mercoledì 11 novembre 2020

IL GOVERNO È CONSAPEVOLE CHE CI SONO TUTTI GLI INGREDIENTI PER UNA RIVOLTA SOCIALE?

C’è un’emergenza all’orizzonte peggiore di quella da Covid-19: quella economica. Se il Governo non interverrà subito, mettendo soldi – non chiacchiere – nelle tasche della gente, presto ci sarà una rivolta sociale che aggraverà il quadro generale. Quando questo accadrà, cosa farà Giuseppe Conte? Schiererà l’esercito in campo?

I mass media mainstream parlano di positivi, di contagiati. Non parlano affatto di disoccupazione, di perdita di reddito, di gente reclusa in casa, con l’obbligo di quarantena, in attesa di un tampone che non arriva mai per essere liberata dagli arresti domiciliari. 

Perché sì, la ricerca di positivi ha mandato completamente in tilt il sistema. 

Soggetti sintomatici abbandonati in casa, senza alcuna assistenza domiciliare. 

Se non fosse per il buon cuore di parenti ed amici, che si occupano di fargli la spesa, morirebbero di fame. E quando dovessero accusare gravi sintomi respiratori, la precipitosa corsa in ambulanza non servirebbe a salvar loro la vita, dato che i tempi di attesa prima dell’accettazione in pronto soccorso possono essere anche di cinque giorni.

Tutti gli attuali protocolli terapeutici – che non dovrebbero provocare alcun decesso – saltano, e le persone muoiono non da Covid-19, ma a causa dei lunghi tempi d’intervento.

Non parliamo poi delle emergenze cardiache e di ictus cerebrale.  

In questi casi ogni minuto conta, la “golden hour” – il tempo utile in cui la tempestività dell’intervento medico fa la differenza fra la vita e la morte – va a farsi fottere, perché manca il triage per separare i pazienti Covid dagli altri. 

Si aggiunga poi la stanchezza fisica e mentale di medici ed infermieri che moltiplica gli errori.

Dunque, i decessi di oggi hanno poco a che fare con il coronavirus, ma sono la conseguenza del panico alimentato, consapevolmente o inconsapevolmente, dalle istituzioni, dagli esperti di regime, dai mass media. 

Persone in preda al panico intasano i centralini degli ospedali, affollano i pronto soccorso, facendo perdere tempo prezioso ai medici. 

In questo caos generale diventa difficile distinguere gli ipocondriaci da quelli che hanno bisogno di interventi rapidi.

Se ci fosse stata un'informazione scientifica corretta e chiara questo marasma ci sarebbe stato?

Credo di no: basta vedere le immagini che provengono dalla Svezia, dove nessun lockdown è stato imposto, nessun tam tam mediatico allarmistico è stato fatto. 

La gente senza mascherina circola liberamente per le strade, frequenta negozi e centri commerciali. 

Di fronte allo scenario attuale, tutto il governo – in particolare il Presidente del Consiglio e il ministro della Salute – dovrebbe essere essere inquisito per il reato di procurato allarme. A seguire, i mass media che, con la ripetizione ossessiva della pericolosità del nuovo virus, hanno alimentato un clima di allarme sociale, che sembra di vivere la narrazione del Manzoni della Milano del 1630, flagellata dalla peste. Infine, gli esperti di regime tipo Burioni  che, molto più simili ai predicatori dell'apocalisse che a scienziati, hanno contribuito a terrorizzare milioni di italiani. 

E, come se non bastasse, lo stesso Burioni ne ha anche per gli asintomatici, che pensavano di averla scampata: “Essere asintomatico al Covid non vuol dire essere sano: il corpo subisce comunque danni”. 

Così , secondo questo massimo esperto, siamo tutti malati, salvo prova contraria. Non siamo dunque più noi a sapere se ci sentiamo bene o male: è il medico che lo sa!

