lunedì 5 ottobre 2020

CI GOVERNANO COME SE FOSSIMO VACCHE DI UNA MANDRIA

Un governo che instilla sistematicamente la paura nella popolazione per giustificare e mantenere uno stato di emergenza che nei fatti non c’è: nelle notizie dei media di regime non ci viene mai detto il numero della gente ricoverata in rianimazione o con sintomi gravi, ma solo il numero dei positivi che non significa nulla da un punto di vista epidemiologico. Non occorre scomodare il mago Otelma o possedere particolari facoltà intellettive per capire che aumentando il numero di tamponi aumentano parimenti le possibilità di trovare soggetti positivi al test, che nella stragrande maggioranza dei casi sono asintomatici o paucisintomatici.

Dicevo, un governo che usa la paura per reprimere il dissenso e per tenere la popolazione in uno stato di soggezione è “per definizione” un governo liberticida e antidemocratico. La storia ci dice che il dominio indiretto attraverso la paura ha funzionato sempre per ottenere la sottomissione volontaria dei popoli ridotti al rango di vacche di una mandria o pecore di un gregge.

Hermann Goering, il fondatore della Gestapo, lasciò detto: “È naturale che la gente non voglia la guerra; non la vogliono gli inglesi né gli americani, e nemmeno i tedeschi. Si capisce. È compito dei leader del paese orientarli, indirizzarli verso la guerra. È facilissimo: basta dirgli che stanno per essere attaccati, denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché mettono in pericolo il paese. Funziona così in qualsiasi paese, che sia una democrazia, una monarchia, una dittatura. Bisogna spaventarli, inculcargli la paura, bisogna imbottirli di paura come si fa con le oche finché non gli scoppia il fegato per fare il paté, bisogna fare in modo che quella paura fermenti e si trasformi in odio, un odio assoluto, irrazionale, sguaiato”.

La paura resta sempre la migliore arma psicologica a disposizione dello Stato per manipolare i cittadini, inducendoli a sacrificare libertà e garanzie fondamentali in cambio della sicurezza promessa da un governo onnipotente.

Con la paura si otterrà facilmente quello che avrebbe richiesto anni per realizzarsi. Intanto si è distrutta la vita comunitaria spianando la strada al telelavoro, frontiera della quarta rivoluzione industriale. 

Coloro che mostrano oggi entusiasmo per lo Smart Working non dimentichino che gli scioperi nelle fabbriche, le manifestazioni nelle piazze, che trovarono la loro sintesi nello “Statuto dei Lavoratori”, poterono avvenire perché i lavoratori entravano a contatto realmente fra di loro. Distrutta la possibilità di assembramenti, di assemblee, di convegni, in cui si possa discutere realmente tra persone, del lavoratore non resterà che la libertà e il diritto di crepare fra le sue quattro mura, senza che il mondo si accorga della sua presenza o assenza. 

Immaginate una popolazione in cui ciascun individuo sarà confinato in casa da solo davanti al monitor di un computer per svolgere il proprio lavoro, mentre i figli da un altro seguono la loro videolezione, senza alcun contatto umano, in completo distanziamento sociale per evitare il contagio. 

Dopo averlo immaginato, chiedetevi se questo è il futuro che avevate in mente quando generaste i vostri figli?

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