mercoledì 8 aprile 2020

PERCHÈ COVID-19 PREOCCUPA PIÙ DELL'INFLUENZA STAGIONALE?



Guardando nel dettaglio le tabelle ISTAT sulla mortalità e le cause principali di decesso in Italia, si scopre che il boom di decessi è legato a malattie del sistema circolatorio. 

Quelle stesse compresenti nella maggioranza dei decessi attribuiti al Covid-19.

Ora, se si si attribuiscono al Covid-19 i decessi normalmente ascritti alle malattie del sistema circolatorio e ai tumori, è chiaro che si falsano i dati. 

Se peraltro non è noto il numero delle persone contagiate (il virus ha cominciato a circolare senza particolare misure restrittive sin dai primi di gennaio), ne consegue che il tasso di letalità attribuito al virus è assai distante dalla realtà.

Se si fosse fatto il tampone a tappeto a tutta la popolazione italiana, considerati gli asintomatici e quelli che hanno sviluppato sintomi assai lievi (solo raffreddore e mal di gola), si scoprirebbe che il numero dei positivi è assai più elevato del dato ufficiale pubblicato sul sito del Dipartimento della Protezione Civile.

Sapendo che la diffusione dell'epidemia ha un andamento di tipo esponenziale; sapendo altresì che il virus era presente in Italia sin dai primi di gennaio e che fino all’8 marzo del 2020 il virus ha circolato liberamente, si può ragionevolmente e prudentemente ipotizzare che, alla data dell’8 marzo, almeno il 60% dell’intera popolazione se fosse stata sottoposta a tampone sarebbe risultata positiva al testo Covid-19.

Ora, se al numeratore poniamo il numero dei decessi al 7 aprile 2020 (17.127), e al denominatore il numero dei casi positivi corrispondenti al 60% della popolazione (circa 36milioni), prescindendo pure dalle altre comorbilità, il tasso di letalità da Covid-19 si attesterebbe intorno allo 0,048%.

Negli ultimi anni il tasso di letalità dovuta all'influenza è stato all'incirca dello 0,1%. Dunque l’influenza ha un tasso di letalità due volte superiore a quello da Covid-19. 

Nel complesso, tra il 2013 e il 2017, più di 68mila italiani sono deceduti a causa della presenza di complicanze determinate dal «comune» virus influenzale; nella maggioranza dei casi polmoniti e problematiche cardiovascolari (infarti e arresti cardiaci).

1 commento:

  1. Tra l'altro se avessero fatto più tamponi ai vivi piuttosto che ai morti forse la fase 2 sarebbe stata più scelta e funzionale. Senza contare che i morti li bruciano tutti e quindi niente autopsie così le statistiche non torneranno mai!!!!

    RispondiElimina