Ne ho sentite tante di castronerie in questa pandemia, che ne ho la nausea, il mal di stomaco.

Con questa pandemia – che il Lancet ha giustamente ribattezzato “sindemia”, ossia una malattia che non colpisce tutti allo stesso modo come fece la peste, ma è accentuata dalle diseguaglianze sociali ed economiche – è saltato non solo il buon senso e l’intelligenza degli uomini, ma anche – e soprattutto – lo Stato di diritto. 

Per cui, non è più la ragione e il diritto a fare la forza, ma la forza e l'arroganza di chi detiene il potere a fare il diritto.

martedì 10 novembre 2020

CARI “NEGAZIONISTI” FATE I BUONI, SE POTETE!

Maurizio, operatore sanitario al reparto Covid dell’ospedale di Careggi a Firenze, ha deciso di esternare il suo pensiero: accusa i “negazionisti”, che si ostinano a negare la gravità di questa epidemia e “continuano con la loro superficialità a divertirsi”.

Questi indefinibili cinici “negazionisti” – anziché coprirsi il capo di cenere e fustigare l’arroganza dei loro costumi triviali, osano divertirsi; anziché applaudire al senso di abnegazione e coraggio dei tanti medici ed infermieri che in prima linea, sfidando la morte, combattono una lotta impari per strappare dalla morte ultraottuagenari, legati alla vita come una foglia d’autunno al ramo – con il loro egoismo sfiancano “tutti i sacrifici che tutti i santissimi giorni” gli operatori sanitari mettono “in campo con dedizione e professionalità” per debellare la titanica e impari lotta contro questo nuovo virus.

I loro sforzi “stanno diventando vani perché” i “negazionisti” sembrano non avere “purtroppo, l'intelligenza di capire che” essi sono “in trincea”. E questa “guerra” per essere vinta richiede la collaborazione di tutti, e soprattutto una buona dose di senso civico”.

Bene ho imparato una nuova cosa: le malattie non si combattono con ospedali, attrezzature, terapie ospedaliere e/o domiciliari, nuovi farmaci; si combattono con il senso civico, mostrando segni di autentica contrizione, lodando l’opera di medici e infermieri, elevandoli al rango di eroi.

L’epidemia e i relativi decessi non sono la conseguenza dei tagli scriteriati fatti alla sanità nell’ultimo decennio (quasi 40 miliardi di euro), che ha dimezzato il numero degli operatori sanitari, dei posti letto in ospedale e nei centri di terapia intensiva; l’epidemia e i relativi decessi non sono la conseguenza di un piano pandemico colpevolmente fermo al 2006 e mai aggiornato; l’epidemia e i relativi decessi non sono la conseguenza di una cattiva gestione dell’emergenza sanitaria da parte di sedicenti esperti che spesso danno l’impressione di saperne meno del pubblico televisivo che da casa li segue.

No: l’epidemia e i relativi decessi sono la conseguenza dell’atteggiamento “negazionista” e del loro cinismo estremo, a tratti patologico, come quello di due ragazzi che su una spiaggia toscana, credendo di non essere visti da alcuno, si sono baciati. E per questo due solerti tutori dell’ordine pubblico hanno comminato loro una multa di 800 euro.

Cari “negazionisti” fate dunque i buoni se potete: indossate sempre la mascherina anche all’aperto, rispettate il coprifuoco, non baciate le vostre ragazze o ragazzi, statevene buoni buoni a casa, rispettate tutti i DPCM di Giuseppe, elogiate sempre il lavoro di medici ed infermieri, e vedrete che il virus di fronte a tanto senso civico si commuoverà e se ne andrà.

sabato 7 novembre 2020

DUE COSE SONO INFINITE, L'UNIVERSO E LA STUPIDITÀ UMANA

Il virus, i lockdown, il distanziamento sociale, le restrizioni di libertà per il contenimento della diffusione dell’epidemia, sono soltanto la copertura, lo schermo per celare la verità: una cospirazione ordita a livello mondiale da una élite di individui, che si autodefiniscono іllumіnаtі, per l’instaurazione di un “Nuovo Ordine Mondiale”. 

