giovedì 12 agosto 2021

MA COME, CON TUTTE LE LIBERTÀ CHE AVETE… VOLETE ANCHE LA LIBERTÀ DI PENSARE?

Io non capisco proprio il motivo per il quale, tutti quelli che hanno sposato il pensiero unico ampiamente accettato della narrazione pandemica del Covid-19, si sentano poi anche autorizzati ad offendere coloro che hanno una visione diversa dalla loro, tacciandoli di complottisti e negazionisti.

Cominciamo dal termine “complottista”, spesso appiccicato a quanti dissentono dalla narrazione ufficiale propinata dai mass media mainstream e dai governi. Che molti accadimenti storici siano stati preceduti da trame e complotti occulti è un fatto che nessuno, intellettualmente onesto, può negare.

Il 20 gennaio 1942, quindici tra i maggiori funzionari del Partito Nazista e del Governo tedesco si riunirono segretamente in una villa sulla riva del lago Großer Wannsee nella periferia a sud di Berlino, per decidere del destino di milioni di ebrei.

L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, commesso a Dallas (Texas) il 22 novembre 1963, dalla dinamica della sparatoria e dai personaggi coinvolti, fu il risultato di una cospirazione, salvo credere alla strampalata teoria della “pallottola magica”, fatta propria dalla commissione Warren, che identificò in Lee Harvey Oswald l'unico responsabile.

Il presunto attacco nordvietnamita del 1964 contro la US Navy nel Golfo del Tonchino fu l’esito di un complotto che servì a Johnson per convincere il Congresso ad approvare l’impiego delle forze armate nel Vietnam del Nord.

E, restando in Italia, cosa furono le stragi di piazza Fontana, piazza della Loggia a Brescia, stazione di Bologna, ecc., se non complotti orchestrati da pezzi deviati dello Stato per impedire che l’accelerazione dei processi di consapevolezza delle masse lavoratrici, organizzate come non mai nella storia, portassero al governo la sinistra (non quella di oggi, pappa e ciccia con i postulatori del neoliberismo), considerata un pericolo sia perché giudicata portatrice di politiche contrarie agli interessi americani, sia perché rappresentante di masse popolari non ancora integrate nello Stato?

La lista dei complotti è lunga, e richiederebbe ben altro spazio e tempo. Ma i casi elencati rappresentano emblematicamente che se complotti nella storia ci sono stati, allora definire complottisti quelli che, ponendosi legittime domande, tentano d’interpretare i retroscena proprio per impedire – nel limite del possibile – che i complotti abbiano successo, è fuorviante. In questi casi, complottisti, o cospirazionisti, al contrario, sono quelli che i complotti li mettono in atto, per deviare il corso della storia nella direzione a loro più congeniale.

Negazionista è colui che assume ideologicamente posizioni negazioniste, nonostante l’evidenza dei fatti. Coloro che dissentono dalla verità ufficiale divulgata dai governi e dai mass media mainstream, che fanno da grancassa, sono per definizione e ipso facto “negazionisti”. Dunque, non i fatti e la capacità di interpretarli logicamente rappresentano la via sicura per accedere alla verità, quanto la verità proclamata dallo Stato che ha il monopolio della verità, che si pretende oggettiva e assoluta. Pertanto, la verità dello Stato, anche fosse una grande Bugia, è la Verità. Chiunque osi dubitarne o metterla in discussione è un folle. Parafrasando Umberto Galimberti, se io vedo una camicia blu ma lo Stato mi dice che è bianca, non devo dubitare che essa è bianca. Continuare ad affermare che è blu, fa di me un folle!

Dunque, pensare che la realtà sia qualcosa di oggettivo ed evidente fa di me un negazionista, e quindi un folle. Se quel qualcosa di esterno, con una sua esistenza autonoma che si offre ai miei sensi e al mio intelletto, non è in accordo con la verità assoluta di cui lo Stato è unico depositario, allora quel qualcosa “non è reale”, e il mio ostinarmi a considerarla reale fa di me un negazionista, e quindi un folle!

Insomma, se io constato, sulla base di prove e documenti, che proprio laddove più intensa ed efficace è stata la campagna vaccinale si assiste ad una recrudescenza dei casi di Covid, e da ciò ne deduco che i vaccini non servono ad arrestare, o almeno arginare, l’epidemia, devo rinunciare a ciò cui la logica mi fa pervenire e abbracciare l’unica verità ammissibile: quella dettata dalle autorità governative! Nel caso contrario sono un negazionista, e quindi un folle!

