Maurizio, operatore sanitario al reparto Covid dell’ospedale di Careggi a Firenze, ha deciso di esternare il suo pensiero: accusa i “negazionisti”, che si ostinano a negare la gravità di questa epidemia e “continuano con la loro superficialità a divertirsi”.
Questi indefinibili cinici “negazionisti” – anziché coprirsi
il capo di cenere e fustigare l’arroganza dei loro costumi triviali, osano
divertirsi; anziché applaudire al senso di abnegazione e coraggio dei tanti
medici ed infermieri che in prima linea, sfidando la morte, combattono una
lotta impari per strappare dalla morte ultraottuagenari, legati alla vita come
una foglia d’autunno al ramo – con il loro egoismo sfiancano “tutti i sacrifici
che tutti i santissimi giorni” gli operatori sanitari mettono “in campo con
dedizione e professionalità” per debellare la titanica e impari lotta contro questo
nuovo virus.
I loro sforzi “stanno diventando vani perché” i “negazionisti”
sembrano non avere “purtroppo, l'intelligenza di capire che” essi sono “in
trincea”. E questa “guerra” per essere vinta richiede la collaborazione di
tutti, e soprattutto una buona dose di senso civico”.
Bene ho imparato una nuova cosa: le malattie non si
combattono con ospedali, attrezzature, terapie ospedaliere e/o domiciliari,
nuovi farmaci; si combattono con il senso civico, mostrando segni di autentica
contrizione, lodando l’opera di medici e infermieri, elevandoli al rango di
eroi.
L’epidemia e i relativi decessi non sono la conseguenza dei tagli
scriteriati fatti alla sanità nell’ultimo decennio (quasi 40 miliardi di euro),
che ha dimezzato il numero degli operatori sanitari, dei posti letto in
ospedale e nei centri di terapia intensiva; l’epidemia e i relativi decessi non
sono la conseguenza di un piano pandemico colpevolmente fermo al 2006 e mai
aggiornato; l’epidemia e i relativi decessi non sono la conseguenza di una
cattiva gestione dell’emergenza sanitaria da parte di sedicenti esperti che
spesso danno l’impressione di saperne meno del pubblico televisivo che da casa
li segue.
No: l’epidemia e i relativi decessi sono la conseguenza dell’atteggiamento
“negazionista” e del loro cinismo estremo, a tratti patologico, come quello di
due ragazzi che su una spiaggia toscana, credendo di non essere visti da alcuno,
si sono baciati. E per questo due solerti tutori dell’ordine pubblico hanno comminato
loro una multa di 800 euro.
Cari “negazionisti” fate dunque i buoni se potete: indossate sempre la
mascherina anche all’aperto, rispettate il coprifuoco, non baciate le vostre
ragazze o ragazzi, statevene buoni buoni a casa, rispettate tutti i DPCM di
Giuseppe, elogiate sempre il lavoro di medici ed infermieri, e vedrete che il
virus di fronte a tanto senso civico si commuoverà e se ne andrà.
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