L’emergenza Covid è soltanto una colossale operazione di ingegneria sociale finalizzata alla realizzazione di tale obiettivo.

Chi di voi avrebbe mai immaginato, soltanto un anno fa, che si sarebbe impedito ai cittadini di camminare liberamente per strada, di andare a trovare i propri congiunti, di poter tenere il proprio negozio aperto. 

Chi di voi sarebbe mai giunto ad accettare che le salme dei propri cari fossero avvolte in un lenzuolo imbevuto di disinfettante e quindi date alle fiamme, senza alcun rito funebre. 

Chi di voi avrebbe mai creduto che si potesse impedire, con tanto di forza pubblica, ai sacerdoti di celebrar Messa. 

Chi di voi avrebbe mai accettato d’andare in giro – anche all’aperto – con una mascherina sul volto, nonostante non vi siano prove scientifiche che ne attestino l’efficacia: lo studio sistematico del CDC (l’organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d'America) non ha rilevato alcuna riduzione significativa della trasmissione dell’influenza con l’uso di maschere facciali. E se non funziona per il virus dell’influenza che ha un diametro minimo di 80 nanometri (nm - un miliardesimo di metro), figuriamoci se può funzionare per il sars-Cov2, il cui diametro minimo è di 60 nm.

La novità di questa epidemia, che salta agli occhi e alimenta il sospetto, è la censura: ogni singolo pensiero fuori dagli schemi “ufficiali” viene etichettato come complottista, cospirazionista, negazionista. 

Perché se l’epidemia c’è e il virus è davvero così pericoloso, come gli scienziati "ufficiali" sostengono, non consentire un confronto pacato, sulla base di dati oggettivi, tra scienziati in linea con la verità ufficiale e scienziati che dissentono dal pensiero unico imposto a forza di DPCM?

Perché invitare nei vari format televisivi solo personaggi che, senza alcuna seria argomentazione, sostengono l’unica tesi che si sposa con i provvedimenti emanati dal governo? 

Si ha forse paura che gli altri scienziati, che la pensano diversamente, possano con validi argomenti far aprire gli occhi a quanti li hanno bendati?  

Siamo tornati all’oscurantismo medievale. Esiste un’unica esegesi scientifica: quella del Governo e del suo Comitato Tecnico Scientifico.

Indipendentemente da come uno la pensi, intorno a questo nuovo virus ci sono sulla sua origine, sulla sua diffusione, sulla gestione dell’emergenza sanitaria, più zone in ombra che in luce, da far nascere legittimamente il sospetto che qualcosa di potente stia accadendo in tutto il mondo. 

Negare questa semplice constatazione significa essere totalmente privi d'immaginazione, e quindi di intelligenza.

Cittadini – non sudditi – che si rispettino, ancor prima di farsi prendere dal panico, esigerebbero fosse fatta chiarezza, per non essere considerati individui che al posto del cervello hanno delle zucche vuote. 

Qualsiasi uomo, dotato d’intelletto, dinanzi a tanta confusione sentirebbe la necessità e l’urgenza di dissipare l’oscurità; non si adeguerebbe come un automa a provvedimenti calati dall’alto. Se ci fosse un inganno orchestrato a suo danno lo vorrebbe sapere per rimuoverlo. 

E, invece, assisto ad una massa amorfa di individui che, incapaci di pensiero critico, seguono alla lettera quanto loro viene imposto dall’autorità. 

Nel delirio dei DPCM si riflette un tale impazzimento, sconcerto e confusione, che gli unici soggetti in grado di sopportare questo stato di cose sono soltanto i decerebrati, i lobotomizzati che, non chiedendosi di alcuna cosa la ratio, potranno pure pronamente accettare che un giorno il Presidente del Consiglio in uno dei suoi tanti DPCM imponga alla popolazione che le mutande siano calzate in testa per verificare che siano state opportunamente lavate. 

