domenica 6 giugno 2021

LA MAGGIORANZA DEGLI OPPRESSI AMA LA PROPRIA SCHIAVITÙ

Non è casuale che nel corso dei millenni le masse, come testimonia una vastissima iconografia (il potere rappresentato come una piramide), soggiacciano per indole a strutture di potere a vocazione gerarchica. Quegli uomini che, animati da un principio egualitario e propenso alla circolarità delle relazioni sociali, hanno pure tentato di convincere gli oppressi (in assai gran numero) che gli oppressori sono solo un inganno della loro mente, solo che i primi, strappato il velo di Maya, osassero liberarsi dalle catene delle loro paure, hanno tutti – da Gesù a Che Guevara – fatto una fine straziante.

La mandria di bovini al vaccino

Il che ci porta ad una conclusione: la maggioranza degli oppressi ama la propria schiavitù; nel corso dell’evoluzione una gran parte di uomini ha introiettato la logica gerarchica degli insetti. Le centinaia di migliaia di lavoratori che, al tempo dei faraoni e dell'antico Egitto, costruivano le piramidi destinate come tombe ad un uomo solo, il faraone, non fanno forse venire alla mente un formicaio?

È l’enigma del potere, che trova espressione nel capitolo V della parte II de “I fratelli Karamazov” nel punto in cui l’Inquisitore individua nella libertà la causa del male che affligge l’umanità. Rivolgendosi a Gesù, che lo ascolta in silenzio, gli dice: «Sei venuto a portare nel mondo la libertà. Ma la libertà, per le tue creature, è solo impazienza e sofferenza. È un dono, ma avvelenato»!

Molti uomini alla vera libertà, intesa come capacità di autodeterminarsi, che presuppone un lungo lavoro di autocoscienza, preferiscono la “libertà degli schiavi”, ossia quella che il padrone concede loro.

L’Inquisitore non vuole affatto costringere con la forza gli esseri umani ad obbedire, vuole misericordiosamente dispensarli dal pensare. Sa di essere un impostore, ma sa anche che alla stragrande maggioranza degli uomini non si addice la vertigine della libertà, ma la servitù dello spirito. E quindi è pronto a farsi carico delle debolezze del “volgo”, soddisfacendo questo loro desiderio.

Egli sa che pensare per molti uomini è un’impresa, oltre che eccessiva, anche paralizzante. Il sovraccarico sarebbe eccessivo. Per muoversi con l’umile, tiepida, fanciullesca felicità, costoro devono scrollarsi di dosso il peso della libertà, troppo gravoso; supera la loro capacità di reggerlo.

Ecco perché l’Inquisitore deve imporre i lockdown, le mascherine, i tamponi, i vaccini. Egli sa che non servono a niente, ma illudendoli che tutto questo armamentario abbia una sua finalità salvifica, gli uomini moriranno almeno più felici, illusi come sono che se adotteranno tutte le regole che loro sono state imposte e i consigli che loro sono stati impartiti si salveranno!


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