giovedì 16 aprile 2020

IL DOMINIO DELL’INGANNO


Se non fossimo creature pensanti, niente al mondo sarebbe vero o falso: l’uomo sembra l’unico animale dotato di pensiero logico che lo mette in grado di discernere il vero dal falso, come il giusto dall’ingiusto. Il pensiero è tanto connaturato agli esseri umani quanto gli istinti lo sono negli animali. 

L’uomo non si limita a vedere gli oggetti o gli eventi: vuole comprendere l’intimo meccanismo delle cose, il loro succedersi nel corso del tempo; disporre il continuo divenire delle cose in un quadro logico che dia senso al succedersi degli eventi. L’uomo ha bisogno di verità; e questa sua costante ricerca di verità lo ha portato a scoprire terre e mondi inesplorati, forze e fenomeni sconosciuti. Metodi di ricerca, unificati sotto il singolo nome di scienza, sempre più sofisticati hanno dischiuso realtà impensabili.

Eppure, quello che fa di un uomo un uomo, viene spesso disatteso dalla massa degli uomini che rinuncia volentieri all’esercizio del proprio pensiero critico in favore dei cosiddetti esperti, eletti a nuovi custodi della verità. Questo significa assumere come concetto di verità non tanto quello che discende da un procedimento logico, quanto quello affermato dall’esperto del particolare scibile umano, accolto più come credenza che come verità.

Una volta che la verità sia assunta come credenza, ovvero qualcosa di cui non dubitare, e non come risultato di un procedimento logico, il controllo delle coscienze degli oppressi da parte degli Oppressori sarà totale.

La verità consiste in un rispecchiamento accurato dei fatti; la credenza si basa, invece, sulla fede indiscussa che riponiamo nella più alta autorità dell’esperto, che volendo può così ingannare a suo piacimento l’uomo del popolo, che è stato reso incapace, per volontà e calcolo degli Oppressori, di disporre degli strumenti logici per discernere il vero dal falso.

Su questo inganno, su questa illusione si perpetua il dominio degli Oppressori sugli oppressi.

Per porvi rimedio l’uomo del popolo deve imparare ad esercitare il pensiero critico, e non dare per scontato quello che l’Oppressore gli dice essere la cosa migliore per lui. Ma soprattutto non essere suo complice.


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