La “disumanizzazione” è il risultato della perdita delle
qualità che appartengono e che sono proprie dell’essere umano. Quando un uomo
smarrisce compassione e tolleranza, quando un uomo sacrifica la sua libertà ad
un’illusoria sicurezza, quando – pur nascendo libero – abbraccia le sue catene,
quando – in quel conflitto perenne che è la vita, sempre sul crinale tra
l’essere e il non-essere – smarrisce la natura della libertà che gli è propria
e sceglie il non-essere, allora di quell’uomo non resta che la disumanità.
Quando un uomo accetta la coercizione della retorica
dell’ideologia dominante, senza neppure porsi la domanda se il comando che gli
viene imposto risponda o meno a criteri di razionalità, allora – quello stesso
uomo – è diventato DISUMANIZZATO, e nulla potrà restituirgli l’umanità che ha
barattato con la “pillola blu” di Matrix. Quella della finta tranquillità, che
consente di vivere tranquillamente in un mondo illusorio solo perché si è
ciechi alle cose che non vanno.
Comprendo che molta gente non abbia familiarità con concetti
medico-scientifici e, nella totale confusione mentale ingenerata dai mass
media, non sappia più a chi credere: se alla verità preconfezionata dal
sistema-regime ovvero a coloro, tacciati impropriamente di negazionismo, che
pur ammettendo l’esistenza di questo virus non lo paragonano affatto al virus
pandemico della spagnola e che – volendo – potremmo tornare da domani mattina
alla vita pre-covid.
È risaputo, infatti, che questo virus non ha mietuto vittime
tra i giovani; nessun bambino è deceduto. Il coronavirus si è dimostrato letale
solo nei casi di soggetti con gravi patologie pregresse e comunque con sistema
immunitario compromesso.
Così, molta gente – nell’enorme confusione – preferisce
affidarsi a quanto il governo dice e fa, convinta che abbia veramente a cuore
il benessere e la salute del suo popolo.
Sulla sollecitudine da parte delle istituzioni della salute
pubblica, stendo un velo pietoso: la salute pubblica non può limitarsi a
proteggere la popolazione da un virus che, volendo usare una similitudine, è
stato presentato come un lupo famelico, quando non è più minaccioso di un
segugio. Ma, lasciamo perdere.
La salute pubblica da parte delle istituzioni credo vada
tutelata a 360 gradi, garantendo un lavoro dignitoso a tutti, facendo in modo
che chi lavora non sia costretto poi a chiedere prestiti a parenti ed amici per
arrivare a fine mese. Non occorre essere particolarmente arguti per prevedere
che un tale stato di cose si riverbererà con un aumento delle patologie
mentali.
Senza parlare del nulla di fatto per quei tanti lavoratori
esposti a veleni di ogni tipo e costretti a scegliere tra salute o lavoro. Per
esempio, non è chiaro il criterio secondo il quale i lavoratori dell’Ilva tra
lavoro e salute abbiano dovuto optare per il primo, mentre per altre categorie
di lavoratori vale il principio opposto.
Il fatto che tra questi lavoratori si sia registrato un
aumento dei suicidi e delle patologie mentali; il fatto che non venga declamato
dai mass media nello stesso modo in cui si caricano i toni quando si tratta di
spargere panico fra la gente enfatizzando il numero dei contagiati, quasi che
contagiato sia sinonimo di ammalato; non rende meno reali l’aumento dei suicidi
e dei disturbi mentali. Dallo scorso marzo ad oggi, in Italia si sono
registrati 71 casi di suicidio correlati alla pandemia. E, secondo gli psichiatri,
il fenomeno è in aumento. Sul piano della salute mentale le cose non vanno
meglio, il 41% della popolazione è, attualmente, afflitta da ansia, angoscia,
insonnia, attacchi di panico, stress post-traumatico. Un’équipe dell’ospedale
pediatrico Gaslini di Genova, indagando lo stato di salute mentale di bambini
ed adolescenti, ha constatato che il 65% dei soggetti con meno di 6 anni e il
71% di quelli più grandi manifestano problematiche comportamentali di varia
natura e sintomi di regressione infantile.
E infine, se le istituzioni – e in particolare questo
governo – hanno tanto a cuore la sorte dei “nonnini”, perché non si occupano
prima ancora del virus di garantire condizioni di assistenza decorosa per i
tanti vecchi che si spengono tra le loro quattro mura domestiche nella
solitudine e nell’indifferenza di molti. In tanti casi, il vicinato si accorge
di loro solo quando i miasmi della putrefazione susseguente alla loro morte si
fanno percettibili.
Bene, comprendo pure che la scarsità di cognizioni tecnico
scientifiche renda per molti arduo decidere a chi credere, preferendo
placidamente e pigramente conformarsi al pensiero unico dominante. Ma,
santiddio, se può far difetto la conoscenza, non posso credere che facciano
difetto anche le più elementari operazioni logiche e la capacità di cogliere un
fatto reale dalla sua distorsione. Comprendo l’ignoranza, che – pur grave – ha dalla
sua almeno delle attenuanti, ma non giustifico in alcun modo la supina e
passiva acquiescenza di molti alla verità imposta dal governo e dai mass media
mainstream.
Per esempio, come può la gente comune non ribellarsi al
fatto che, pur noto il fatto che l’affidabilità dei tamponi è scarsa (solo il
70%) per ammissione stessa dei laboratori e dei produttori di reagenti, si
continuino a far tamponi obbligatori che, nel caso risultassero erroneamente
positivi, obbligano poi coloro che sono risultati positivi a periodi di
quarantena forzata.
Come non farsi prendere dal dubbio sull’autenticità di
quanto vanno dichiarando da mesi a questa parte, e sul loro buono stato di
salute mentale, quando da una parte affermano che i tamponi sono affidabili, e
dall’altra intendono imporre dal prossimo ottobre il vaccino antinfluenzale per
tutti al fine di discriminare il malato da covid da quello da semplice
influenza. Dunque, i tamponi non sono affidabili!
E poi, perché – se sono così sicuri dell’innocuità dei
vaccini – pretendere che il ricevente il vaccino debba anche firmare il “consenso
informato”?
Siamo di fronte ad autentici paradossi da Comma 22, concepiti
da menti folli e perverse. Si dice che Epimenide, che era cretese, affermasse che
tutti i Cretesi fossero bugiardi. Sfido chiunque di voi a rispondere alla domanda se Epimenide
dicesse il vero o il falso. Questo è un tipico paradosso che rende impossibile
trovare una regola, una procedura, che consenta una scelta logica e razionale.
Lo sanno molto bene i nuovi padroni del mondo, che in questo modo tengono in
pugno il 99% dell’umanità. A forza di paradossi l’uomo medio smetterà di pensare
e si adeguerà docilmente alla verità che vorranno consegnarci per continuare a
governarci.
A quanto pare a loro non basta trasformare gli uomini in decerebrati,
vogliono anche ridurli a cavie da laboratorio, sulle quali sperimentare di
volta in volta le loro strampalate ipotesi. E senza neppure pagare i danni?
Senza un gemito, senza un lamento, la maggioranza silenziosa
di questo Paese consente che si faccia tutto questo su di loro e sul loro massimo
bene: i figli!
Voglio sperare che un giorno tale moltitudine si desti dal
torpore mentale in cui un’élite di potere, che non sono i capi di stato, semplici
burattini nelle mani di burattinai che nutrono l’insana aspirazione di dominare
il mondo e di decidere del destino dell’intera umanità, e si riscatti dalla
condizione di disumanizzazione cui l’hanno relegata.