mercoledì 13 luglio 2016

UN FUTURO INQUIETANTE

Coloro che ci governano ci prendono per fessi e la loro miopia appare sempre più preoccupante ed ingiustificata. Attingono denaro, nell'ombra, da gruppi d’interesse, e poi si presentano come dalla parte della «gente comune». Continuano a propinarci le loro ricette, nonostante i danni che queste procurano ai popoli, sostenendo che non ci sono alternative.

Il paradosso più vistoso che oggi contrassegna le nostre società occidentali è che sebbene la produzione di ricchezza abbia raggiunto livelli senza precedenti, tanti continuano a condurre una vita di miseria e di silenziosa disperazione, nutrendo la fallace speranza che domani sarà diverso e le cose si aggiusteranno.

Ma se è nel presente che sono riposti i semi del futuro, allora il futuro che ci attende è inquietante, lungi dall'essere un tempo e un luogo di pace. Semmai sarà il tempo e il luogo in cui lo sfruttamento dell’uomo sull'uomo e dell’uomo sull'ambiente si farà sempre più intensivo e feroce.

Quando poi l’esaurimento delle fonti che alimenta la nostra civiltà industriale diverrà più evidente, popolazioni affamate – senza null'altro da perdere che la propria vita – premeranno alle mura del potere per reclamare il loro diritto di esistere, una grande massa di uomini spinti dal dolore, spesso rifiutati o maltrattati irromperà nel “palazzo” devastando ogni cosa, si approprierà degli oggetti simbolo del potere e della ricchezza e quanti cercheranno di opporsi verranno scaraventati fuori dalle finestre.

Quando l’ira dei diseredati per lungo tempo oppressi esplode, nessuno è capace di fermarla. Come una valanga, imprevedibile potente e letale, sommerge senza pietà tutto quanto incontra sul suo cammino.


A questo futuro, con la nostra ignavia, consegniamo i nostri figli.

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