sabato 28 novembre 2020

LOCKDOWN E ISOLAMENTO SONO PEGGIORI DEL SARS-COV2

 

Sono ormai 10 mesi che stiamo convivendo con il sars-Cov2, che se fosse davvero quel virus temibile come vogliono farci credere, da febbraio ad ora, molta parte della popolazione italiana dovrebbe mancare all’appello, con buona pace dell’INPS che potrebbe finalmente garantire l’equilibrio dei conti.

Ma tutto questo non è accaduto!

Quello che invece sta accadendo è che le decisioni sempre più drastiche prese dal governo e dalle regioni, con ordinanze che stanno portando il Paese alla paralisi economica e sociale, stanno portando interi strati della popolazione alla miseria. E se le cose non andavano meglio prima della pandemia, quando le persone a rischio povertà superavano già i 17 milioni, vale a dire il 28,4% della popolazione, ora rischiano di esplodere in maniera assai più drammatica.

Quando la quota dei soggetti in situazione di forte deprivazione materiale dovesse toccare livelli insostenibili, quale sarà la mossa di governo e regioni? Schierare l’esercito nelle strade per contenere la turba di poveri che assalterà i supermercati?

Una situazione questa che dovrebbe già allarmare quanti si ostinano a imporre lockdown dall’efficacia assai discutibile sul piano della diffusione del virus: quello che è successo in Svezia lo dimostra in maniera esemplare. Gli svedesi non hanno imposto alcun lockdown e hanno un tasso di mortalità più basso del nostro.

E fin qui il solo aspetto economico.

Quali saranno i danni a livello psicosociale è ancora presto per dirlo. Ma già molti sociologi e psicologi ci parlano di un aumento esponenziale di gente ridotta all’esasperazione, al nervosismo, alla depressione per essere costretti a stare chiusi in casa dalle restrizioni.

Quindi la paura e il terrore di essere contagiati stanno progressivamente trasformando gli uomini in topi.

Non pecore, non vacche, che almeno vivono in gruppo affidate alla custodia del pastore o del mandriano. Ma topi paurosi e schivi che vivono nelle tane delle loro abitazioni, incapaci di intravedere che solo dalla ribellione può esserci, sempreché ve ne sia, qualche possibilità di salvezza.

Costoro hanno a tal punto interiorizzato l’impotenza che, pur di fronte all’evidenza che le scelte messe in atto ad esempio dal governo italiano e dai presidenti di regioni – dall’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto a quello di non avere rapporti intimi con il proprio partner, dal divieto di assembramento a quello di restare chiusi in casa durante le ore di coprifuoco – sono non solo sproporzionate ma addirittura folli, non ci provano neppure a ribellarsi. Convinti, come sono, che a questo stato di cose non vi sia alternativa. La paura di ammalarsi è stata inculcata a tal punto nelle loro menti che, non solo aderiscono di buon grado a vere e proprie misure terroristiche e folli adottate dai loro governi, ma ne diventano addirittura i fanatici sostenitori. E se il governo domani dicesse loro che per scongiurare il morbo occorre andare in giro a quattro zampe, vedremmo il giorno successivo tanta gente carponi muoversi per le strade.

Anche le madri, che notoriamente sono protettive e tengono tanto ai loro bambini, hanno abbracciato la narrazione del Virus pericoloso – quando non c’è un caso in tutto il mondo di bambino deceduto per aver contratto la Covid-19 – da non voler neppure prendere in considerazione i più gravi danni per la salute dei loro figli derivanti dalla chiusure delle scuole, che perdono la possibilità di una continuità negli studi e che li può portare a non volerne sapere più; quelli derivanti da un isolamento che non potrà non provocare gravi danni psicologici sullo sviluppo cognitivo del bambino.

Molti di questi bambini cresceranno senza punti di riferimento, molti perderanno l’abitudine a stare con gli altri, altri potrebbero prendere brutte strade, come la delinquenza.

Se si mettessero sui due piatti della bilancia da una parte il numero dei morti e dall’altra la distruzione totale, economica, sociale e psicologica del Paese, non credo vi sarebbero dubbi nel pervenire all’ovvia conclusione che le misure messe in campo per arginare un virus, che nel più fosco degli scenari è cinque volte più grave di un’influenza, sono di gran lunga peggiori.


Nessun commento:

Posta un commento