Quando vedo e ascolto Salvini, mi sorprendo del consenso attribuitogli
dagli italiani. Il primo partito del Paese si conferma essere virtualmente la
Lega di Matteo Salvini, che rimane salda al 32,1% delle intenzioni di voto, e per
il 62% del campione consultato Salvini è il leader indiscusso.
Perché agli italiani piace sempre il peggio del peggio? Ai
vertici delle istituzioni c’è un ministro che di ordine e pulizia ha fatto le
sue parole d’ordine; alimenta e legittima una mentalità chiaramente “fascista”.
E tuttavia agli italiani piace!
Ne dobbiamo concludere che agli italiani piace il fascismo!
Probabilmente è iscritto nel loro DNA. È una
predisposizione; gli viene naturale.
Il fascismo è oppressore dei deboli, ma servo dei forti. La
sua indole è assai simile a quella di certi mastini da guardia che leccano la
mano del padrone, anche quando usa il bastone. Così si possono rubare gli abiti
a un clochard e gettarli nella spazzatura, in nome dell’ordine, della pulizia e
del decoro della città; si possono organizzare raid a caccia di immigrati,
perché rubano il lavoro e le case degli italiani, o più banalmente perché sono
sporchi e pericolosi.
Ma i padroni che li affamano sistematicamente, per
renderli più cattivi, sono invece idolatrati. La grande rapina di questi appare
poca cosa rispetto al crimine – sì intollerabile – dei bambini i cui genitori non
pagano la retta del refettorio, realizzando di fatto per loro una vera e
propria apartheid negli asili nido e nelle scuole.
Il fascismo piace agli italiani perché rassicura la loro
inferiorità. Di fronte alla complessità dei problemi nel mondo è preferibile la
più semplice teoria del capro espiatorio: se manca il lavoro, le case non ci
sono e la criminalità dilaga nelle nostre città è per colpa degli extracomunitari.
Semplice, no?!
Il fascismo piace agli italiani perché è un alibi del loro
farisaico cristianesimo: vanno a messa, si battono il petto in segno di
contrizione e perdono dei loro peccati, celebrano i loro matrimoni in chiesa, ma
tralasciano bellamente la carità cristiana.
Il fascismo piace agli italiani perché alla libertà
preferiscono il dispotismo paterno, la figura del buon padre di famiglia che governa
nell’interesse dei sudditi-figli, il buon pastore che si occupa del suo gregge.
Il fascismo piace ancora agli italiani perché al diritto e
alla giustizia preferiscono il favore di questo o quel potente, che assicuri a
lui o al suo parente più prossimo quei vantaggi che agli altri sono preclusi.
Sono fascisti nella misura in cui il teppismo che è in loro
può trovare sfogo nell’anonimato del gruppo; possono comportarsi in maniera
aggressiva e violenta senza pagar dazio.
Sono ancora fascisti nella misura in cui hanno le spocchie
del servo arricchito: antepongono il valore delle cose a quello della vita. L’amore
per il possesso delle cose è una vera e propria passione, cui dedicano la
maggior parte e le migliori energie della loro vita.
Forse sono queste le ragioni per cui a quel 62% di italiani
piacciono i Salvini, Berlusconi, Renzi e … Mussolini!