venerdì 22 gennaio 2021

GIORNALISTI “GIORNALISTI” E GIORNALISTI “IMPIEGATI”

Nel film “Fortapasc” il regista Marco Risi racconta la storia del giornalista Giancarlo Siani, ucciso sotto casa a soli 26 anni, nel 1985, da dieci colpi di pistola. 

Giancarlo Siani lavorava per il quotidiano “Il Mattino”. Fu ammazzato dalla camorra a causa delle sue inchieste, che mettevano in luce i perversi rapporti tra politica e camorra negli appalti per la ricostruzione post-terremoto dell’Irpinia del 1980. 

Il film analizza gli ultimi quattro mesi della sua vita.

Quando il giovane giornalista, che lavora nella redazione locale de “Il Mattino” a Torre Annunziata, comincia ad occuparsi degli omicidi di camorra, il caporedattore Sasà, infastidito dai suoi articoli, gli fa presente che esistono due categorie di giornalisti: i giornalisti “giornalisti” e i giornalisti “impiegati” e «Questo non è un paese per i giornalisti “giornalisti”, ma per i giornalisti “impiegati”».

Bene, l’articolo che segnalo è un tipico esempio di informazione addomesticata, utile al potere ma poco utile al cittadino. 

Giornalisti “impiegati” che rinunciano all’importante ruolo civico di denuncia e di garanti della libertà e della democrazia, nell’interesse dei cittadini e del loro diritto ad essere informati.

Per Laura Cuppini, “Tutto va ben, Madama la Marchesa … va tutto ben, va tutto ben”:

Il vaccino Pfizer e i lotti con minor quantità di mRna «integro»


martedì 19 gennaio 2021

VACCINI: NON C’È PROVA CHE FUNZIONINO!

Il British Medical Journal, in un articolo a firma Peter Doshi, ritenuto una delle voci più influenti a livello mondiale per il New York Times, mette in dubbio l’efficacia dei vaccini contro la Covid-19 prodotti dalla Pfizer e Moderna.

Questa non sarebbe del 95% come dichiarato dalle due aziende farmaceutiche, ma si collocherebbe in un più modesto range compreso tra il 19 e il 29%. Dunque, molto al di sotto della soglia di efficacia del 50% per l'autorizzazione fissata dalle autorità di regolamentazione.

Peraltro, sempre secondo il British Medical Journal, non ci sono prove sperimentali sufficienti per affermare che funzionino davvero, e non si sa neppure se una persona vaccinata, oltre a non sviluppare i sintomi del Covid, possa o meno contagiare altre persone.

C’è poi un altro problema, e consiste nel reclutamento delle persone scelte per testare il vaccino: la maggior parte di essi erano adulti sani; erano del tutto assenti proprio i soggetti più a rischio.

Così se gli anziani fragili, che rappresentano i soggetti più a rischio e che si dice muoiano in numero sproporzionato a causa della Covid-19, non figurano tra i soggetti scelti per testare l’efficacia dei vaccini, come si può affermare che proprio questa categoria trarrà i maggiori vantaggi dalla loro somministrazione?

Siamo dunque ad un colossale paradosso: proprio coloro che più di altre categorie di soggetti avrebbero bisogno di immunizzarsi, sono anche quelli più esposti agli effetti nocivi del vaccino. In Norvegia, infatti, sono stati segnalati 23 decessi a seguito del vaccino Pfizer-Biontech. Tutti i casi mortali hanno coinvolto persone di età superiore agli 80 anni e in condizioni di salute precarie.

E allora, se la somministrazione del vaccino è sconsigliato sulle persone anziane con gravi patologie (che sono proprio quelle che muoiono per aver contratto il virus), considerato che i soggetti sani, senza altre patologie, guariscono spontaneamente nel 99,99% dei casi, a cosa serve questo vaccino?

Non serve per farci tornare alla normalità, non serve per presumere benefici in termini di minori ricoveri ospedalieri e/o mortalità, non serve ai vecchi con gravi patologie in atto, non serve ai minori di 16 anni perché controindicato.

A chi serve? Senz’altro alle aziende farmaceutiche che lo producono.

Perché i mass media mainstream, che alimentano e moltiplicano il panico tra le persone, non hanno fatto parola dell’articolo apparso sul British Medical Journal, considerato una delle quattro riviste mediche più autorevoli nel campo della ricerca medica avanzata? 

Perché nonostante gli scarsi dati sull’efficacia dei vaccini, continuano a sostenere la necessità dei vaccini per garantire alti tassi di immunizzazione (la cosiddetta “immunità di gregge”)?