Non mi meraviglierei se il giorno seguente vedessi tanta gente andare in giro con le mutande calzate in testa. 

Dopo l’esperienza Covid non mi meraviglierei più di tanto: gli uomini possono essere capaci di cose sublimi, ma possono anche dimostrarsi infinitamente stupidi.

mercoledì 4 novembre 2020

L'ORGIA DEL POTERE: DOPO LE MASCHERINE ALL’APERTO, IL COPRIFUOCO

Le attuali politiche di blocco produrranno effetti devastanti sulla salute pubblica, a breve e lungo periodo, ma di questo non si parla. O, almeno, non ne parlano i mass media mainstream, straordinariamente orchestrati tra loro per plasmare e manipolare il volgo all’unico scopo di fargli credere che l’unica malattia responsabile della morte dell’uomo è COVID-19!

Così nell’immaginario collettivo passa l’idea che superare indenni la nuova peste equivale ad evitare la morte. Se poi il peggioramento degli esiti delle malattie cardiovascolari e l’aumento dei malati di cancro, per la sospensione degli accertamenti diagnostici e delle terapie che non siano direttamente collegabili al Coronavirus, porteranno negli anni a venire ad un aumento della mortalità, poco importa rispetto alla maggior urgenza che impone il contrasto dell’epidemia (i morti no-Covid sono meno morti rispetto a quelli da Covid, anche se poi, se i parenti del deceduto non stanno attenti, li affibbiano al Covid). 

Se il deterioramento della salute mentale di quei tanti che non reggono più questo stato generalizzato di panico porterà ad un aumento generalizzato dei malati psichiatrici e dei suicidi, poco importa: il contrasto al virus è prioritario! Cosa vuoi che sia una popolazione di schizofrenici e psicopatici in giro, rispetto alla pericolosità del virus!

Se i bambini di oggi, costretti a misure di quarantena e di isolamento domiciliari, svilupperanno domani gravi forme di disagio psicosociale quali ansia, depressione, paura degli altri, nervosismo, irritabilità, insonnia, ecc. ecc., è un problema trascurabile che non riguarda l’oggi ma il domani. Chissà quanti litri di valium e antidepressivi dovremo somministrare ai nostri baldi giovani di domani, con grande gioia delle aziende farmaceutiche che ringraziano anticipatamente questo Governo per le immense opportunità di fatturato che dischiude loro nel prossimo futuro!

Secondo le autorità pubbliche il prezzo da pagare in termini di altra salute è senza alcun dubbio proporzionato alla tutela dell’unica salute da salvaguardare: quella d’evitare che la gente muoia di COVID-19, che se è preoccupante per la classe mediana di età compresa fra 80 e 84 anni (l’aspettativa di vita media in Italia per gli uomini è di 82 anni, per le donne di 85 anni), non lo è affatto per i bambini e i giovani. Per i quali si può tranquillamente affermare che è del tutto trascurabile (0,06%), non più pericolosa dell’influenza.

Se questi sono i dati (liberamente consultabili da tutti sul sito dell’ISTAT), che senso ha tenere gli studenti fuori dalle scuole? Che senso ha costringere la popolazione intera alla reclusione dalle ore 22 alle 5 del mattino, proprio quando la presenza di persone per le strade è minima e la carica virale conseguentemente più bassa? Che senso ha l’aver chiuso palestre, ristoranti, teatri, ecc. quando si è dimostrato che i contagi avvenuti in questi luoghi sono stati praticamente zero?

In quale testo di epidemiologia c’è scritto che il “coprifuoco” in una fascia oraria arbitrariamente scelta sia una misura davvero necessaria per evitare la diffusione del virus? Il Comitato Tecnico Scientifico ritiene forse che il virus sia assimilabile ad un operaio che timbra il cartellino e, nella loro infinita saggezza, sono riusciti a capire il momento in cui esso smonta dal lavoro?

