domenica 25 settembre 2016

LA LEGGE DEL PIU' FORTE

Non possiamo non accorgerci che dalla caduta del “Muro di Berlino” il diritto è stato ed è tuttora utilizzato per amministrare, sanzionare e soprattutto giustificare la conquista e il saccheggio occidentale nei riguardi delle popolazioni deboli. Il regime di legalità, così come è andato costituendosi, appare sempre più un progetto di dominazione del più forte nei confronti del più debole, in nome del quale, tramite diverse strategie culturali, si giustificano guerre, invasioni altrimenti non giustificabili.

L’aspetto più deleterio è che in questo modo davanti agli occhi delle popolazioni occidentali, quello che è un chiaro progetto di dominazione viene mascherato dalla retorica della legalità, persuadendoli altresì della benevolenza dei predoni contro la barbarie del fondamentalismo islamico.

Senza alcun pudore si è raccontato e si continua a raccontare che l’invasione dell’Iraq, dell’Afghanistan e quello che ne è seguito sono state azioni tese ad esportare la democrazia e la legalità, mentre in realtà si è soltanto esportato il regime imposto dalle multinazionali a difesa dei propri interessi in quei territori, legittimando in questo modo la legge del più forte come nella celebre favola di Fedro del lupo e dell'agnello che si abbeverano allo stesso torrente.


Dopo aver reso gli uomini vuoti, impagliati dal lerciume consumistico, si è piegato il regime di legalità alla logica del pensiero secondo il quale è giusto proteggere una distribuzione diseguale della ricchezza piuttosto che decidere di redistribuirle in maniera più equa. Con abili tecniche giuridiche ci hanno convinto che la “predazione” che sta alla base delle enormi ricchezze sono il frutto del lavoro dell’uomo e non della sua rapina. 

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