Stando all’evidenza dei fatti, si può ancora considerare un dovere sociale del singolo nei confronti della comunità assumere un vaccino la cui efficacia è dubbia e i cui rischi a medio e lungo termine sono del tutto ignoti?

sabato 16 gennaio 2021

AI TEMPI DEL COVID NEPPURE LA DIGNITÀ DELLA MORTE

Credo che la dignità sia l’attributo fondamentale della vita umana, perché da essa scaturisce ogni diritto dell’essere umano. Lo afferma la Dichiarazione di Vienna del 1993: “tutti i diritti umani derivano dalla dignità e dal valore inerente della persona umana […]; la persona umana è il soggetto centrale dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.

Privato della sua dignità, dell’uomo non resta che l’essere oggetto tra gli oggetti, cosa tra le cose.

Si può dare una definizione della dignità?

Credo che non la si possa definire, perché non si dà definizione del “sacro”. Il sacro abita la dimensione dell’ineffabile, dell’indicibile, dell’inesprimibile, dell’indescrivibile. È il luogo in cui le parole cedono al mistero della natura e alla sua contemplazione.

C'è per questo in ogni essere vivente qualcosa di sacro, che non è questo o quell’essere vivente in particolare, ma l’immenso mistero della vita, della natura, che racchiude in sé. Ne è il fondamento ontologico, l’essenza, come del frutto il suo sapore.

Gesù apostrofando i farisei dice loro: “Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro?”. Così è la nuda vita proclamata come sacra che la rende degna d’essere vissuta. E da questa sua dignità che discendono poi i diritti umani, che altro non sono che attori della dignità, in quanto la pongono in atto, la concretano nell’agire quotidiano, la rivelano plasticamente.

Fin quando la dignità è preservata in tale status di indefinibilità universale, ma non di indeterminatezza, l’uomo può reclamare il suo diritto all’esistenza, alla verità, all’autodeterminazione, alla libertà. Rinunciare a tutto questo, sia pure in nome di un illusorio desiderio di sicurezza indotto, è rinunciare alla propria dignità, alla propria sacralità e, infine, alla propria vita.

Alla dignità lacerata, alla dignità perduta non c’è rimedio, non c’è salvezza.

Dall’inizio della pandemia, ai tanti anziani isolati dai propri familiari, reclusi come detenuti negli ospedali, nelle Rsa, non resta neppure la dignità del morire. Perché ormai nella maggioranza dei casi negli ospedali si muore senza che nessuno dei parenti possa entrare in reparto per tenere la mano, accarezzare il volto della mamma, del babbo o di un fratello sfiniti dalla malattia e prossimi ad andarsene per sempre.

Poi il cadavere avvolto in un sacco viene restituito ai familiari per la sepoltura!

Quando una società tratta i più fragili, i più deboli, in questo modo, il sentimento dell’uomo fornito di dignità non può non sentirsi offeso.

 

lunedì 11 gennaio 2021

IL NUOVO RUOLO DI PAPA BERGOGLIO: SPONSOR DEL GOVERNO E DEL VACCINO

 A giudicare dalle recenti dichiarazioni di Papa Bergoglio – “La politica in questa fase non ha il diritto di rompere l’unità … È etico [fare il vaccino], io lo farò. [È] in gioco la salute, ma anche la vita tua e degli altri. Inspiegabile il negazionismo suicida” – non posso non osservare come la sua teologia narrativa si sia spostata dai tradizionali valori religiosi alla sponsorizzazione a tutto campo dell’attuale esecutivo e del vaccino anticovid-19.

Mai nella storia della Chiesa si è visto un tale supino assenso – senza neppure un gemito – a tutte le limitazioni imposte dal governo: lo scorso marzo, per ridurre le aggregazioni, si sono persino sospese le messe, i funerali, i matrimoni in forma privata. Il via libera alle cerimonie religiose è stato quindi concesso a condizioni particolarmente restrittive: distanziamento tra fedeli ed evitamento di ogni contatto fisico; vietato lo scambio del segno della pace, in sua vece un sorriso; acquasantiere vuote. Regole che valgono non solo per i fedeli, ma anche per i sacerdoti. Possibile la somministrazione della Comunione a condizione che il celebrante abbia preventivamente igienizzato le mani.

Stento a credere che questo sia lo stesso Papa che nel 2017 pronunciò queste parole: “Aprite i vostri cuori e abbracciate i lebbrosi del nostro tempo”, intendendo gli uomini e le donne che vivono per le strade, nei parchi o nelle stazioni, i disoccupati, i malati senza cure adeguate, le donne maltrattate, i migranti, ecc. ecc.

