lunedì 19 ottobre 2020

RIPETETE UNA BUGIA CENTO, MILLE, UN MILIONE DI VOLTE E DIVENTERÀ UNA VERITÀ (Goebbels)

Quando esorto a “spegnere la televisione” non intendo dire che tutti coloro che la guardano siano “coglioni” (anche se ce ne sono tanti) che si lasciano influenzare e plasmare dalla comunicazione dell’ormai pensiero unico dominante diffuso dai mass media mainstream.

Un fatto decisamente inquietante è constatare, come mai era avvenuto prima (se si esclude il periodo fascista), il perfetto unisono dei mass media mainstream nel divulgare l’unica verità ammessa, ossia quella di regime. Mai come prima si assiste ad una forma di demonizzazione e di svalutazione di quanti osano affermare una verità diversa da quella “ufficiale”.

La tattica è sempre la stessa: quando non si possono addurre validi contro argomenti alle tesi di quanti sostengono una verità alternativa a quella di regime, si sposta il piano del confronto dalla logica e dalla scienza a quello del discredito e della ridicolizzazione.  

Così, tutti coloro che la pensano diversamente dai sedicenti dotti luminari di regime sono perciò stesso, e nessun’altra ragione, considerati negazionisti, terrapiattisti, incoscienti, insensibili, e così via. Senza che poi tali  dotti luminari si prendono il disturbo e la briga di dimostrare dove sta la fallacia dei ragionamenti delle tesi avverse.

Siamo tornati alle tenebre dell'oscurantismo medievale, quando chi osava dire che non era la Terra al centro dell’universo era bollato come eretico?

Ecco: quando esorto a spegnere la televisione – ovvero quelle trasmissioni che mistificano di fatto la realtà con ossessiva ripetitività – il messaggio non è che tutti coloro che la guardano sono perciò stesso dei coglioni. Il messaggio è: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci”.

I latini dicevano “gutta cavat lapidem”, ossia "la goccia perfora la pietra". Così una menzogna ripetuta ossessivamente infinite volte può finire per diventar vera anche per i più dotati di senso critico. 

È solo questione di tempo.

domenica 18 ottobre 2020

SPEGNETE LA TELEVISIONE, SE VOLETE SALVARE QUEL CHE RESTA DEL VOSTRO CERVELLO!

Spegnete la televisione. E, in particolare, disertate il programma televisivo di Barbara D’Urso, esempio paradigmatico, di sconcertante raffinatezza, di come si possano manipolare, influenzare comportamenti e modi di essere di milioni di individui senza nemmeno dover fare uso della coercizione fisica.

Il potere – quello vero – è sempre nascosto. I Giuseppe Conte, le Barbare D’Urso sono solo i rappresentanti di questo potere occulto, abili e utili piazzisti che, facendo leva soprattutto sull’ignoranza della gente, sono capaci di convincere milioni di individui che la merda è buona quanto la nutella.

Il potere dal suo “rifugio segreto”, praticamente inattaccabile, può così serenamente contemplare la stupidità della massa che, attraverso l’alternarsi dei vari rappresentanti “eletti dal popolo” e personaggi televisivi graditi alla gran parte del pubblico, come un gregge di pecore si dirige là dove vuole il pastore.

In questo modo, quei pochi uomini che detengono il potere e tessono il futuro destino dell’umanità, hanno la straordinaria possibilità di fare quello che a nessun governo o potere visibile è dato compiere fino in fondo, ossia manipolare alla perfezione i sentimenti e la mentalità di massa senza neppure dare l’impressione di farlo.

venerdì 16 ottobre 2020

L’INFORMAZIONE CHE ALIMENTA LA DIVISIONE TRA LA GENTE RISPONDE SOLO A LOGICHE DI POTERE

Sulla narrazione Covid-19, l’opposizione sistematica a qualunque altro pensiero contrario a quello ufficiale è non solo sospetto ma anche inquietante. Pare che l’epidemia abbia stravolto in breve tempo i pilastri fondamentali sui quali le nostre società occidentali hanno dichiarato di fondarsi, e cioè sull’idea che la ragione prevalesse comunque sul pregiudizio e l’ignoranza.

Il fenomeno cui assistiamo oggi è, invece, la quasi totale scomparsa di comportamenti razionali, con i mass media mainstream che più che informare fanno “propaganda” al fine di alimentare odio e divisione fra la gente.

Il popolo è ormai diviso in due fazioni: i guelfi che sostengono la causa e la supremazia del governo Conte e ritengono che sì la Covid-19 è la peste del XXI secolo, e le misure restrittive di principi costituzionalmente garantiti siano non solo necessarie ma debbano anche essere imposte a tutti e soprattutto ai riottosi, accusati di negazionismo; dall’altra i ghibellini che, pur non negando l’esistenza del nuovo virus, vedono la sproporzione tra le misure messe in atto dall’esecutivo e la reale pericolosità di questo virus.

