martedì 19 gennaio 2021

VACCINI: NON C’È PROVA CHE FUNZIONINO!

Il British Medical Journal, in un articolo a firma Peter Doshi, ritenuto una delle voci più influenti a livello mondiale per il New York Times, mette in dubbio l’efficacia dei vaccini contro la Covid-19 prodotti dalla Pfizer e Moderna.

Questa non sarebbe del 95% come dichiarato dalle due aziende farmaceutiche, ma si collocherebbe in un più modesto range compreso tra il 19 e il 29%. Dunque, molto al di sotto della soglia di efficacia del 50% per l'autorizzazione fissata dalle autorità di regolamentazione.

Peraltro, sempre secondo il British Medical Journal, non ci sono prove sperimentali sufficienti per affermare che funzionino davvero, e non si sa neppure se una persona vaccinata, oltre a non sviluppare i sintomi del Covid, possa o meno contagiare altre persone.

C’è poi un altro problema, e consiste nel reclutamento delle persone scelte per testare il vaccino: la maggior parte di essi erano adulti sani; erano del tutto assenti proprio i soggetti più a rischio.

Così se gli anziani fragili, che rappresentano i soggetti più a rischio e che si dice muoiano in numero sproporzionato a causa della Covid-19, non figurano tra i soggetti scelti per testare l’efficacia dei vaccini, come si può affermare che proprio questa categoria trarrà i maggiori vantaggi dalla loro somministrazione?

Siamo dunque ad un colossale paradosso: proprio coloro che più di altre categorie di soggetti avrebbero bisogno di immunizzarsi, sono anche quelli più esposti agli effetti nocivi del vaccino. In Norvegia, infatti, sono stati segnalati 23 decessi a seguito del vaccino Pfizer-Biontech. Tutti i casi mortali hanno coinvolto persone di età superiore agli 80 anni e in condizioni di salute precarie.

E allora, se la somministrazione del vaccino è sconsigliato sulle persone anziane con gravi patologie (che sono proprio quelle che muoiono per aver contratto il virus), considerato che i soggetti sani, senza altre patologie, guariscono spontaneamente nel 99,99% dei casi, a cosa serve questo vaccino?

Non serve per farci tornare alla normalità, non serve per presumere benefici in termini di minori ricoveri ospedalieri e/o mortalità, non serve ai vecchi con gravi patologie in atto, non serve ai minori di 16 anni perché controindicato.

A chi serve? Senz’altro alle aziende farmaceutiche che lo producono.

Perché i mass media mainstream, che alimentano e moltiplicano il panico tra le persone, non hanno fatto parola dell’articolo apparso sul British Medical Journal, considerato una delle quattro riviste mediche più autorevoli nel campo della ricerca medica avanzata? 

Perché nonostante gli scarsi dati sull’efficacia dei vaccini, continuano a sostenere la necessità dei vaccini per garantire alti tassi di immunizzazione (la cosiddetta “immunità di gregge”)?

Stando all’evidenza dei fatti, si può ancora considerare un dovere sociale del singolo nei confronti della comunità assumere un vaccino la cui efficacia è dubbia e i cui rischi a medio e lungo termine sono del tutto ignoti?

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