A quanti sostengono che nei paesi occidentali avanzati viga
la democrazia, io oppongo che queste società cosiddette democratiche non sono
meno regime di quelle dispotico-oligarchiche. Se davvero i popoli dei paesi
occidentali potessero veramente scegliere dentro le urne chi li governerà, come
mai allora i poveri, che sono la maggioranza, diventano sempre più poveri e i
ricchi, che sono sempre più pochi, diventano sempre più ricchi?
Mi è impossibile credere che una società davvero libera possa
commettere sempre lo stesso errore di farsi governare da chi, tradendo puntualmente le aspettative proprio di quella maggioranza che gli ha conferito il potere, opera sempre a
favore delle minoranze.
La realtà sotto i nostri occhi ci induce a prendere atto che
il mondo non è governato dai popoli, ma da un unico grande potere rappresentato
dalle grandi Corporation e dalla Finanza che, in barba alle istituzioni
democratiche di questo o quel paese, esercitano un potere illimitato e una
dominazione economica dispotica.
Il capitalismo non è pertanto dissimile dagli altri
regimi totalitari e liberticidi.
Lo strumento di persuasione di questi era la
forza delle armi, lo strumento di persuasione del capitalismo sta invece nel
controllo del denaro. Arrestandone la circolazione quando loro convenga,
tengono di fatto in pugno la moltitudine di quanti dipendono dal lavoro per
assicurare a sé stessi e ai propri cari un’esistenza dignitosa, dimodoché
nessuno osi ribellarsi alla loro volontà.
Ma il denaro non basta per perpetuare il loro dominio.
Se l’uomo
della strada sapesse che il denaro è solo un’entità astratta, un’entità puramente
numerica atta ad esprimere e misurare il valore dei beni scambiati tra gli
individui in un dato mercato, che non ha nulla a che vedere con i beni reali,
si ribellerebbe.
Henry Ford, fondatore della Ford Motor Company, disse: «Meno
male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario,
perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione».
Dubito che la maggioranza delle persone sappiano che le
banche fabbricano il denaro dal nulla. E che le privazioni che sono costrette a
patire in nome delle politiche di austerità per una crisi economica che non
accenna a diminuire, ma al contrario s’inasprisce, non sono diverse dai
sacrifici umani che la casta sacerdotale imponeva per placare la presunta ira
degli dei.
Cosicché se la siccità bruciava i raccolti, i tiranni non
aprivano i granai dov’era stipato il raccolto eccedente dei periodi di
abbondanza per i tempi di magra, ma imbambolavano il popolo convincendolo che la
carestia era la punizione divina per le azioni malvagie commesse dall'uomo.
Così mentre la casta continuava a vivere negli agi e nell’ozio, al popolo
toccava placare i morsi della fame e piegare la schiena.
Come lo spauracchio dell’ira divina serviva a convincere il
popolo ad obbedire al tiranno, quale emanazione del volere degli dei, così
nelle nostre società dominate dalle multinazionali è necessaria un’uguale
manipolazione dell’opinione pubblica per costruire un “consenso senza consenso”
e piegare le masse “stupide” alla volontà di pochi “illuminati”.
Gli elementi fondanti di questo potere sono la cultura e l’informazione
fornite dalle tecno-intellighenzie di turno: uomini delle istituzioni,
giornalisti, intellettuali, stampa, televisione. Tutti “volenterosi carnefici”
che agiscono per assoggettare i popoli e fare gli interessi di pochi, ripetendo
il mantra che se i popoli non accetteranno i sacrifici loro imposti, la furia
dei mercati si abbatterà sopra di loro “con grandissima vendetta e furiosissimo
sdegno”.
Nel mondo moderno esistono materie prime a sufficienza,
lavoro, impianti, mano qualificata, nozioni scientifiche e tecnologiche
adeguate e, in generale, ricchezze sufficienti ad alimentare – anzi, a
sovralimentare – i suoi abitanti. Non v’è mai stata tanta ricchezza e
abbondanza nella storia dell’uomo così mal distribuita. Le politiche di
austerità che continuano ad imporci sono solo l’inganno dei ricchi per limitare
i diritti e il potere politico delle grandi masse. E se al prossimo referendum
il Sì passerà, i ricchi ringrazieranno e brinderanno ancora una volta alla
provvidenziale stupidità delle masse.
Nessun commento:
Posta un commento