Che i tamponi siano inaffidabili, i negazionisti, i complottisti lo dicono da sempre. Gli esperti di regime – i realisti, quelli che non negano la realtà e basano la loro conoscenza sull’evidenza dei fatti – vengono invece di volta in volta sbugiardati dai fatti.
I lockdown non sono serviti a niente, se non a rendere questo Paese più povero; le mascherine non hanno affatto contribuito a fermare la diffusione dei contagi. Con l’uso coatto delle mascherine anche all’aperto avremmo dovuto constare una riduzione dei contagi, ma il grafico ci dice che questo non è avvenuto e – al contrario – si è assistito ad una ripresa dei casi.
Ci assicurano che i test RT-PCR sono affidabili a tal punto che
sulla base di questi si sono perfino decise le zone gialle, quelle arancioni e
quelle rosse; non già sul numero degli ammalati. Ci fanno credere che la scelta
di ridurre la positività al tampone al rilevamento di uno solo dei tre geni che
definirebbero il SARS-CoV-2 è sufficiente alla diagnosi di Covid-19: un gene su
30 miliardi dovrebbe essere in grado di individuare il virus; sarebbe come autorizzare
la polizia ad arrestare tutte le persone coi capelli biondi, solo perché un
testimone ha notato che i capelli dell’assassino
sono biondi.
Se per l’identificazione della persona sospetta sulla scena
del crimine bastasse un solo gene del suo DNA, le carceri strariperebbero di
innocenti ingiustamente accusati. I tamponi che poi trovano il gene o i geni,
che dovrebbero appartenere al virus, solo con un alto numero di cicli (>35) sono
talmente inattendibili in termini di positività, che costringere le persone –
risultate secondo questa metodica positive – alla quarantena obbligatoria configura o il reato di
sequestro di persona o quello di ingiusta detenzione.
Ma non dicono di aver isolato il Virus? E, allora, perché
non identificare l’intero genoma? Questo sì, ci direbbe in maniera
incontrovertibile che il Virus c’è.
Quello che non mi è ancora chiaro è perché mai di fronte ad
una tale abbondanza di dati scientifici, che in un’aula di tribunale sarebbero certo
di soverchio, nessuno arresta il delirio di onnipotenza di Conte e dei suoi accoliti?
Intanto, mentre il Paese inabissa in una povertà senza precedenti, Conte si appresta a diramare l'ennesimo DPCM.

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