Se gli atti compiuti dai
terroristi sono orribili e ingiustificabili, parlare di “guerra al terrorismo”
è paradossale e surreale. Una guerra in senso proprio può aver luogo solo tra
due Stati nazione; dietro ad un attacco terroristico non c’è uno Stato nazione,
ma una rete internazionale che non ha una sede prestabilita.
Un’organizzazione
terroristica è sparsa in tutto il mondo e dichiarare guerra ad un
organizzazione come Al Qaeda o l’IS equivale a dichiarare guerra ai trafficanti
di droga o guerra ai mafiosi.
Al pari delle
organizzazioni criminali, quelle terroristiche hanno dimensioni internazionali.
E nessuno – sano di mente – penserebbe che si possa debellare la mafia in
Sicilia o i cartelli colombiani invadendo e bombardando la regione o lo Stato
che li ospita, per il semplice fatto che, anche quando l’invasione avesse successo,
l’organizzazione criminale presente in quel territorio può sempre migrare
altrove.
Il terrorismo non può
essere sconfitto nello stesso modo in cui si può abbattere uno Stato o un
regime. È un fatto che l’invasione dell’Afghanistan dei talebani e quella dell’Irak
di Saddam Hussein, accusati di corresponsabilità con le organizzazioni del
terrore, non abbiano dato i risultati attesi.
Al contrario, hanno avuto come
effetto quello di produrre una recrudescenza del fenomeno terroristico. In
altri termini, le invasioni hanno innescato un circolo vizioso difficile oggi da neutralizzare:
la guerra al terrorismo ha prodotto ancor più terrorismo, il quale a sua volta
giustifica un rafforzamento del dispiegamento militare in quelle aree e così
via.
La condizione di uscita da questo schema non può verificarsi, usando la guerra come mezzo di contrasto, e a farne
le spese ahimé sono soprattutto le vittime: civili innocenti ed estranei ad un
conflitto, di cui ignorano la vera posta in gioco.
Ora, poiché non si dà che
coloro che sono deputati alla strategia nazionale e globale, compresi i leader governativi,
non sappiano queste cose assai elementari, si prospettano due possibilità: la
prima è che il potere li renda folli; la seconda è che dietro la retorica dell’islamo-fascismo
e del terrorismo si nascondano interessi inconfessabili.
In entrambi i casi è una sciagura
per tutti noi!
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