Un popolo ignorante è un popolo facile da ingannare
(Ernesto Che Guevara)
Giornali, radio e televisioni mainstream decantano i prodigi
dei vaccini anti-Covid, presentandoli all’opinione pubblica – francamente lobotomizzata,
e forse anche contenta di nutrirsi di false illusioni – come il miracolo della
medicina moderna. Ma nessuna parola sui rapporti incestuosi tra fondazioni,
banche, Big Pharma – il cartello che riunisce in sé tutte le più grandi
multinazionali del farmaco – OMS, ecc. ecc., che sono davvero perversi.
Dovrebbe essere noto – anche ai più mentecatti della Terra –
che tutte le potentissime lobby finanziarie ed economiche non hanno come scopo quello
di aiutare il prossimo, ma quello di fare profitti; l’uomo nella società
capitalistica non è un fine ma un mezzo.
Ora, poiché nessun genitore dotata di intelletto affiderebbe
il proprio figlio alla cura di uno psicopatico, non è altrettanto chiaro come
possano consentire a governati e intellettuali organici prezzolati dalle
potentissime lobby di menarci alla disgrazia. Con piccoli, impercettibili
cambiamenti, ci stanno portando ad accettare l’inaccettabile.
Poche tessere mancano al mosaico, ma il quadro è ormai
chiaro. Non passerà molto tempo prima che gli uomini si accorgeranno dell’enorme
sciagura in cui si sono cacciati a causa della loro ignavia: affidare il
monopolio della salute a uomini assetati di potere e denaro, ci renderà tutti “malati
cronici”.
Che interesse avrebbero, infatti, le grandi multinazionali
del farmaco a produrre un farmaco a basso costo che fosse realmente efficace e
guarisse in modo definitivo il malato?
Una tale scelta non si rivelerebbe affatto un buon
investimento.
La pandemia – o meglio le pandemie, dal momento che Ursula
von der Leyen ci avverte: “ci saranno altre pandemie in futuro” – e i vaccini
sono un ottimo investimento per le multinazionali del farmaco: ricevono fondi
pubblici per le ricerche, ma i brevetti restano nelle loro mani, decidono il
prezzo delle dosi e, cosa più importante, possono essere somministrati sia ai
malati che ai sani.