Dobbiamo così concludere che ragionare in modo corretto per comprendere e giungere alla verità delle cose è una forma di ostinazione arrogante, quando basta semplicemente accordarsi con la verità del leviatano tecno-sanitario: “Ma come, con tutte le libertà che avete… volete anche la libertà di pensare?” (G. Gaber).

martedì 15 giugno 2021

TU IS MEGL CHE UAN

 All’inizio gli esperti sapientoni di "regime" minimizzarono il nuovo coronavirus: ci dissero che era solo un'influenza! Nicola Zingaretti, l'ex segretario del Pd, sfidando il panico che si era diffuso a causa del Coronavirus, organizzò a Milano un apericena, lanciando la parola d’ordine: NORMALITÀ. “Bisogna isolare i focolai ma non bisogna distruggere la vita o diffondere il panico”.  

All’improvviso dopo il primo tampone positivo di un caso di Covid-19 a Codogno, la catastrofe: eravamo in piena emergenza. 

In nome della salute pubblica, diritti costituzionali e libertà furono compressi, quando non sospesi. Milioni di persone furono confinate nelle loro case; centinaia di migliaia di attività commerciali costrette alla chiusura; quarantene odiose, prolungate e assurde, per quanti fossero risultati positivi al tampone; file chilometriche e lente davanti ai supermercati per evitare assembramenti. E giunta la sera, il puntuale bollettino degli infetti, dei guariti e dei morti, diramato dalla Protezione civile. Quindi, per accrescere ulteriormente il panico tra la gente, le notizie divulgate dai mass media mainstream sull’epidemia si caricarono di macabri dettagli. 

Chi non ricorda la colonna di 70 mezzi dell’esercito che, carichi di bare, sfilarono per le strade di Bergamo?

Autentiche operazione di "ingegneria sociale" per diffondere paura e costringere la popolazione a concedere un assegno in bianco a un branco di avvoltoi che, con la scusa di preservare la vita umana, stanno effettivamente portando l'umanità intera ad una pandemia di miseria e carestia. Condizione necessaria per attuare il disegno del “Great Reset”.

Improvvisamente, nell’arco di pochi giorni, ci trovammo nel totalitarismo più abbietto e crudele con la scusa che era necessario salvare vite.

Le mascherine, che quando scarseggiavano non erano – secondo gli esperti sapientoni di regime – necessarie per chi non fosse operatore sanitario o ammalato, divennero – dopo il patto siglato tra Giuseppe Conte e John Elkann – obbligatorie per tutti, non solo negli ambienti chiusi ma anche all’aperto. 

Non importava che rispettassero certi requisiti, l’importante era che ognuno coprisse bocca e naso; piuttosto che niente andava bene anche una sciarpa o un foulard.

È trascorso oltre un anno dall’inizio dell’epidemia, e la vita dei cittadini non sembra migliorata né sul piano fisico, né su quello psicologico, né su quello economico. 

Chi ha beneficiato di questo disastro? Quella dei governanti e dell’1% della popolazione mondiale: hanno molto più potere e molta più ricchezza.

I dati e i grafici impietosi svelano le bugie e gli inganni: la pandemia poteva essere gestita in tutt’altro modo e con meno danni. Alla luce di quei dati e di quei grafici c'è da chiedersi: hanno davvero cercato di prevenire la diffusione di questa malattia? C'è stata una gestione intenzionale o negligente? 

Sono domande che una persona intelligente si pone.

Uno ad uno i tasselli dell’inganno e della menzogna stanno cadendo. Sappiamo oggi che questo virus non è naturale, come hanno voluto farci credere, bollando di complottisti coloro che sostenevano il contrario.

Questo virus è stato prodotto in laboratorio. 

Due scienziati – l'oncologo britannico Angus Dalgleish e il virologo norvegese Birger Sørensen – non hanno dubbi: il coronavirus è nato in laboratorio "oltre ogni ragionevole dubbio".

Come se non bastasse la già alta montagna di menzogne, Palù – presidente dell’AIFA – se ne esce con un’altra boutade: “Due vaccini diversi stimolano meglio il sistema immunitario”. Ricordando la pubblicità del Maxibon: “tu is megl che uan”!

Quali sono i dati e le evidenze scientifiche che due diverse dosi di vaccino mRna proteggano da varianti? Forse che la proteina Spike prodotta da Astrazeneca è più brutta di quella prodotta da Pfizer, decisamente più carina? 

Se uno studente di medicina all’esame di immunologia dicesse stronzate simili, verrebbe cacciato fuori a pedate. 

E poi, dove sono gli studi che attestano una castroneria del genere?

