A giudicare dalle recenti dichiarazioni di Papa Bergoglio – “La politica in questa fase non ha il diritto di rompere l’unità … È etico [fare il vaccino], io lo farò. [È] in gioco la salute, ma anche la vita tua e degli altri. Inspiegabile il negazionismo suicida” – non posso non osservare come la sua teologia narrativa si sia spostata dai tradizionali valori religiosi alla sponsorizzazione a tutto campo dell’attuale esecutivo e del vaccino anticovid-19.
Mai nella storia della Chiesa si è visto un tale supino
assenso – senza neppure un gemito – a tutte le limitazioni imposte dal governo:
lo scorso marzo, per ridurre le aggregazioni, si sono persino sospese le messe,
i funerali, i matrimoni in forma privata. Il via libera alle cerimonie
religiose è stato quindi concesso a condizioni particolarmente restrittive: distanziamento
tra fedeli ed evitamento di ogni contatto fisico; vietato lo scambio del segno
della pace, in sua vece un sorriso; acquasantiere vuote. Regole che valgono non
solo per i fedeli, ma anche per i sacerdoti. Possibile la somministrazione
della Comunione a condizione che il celebrante abbia preventivamente igienizzato
le mani.
Stento a credere che questo sia lo stesso Papa che nel 2017 pronunciò
queste parole: “Aprite i vostri cuori e abbracciate i lebbrosi del nostro tempo”,
intendendo gli uomini e le donne che vivono per le strade, nei parchi o nelle
stazioni, i disoccupati, i malati senza cure adeguate, le donne maltrattate, i
migranti, ecc. ecc.
Quello che abbracciava i lebbrosi ci ammonisce oggi che la
precauzione del distanziamento fisico è invece prevalente; se sulla strada
incontriamo uno senza mascherina è bene tenersi il più lontano possibile dal potenziale
untore. Vale la fede, ma più potente è la Scienza e la Tecnica.
Insomma, l’insegnamento di Gesù Cristo vale come favola da
raccontare ai bambini, non certo buono da praticarne l’esempio. Dove andremmo a
finire se lo mettessimo in pratica!
Ciò mi porta a rafforzare la conclusione cui sono pervenuto
da tempo: il Cristianesimo è molto più vicino all’Anarchia di quanto lo sia al
Potere istituzionalizzato. Gesù dinanzi al Sinedrio tace, il suo atteggiamento
è di ferma opposizione alle autorità costituite, per cui non accetta né di discutere,
né di discolparsi. Gesù prova ostilità nei confronti del potere; non vuole
trattare con esso per aver salva la vita; non vuole scendere a patti con esso.
Il fatto che le grandi confessioni cristiane siano
sopravvissute nei secoli non sta tanto nella magnificenza e nella gloria del
Cristo, quanto nel fatto che queste sono state sempre in complicità con i
poteri politici che si sono avvicendati nel corso dei secoli, intuendo con largo anticipo quando scendere dal
carro dello sconfitto per salire su quello del nuovo vincitore.
Ecco perché hanno ribaltato il messaggio evangelico nel suo
opposto, per renderlo gradito al potere e ammansire la massa degli umili ad
accettare con rassegnazione la tracotanza e la superbia dei potenti.
Accanto a questa religiosità farisaica esiste però una religiosità
sotterranea, molto più viva ed autentica: una sorta di chiesa invisibile che
sostiene la verità della parola di Cristo dall'esterno e dall'interno delle
stesse istituzioni religiose ufficiali, parallelamente al loro “tradimento”.
Nessun commento:
Posta un commento