Con cadenza regolare, quasi fosse l’ora del rosario, il Ministero della Salute ci mostra la situazione Covid-19 in Italia, raccomandandoci di non abbassare la guardia: “TACI, IL NEMICO TI ASCOLTA!”.
Nonostante, già nel passato, le Autorità Sanitarie abbiano
fatto previsioni di flagelli imminenti come quello della pandemia aviaria e poi
di quella suina, e che puntualmente non si sono materializzati, pure dovremmo
prestar fede – ancora una volta – alla loro discutibile ipotesi di una seconda
ondata di contagi che richiederà un nuovo lockdown (magari questa volta in
modalità “differenziale”).
Di solito, utilizzando solo un criterio di “buon senso”,
quando uno fa una o più previsioni che poi non si avverano, siamo portati a definire
quel qualcuno un “cazzaro”, cioè uno che spara cazzate. E, sempre secondo buon
senso, non prestiamo più fede alle sue presunte capacità predittive.
Tuttavia, ancora una volta, l’allarmismo messo in moto dai mass
media è riuscito a convincere una larga fetta di popolazione che sì, ci
troviamo nel bel mezzo di un flagello epidemico e che il peggio deve ancora
venire, se non verrà presto messo a punto un vaccino efficace.
Al momento non esiste un vaccino specifico contro il
Coronavirus. Fare un vaccino contro il Coronavirus non è facile, semplicemente
perché, come tutti i virus di tipo RNA, è particolarmente predisposto alle
mutazioni. Questo è il motivo per il quale non è stato ancora possibile realizzare,
nonostante l’ingente sforzo di ricerca scientifica, un vaccino contro l'HIV, un
altro virus con genoma di tipo RNA.
Chissà, forse questa volta la scienza, grazie allo sforzo
congiunto di tutti i paesi del mondo, ci riuscirà. Per il momento ogni tentativo
è fallito clamorosamente, malgrado i titoloni dei media mainstream (quelli da “bollino
blu” per intenderci) che non passa giorno senza l’annuncio che finalmente è
stato trovato il vaccino e che presto sarà disponibile.
Tra una scarica e l’altra di elettroshock di solito c’è un
tempo di recupero, utile per non friggere il cervello del paziente. Così dopo
una breve pausa, che sembrava riportarci gradualmente alla normalità, ecco di
nuovo entrare in azione la retorica catastrofista dell’informazione da bollino
blu: “CONTINUANO AD AUMENTARE I CONTAGI, CI SONO QUASI MILLE FOCOLAI IN TUTTA
ITALIA”.
Ora, al di là dei numeri al lotto forniti dai mainstream, sarebbe
opportuno cercare di capire se conoscono la distinzione tra “contagiati” e “positivi”:
ho la sensazione che usino i due termini come sinonimi, e non lo sono.
L'incremento più alto dei positivi non significa necessariamente
persone malate destinate a sviluppare i sintomi letali dell’infezione; molti di
loro sono asintomatici o paucisintomatici (naso che cola, mal di gola, ecc.);
un’esigua parte manifesta sintomi similinfluenzali.
Dunque, le cifre fornite al pubblico non corrispondono ad una
recrudescenza del Covid. Dicono semplicemente che il virus c’è ancora, ma non è
così letale come una certa propaganda pubblicitaria vorrebbe farci credere.
È un dato di fatto che in molti ospedali i reparti Covid-19
hanno chiuso, a causa del calo del numero dei pazienti ricoverati. Oggi solo 56 sono in cura presso le terapie intensive.
Peraltro, qualora fosse ancora mordace, è un altro dato di
fatto che gli attuali protocolli di trattamento hanno ridotto significativamente
la mortalità dei malati.
Come inquadrare allora questa vera e propria propaganda
pubblicitaria in chiave allarmista del Covid? Quale reale fine si pone? Come
giustificare ancora certe ordinanze, dal sapore tanto grottesco quanto
demenziale, emesse da taluni presidenti delle Regioni sull’uso obbligatorio
della mascherina anche all’aperto?
Forse a soddisfare certi tratti schizofrenici, tipici delle persone
al potere, che traggono intimo piacere e godimento nel piegare tutti gli altri
alla propria volontà per vedere l’effetto che fa?
Nessun commento:
Posta un commento