lunedì 6 aprile 2020

DIRITTI SENZA DIRITTI


Ho paura di ammalarmi? Sì, ho paura. Ma ho più paura di scoprire che l’impalcatura della civiltà che ho conosciuto fosse in definitiva solo un castello di carte: è bastato un virus per buttarlo giù. 

Mi ripeto passerà, gli epidemiologi dicono che il solo modo di arrestare l’epidemia è ridurre il numero dei Suscettibili; la loro densità nella popolazione deve diventare abbastanza bassa da rendere improbabile la diffusione. 

È come il gioco del tiro ai barattoli al luna park: quando il numero dei barattoli sarà sufficientemente piccolo, la probabilità di colpirne uno si abbasserà notevolmente.

Non resta che attendere pazientemente, mi ripeto.

Eppure in una parte di me sento che non sarà più come prima: è crollata la mia fede nel diritto di avere diritti. 

Se è bastata la pur modesta letalità di un virus per mettere in discussione i miei diritti di cittadino, mi chiedo quando ci troveremo ad affrontare emergenze ben più gravi, cosa ne sarà del mio diritto di aver diritti?

Ma a cosa serve salvarsi la vita, se non v’è più la garanzia, la fede incrollabile nell’essere depositari di diritti inalienabili sanciti dalla nostra Carta Costituzionale, quando un qualsiasi personaggio in nome di una qualsiasi emergenza (oggi il coronavirus, domani chissà!) può ergersi al di sopra dei poteri costituzionalmente riconosciuti e farne strame?

Ecco un’obiezione che non sento fare da nessuno – o per lo meno da pochi, molto pochi per scongiurare il pericolo di ridestarsi in un mondo come quello distopico narrato da George Orwell in “1984”. 

Non trovo ancoraggi: tutti sembrano già addomesticati a questo nuovo stato di cose, si sono prontamente adattati.

Non resta che abbandonarsi all’unico rimedio che rimane in tali casi, cioè l’appello al cielo.

È questa la nuova umanità in cui riconoscersi, il mondo nuovo che lasciamo in eredità ai nostri figli?



1 commento:

  1. Anch'io convivo, con un disagio primordiale, con la sempre più amara consapevolezza di quanta gente sia addomesticata e come. Tanto da interrogarmi sul fatto che forse sono io che sono folle...che equilibrio pesante...

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