Non stiamo vivendo solo una crisi economica, ma anche e
soprattutto una crisi della società e della politica così come le abbiamo
concepite sino alla caduta del Muro di Berlino.
Prima di allora pensavamo che
compito della politica fosse principalmente quello di realizzare e garantire
diritti essenziali quali l’assistenza sanitaria, l’istruzione, forme di
indennità e sussidi in caso di bisogno o di stato di povertà, difesa
dell'ambiente naturale.
Oggi, il dibattito pubblico è dominato quasi esclusivamente
dalle questioni economiche e finanziarie (imprese, banche, debito pubblico),
che mettono in ombra tutte le altre. Sta di fatto che la politica ha
dimenticato la società.
Imponendo l’unica pratica dell’austerità di bilancio, gli eurocrati stanno
frantumando quel sogno di Europa scaturito dal manifesto di Ventotene, scritto
da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Ursula Hirschmann tra il 1941 ed il 1944.
La tragicità sta nel fatto che per superare l’attuale crisi europea
avremmo bisogno proprio di quell’etica sociale della libertà e dell'uguaglianza
preconizzata dai firmatari del manifesto di Ventotene e, tuttavia, è grottesco
e assurdo che si insista, in termini di frustrazione e di spreco sociale ed
economico, lungo una via che trova sempre meno consenso e alimenta
pericolosamente sentimenti antieuropeisti.
Di fronte a queste evidenze, semplici e certe, il buon senso
vorrebbe che ci si ravveda e si cambi rotta. Ma i politici e i tecnocrati sembrano
non essersene resi conto e mantengono la rotta della perdizione europea.
Per
stupidità o per calcolo?
Difficile rispondere. Una cosa però è certa: la crisi
dell’Europa diventa sempre più grave e se continua così il fallimento dell’euro
e dell’Unione Europea è dietro l’angolo. Questa Europa ha tradito i suoi Popoli.
Nata dall’agonia
della guerra e come risposta all’orrore dell’Olocausto, questa Europa rinnova oggi un nuovo crimine immolando la democrazia alla dittatura della classe finanziaria, che tiene in
mano la corda con cui la società europea viene lentamente strangolata.
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