Intanto però, in attesa che questi esperti sapientoni di regime cercano di capirci qualcosa sui tanti problemi che questi vaccini sollevano, continuano impunemente a fare le prove sulla nostra pelle, somministrandoceli!


domenica 13 giugno 2021

PUNTO PER PUNTO LE OBIEZIONI AI VACCINI ANTI COVID-19

Secondo la mia personale convinzione, da parte di chi rifiuta il vaccino non c’è nessuna “feroce e scomposta opposizione”, ma solo il tentativo di capirne la ratio e, soprattutto, la sua reale efficacia e il profilo di sicurezza per la salute umana. 

Se chi si fa il vaccino deve esporsi alla roulette russa di beccarsi un ictus, che potrebbe avere come conseguenza, nella migliore delle ipotesi, un’invalidità permanente per il resto della sua vita o, nella peggiore, la morte, il gioco non vale la candela specialmente nella fascia giovanile che, nel malaugurato caso contragga il virus, se femmina ha un tasso di sopravvivenza del 99,77% e se maschio del 99,65%.

Porsi delle domande è proprio delle persone intelligenti, il contrario è invece proprio degli idioti, cui si può far credere che gli asini – stravolgendo le leggi della fisica – possono anche volare!

Cercherò di elencare punto per punto le obiezioni al vaccino anti Covid-19, ovvero perché una parte sia pure minoritaria della popolazione non vuole farselo somministrare, di contro a quei medici di regime che vorrebbero imporlo “erga omnes” anche per legge.

Definisco “medici di regime” tutti quei virologi, epidemiologi, medici, che propendono per il pensiero unico dominante, e che da bravi cortigiani s’incaricano di ammansire il popolo perché faccia quello che il padrone vuole.

I medici di regime sostengono che si sa benissimo cosa c’è dentro i vaccini, ed escludono in modo categorico che vi siano metalli pesanti e “altre cagate del genere”. Loro lo sanno però come lo so anch’io, perché hanno letto il bugiardino predisposto dalle Case farmaceutiche che hanno preparato i vaccini. La loro conoscenza deriva dunque da un atto di fiducia nei confronti dei produttori: nessuna analisi sui vaccini è stata condotta da laboratori super partes che confermino o smentiscano la loro composizione.

Nel caso di un macellaio che dichiari che la carne da lui venduta è priva di antibiotici o OGM, ne dobbiamo concludere che la sua dichiarazione è di per sé un dato scientifico provato al di là di ogni ragionevole dubbio.

Per chiudere subito questa questione e passare all’utilizzo dei feti per produrre i vaccini, faccio allora anch’io un atto di fede, prendendo per buono quello che affermano le case farmaceutiche, e cioè che oltre alle particelle di grasso, che inglobano l’mRNA (nel caso dei vaccini Pfizer e Moderna), colesterolo, sali, saccarosio e acqua, non v’è nient’altro.

I medici di regime dicono che sono solo clamorose fake news quelle che parlano dell’utilizzo dei feti morti per realizzare i vaccini.

Ora, se i vaccini prodotti da Moderna o da Pfizer/BioNTech non ne fanno uso, lo stesso non può dirsi per quelli prodotti dalla Johnson & Johnson o AstraZeneca, per il semplice motivo che i virus non sono organismi viventi; per produrre abbastanza adenovirus, che fungano da vettori virali, è necessario coltivarli in cellule di feti umani vivi, non morti.

Non utilizzano, dunque, feti morti ma vivi!

I virus sono infatti specie specifici: la replicazione virale può avvenire solo in organi o apparati di esemplari appartenenti ad una certa specie; non si possono usare cellule animali appartenenti ad altre specie per replicare gli adenovirus destinati al trasporto del codice genetico che codifica per la proteina Spike.

A quanto pare i medici di regime sono rimasti indietro di molti secoli, sposando la teoria della generazione spontanea di Aristotele.

Secondo i medici di regime, i vaccini anti sars-Cov2 sono stati adeguatamente sperimentati. Costoro evidentemente ignorano che la sperimentazione clinica di un qualsiasi farmaco segue quattro fasi.

Come ricorda la D.ssa Loretta Bolgan, ciascuna di queste fasi deve essere esaurita in sequenzialità per accedere alla fase successiva. Si può passare alla fase successiva solo se il profilo beneficio/rischio è accettabile; in caso contrario, il progetto di sperimentazione viene abbandonato. Delle quattro fasi richieste, i vaccini anti sars-Cov2 hanno superato solo la prima; le successive tre sono state adottate in parallelo, sperimentando in fieri (cioè in corso) gli eventuali eventi avversi, e correggendoli di volta in volta.

