo continuare
ad addossare la colpa di tanta apatica rassegnazione alla magia dei
manipolatori occulti: la realtà, la verità è squadernata sotto gli occhi di
chiunque abbia voglia di guardare.