Ma veramente qualcuno può ancora credere che tutto questo accade per tutelare la salute pubblica?
La Storia – sempreché gli uomini riescano per tempo a
liberarsi da questa forma di totalitarismo, che io definisco “perfetto” – ricorderà
questa pandemia come la prima fra tutte in cui non fu tanto la virulenza del
virus a mietere vittime, quanto la sagace orchestrazione della macchina del
consenso messa in moto da un manipolo di uomini (psicopatici e sociopatici),
che anela a sottomettere l’umanità intera solo per l’intima soddisfazione di
sentirsi superiori a tutti gli altri.
Non passerà molto tempo prima che le conseguenze dei
lockdown, del confinamento in casa e del distanziamento, si mostreranno in
maniera tangibile. Gli effetti devastanti
sul piano economico, sociale e psicologico tracimeranno come un fiume in piena,
travolgendo tutto e tutti, al cui confronto la “crisi sanitaria” sarà poca
cosa.
Quando l’ospite inquietante nelle nostre case non sarà più lo
spettro del contagio, ma quello della fame, cosa farà questo drappello di socio-psicopatici
per arrestare la folla, la massa di popolo che si presenterà fisicamente nelle
piazze e nelle strade delle città a reclamare il proprio diritto ad esistere?
Ci sterminerà tutti?
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