Il docente universitario, saggista e psicanalista à la mode,
Massimo Recalcati, con gli occhi inumiditi dalla commozione e dal fervore, dal
palco della Leopolda a Firenze, come un novello Steve Jobs, ha esortato i
giovani a non aver paura di evocare il sogno, a non essere simili alle “mummie”
della “sinistra del NO”.
Ha trascurato tuttavia un non piccolo dettaglio.
La
Costituzione che Renzi, Boschi e Verdini intendono stravolgere è il sogno di
tanti giovani che dettero la propria vita per realizzarla e con il loro sangue essa
fu scritta. Di tono assai diverso da quello di Renzi, della Boschi e dell’intellettuale
di corte Massimo Recalcati è il discorso che Piero Calamandrei, il 26 gennaio
1955, tenne ai giovani di Milano sulla Costituzione:
«Se voi volete andare in
pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle
montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei
campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la
libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché
là è nata la nostra costituzione».
I luoghi della costituzione di Renzi-Boschi-Verdini sono invece
la Leopolda di Firenze, dove il più sfigato viaggia con autista e scorta e l’inchiostro
con la quale è scritta è il sangue di tanti giovani sacrificati agli avidi
interessi di banchieri, petrolieri e Confindustria.
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