Al momento i dati ISTAT ufficiali sulla mortalità e le causeprincipali di decesso in Italia sono quelli riferiti al 2017.
Guardando nel dettaglio le tabelle ISTAT sulla mortalità e
le cause principali di decesso in Italia, si scopre che il boom di decessi è
legato a malattie del sistema circolatorio.
Quelle stesse compresenti nella
maggioranza dei decessi attribuiti al Covid-19.
Ora, se si si attribuiscono al Covid-19 i decessi
normalmente ascritti alle malattie del sistema circolatorio e ai tumori, è
chiaro che si falsano i dati.
Se peraltro non è noto il numero delle persone
contagiate (il virus ha cominciato a circolare senza particolare misure
restrittive sin dai primi di gennaio), ne consegue che il tasso di letalità
attribuito al virus è assai distante dalla realtà.
Se si fosse fatto il tampone a tappeto a tutta la
popolazione italiana, considerati gli asintomatici e quelli che hanno
sviluppato sintomi assai lievi (solo raffreddore e mal di gola), si scoprirebbe
che il numero dei positivi è assai più elevato del dato ufficiale pubblicato
sul sito del Dipartimento della Protezione Civile.
Sapendo che la diffusione dell'epidemia ha un andamento di
tipo esponenziale; sapendo altresì che il virus era presente in Italia sin dai
primi di gennaio e che fino all’8 marzo del 2020 il virus ha circolato
liberamente, si può ragionevolmente e prudentemente ipotizzare che, alla data
dell’8 marzo, almeno il 60% dell’intera popolazione se fosse stata sottoposta a tampone sarebbe risultata positiva
al testo Covid-19.
Ora, se al numeratore poniamo il numero dei decessi al 7 aprile
2020 (17.127), e al denominatore il numero dei casi positivi corrispondenti al
60% della popolazione (circa 36milioni), prescindendo pure dalle altre
comorbilità, il tasso di letalità da Covid-19 si attesterebbe intorno allo
0,048%.
Negli ultimi anni il tasso di letalità dovuta all'influenza
è stato all'incirca dello 0,1%. Dunque l’influenza ha un tasso di letalità due
volte superiore a quello da Covid-19.
Nel complesso, tra il 2013 e il 2017, più
di 68mila italiani sono deceduti a causa della presenza di complicanze
determinate dal «comune» virus influenzale; nella maggioranza dei casi polmoniti
e problematiche cardiovascolari (infarti e arresti cardiaci).
Tra l'altro se avessero fatto più tamponi ai vivi piuttosto che ai morti forse la fase 2 sarebbe stata più scelta e funzionale. Senza contare che i morti li bruciano tutti e quindi niente autopsie così le statistiche non torneranno mai!!!!
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