Dall’avvento di quel primo potente mezzo di diffusione dell’informazione
di massa, che è la televisione, la realtà non è il reale, ma ciò che le persone
percepiscono come realtà.
E questa realtà alternativa, grazie all’amplificazione
selettiva di alcune notizie a scapito di altre, può essere artatamente
costruita per fini ignoti alla maggior parte delle persone.
Il reale può essere
così inghiottito dalla sua immagine riprodotta, come fosse un buco nero; clonato
da parte del suo doppio, che può assumere i caratteri di una realtà più reale
della realtà stessa.
L’esperienza così ridefinita dalla comunicazione dei mass
media e dei social compie il “delitto perfetto”: l’uccisione del reale da parte
del suo doppio.
Immaginiamo per un momento di essere nella trama di un film tipo
“Sesso & potere”, in cui per distogliere l'attenzione dei media e
dell'opinione pubblica statunitense da uno scandalo sessuale che vede coinvolto
il presidente, un abile spin doctor (Robert De Niro) e un regista di Hollywood
(Dustin Hoffman) mettono in scena una finta guerra contro l’Albania, per
manipolare l’opinione pubblica al fine di riconfermarne la presidenza.
E se l’epidemia di coronavirus fosse stata abilmente
orchestrata dagli Stati Uniti per frenare l’ascesa commerciale della Cina, in
modo non molto dissimile da quella orchestrata per giustificare la seconda
guerra del golfo?
Anche allora si disse che quella guerra doveva farsi: il mondo era in pericolo a causa delle armi di distruzioni di massa (testate nucleari e armi batteriologiche) di Saddam Hussein.
Centinaia di migliaia di vittime civili per scoprire che le tanto temute armi di distruzione di massa non c'erano.
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