Molto spesso gli italiani si lamentano del fatto che i
nostri rappresentanti rispondano solo alle lobby e non guardino più in là del
successivo confronto elettorale. Li accusano di populismo, demagogia e invocano
un leader illuminato che parli chiaro, faccia riforme, anche impopolari, guardi
al lungo termine e al bene comune della nazione. Eppure, al momento delle
elezioni o dei referendum dimenticano tutto e continuano a difenderli sulla
base di riflessioni più dettate dal “tifo politico” che non dalla ragione. Non
tengono in alcun conto che i politici, di ogni colore e provenienza, fanno
affidamento proprio su queste loro caratteristiche per riproporsi e riproporre
sempre le stesse soluzioni e gli stessi scenari, senza che in questo nostro
Paese cambi veramente qualcosa in positivo.
Perché accade questo? Perché la maggior parte degli italiani
sono indolenti e pigri sulle questioni della politica. Mettono più cura nel
comprare un nuovo paio di jeans. Se scelgono un elettrodomestico non si fermano
dal primo negoziante; confrontano prezzi e qualità. In un negozio di scarpe,
non si limitano a comprare il primo paio che balza ai loro occhi: ne provano
diverse paia, si guardano allo specchio come stanno e poi, data un’occhiata al
prezzo, decidono se effettuare l’acquisto oppure no. Dedicano più tempo a scegliere
le proprie vacanze – guardano le offerte, comparano i prezzi di pacchetti turistici,
le combinazioni volo, gli hotel – che non a decidere chi dovrà governarci.
Così che quando giungono le elezioni – privi di ogni
conoscenza, per effettuare una scelta razionale – si affidano emotivamente e
ciecamente al primo che promette di risolvere i loro problemi, perché gli italiani
(la maggior parte) sono da sempre costantemente alla ricerca di un Messia: Mussolini,
Berlusconi, Renzi, Grillo, Salvini. Senza tenere in alcun conto che l’unica
vera soluzione agli incapaci e ai corrotti che ci governano non è affidarsi a
questo o a quello ma soppesare, valutare con attenzione ogni provvedimento che
i nostri governanti prendono non solo sul breve periodo ma anche sul lungo e
non soltanto per le conseguenze che ha per alcuni gruppi di persone, ma per
tutti.
Questo richiede impegno e studio. Se non impareranno a farlo, non basterà tacciare di imbecillità coloro che, dopo essere stati eletti, continuano a raccontarci favole per fare biecamente i
propri interessi a danno dell'intera collettività.
Gli imbecilli sono quanti li hanno votati, pensando che basti un tratto di penna su una scheda per far funzionare una democrazia!
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