domenica 5 aprile 2020

SVEGLIATEVI, SIGNORI!


Svegliatevi signori dal vostro torpore, che è causa degli infiniti mali che ci affliggono.


Non gettiamo sugli altri la responsabilità che ci appartiene; assumiamoci la piena responsabilità ché, se in fondo abbiamo una classe di governanti che ci ha portati al delirio e allo sfacelo, la colpa è solo nostra, che non abbiamo vigilato abbastanza da impedire che ci portassero alla rovina.

Siamo colpevoli di ignoranza e ignavia. Se non fossimo stati così grandemente ignoranti e ignavi non avremmo lasciato che ci conducessero sin sull’orlo del baratro, per mirare ora dall’alto la nostra prossima dannazione, fatta di miseria e di fame.

Se non fossimo stati troppo impegnati a cazzeggiare, a programmare le nostre vacanze, a decidere quale nuovo cellullare acquistare, ecc. ecc., avremmo per tempo capito che le ricette neoliberiste che ci stavano somministrando non ci avrebbero mai consentito di uscire dalla crisi, ma al contrario ci scavavano una fossa sempre più larga dalla quale oggi è assai difficile uscirne.

Manovre lacrime e sangue non sono servite a niente. Nel 2011, quando l’ex premier Mario Monti, come Lucio Quinzio Cincinnato, fu chiamato per salvare l’Italia dal tracollo economico, il debito pubblico era del 116,52% rispetto al Pil. Oggi, per effetto della riduzione dell’attività economica, che comporterà diminuzione del PIL annuale, minori entrate fiscali e maggior debito per sostenere l’economia, ci attesteremo tra il 148 e il 149%, con un deficit/Pil compreso tra il 3,4 e il 3,6%.

E se, per uscire dal pantano in cui questa classe di governanti ci ha infilati, dovessimo far ricorso al MES, sarebbe come rivolgersi agli strozzini per mandare avanti un’impresa già indebitata. In queste condizioni è assai difficile che già un’impresa sana si salvi, figuriamoci una piena di debiti. E poiché non esiste strozzino che non applichi condizioni in cambio del denaro che presta, i governi che si succederanno saranno costretti a ridurre il rapporto debito/PIL sino a portarlo al di sotto del 60%; in caso contrario dovremo svendere a prezzi di saldo tutto il nostro patrimonio pubblico, compreso quello artistico e culturale. E quando gli squali della finanza avranno finito di spolparci ben bene, non ci resteranno che le mutande sporche e stracciate per asciugarci le poche lacrime che ci resteranno. E non cantino vittoria quelli che hanno un gruzzoletto in banca, frutto di anni di risparmio e di sacrificio, perché gli squali divoreranno anche quelli. L’accettazione del ricatto del MES ci farà apparire la Grecia come il paese di Bengodi.

La democrazia è come un giardino in cui ordine e simmetria si susseguono per dare un’immagine di armonia e bellezza. Senza la cura costante del giardiniere, la grazia lascia il posto al ripugnante e all’osceno. Noi abbiamo con concorde ignavia e unanimità di consensi lasciato quel giardino nelle mani di incapaci e incompetenti giardinieri che l’hanno ridotto a selva.

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