I mass media mainstream e gli esperti di regime ci dicono “in coro” che la paura degli italiani nei confronti del nuovo vaccino contro il Covid è del tutto ingiustificata. "L’Rna dei vaccini non entra in contatto con il Dna e si autodistrugge, come in Mission Impossible" – rassicurano i genetisti. E poi è un’autentica bufala che questo vaccino ci renda OGM!
Poiché ce lo dicono proprio quelli che censurano ogni voce fuori dal coro, per proteggerci dalle insidie delle fake news, dobbiamo fidarci.
Essi sono gli unici e autentici depositari della verità. Ma la lista delle fake
news attribuibili ai cosiddetti depositari della verità incontrovertibile è
assai più lunga e dannosa delle tante bufale presenti su internet.
Queste sono come le bugie dalle gambe corte di collodiana memoria: sono stupide e, in quanto tali, hanno vita breve, non si reggono in piedi. Quelle più sofisticate dei mass media mainstream invece non le scopri mai: occorre certosina pazienza, capacità investigativa, intelligenza, professionalità e tanto tanto coraggio, considerati i tempi. Mino Pecorelli, giornalista d’inchiesta, ce lo confermerebbe se non fosse stato assassinato da un sicario la sera del 20 marzo 1979.
Quando si mettono le mani sui fili dell’alta tensione, si rischia di restare fulminati.
I terrapiattisti sono un classico esempio di bufale dalle gambe corte: chi può mai credere oggi – con tutte le evidenze scientifiche – che il pianeta Terra sia piatto? Solo i tonti che abboccano all’amo dei finti tonti, che escogitano sempre qualche diavoleria per attirare l’attenzione e fare soldi con internet.
Quale danno possono mai fare queste bufale o fake news? Un
mentalmente ottuso che si farà convincere non rappresenterà mai una minaccia
seria per la collettività.
I mass media, quelli in mano ai potenti, che – per indurre in errore l’opinione pubblica
e giustificare una qualche carneficina in qualche parte del mondo – ci mostrano
un falso costruito ad arte, fanno invece danni incalcolabili all’umanità, proprio in
termini di vite umane distrutte.
Chi non ricorda l’intervento militare internazionale in Libia del 2011? La tesi ufficiale fu: per tutelare l'incolumità della popolazione civile. Dunque un intervento umanitario!
Televisioni, radio, giornali diffusero video e notizie di fosse comuni improvvisate sulle spiagge del paese, in cui migliaia di cadaveri di uomini donne e bambini venivano sommariamente ammassati per essere seppelliti.
Si scoprì poi – dopo che la frittata era già stata
fatta (l’attacco aereo) – che le coordinate geografiche del luogo dove secondo i
mass media mainstream erano state allestite le fosse comuni, in realtà si
riferivano ad un cimitero già in funzione sette mesi prima, ossia dall’agosto
2010.
Questo è un tipico esempio di disinformazione.
Bombarda ventiquattrore
su ventiquattro, in ogni luogo pubblico o privato, la gente con una notizia, un
fatto che s’accampa su tutti gli altri. E presto o tardi questo martellamento
otterrà l’effetto atteso: fabbricare il consenso di massa, con il quale
giustificare poi qualsiasi ignominia.
Puoi infiammare d’odio il bianco contro il nero, chi indossa la mascherina contro chi non l’indossa, chi è a favore del vaccino contro chi non lo è, ecc. ecc.
Insomma, mettere uomo contro uomo, perché facciano quello
che proprio a loro non conviene fare.
È a questa (dis)informazione che dobbiamo dare la nostra fiducia?
Nessun commento:
Posta un commento