Questa dato di fatto ci porta alla conclusione che si sta usando il mondo come un enorme laboratorio in cui la popolazione umana è trattata alla stregua di animali da sperimentazione.

I medici di regime sostengono che i vaccini ad RNA messaggero non modificano il DNA umano, e quindi sono più che sicuri: “Dire chel’mRNA (che tra l’altro ha vita molto breve) può modificare il DNA è come direche se ho un dado di carne per il brodo posso farmi la mucca in casa”. 

Sul piano teorico si può essere d’accordo per i vaccini Pfizer e Moderna. Poco d’accordo, invece, per i vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson che trasportando il plasmide, nel cui anello c’è la sequenza di mRNA che codifica per la Spike, all’interno del nucleo della cellula può – sia pure sporadicamente – integrarsi con il DNA umano.

Insomma, anche se l'incorporazione della sequenza genica dell'mRNA del vaccino nel DNA umano è estremamente improbabile, questa possibilità esiste e non può essere scartata.

C’è poi un’altra questione, non di poco conto: ad oggi non sono chiari gli effetti dei vaccini genetici sulla traduzione di RNA messaggeri della cellula ospite. È il fenomeno dell’interferenza genica: è plausibile che ad un aumento degli mRNA che codificano per la proteina Spike, corrisponda una riduzione degli mRNA cellulari, con la conseguenza di modificare l’espressione delle proteine cellulari e favorire l’insorgenza di patologie imprevedibili, come tumori, malattie degenerative, autoimmuni/infiammatorie ecc.

Ci sono poi i gravi rischi associati alla proteina Spike, che sembra da sola avere un ruolo chiave nel provocare danno all’endotelio vascolare. Due studi indipendenti, uno cinese e l’altro statunitense, sono giunti alla conclusione che la Covid-19 non è solo una malattia respiratoria, ma anche, e forse soprattutto, una malattia vascolare.

Viste le numerose problematiche in termini di sicurezza, non è quindi accettabile adottare vaccini che, sia pure potenzialmente, potrebbero esporre una larga fetta della popolazione umana a rischi ben peggiori della Covid-19.

L’obiezione che sovente muovono i medici di regime contro quelli che sono contrari al vaccino è che in fondo qualunque farmaco non è esente da effetti collaterali: anche l’aspirina può scatenare effetti imprevedibili.

Faccio fatica a credere che uomini di scienza – avvezzi al ragionamento – possano portare simili fallaci argomenti, senza scorgerne il vizio: dell’aspirina e, più in generale, dei farmaci che hanno superato le quattro fasi della sperimentazione clinica, sono almeno noti i possibili effetti collaterali, con la conseguenza che, se si dovesse presentare uno di essi, il medico sa come agire; dei vaccini – mutuati dalla recente esperienza della terapia genica, e finora usata compassionevolmente – non si sa assolutamente nulla! E quindi non si conoscono gli interventi adottare per riparare al danno.

Personalmente ritengo che, quando vi sono ragionevoli e fondati motivi per temere effetti nocivi del tutto sconosciuti, il principio di precauzione imporrebbe l’immediata sospensione della campagna vaccinale per non esporre un certo numero di soggetti a potenziali rischi che potrebbero rivelarsi ben più gravi della Covid-19.

I medici di regime ci confortano sostenendo che la copertura dei vaccini contro il sars-Cov2 è superiore al 90%. Ma questo è quello che dicono le aziende farmaceutiche produttrici.

Il British Medical Journal, dopo aver esaminato i dati grezzi, ha però concluso che non c’è prova che funzionino. Peter Doshi, editore associato dell’autorevole giornale medico internazionale, ha stimato l’efficacia del vaccino contro lo sviluppo di sintomi di covid-19 in un più modesto range compreso tra il 19% e il 29%, molto al di sotto della soglia di efficacia del 50% necessaria per l’autorizzazione fissata dalle autorità di regolamentazione.

Di questi vaccini non si sa poi neppure se conferiscono immunità: chi si vaccina potrebbe ugualmente ammalarsi di Covid-19 e contagiare gli altri; non si hanno dati certi neppure sulla durata dell’immunità. Alcuni parlano di sei mesi, altri di 8 mesi. 

Un dato però è certo: l’immunità non è per tutta la vita; è efficace entro un certo lasso di tempo e non in modo omogeneo in tutti i soggetti vaccinati. In alcuni la durata dell’immunità potrebbe essere addirittura di pochi mesi. E, infine, non è sempre efficace nei confronti delle varianti. 

