mercoledì 14 ottobre 2020

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONTRO L’ABUSO DEI DPCM

Egregio Signor Presidente,

molti eminenti costituzionalisti – non quelli ancorati al sistema, il cui silenzio è allo stesso tempo disarmante e preoccupante – ci dicono che in base al sistema delle fonti del diritto disciplinato dalla nostra Costituzione il costante ricorso ai DPCM, per un’emergenza coronavirus che allo stato dei fatti non esiste (lo dichiarano ormai molti medici, immunologi, infettivologi), sono qualcosa di irrituale nel nostro ordinamento repubblicano.

Con atti formalmente amministrativi – dallo spirito un po’ grottesco e in certi punti anche deliranti – l’esecutivo, attribuendosi prerogative che la Carta Costituzionale non prevede nemmeno in stato di guerra, ha realizzato di fatto uno scenario orwelliano: polizia per le strade per controllare che i cittadini indossino le mascherine, irruzione tra le mura domestiche su delazione dei vicini per vietare le riunioni tra amici quando superano i 6 invitati, ecc. ecc.

Non crede si stia oltrepassando il confine del buon senso, della proporzionalità e, soprattutto, della razionalità?

Perché Lei che è la massima carica dello Stato e deputato a vigilare sul rispetto della Costituzione continua a tacere e a tollerare tutto questo?

Con ossequio.

Un cittadino

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