Quello che abbracciava i lebbrosi ci ammonisce oggi che la precauzione del distanziamento fisico è invece prevalente; se sulla strada incontriamo uno senza mascherina è bene tenersi il più lontano possibile dal potenziale untore. Vale la fede, ma più potente è la Scienza e la Tecnica.

Insomma, l’insegnamento di Gesù Cristo vale come favola da raccontare ai bambini, non certo buono da praticarne l’esempio. Dove andremmo a finire se lo mettessimo in pratica!

Ciò mi porta a rafforzare la conclusione cui sono pervenuto da tempo: il Cristianesimo è molto più vicino all’Anarchia di quanto lo sia al Potere istituzionalizzato. Gesù dinanzi al Sinedrio tace, il suo atteggiamento è di ferma opposizione alle autorità costituite, per cui non accetta né di discutere, né di discolparsi. Gesù prova ostilità nei confronti del potere; non vuole trattare con esso per aver salva la vita; non vuole scendere a patti con esso.

Il fatto che le grandi confessioni cristiane siano sopravvissute nei secoli non sta tanto nella magnificenza e nella gloria del Cristo, quanto nel fatto che queste sono state sempre in complicità con i poteri politici che si sono avvicendati nel corso dei secoli, intuendo con largo anticipo quando scendere dal carro dello sconfitto per salire su quello del nuovo vincitore.

Ecco perché hanno ribaltato il messaggio evangelico nel suo opposto, per renderlo gradito al potere e ammansire la massa degli umili ad accettare con rassegnazione la tracotanza e la superbia dei potenti.

Accanto a questa religiosità farisaica esiste però una religiosità sotterranea, molto più viva ed autentica: una sorta di chiesa invisibile che sostiene la verità della parola di Cristo dall'esterno e dall'interno delle stesse istituzioni religiose ufficiali, parallelamente al loro “tradimento”.

mercoledì 6 gennaio 2021

MA NON SAREBBE STATO PIÙ GIUSTO PARLARE DI DISTANZA FISICA?

Uno dei concetti che resterà indissolubilmente legato a questa lunga, estenuante lotta contro il CoVid19 sarà quello di “distanza sociale”.

Sarebbe stato più appropriato parlare di “distanza fisica”. E questa sorta di metonimia tradisce – a mio parere – il vero fine che si prefiggono le misure restrittive sin qui adottate.

L'obiettivo dichiarato di questa sorta di distanziamento è quello di ridurre la probabilità di contatto tra le persone per ridurre al minimo la trasmissione della malattia, ma io credo – probabilmente a torto, e voglio sperarlo – che rientri nelle strategie delle teorie liberiste elaborate da Milton Friedman e dalla sua Scuola di Chicago: approfitta di uno shock causato da un evento contingente per attuare poi quelle trasformazioni che con il consenso popolare sarebbe stato assai difficile realizzare; crea nella popolazione un senso continuo d’insicurezza e di stress psicologico, e vedrai che qualsiasi decisione politica ed economica inaccettabile diventerà – come per magia – accettabile.

Questa pandemia non è più pericolosa delle altre che l’hanno preceduta: influenza asiatica del 1957; influenza di Hong Kong del 1968; influenza suina del 2009.

L’unica differenza, rispetto a quella attuale da Covid-19, è che sono arrivate e passate senza il clamore mediatico riservato invece a quest’ultima.

Insomma, il virus c’è: ma senza la fanfara mediatica, la propaganda da cinegiornali Luce, la scenografia ridicola delle mascherine anche all’aperto, i lockdown, le reclusioni in casa, avremmo vissuto questa pandemia né più né meno come abbiamo vissuto le precedenti.

Il panico, con la formula del nemico invisibile, ha innescato la proliferazione del virus e non viceversa.

È stato quindi facile convincere milioni, miliardi di persone ad accettare un insieme di strategie, destinate non a passare, come molti credono, ma ahimè a divenire il nuovo modo stabile di unire gli individui tra loro nella società che si sta allestendo per accogliere l’avvento della quarta rivoluzione industriale.

Fedele al motto gramsciano (“pessimismo dell'intelligenza e ottimismo della volontà”), dico in conclusione che la mia unica speranza (“solo la Provvidenza a questo punto potrà salvarci”) è che la tempesta che ha distrutto i fiori non abbia anche distrutto i semi. E che si reimpari “ad avere fiducia negli altri”.

