giovedì 26 novembre 2020

LA BOMBA CHE NON SCOPPIA

Che i tamponi siano inaffidabili, i negazionisti, i complottisti lo dicono da sempre. Gli esperti di regime – i realisti, quelli che non negano la realtà e basano la loro conoscenza sull’evidenza dei fatti – vengono invece di volta in volta sbugiardati dai fatti.


I lockdown non sono serviti a niente, se non a rendere questo Paese più povero; le mascherine non hanno affatto contribuito a fermare la diffusione dei contagi. Con l’uso coatto delle mascherine anche all’aperto avremmo dovuto constare una riduzione dei contagi, ma il grafico ci dice che questo non è avvenuto e – al contrario – si è assistito ad una ripresa dei casi.

Ci assicurano che i test RT-PCR sono affidabili a tal punto che sulla base di questi si sono perfino decise le zone gialle, quelle arancioni e quelle rosse; non già sul numero degli ammalati. Ci fanno credere che la scelta di ridurre la positività al tampone al rilevamento di uno solo dei tre geni che definirebbero il SARS-CoV-2 è sufficiente alla diagnosi di Covid-19: un gene su 30 miliardi dovrebbe essere in grado di individuare il virus; sarebbe come autorizzare la polizia ad arrestare tutte le persone coi capelli biondi, solo perché un testimone ha notato che i capelli dell’assassino sono biondi.

Se per l’identificazione della persona sospetta sulla scena del crimine bastasse un solo gene del suo DNA, le carceri strariperebbero di innocenti ingiustamente accusati. I tamponi che poi trovano il gene o i geni, che dovrebbero appartenere al virus, solo con un alto numero di cicli (>35) sono talmente inattendibili in termini di positività, che costringere le persone – risultate secondo questa metodica positive – alla quarantena obbligatoria configura o il reato di sequestro di persona o quello di ingiusta detenzione. 

Ma non dicono di aver isolato il Virus? E, allora, perché non identificare l’intero genoma? Questo sì, ci direbbe in maniera incontrovertibile che il Virus c’è.

Quello che non mi è ancora chiaro è perché mai di fronte ad una tale abbondanza di dati scientifici, che in un’aula di tribunale sarebbero certo di soverchio, nessuno arresta il delirio di onnipotenza di Conte e dei suoi accoliti?

Intanto, mentre il Paese inabissa in una povertà senza precedenti, Conte si appresta a diramare l'ennesimo DPCM.


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