Ora mentre guelfi e ghibellini sono indaffarati a scannarsi tra loro per il primato della verità, la clausura generalizzata,  che sta bloccando tutto e tutti, sta producendo stagnazione dei traffici economici, crescita della disoccupazione, lacerazione del tessuto sociale per l’imposto distanziamento sociale, che se è dubbio che ci salvi dal contagio è certo che aumenterà la diffidenza nei confronti dell’altro, visto come il potenziale untore, aumento dei disturbi mentali in ogni fascia di età.

Tutto ciò, a prescindere dalla reale efficacia dei rimedi posti in essere, in nome della salute pubblica, dalla quale – a quanto pare – restano esclusi tutti quelli che continuano a morire di cancro, per fattori legati all’ambiente, di malattie cardiovascolari e respiratorie.

Restano altresì esclusi dalla tutela della salute pubblica tutti i lavoratori che continuano a lavorare in fabbriche insalubri e i cittadini che – in nome del progresso economico, che non si può arrestare – sono costretti ad inalare diuturnamente ogni tipo di veleno. 

Per esempio, nel massimo silenzio istituzionale, nei 550 Comuni della Regione Campania che costituiscono il famoso “Triangolo della Morte della Terra dei Fuochi” si continua a morire.

Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, non meno di 2 milioni di cittadini risultano danneggiati dallo sversamento di rifiuti soprattutto industriali. E si parla di cancro che colpisce ogni fascia di età. 

I dati sulla mortalità dovrebbero suggerire interventi più stringenti sia in termini di prevenzione primaria (di natura individuale e ambientale) sia di gestione dell’intero percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale di patologie legate all’inquinamento. 

Ma se si blocca un Paese per l’allarme Covid-19, per un numero di decessi che rientra peraltro nella normalità dei morti per patologie polmonari e che interessa nella maggioranza dei casi soggetti con patologie pregresse o in atto, si è del tutto incapaci e impotenti nello scovare un 47% di attività manifatturiere che in Campania smaltiscono illecitamente i loro rifiuti; almeno 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti industriali ogni anno.

Forse che questi morti per cancro sono meno morti di quelli da e con Covid-19? Forse che i morti per l'incuria e l'incapacità delle istituzioni nel perseguire gli autori di tali misfatti meritano meno rispetti di quelli da e con Covid-19? O forse perché più semplicemente non sono utili alla strategia della paura. Quella che, scatenando la una vera e propria psicosi di massa, si rivela essere da sempre l'arma vincente in mano al potere per la manipolazione e il controllo sociale. 

Se la narrazione fatta dai mass media mainstream includesse anche quelle morti ignorate ma politicamente scomode, allora sarebbero anche degne di credibilità. Ma la prassi di tacere una cosa per enfatizzarne un’altra suggerisce che più che organi di informazione sono solo organi di propaganda al servizi di interessi dominanti e non certo del popolo.

mercoledì 14 ottobre 2020

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONTRO L’ABUSO DEI DPCM

Egregio Signor Presidente,

molti eminenti costituzionalisti – non quelli ancorati al sistema, il cui silenzio è allo stesso tempo disarmante e preoccupante – ci dicono che in base al sistema delle fonti del diritto disciplinato dalla nostra Costituzione il costante ricorso ai DPCM, per un’emergenza coronavirus che allo stato dei fatti non esiste (lo dichiarano ormai molti medici, immunologi, infettivologi), sono qualcosa di irrituale nel nostro ordinamento repubblicano.

Con atti formalmente amministrativi – dallo spirito un po’ grottesco e in certi punti anche deliranti – l’esecutivo, attribuendosi prerogative che la Carta Costituzionale non prevede nemmeno in stato di guerra, ha realizzato di fatto uno scenario orwelliano: polizia per le strade per controllare che i cittadini indossino le mascherine, irruzione tra le mura domestiche su delazione dei vicini per vietare le riunioni tra amici quando superano i 6 invitati, ecc. ecc.

Non crede si stia oltrepassando il confine del buon senso, della proporzionalità e, soprattutto, della razionalità?

Perché Lei che è la massima carica dello Stato e deputato a vigilare sul rispetto della Costituzione continua a tacere e a tollerare tutto questo?

Con ossequio.

Un cittadino

domenica 11 ottobre 2020

CI PRENDONO PER SCEMI?

I nostri governanti e governatori considerano gli italiani un popolo di scemi, e questo mi fa ribollire il sangue, perché – come ho già detto una volta – purtroppo o per fortuna lo sono anch’io. Un branco di scimmie al governo avrebbe saputo far meglio di questi cialtroni.