Il virologo di fama internazionale Giulio Tarro definisce quella del coprifuoco un’idea davvero bizzarra e farlocca, senza alcuna utilità. Dal punto di vista sanitario non trova alcuna giustificazione, se non forse sul piano psicosociale: il famoso esperimento di Milgram, teso a testare il grado di obbedienza passiva del popolo ad ordini provenienti dall’alto pur se immotivati e deliranti, con l’intento di consentire poi lo sviluppo dei semi dell’autoritarismo.

Siamo infatti in una vera e propria “orgia del Potere” in cui non solo il capo del Governo emana i suoi editti imperiali, ma ci si mettono anche i presidenti delle Regioni (con ulteriori restrizioni) a far gara tra di loro per mostrare agli italiani chi ce l’ha più duro! 

Chissà che orgasmo prova questa gente al pensiero che tanti “coglioni” seguiranno gli ordini da essi impartiti, senza neppure osare metterli in discussione. Chi disobbedisce sarà, infatti, severamente punito con ammende salatissime. 

Comandare è la cosa che gli viene meglio. Combattere la corruzione, l’evasione fiscale, la disoccupazione, no! Garantire mezzi di trasporto degni di un paese civile, no! Assicurare un’assistenza sanitaria capillare ed efficiente, no! 

NO, quello che decisamente riesce meglio loro è: COMANDARE! L’atteggiamento di deferenza che gli altri hanno nei loro confronti li esalta. E quanto più gli ordini sono assurdi e deliranti, tanto più si eccitano. Cosicché non hanno neppure bisogno del viagra per farselo venir duro!

Questa è l’orgia del Potere: quello che si fonda sulla diseguaglianza. Quello del Marchese del Grillo, di monicelliana memoria, che ai plebei dice: “Io so' io... e voi non siete un cazzo!”. Quello che ha lo scopo di privilegiare unicamente gli interessi di una piccola categoria di uomini a danno di tutti gli altri. Quello che impoverisce la comunità in generale, mentre arricchisce solo sé stessi. Quello che non deve rendere conto a nessuno, se non a sé stesso. 

Quello, in breve, che può fare tutto perché si nutre della paura altrui.


martedì 3 novembre 2020

IL POPOLO VUOLE ESSERE INGANNATO

Se c'è una cosa che ho tratto da questa esperienza Covid è che la maggior parte della gente ha disimparato a pensare, e cioè a ragionare in modo corretto. Risvegliare nei tanti, che considerano l’epidemia Covid la riedizione della Spagnola del 1918, la capacità di riflettere in modo non automatico è impresa tanto ardua quanto vana.

Indipendentemente dalla quantità e dalla qualità degli argomenti a sostegno della tesi secondo la quale sì un’epidemia c’è, ma non tale da scatenare il putiferio cui stiamo assistendo, con annessi e connessi isterismi collettivi di massa, da evocare scenari da peste bubbonica del 1300.

Allora la protezione più sicura veniva dalla Vergine Maria, oggi dal Comitato Tecnico Scientifico. Segno che la Tecnica ha soppiantato Dio e tutti i Santi. Il rosario è stato sostituito dalla mascherina e dai guanti; le preghiere dalle precauzioni igieniche. Una fiducia tale nella scienza da sconfinare in quello stesso dogma religioso, da cui pensavamo di esserci liberati. I virologi, gli epidemiologi sono i nuovi sacerdoti da cui ci attendiamo ogni salvezza.

Perché ancora la gran parte della gente del popolo – il cosiddetto volgo – si comporti come una mandria di vacche o un gregge di pecore resta per me un enigma. Una cosa è però certa, fintantoché il volgo si sottometterà acriticamente all’autorità nessun regime democratico sarà mai abbastanza saldo da restare indenne dall’assalto di despoti assetati di potere. La passività all’interno della relazione di autorità produrrà sempre tiranni, che si sentiranno perciò stesso investiti della responsabilità di trattare gli uomini in un modo non diverso da quello del pastore che amministra il proprio gregge.

