sabato 14 marzo 2020

E SE LA REALTÀ FOSSE STATA SCACCIATA DALLA REALTÀ?


Dall’avvento di quel primo potente mezzo di diffusione dell’informazione di massa, che è la televisione, la realtà non è il reale, ma ciò che le persone percepiscono come realtà. 

E questa realtà alternativa, grazie all’amplificazione selettiva di alcune notizie a scapito di altre, può essere artatamente costruita per fini ignoti alla maggior parte delle persone. 

Il reale può essere così inghiottito dalla sua immagine riprodotta, come fosse un buco nero; clonato da parte del suo doppio, che può assumere i caratteri di una realtà più reale della realtà stessa. 

L’esperienza così ridefinita dalla comunicazione dei mass media e dei social compie il “delitto perfetto”: l’uccisione del reale da parte del suo doppio.

Immaginiamo per un momento di essere nella trama di un film tipo “Sesso & potere”, in cui per distogliere l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica statunitense da uno scandalo sessuale che vede coinvolto il presidente, un abile spin doctor (Robert De Niro) e un regista di Hollywood (Dustin Hoffman) mettono in scena una finta guerra contro l’Albania, per manipolare l’opinione pubblica al fine di riconfermarne la presidenza.

E se l’epidemia di coronavirus fosse stata abilmente orchestrata dagli Stati Uniti per frenare l’ascesa commerciale della Cina, in modo non molto dissimile da quella orchestrata per giustificare la seconda guerra del golfo?

Anche allora si disse che quella guerra doveva farsi: il mondo era in pericolo a causa delle armi di distruzioni di massa (testate nucleari e armi batteriologiche) di Saddam Hussein.

Centinaia di migliaia di vittime civili per scoprire che le tanto temute armi di distruzione di massa non c'erano.

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