Il potere, secondo il filosofo sloveno Zizek, abita l'inconscio e struttura i comportamenti umani attraverso forme e dispositivi “osceni”, ovvero forme che restano fuori dalla scena ma agiscono in profondità, modellando la realtà e l'ordine simbolico.
La storia ci insegna che non esiste un “Potere” che presto o
tardi non degeneri in follia. Il potere esalta chi lo detiene ed è la più
potente delle droghe esistenti. L'essenza del potere si manifesta nell’imporre
ad altri la propria volontà secondo il proprio bisogno e capriccio. Non è un
caso che, pur criticandolo in molti, quasi tutti lo cercano e lo attuano o in
strutture d’azione collettiva “funzionalmente analoghe” all’esercizio di potere
(la scuola, la caserma, l’ospedale, l’impresa, ecc.) o reti di relazioni di
potere interconnesse (il padre o la madre nei confronti del proprio figlio, l’amante
nei confronti dell’amato in una relazione asimmetrica, quando lui o lei ama di
più, il creditore nei confronti del debitore, ecc.).
Il “Potere” è comunque una perversione della natura umana;
come un vampiro si nutre del sangue della propria vittima per trarre la propria
vitalità. Non apre scenari di salvezza propri ed altrui; il suo unico obiettivo
è quello di espandere il proprio potere riducendo quello degli altri.
Ma il “Potere” non ha soltanto un’accezione negativa: ci
sono casi in cui l’attribuzione di potere ad un individuo o ad un gruppo è
imprescindibile per dare avvio a quella catena di eventi che favoriscono proprio
l’interesse del soggetto o della collettività sui quali la volontà del potere
eserciterà i suoi effetti.
Il padre che costringe il proprio figlio a studiare e
smettere di continuare a giocare con la sua playstation, esercita il suo potere
di padre in vista di un interesse futuro maggiore rispetto a quello immediato –
ma minore – di compiacerlo.
A livello più esteso di nazione, di stato, come possiamo
distinguere tra fisiologia e patologia del potere?
Un sistema politico-economico che nella pratica cerca di
redistribuire diritti e opportunità sottraendoli a un segmento della classe dominante,
che si sforza di rendere più efficienti i servizi sociali e assicuri la dignità
del lavoro in luogo dello sfruttamento, che mira a conseguire una società
egualitaria, è un chiaro indizio di potere fisiologico, sano.
Nelle forme di governo che si basano sulla sovranità
popolare, la persistenza invece delle oligarchie, del divario crescente fra
ricchi e poveri, della disoccupazione, di servizi sociali sempre più insufficienti
e insoddisfacenti, sono un chiaro indice, una cartina al tornasole, che i
rappresentanti, chiamati dagli elettori a rappresentare gli interessi della nazione,
sono in realtà espressione di interessi particolari. Sono, “dietro il sepolcro
imbiancato”, regimi controllati alla base dalle élite. La democrazia non è
riuscita di fatto a realizzarsi; essa è solo il guscio dell’uovo, al cui
interno cresce il serpente del peggior totalitarismo mai conosciuto.
La democrazia si realizza nella pratica democratica di
cittadini attivi; l’apatia di cittadini sempre più passivi di fronte ai problemi
sociali, politici ed economici, sono il chiaro segnale di un potere che, sotto
le spoglie di principi democratici e libertari, persegue l’unico vero scopo di asservire
l’intera umanità alla propria volontà di potenza, rendendola schiava nel corpo
e nella mente.
La società odierna è infatti molto più complessa di un tempo.
Rispetto al passato, l’uso di tecnologie avanzate e sofisticati mezzi di
persuasione di massa rendono la lotta impari tra chi ne detiene il possesso, e
può praticamente da ogni angolo del mondo diffondere la sua verità menzognera,
e chi cerca di svelarne l’inganno a coscienze già assai rattrappite, plasmate e
manipolate di fatto dalla pervasività dei mass media dominanti. Gente
lobotomizzata, priva di alcuna coscienza critica. Alla quale se indichi la Luna
guardano rapiti e soddisfatti il loro smartphone, utile per insediare la
prossima dittatura: quella degli schiavi felici di esserli.
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