Se ciascun uomo fosse dotato di autonomia individuale e di capacità critica, la sua coscienza – che intuitivamente gl’indicherebbe ciò che è bene da ciò che è male – non potrebbe non entrare in conflitto con l’adesione ad un sistema autoritario distruttivo. Questa situazione di conflitto, tra l’obbedienza verso un’autorità esterna e la propria coscienza, permetterebbe all’individuo di elaborare una riflessione critica sulla legittimità dell’operato dell’autorità e di, eventualmente, disobbedire ai suoi ordini.

Chi si limita a seguire gli ordini senza passarli al vaglio della ragione, non rimarrà a lungo una persona. Presto o tardi smetterà di pensare a sé stesso come soggetto responsabile delle proprie azioni, e finirà per percepirsi soltanto come un ingranaggio di un processo che lo trascende e sul quale non ha nessuna possibilità di incidere.

Chi alimenta questo atteggiamento – attraverso l’uso massiccio della propaganda mediatica – non avrà poi grossi ostacoli nel presentare il mondo come i potenti desiderano che venga percepito. I responsabili dei media affermano che le loro scelte sul terreno dell'informazione sono frutto di criteri imparziali, professionali e oggettivi e sono confortati in questa loro pretesa dalla comunità intellettuale asservita al sistema. La cosiddetta “informazione da bollino blu”. 

Così gli “esperti” che si avvicendano in TV saranno presentati come gli unici depositari del sapere scientifico, e quindi l’ancora cui aggrapparsi per scongiurare il male che ammorba le strade, i ristoranti, le palestre, i cinema, i teatri. 

A nulla serve far notare a queste autentiche “capre” che l’aumento dei contagi non significa necessariamente diffusione della malattia. A nulla serve dire a queste autentiche “capre” che i lockdown servono quando il virus è localizzato, ma non servono più quando il virus ormai si è diffuso ed è forse diventato endemico. Fiato sprecato rammentare a queste autentiche “capre” che è stata la cattiva gestione da parte delle autorità, che non hanno aggiornato il piano pandemico dal 2006 facendosi trovare del tutto impreparati nell’approvvigionamento di farmaci antiretrovirali e di presidi medico chirurgici, che non hanno adottato tempestivamente i lockdown quando era il tempo di farlo, che hanno dimezzato le strutture ospedaliere e il personale sanitario, la causa del collasso sanitario e l’aumento dei decessi, non certo le movide, o le persone che all’aperto vanno in giro senza mascherina.

I responsabili – quelli veri – sono proprio quelli che scaricano sui cittadini l’onere delle loro colpe.

Se le “capre” preferissero l’eleganza di un ragionamento ben fatto piuttosto che obbedire e chinarsi supinamente all’autorità, anche quando emana DPCM incostituzionali e oltretutto deliranti, da cui traspare un autoritarismo preoccupante, gli impostori avrebbero finito di fare la propria fortuna. 

Ma come già diceva Petronio, che ben conosceva la natura dell’uomo-massa: “Vulgus vult decipi, ergo decipiatur”, ossia “il popolo vuole essere ingannato, e allora che sia ingannato”!

lunedì 2 novembre 2020

ALLA MANIFESTAZIONE DI FIRENZE I MANIFESTANTI ERANO DALLA PARTE DELLA LEGGE

La libertà di manifestazione è sancita dalla nostra Costituzione. Essa è la madre di tutte le leggi. E, pertanto, nel nostro ordinamento repubblicano nessuna norma di grado inferiore può contrastare con le leggi della Costituzione.