Hanno gestito male l’emergenza sanitaria nelle fasi iniziali, minimizzandola e perfino negandola, proprio quelli che oggi accusano di negazionismo quelli che non negano il virus, ma ritengono che andare a caccia di positivi, costringendoli poi a quarantene forzate, sia non solo inutile ma demenziale, per il semplice fatto che la capacità di effettuare tamponi è in progressione aritmetica mentre la successione dei contagi è in progressione geometrica.

Ma evidentemente coloro che ci governano, e il tanto famoso comitato tecnico, credono che una Ferrari che conceda 100 metri di vantaggio ad una Cinquecento non riuscirà mai a raggiungerla e quindi a superarla, sebbene la distanza tra la Ferrari e la Cinquecento si restringa sempre più.

Quando lo scorso agosto il rapporto fra casi positivi e test era compreso tra lo 0,5 e l’1%, la caccia al positivo poteva anche avere un senso. Ma adesso che il rapporto tra positivi e tamponi è superiore al 4%, continuare ad inseguire i positivi moltiplicando i tamponi è solo uno spreco di denaro e di tempo sia per gli operatori sanitari che lo devono effettuare sia per quelli che risultando positivi sono poi costretti ad osservare la quarantena obbligatoria.

Perché?

Ma perché si è rotto l’equilibrio tra il numero di tamponi tecnicamente possibili e quello dei contagiati che aumenta in modo esponenziale. In altre parole, mentre con i test se ne afferrano 100 ne sfuggono 10 mila che continuano a diffondere il virus. Ecco spiegato il motivo per il quale il rapporto tra positivi e test sale, e dobbiamo metterci l’animo in pace e attenderci un aumento dei casi positivi, il cui numero è destinato a crescere. E l’uso della mascherina – se non per altri scopi, prevalentemente politici e/o dogmatici – non potrà in alcun modo arginarne la crescita.  

Il virus è diventato ormai endemico come lo è quello dell’influenza. Ed è bene ricordare e sottolineare che – per fortuna – a livello internazionale, nell’80% dei casi si manifesta senza sintomi o con sintomi lievi; nel 15% con sintomi simil influenzali; nel 4% è richiesta un’ospedalizzazione; nell’1% può essere indispensabile la terapia intensiva.

Quindi a quelli affetti da analfabetismo giuridico e scientifico occorre raccomandare di conservare i tamponi per i sintomatici se non vogliamo ritrovarci al collasso sanitario dello scorso marzo ed aprile.

sabato 10 ottobre 2020

BISOGNA METTERE UN FRENO AI NEGAZIONISTI

Il governatore della Puglia – Emiliano – nell’intervista dell’8 ottobre scorso resa al quotidiano “La Repubblica” ha detto che “bisogna mettere un freno ai negazionisti … che vanno in giro senza mascherina. Questo non è più accettabile”.

Quando il governatore dichiara che “bisogna mettere un freno ai negazionisti” cosa intende? Che bisogna metterli tutti in galera, senza neppure un processo sommario? Deportarli tutti nei campi di concentramento, e quindi sterminarli tutti in nome della tutela della salute pubblica? 

Come le autorità tedesche utilizzavano la “Stella di David” come metodo di identificazione degli ebrei, così l’indossare o meno la mascherina sarà il segno per riconoscere i “negazionisti” – rei di spargere il morbo dappertutto – dai buoni e bravi cittadini che si piegano con animo e spirito servile agli editti di deliranti governatori che, ebbri di potere, hanno preso a sancir leggi a modo loro.

Sull'epiteto "NEGAZIONISTA", affibbiato a coloro che continuano ad avere il brutto e maledetto vizio di continuare a pensare, credo sia più appropriato respingerlo al mittente, ossia a tutti coloro che negando di fatto la realtà delle cose continuano ad agitare lo spettro di un'epidemia e di un'emergenza che nei fatti non esiste, se non nel loro eccitato ed esaltato delirio.

Persino l’OMS, l’organizzazione cui questo governo d’incapaci ha fatto pedissequamente riferimento durante i mesi del lockdown, ha rivisto al ribasso il tasso mondiale di letalità portandolo allo 0,14%. In Italia, l’influenza stagionale dello scorso anno ha avuto una letalità dello 0,11%.

Dunque, chi sono i negazionisti: quelli che continuano ad agitare lo spauracchio del virus e costringono un intero Paese a seguire regole e comportamenti assurdi, senza neppure il supporto di evidenze scientifiche, o quelli che, pur non negando l’esistenza di virus, ritengono che i presidi terapeutici oggi a disposizione e l’attuale situazione sanitaria consentirebbero fin da domani un ritorno alla normalità?

giovedì 8 ottobre 2020

ABBIAMO PROPRIO BISOGNO DI UN VACCINO PER TORNARE ALLA NORMALITÀ?

