domenica 27 novembre 2016

MA QUALE DEMOCRAZIA?

A quanti sostengono che nei paesi occidentali avanzati viga la democrazia, io oppongo che queste società cosiddette democratiche non sono meno regime di quelle dispotico-oligarchiche. Se davvero i popoli dei paesi occidentali potessero veramente scegliere dentro le urne chi li governerà, come mai allora i poveri, che sono la maggioranza, diventano sempre più poveri e i ricchi, che sono sempre più pochi, diventano sempre più ricchi?

Mi è impossibile credere che una società davvero libera possa commettere sempre lo stesso errore di farsi governare da chi, tradendo puntualmente le aspettative proprio di quella maggioranza che gli ha conferito il potere, opera sempre a favore delle minoranze.

La realtà sotto i nostri occhi ci induce a prendere atto che il mondo non è governato dai popoli, ma da un unico grande potere rappresentato dalle grandi Corporation e dalla Finanza che, in barba alle istituzioni democratiche di questo o quel paese, esercitano un potere illimitato e una dominazione economica dispotica. 

Il capitalismo non è pertanto dissimile dagli altri regimi totalitari e liberticidi. 

Lo strumento di persuasione di questi era la forza delle armi, lo strumento di persuasione del capitalismo sta invece nel controllo del denaro. Arrestandone la circolazione quando loro convenga, tengono di fatto in pugno la moltitudine di quanti dipendono dal lavoro per assicurare a sé stessi e ai propri cari un’esistenza dignitosa, dimodoché nessuno osi ribellarsi alla loro volontà.

Ma il denaro non basta per perpetuare il loro dominio. 

Se l’uomo della strada sapesse che il denaro è solo un’entità astratta, un’entità puramente numerica atta ad esprimere e misurare il valore dei beni scambiati tra gli individui in un dato mercato, che non ha nulla a che vedere con i beni reali, si ribellerebbe. 

Henry Ford, fondatore della Ford Motor Company, disse: «Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione».

Dubito che la maggioranza delle persone sappiano che le banche fabbricano il denaro dal nulla. E che le privazioni che sono costrette a patire in nome delle politiche di austerità per una crisi economica che non accenna a diminuire, ma al contrario s’inasprisce, non sono diverse dai sacrifici umani che la casta sacerdotale imponeva per placare la presunta ira degli dei.

Cosicché se la siccità bruciava i raccolti, i tiranni non aprivano i granai dov’era stipato il raccolto eccedente dei periodi di abbondanza per i tempi di magra, ma imbambolavano il popolo convincendolo che la carestia era la punizione divina per le azioni malvagie commesse dall'uomo.

Così mentre la casta continuava a vivere negli agi e nell’ozio, al popolo toccava placare i morsi della fame e piegare la schiena.

Come lo spauracchio dell’ira divina serviva a convincere il popolo ad obbedire al tiranno, quale emanazione del volere degli dei, così nelle nostre società dominate dalle multinazionali è necessaria un’uguale manipolazione dell’opinione pubblica per costruire un “consenso senza consenso” e piegare le masse “stupide” alla volontà di pochi “illuminati”.


Gli elementi fondanti di questo potere sono la cultura e l’informazione fornite dalle tecno-intellighenzie di turno: uomini delle istituzioni, giornalisti, intellettuali, stampa, televisione. Tutti “volenterosi carnefici” che agiscono per assoggettare i popoli e fare gli interessi di pochi, ripetendo il mantra che se i popoli non accetteranno i sacrifici loro imposti, la furia dei mercati si abbatterà sopra di loro “con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno”.

Nel mondo moderno esistono materie prime a sufficienza, lavoro, impianti, mano qualificata, nozioni scientifiche e tecnologiche adeguate e, in generale, ricchezze sufficienti ad alimentare – anzi, a sovralimentare – i suoi abitanti. Non v’è mai stata tanta ricchezza e abbondanza nella storia dell’uomo così mal distribuita. Le politiche di austerità che continuano ad imporci sono solo l’inganno dei ricchi per limitare i diritti e il potere politico delle grandi masse. E se al prossimo referendum il Sì passerà, i ricchi ringrazieranno e brinderanno ancora una volta alla provvidenziale stupidità delle masse.

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