I cittadini che manifestavano reclamavano i loro diritti costituzionali stuprati, calpestati, stracciati da un Presidente del Consiglio che con atti amministrativi, senza alcuna forza di legge, sottomette tirannicamente un’intera popolazione.

Ai signori poliziotti vorrei ricordare che essi hanno giurato di esseri fedeli prima di tutto alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato, di adempiere ai doveri del loro ufficio nell'interesse dell'amministrazione per il pubblico bene.

Chi è contro la legge è questo Governo e il suo Capo che sta facendo strame dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.

I loro manganelli avrebbero dunque dovuto rivolgerli contro questo Governo liberticida.

L’obbedienza all’autorità non è sempre una virtù in democrazia, se non vogliamo svegliarci nel peggior fascismo.











domenica 1 novembre 2020

È O NON È LA SALUTE PREVALENTE RISPETTO AGLI ALTRI PRINCÌPI COSTITUZIONALI?

La giornalista Naomi Klein, autrice del famoso saggio “Shock economy”, fa notare come le emergenze, quando si vuole cancellare un intero tessuto sociale per crearne un altro, rappresentano un’occasione favorevole per accelerare il conseguimento di obiettivi che altrimenti troverebbero molti ostacoli nei meccanismi istituzionali democratici e parlamentari.

Suppongo non ci siano dubbi sul fatto che dallo scorso 31 gennaio l'Italia stia vivendo in un continuo stato di emergenza rischio sanitario Coronavirus. Un’anomalia istituzionale che si trascina ormai da mesi e che prende a pretesto l’alto numero dei contagiati.

Ora, se dobbiamo prendere atto che c'è un rischio sanitario del Coronavirus, è altrettanto evidente che, proprio per le modalità con cui il governo sta facendo fronte alla pandemia, c'è anche un rischio democratico. 

Ora, se la forma democratica è essenziale perché vengano rispettati e garantiti i diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo, cosa ci garantisce che una volta terminato lo stato di emergenza sanitario si ritorni allo status ante quo, ossia al ripristino delle libertà fondamentali dell’uomo come singolo e come soggetto sociale?

Dunque, al di là delle ragioni più o meno valide a giustificazione dei vari provvedimenti restrittivi e impositivi, il timore che i diritti delle persone vengano portati via ha una sua fondata ragione. 

Peraltro, se si considerano le tante “controriforme sociali” fatte per contenere il debito pubblico e adempiere ai desiderata di Bruxelles, alcune persone hanno buoni motivi d’essere sospettose e di non credere a tutto ciò che loro viene detto da chi ci governa. 

Romano Prodi, per esempio, ci aveva promesso che con l’euro avremmo lavorato un giorno di meno e guadagnato come se avessimo lavorato un giorno di più. La promessa è stata tradita: ci troviamo tutti – escluso i ricchi – in un mare di merda.

Non è quindi del tutto campato in aria sospettare che dietro alla lotta contro il Coronavirus possa nascondersi un preciso disegno orchestrato a livello internazionale dalla triade FMI – OMS – WEF, e posto in atto dai capi di governo, loro luogotenenti, per traghettarci verso una forma di fascismo peggiore di tutti quelli conosciuti sinora.  

A pensarlo non sono soltanto quelli che vengono sbrigativamente tacciati di complottismo e negazionismo. Lo pensa pure Mons. Carlo Maria Viganò, Arcivescovo Titolare di Ulpiana (Kosovo), il quale in una lettera indirizzata a Trump scrive: 

«in quest’ora […] le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale, nel silenzio delle autorità civili e religiose […] Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli».

L’autorevolezza e l’esperienza del Mons. Carlo Maria Viganò impongono una seria riflessione su quel che stiamo vivendo. E se quello che ci stanno preparando fosse questo non possiamo e non dovremmo assistere inermi a questo trapasso.

Quando l'accentramento dei poteri (al presidente del Consiglio Giuseppe Conte sono attribuiti pieni poteri) porta all'esautoramento del parlamento, il confine tra la democrazia e la dittatura si fa molto labile. 