Allo stato dell’arte i presidi terapeutici per fronteggiare l’infezione da Covid-19 sono davvero tanti che continuare ad invocare lo stato d’emergenza è solo utile ad altri inconfessabili scopi, e non certo ad arginare un’epidemia che, se non fosse costantemente pompata ad arte dai media mainstream, di fatto consentirebbe il ritorno alla normalità.

La vitamina D si è dimostrata capace di ridurre il rischio contagio negli anziani fragili e negli ospiti delle residenze assistenziali. E, nei casi di sviluppo di gravi sintomi della malattia, sembra che la vitamina D eviterebbe che il sistema immunitario diventi iper-reattivo (e produca un danno superiore al vantaggio), aiutando a regolare i livelli delle citochine e dunque dell’infiammazione.

La quercetina – integratore alimentare normalmente contenuta nelle mele e nelle cipolle – sarebbe capace di inibire la replicazione del SARS-CoV-2, perché ostacola l'attività di un enzima utile per lo sviluppo e la replicazione del nuovo coronavirus.

Un altro integratore alimentare, la lattoferrina, una glicoproteina ad azione antimicrobica e ferro-trasportatrice, sta dimostrando di avere un’efficacia contro il Covid-19, riducendo i tempi di eliminazione del virus nei soggetti con pochi sintomi o paucisintomatici.

I farmaci a base di inibitori dell’interleuchina-6, una proteina che riveste un ruolo chiave nell’attivazione della cosiddetta tempesta citochinica, che consiste in una reazione esageratamente violenta delle difese immunitarie che, anziché proteggere dal virus, attaccano tutti gli organi del paziente, fino ad ucciderlo. Questi farmaci sono in grado di legarsi a IL-6 e spegnere il segnale d’azione emesso dalla molecola.

C’è ancora la tanto discussa idrossiclorochina, bollata dapprima dal The Lancet e poi riammessa su richiesta di 140 medici che hanno attaccato sia la rivista sia l'Aifa per aver presentato dati del tutto inaffidabili sui suoi presunti gravi effetti collaterali. Il farmaco, infatti, usato da decenni per la profilassi della malaria e delle patologie reumatologiche, si sarebbe dimostrato efficace nel contrastare gli effetti del coronavirus. Gli studi hanno infatti dimostrato che se assunta nei primi giorni dall'insorgenza dei sintomi, riesce a bloccare la progressione della malattia e, soprattutto, ad evitare la conseguenza peggiore, cioè l'approdo in Terapia intensiva.

Ci sono poi i farmaci antiretrovirali come il Remdesivir, in grado di bloccare il sistema di replicazione di diverse varianti di coronavirus.

C’è il desametasone che blocca la risposta eccessiva del sistema immunitario che causa i sintomi più gravi.

C’è l’eparina a basso peso molecolare che, quando il quadro clinico dominato dalla tempesta citochinica e dal conseguente stato iperinfiammatorio conduce a vasculopatia arteriosa e venosa con trombizzazione dei piccoli vasi, che portano alla coagulazione intravascolare disseminata (CID), si è rivelata in grado di migliorare lo stato generale, in termini di sopravvivenza, di quel limitato numero di persone che arrivano alle condizioni di ARD (grave crisi respiratoria).

Con le tecniche di plasmaferesi è poi possibile trattare i pazienti affetti da Covid-19 con il plasma iperimmune dei pazienti guariti.

Un’altra strada è quella degli anticorpi monoclonali, prelevati dal sangue dei guariti e riprodotti in laboratorio, capaci di sterminare il coronavirus. Quelli – per intenderci – recentemente somministrati a Trump.

È chiaro che nessuno di questi approcci, singolarmente preso, è una cura vera e propria: sta all’intelligenza, alla professionalità e all’esperienza del medico trarre da questa molteplicità di rimedi quelli più adatti a ciascun singolo caso per contrastare l’evolvere di una malattia che non è la peste bubbonica, quando i cadaveri si ammassavano lungo le strade.  È, infatti, dimostrato che l’uso sapiente di tutti questi rimedi terapeutici, combinati tra loro, possono ridurre la gravità di un episodio grave di Covid-19, specialmente se somministrati all’insorgere dei primi sintomi (come una tosse leggera, dolori muscolari o qualche linea di febbre).

A questo punto mi chiedo e vi chiedo: abbiamo proprio bisogno di un vaccino per tornare alla normalità? Non sarebbe meglio che il governo ci consigliasse di assumere lattoferrina e quercetina per evitare di contagiarci, piuttosto che obbligarci all’uso di mascherine di dubbia fattura ed efficacia che, oltre ad essere inutili, ci fanno pure apparire stupidi dementi?