Ma questo non accadrà senza una presa di consapevolezza della popolazione. E, soprattutto, con la conquista da parte delle masse del coraggio sulla paura.

La paura è da sempre l’arma più potente nelle mani degli “oppressori”!

 

lunedì 4 gennaio 2021

SIAMO PROPRIO IN PRESENZA DI UN’EMERGENZA TALE DA IMPORRE L’OBBLIGO VACCINALE?

L’art. 32 della Costituzione recita:
«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge».

La Costituzione dunque declina la salute come un diritto che ha una duplice natura: da una parte la  libertà del singolo su scelte che riguardano il proprio corpo, secondo la regola generale del divieto di trattamenti sanitari obbligatori (contra voluntatem); dall’altra, l’interesse a tutelare la salute altrui a non subire le conseguenze dei contagi.

La domanda che ci si deve porre è pertanto: la situazione epidemiologica in atto e la minaccia che ne promana per la salute individuale e collettiva è veramente tale da giustificare l’imposizione obbligatoria del vaccino o, piuttosto, siamo in presenza di una vera e propria invadenza dei poteri pubblici nella sfera di determinazione del singolo individuo?

Non c’è dubbio che l’indefettibile interesse della collettività prevalga su quello dell’individuo, secondo il principio che la salvezza di molti giustifica pure il sacrificio di pochi. Ma poiché di scelta tragica del diritto si tratta (sacrificio di pochi per la salvezza di molti), la legge deve rispondere almeno ad un criterio di proporzionalità rispetto alla condizione di pericolo esterno.

Allo stato dell’arte, cosa sappiamo della veloce diffusione del virus SARS-CoV-2?

Dai dati epidemiologici emerge incontrovertibilmente che l’infezione nell’81% dei casi è asintomatica o paucisintomatica (sintomi di lieve entità), nel 14% di casi si manifesta con sintomi simili a quelli dell'influenza (febbre, tosse, mal di gola, mal di testa, naso che cola, debolezza, affaticamento e dolore muscolare), nel restante 5% si presenta in maniera seria e grave (con polmonite, insufficienza respiratoria, sepsi e shock settico, che possono portare anche alla morte).

Ad oggi, le caratteristiche dei 63.573 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 in Italia sono: nel 66,1% soggetti con tre o più patologie gravi in atto; nel 18,4% soggetti con almeno due patologie gravi in atto; nel 12,4% soggetti con una concomitante patologia grave in atto; solo nel 3,1% dei casi ci sono stati decessi francamente associati alla Covid-19.

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è di 80 anni, pressappoco nella fascia di età corrispondente all’aspettativa di vita in Italia. 

I pazienti deceduti positivi al SARS-CoV-2 di età inferiore ai 50 anni rappresentano l’1,2% del totale; nella maggioranza dei casi presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità).

Ad oggi, il tasso di mortalità della Covid-19 è dello 0,11%; quello dell’influenza stagionale dello 0,10%.

Nella fascia di età compresa tra 0 e 39 anni, non si è registrato alcun decesso da SARS-CoV-2 ; a causa dell’influenza stagionale del 2018 11 bambini sotto i 14 anni sono morti. 

In generale, l’influenza colpisce maggiormente le età pediatriche più di quanto faccia la Covid-19.

Domando: è questa un’emergenza tale da imporre il via alla vaccinazione di massa?


domenica 3 gennaio 2021

CRISANTI, CAMPIONE DI COERENZA

Il noto virologo Crisanti che aveva lanciato l’allarme sulla rapidità con la quale i vaccini anti-Covid erano stati prodotti –“Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni perché un vaccino sia opportunamente testato e soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia” – ha cambiato idea.

Ecco dunque un altro campione di coerenza: “Non sono mai stato contrario … aspettavo il conforto di avere informazioni scientifiche”.

Come San Paolo folgorato sulla via di Damasco, Crisanti è stato improvvisamente illuminato sulla sicurezza dei vaccini. E, come San Paolo, vuole testimoniare Urbi et Orbi questa sua ritrovata consapevolezza e fiducia, con la benedizione dei colossi di Big Pharma.

Così Crisanti, come il Duce che trebbia il grano, si fa riprendere in diretta Facebook nell’Azienda Ospedaliera di Padova mentre si sottopone all’iniezione del vaccino.

Se non è propaganda da Istituto Nazionale Luce durante il ventennio fascista, mi si dica cos’è?

Da quando è iniziata questa storia del Covid la demagogia fascio-populista è roba da far venire la nausea.