E se un regime democratico può anche essere compatibile, per brevi periodi, con forme di potere accentrato, quando, invece, il mantenimento perdura può determinarsi una trasformazione dell'ordinamento istituzionale irreversibile.

È la legge hegeliana della quantità che diventa qualità: un terremoto di magnitudo 4 non cambia lo scenario, ma quando è di magnitudo 7 la distruzione è tanto elevata da modificare irreversibilmente lo scenario intorno a noi.

Corriamo il rischio che, con l'obiettivo paventato di contenere il cosiddetto allarme sanitario, si facciano saltare definitivamente la struttura dell'ordinamento costituzionale e delle procedure democratiche. 

Con l'emergenza sanitaria si è infatti giustificato l'intensificarsi dei controlli delle forze di polizia e l'impedimento delle varie forme di aggregazione sociale, da sempre importanti per far nascere il dissenso contro un potere autoritario.

Temo che il ricorso ai militari per i controlli in strada non si farà attendere. Come? È semplice: basterà qualche tafferuglio in questa o quella manifestazione di piazza, magari ottenuto infiltrando agenti provocatori. Si lascia che alcuni manifestanti – dotati di poco cervello e grandi muscoli – devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Quindi col consenso popolare – che chiede sicurezza e non libertà – si farà intervenire l’esercito a tutela dell’ordine pubblico, e il gioco è fatto!

Poiché ogni emergenza legittima il ricorso a provvedimenti straordinari, non sarà difficile – dopo l’obbligo delle mascherine (di dubbia efficacia) – imporre anche che ogni cittadino scarichi sul proprio cellulare l’app Immuni, raccontandoci pure che non è sorveglianza di massa, ma solo un modo per tracciare la diffusione dell’epidemia.

Così, attraverso la combinazione della minaccia Coronavirus e del controllo digitalizzato delle persone, diventeremo tutti detenuti controllati dal Grande Fratello, il cui occhio sarà capace di osservare tutto e tutti. E poiché ciascuno di noi non saprà mai se in un dato momento è controllato o no, si comporterà come se lo fosse sempre. 

Per rendere poi concreto il "distanziamento sociale" si ricorrerà allo smart working, che consentirà d'essere finalmente tutti distanziati per evitare la diffusione del contagio, e dunque disaggregati. 

Quindi racchiusi nelle nostre quattro mura (non dovremo neppure recarci nei negozi per fare i nostri acquisti, ci penserà Amazon a recapitarci tutto quel che ci serve) serviremo all'unico scopo di produrre energia per il grande Matrix, che così potrà espandere il suo controllo senza più ostacoli.

E se il fine della volontà autoritaria dei vari governi del mondo fosse proprio questo: quello di realizzare questo scenario? Ovvero  accelerare la transizione dalla terza alla quarta rivoluzione industriale, che si basa guarda caso proprio sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e l’internet delle cose, possibile grazie alla connettività superveloce del 5G.

È chiaro che si tratta di una volontà non dichiarata. Chi lo dichiarerebbe mai così apertamente? Ma, una cosa è certa, i provvedimenti messi in campo, per far fronte ad un'epidemia che non è più pericolosa delle tante che l'hanno preceduta, sembrano andare proprio in questa direzione. 

Una semplice coincidenza? Forse!

Del resto questo governo e, in concerto con il nostro, anche gli altri governi del modo, se da un lato affermano la prevalenza del diritto alla salute sopra ogni altro diritto e promettono risorse senza limiti di bilancio contro il Covid-19, dall'altro non si capisce perché abbiano sospeso le prestazioni essenziali che riguardano altre patologie. 

Allora la salute è o non è prevalente rispetto agli altri princìpi costituzionali? Esistono forse malattie di serie A e malattie di serie B o C o D?

Qualcosa proprio non torna!