mercoledì 12 agosto 2020

FISIOLOGIA E PATOLOGIA DEL POTERE

 Il potere, secondo il filosofo sloveno Zizek, abita l'inconscio e struttura i comportamenti umani attraverso forme e dispositivi “osceni”, ovvero forme che restano fuori dalla scena ma agiscono in profondità, modellando la realtà e l'ordine simbolico.

La storia ci insegna che non esiste un “Potere” che presto o tardi non degeneri in follia. Il potere esalta chi lo detiene ed è la più potente delle droghe esistenti. L'essenza del potere si manifesta nell’imporre ad altri la propria volontà secondo il proprio bisogno e capriccio. Non è un caso che, pur criticandolo in molti, quasi tutti lo cercano e lo attuano o in strutture d’azione collettiva “funzionalmente analoghe” all’esercizio di potere (la scuola, la caserma, l’ospedale, l’impresa, ecc.) o reti di relazioni di potere interconnesse (il padre o la madre nei confronti del proprio figlio, l’amante nei confronti dell’amato in una relazione asimmetrica, quando lui o lei ama di più, il creditore nei confronti del debitore, ecc.).

Il “Potere” è comunque una perversione della natura umana; come un vampiro si nutre del sangue della propria vittima per trarre la propria vitalità. Non apre scenari di salvezza propri ed altrui; il suo unico obiettivo è quello di espandere il proprio potere riducendo quello degli altri.

Ma il “Potere” non ha soltanto un’accezione negativa: ci sono casi in cui l’attribuzione di potere ad un individuo o ad un gruppo è imprescindibile per dare avvio a quella catena di eventi che favoriscono proprio l’interesse del soggetto o della collettività sui quali la volontà del potere eserciterà i suoi effetti.

Il padre che costringe il proprio figlio a studiare e smettere di continuare a giocare con la sua playstation, esercita il suo potere di padre in vista di un interesse futuro maggiore rispetto a quello immediato – ma minore – di compiacerlo.

A livello più esteso di nazione, di stato, come possiamo distinguere tra fisiologia e patologia del potere?

Un sistema politico-economico che nella pratica cerca di redistribuire diritti e opportunità sottraendoli a un segmento della classe dominante, che si sforza di rendere più efficienti i servizi sociali e assicuri la dignità del lavoro in luogo dello sfruttamento, che mira a conseguire una società egualitaria, è un chiaro indizio di potere fisiologico, sano.

Nelle forme di governo che si basano sulla sovranità popolare, la persistenza invece delle oligarchie, del divario crescente fra ricchi e poveri, della disoccupazione, di servizi sociali sempre più insufficienti e insoddisfacenti, sono un chiaro indice, una cartina al tornasole, che i rappresentanti, chiamati dagli elettori a rappresentare gli interessi della nazione, sono in realtà espressione di interessi particolari. Sono, “dietro il sepolcro imbiancato”, regimi controllati alla base dalle élite. La democrazia non è riuscita di fatto a realizzarsi; essa è solo il guscio dell’uovo, al cui interno cresce il serpente del peggior totalitarismo mai conosciuto.

La democrazia si realizza nella pratica democratica di cittadini attivi; l’apatia di cittadini sempre più passivi di fronte ai problemi sociali, politici ed economici, sono il chiaro segnale di un potere che, sotto le spoglie di principi democratici e libertari, persegue l’unico vero scopo di asservire l’intera umanità alla propria volontà di potenza, rendendola schiava nel corpo e nella mente.

La società odierna è infatti molto più complessa di un tempo. Rispetto al passato, l’uso di tecnologie avanzate e sofisticati mezzi di persuasione di massa rendono la lotta impari tra chi ne detiene il possesso, e può praticamente da ogni angolo del mondo diffondere la sua verità menzognera, e chi cerca di svelarne l’inganno a coscienze già assai rattrappite, plasmate e manipolate di fatto dalla pervasività dei mass media dominanti. Gente lobotomizzata, priva di alcuna coscienza critica. Alla quale se indichi la Luna guardano rapiti e soddisfatti il loro smartphone, utile per insediare la prossima dittatura: quella degli schiavi felici di esserli.

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