Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sempre più nei panni di un monarca che di un presidente di una Repubblica parlamentare, tranquillizza per il momento quanti, questo vaccino anti-Covid, non vogliono farlo.
Si vedrà: se il riscontro – in termini di numero dei
vaccinati su base facoltativa – corrisponderà ad una buona percentuale della
popolazione, allora niente obbligo; in caso contrario, si valuterà l’obbligo
vaccinale.
Intanto, non si esclude il “patentino sanitario”, un
patentino di immunità per chi si è già vaccinato e chi si vaccinerà; una “patente
di libertà” per poter andare al bar, al ristorante, al cinema, al teatro; per
poter praticare sport, viaggiare, partecipare ai convegni, ecc. ecc.
Insomma, coloro che dimostreranno, attraverso il “patentino”,
di essersi vaccinati, potranno avere accesso a tutte quelle attività che
saranno invece precluse a tutti gli altri.
È il concetto di libertà di questo governo: “sei libero di
non mangiare la minestra, ma allora devi saltare dalla finestra!”.
Siamo all’introduzione del “ricatto” quale possibilità di
libertà.
Giordano Bruno e Galileo Galilei sperimentarono, con esiti
diversi, questa forma di libertà basata sul ricatto. Il primo venne arso sul
rogo nel 1600 per non aver abiurato le sue tesi; il secondo abiurò ed ebbe salva
la vita. Ad entrambi, come si vede, fu concessa la libertà di decidere!
Così posti di fronte all’obbligo vaccinale potremo scegliere
di farlo o non farlo.
Nel primo caso saremo inclusi nella lista dei buoni e
responsabili cittadini; nel secondo, in quella dei cattivi e irresponsabili
cittadini. Nel primo caso potremo tornare ad una piena vita sociale, nel
secondo saremo condannati all’esclusione sociale che anticipa e accelera la
morte civile.
D’altronde che libertà sarebbe mai quella che non implicasse
coraggio e determinazione da parte di chi intenda scegliere una cosa invece di
un’altra?
Sicuramente è molto più semplice in tali circostanze “mangiare
la minestra, piuttosto che saltare la finestra”, se non fosse che tale
atteggiamento, chiaramente in malafede, potrà poi essere assunto da chi ci “opprime”
come “consenso” e “senso di responsabilità”.
Brecht disse: “Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi”.
Bene, date le circostanze, possiamo dire di aver perso quella beatitudine: per non rinnegare quanto la nostra
intelligenza e la nostra coscienza ci indicano come sbagliato e ingiusto, abbiamo
nuovamente bisogno di eroi che, con abnegazione e straordinario coraggio, si
facciano carico della massa di codardi ipocondriaci, incapaci di valutazioni
critiche anche davanti ai dati oggettivi, e si sacrifichino per affermare una
libertà scevra dal ricatto.
In effetti disperata è la nostra condizione se per riaffermare
quella dignità umana, consacrata dalla Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani e dalla nostra Carta costituzionale, sarà necessario salire di nuovo sul patibolo di Giordano
Bruno.
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