Spesso le persone prendono decisioni sbagliate, non conformi
al loro interesse; in altre parole, non fanno ciò che converrebbe loro davvero. Così secondo i “mercati”, i cittadini britannici con la brexit hanno fatto una
pessima scelta, che avrà conseguenze drammatiche sul futuro economico della
Gran Bretagna.
La verità forse più elementare è che è stata l'involuzione
autoritaria della politica europea che ha spinto gli inglesi fuori dall'Unione.
I popoli europei sono stati ingannati dai loro governi, che perpetuano una cattiva
imitazione della democrazia.
Il Parlamento europeo, unico organo che
attualmente eleggiamo, conta davvero poco: il potere è saldamente in mano alla
Commissione europea, la cui unica politica consiste nel richiedere agli Stati
membri di ridurre gli alti debiti pubblici che molti di questi Stati hanno attraverso la riduzione della spesa sociale e l'aumento delle tasse.
La Grecia meglio rappresenta l'esito drammatico di queste politiche
di austerità. Secondo l’ultimo rapporto della rivista di medicina Lancet, molte
famiglie non hanno più nemmeno i soldi per curare i propri bambini. L’Italia dovrà
recuperare 50 miliardi l'anno per circa 20 anni per portare il debito sotto il
60% del PIL. Questo significa incremento della disoccupazione, dismissione del
patrimonio pubblico a prezzi da saldo nelle mani di pochi privati, riduzione
degli investimenti pubblici nelle infrastrutture sociali, fisiche e immateriali,
deflazione salariale per competere sui mercati esteri, senza considerare che se
tutti i paesi adottano questa strategia, chi compra poi le merci che vengono
prodotte?
È
ormai evidente a tutti che le misure chieste dalla troika hanno avuto e hanno un
effetto ulteriormente recessivo, determinando un incremento di 30 milioni di
disoccupati in più (nei paesi occidentali), con un totale di 200 milioni di cui
75 sono giovani.
Dinanzi a questo scenario, quale causa di forza maggiore può
essere invocata per giustificare un tale crimine scientemente perpetrato? A
cosa serve centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio se poi le società
muoiono?
Stupirsi della scelta dei britannici è come stupirsi che uno
che abbia le chiappe del sedere su un braciere ardente decida poi di alzarsi. Questo
stupore, questo sdegno, condito dal solito ennesimo vituperio del populismo, nasconde
un evidente disprezzo per il volgo, per la plebe, per la teppaglia sempre
irrazionale, sempre bestiale, sempre preda dei demagoghi.
A chi non è sfuggito come i media ci abbiano mostrato i fautori
del Remain (restare in Europa) come appartenenti alla categoria dei giovani,
colti, agiati, mentre i fautori del Leave quali appartenenti ad una classe
popolare di poveri, ignoranti e vecchi, spaventati dal futuro e insoddisfatta del
proprio presente.
Questa narrazione vuole farci dimenticare che non è la Brexit che
mette in crisi l'Unione europea, ma è la crisi di democrazia dell'Unione europea che ha motivato
il proletariato inglese in massa a votare per la Brexit, stanca di aspettare
Godot.
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