Nello Stato autoritario il potere è concentrato nelle mani di un solo uomo e/o di una ristretta oligarchia; i diritti e le libertà dei cittadini sono fortemente limitati; il potere esecutivo è il protagonista assoluto dello Stato.
In uno Stato democratico la sovranità, il potere supremo e
originario, appartiene al popolo. La separazione dei poteri è il principio
cardine dello Stato: il potere legislativo, attraverso il quale si determina la
volontà suprema dello Stato, è concentrato nelle mani del Parlamento, assemblea
eletta dal popolo; il potere giudiziario è esercitato dalla Magistratura che
costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere e s’incarica
di giudicare secondo le leggi dello Stato; il potere esecutivo cui spetta il compito
di far rispettare l'ordine e la legge, attraverso la gestione delle forze di
polizia e dei penitenziari, condurre la politica estera dello Stato, dirigere
le forze militari, i servizi pubblici e la pubblica amministrazione, in accordo
con la volontà popolare.
Dall’esplosione della pandemia, in particolare, il rapporto che
sussiste in Italia tra governanti e governati è più assimilabile a quello di uno
Stato autoritario o a quello di uno Stato democratico?
La democrazia, a quanto pare, va bene per i giorni di festa;
in tutti gli altri giorni – secondo il parere arbitrario di un’oligarchia al
potere – è una disgrazia da scongiurare nel modo più deciso, perché il popolo è
ignorante, egoista, ingordo, e farebbe un cattivo uso della libertà.
Pertanto, è bene, nell’interesse stesso del popolo, che
venga amministrato da una élite di illuminati, che loro … sì … sanno cosa è
bene e cosa è male per esso. E, come il Grande Inquisitore di Dostoevskij, mirano
alla felicità dei sudditi, provvedono alla loro sicurezza e bisogni, organizzano
i loro svaghi e dirigono le loro industrie.
Un vero e proprio dispotismo paterno che si fonda sul presupposto
che gli uomini – che non appartengono all’élite degli illuminati, quelli moralmente
e intellettualmente superiori – siano tutti esseri fragili, vulnerabili, a
razionalità limitata, esposti come bambini alle insidie del mondo, incapaci di
scegliere fra il bene e il male. E perciò, come eterni minorenni, bisognosi della loro tutela e vigile guida.
Buoni despoti, dediti al bene comune del popolo su cui
governano!
Il paradosso è che mentre da una parte si celebra il libero
mercato, dall’altra gli Stati intervengono sempre più invasivamente nella vita
privata di ciascuno di noi.
Non posso immaginare niente di più lontano dagli ideali rivoluzionari di libertà e giustizia di quello di un potere che fonda la propria pretesa all’obbedienza sulla presunta condizione di minorità dei soggetti che vi sono sottoposti.
Una tale forma di potere non dovrebbe essere tollerata dal popolo, ma spazzata via come sua unica via di redenzione.
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