Da ciò ne consegue che continuare ad andare avanti con la campagna di vaccinazione non garantirà affatto il raggiungimento della cosiddetta “immunità di gregge”.

C’è infine il rischio, secondo Luc Montagnier, virologo francese e vincitore del Premio Nobel per la Medicina 2008 per la scoperta del virus che causa l’Aids, che la vaccinazione di massa contro il virus Covid-19 porti all’emergere di varianti del virus Corona nei confronti del quale gli attuali vaccini potrebbero rivelarsi inefficaci.

Era proprio necessario l’approccio vaccinale per arrestare la diffusione del virus? 

In realtà, no: la vaccinazione contro il sars-CoV2 non è necessaria. I medici del Movimento Ippocrate dopo aver trattato 60 mila pazienti, con zero decessi tra quelli arrivati entro il quinto giorno dall’insorgenza dei sintomi, affermano che la Covid-19, se presa nei primi giorni dall’insorgenza dei sintomi: si cura e si guarisce sempre in 3-4 giorni di semplice terapia domiciliare.

Perché allora, pur davanti a tante evidenze, sono stati adottati d’imperio provvedimenti ingiustificabili e demenziali? 

I tanti che rifiutano il vaccino non lo fanno per partito preso; lo rifiutano perché non ne comprendono la ragione sul piano logico e morale.

George Orwell, autore del romanzo distopico “1984”, scrisse: “la libertà consiste nel rivelare la verità”.  Per questo io ritengo che sia diritto e dovere di ogni uomo, che voglia affermarsi libero, cercare la verità.

domenica 6 giugno 2021

LA MAGGIORANZA DEGLI OPPRESSI AMA LA PROPRIA SCHIAVITÙ

Non è casuale che nel corso dei millenni le masse, come testimonia una vastissima iconografia (il potere rappresentato come una piramide), soggiacciano per indole a strutture di potere a vocazione gerarchica. Quegli uomini che, animati da un principio egualitario e propenso alla circolarità delle relazioni sociali, hanno pure tentato di convincere gli oppressi (in assai gran numero) che gli oppressori sono solo un inganno della loro mente, solo che i primi, strappato il velo di Maya, osassero liberarsi dalle catene delle loro paure, hanno tutti – da Gesù a Che Guevara – fatto una fine straziante.

La mandria di bovini al vaccino

Il che ci porta ad una conclusione: la maggioranza degli oppressi ama la propria schiavitù; nel corso dell’evoluzione una gran parte di uomini ha introiettato la logica gerarchica degli insetti. Le centinaia di migliaia di lavoratori che, al tempo dei faraoni e dell'antico Egitto, costruivano le piramidi destinate come tombe ad un uomo solo, il faraone, non fanno forse venire alla mente un formicaio?

È l’enigma del potere, che trova espressione nel capitolo V della parte II de “I fratelli Karamazov” nel punto in cui l’Inquisitore individua nella libertà la causa del male che affligge l’umanità. Rivolgendosi a Gesù, che lo ascolta in silenzio, gli dice: «Sei venuto a portare nel mondo la libertà. Ma la libertà, per le tue creature, è solo impazienza e sofferenza. È un dono, ma avvelenato»!

Molti uomini alla vera libertà, intesa come capacità di autodeterminarsi, che presuppone un lungo lavoro di autocoscienza, preferiscono la “libertà degli schiavi”, ossia quella che il padrone concede loro.

L’Inquisitore non vuole affatto costringere con la forza gli esseri umani ad obbedire, vuole misericordiosamente dispensarli dal pensare. Sa di essere un impostore, ma sa anche che alla stragrande maggioranza degli uomini non si addice la vertigine della libertà, ma la servitù dello spirito. E quindi è pronto a farsi carico delle debolezze del “volgo”, soddisfacendo questo loro desiderio.

Egli sa che pensare per molti uomini è un’impresa, oltre che eccessiva, anche paralizzante. Il sovraccarico sarebbe eccessivo. Per muoversi con l’umile, tiepida, fanciullesca felicità, costoro devono scrollarsi di dosso il peso della libertà, troppo gravoso; supera la loro capacità di reggerlo.

Ecco perché l’Inquisitore deve imporre i lockdown, le mascherine, i tamponi, i vaccini. Egli sa che non servono a niente, ma illudendoli che tutto questo armamentario abbia una sua finalità salvifica, gli uomini moriranno almeno più felici, illusi come sono che se adotteranno tutte le regole che loro sono state imposte e i consigli che loro sono stati impartiti si salveranno!


martedì 11 maggio 2021

CIÒ CHE MI UMILIA E OFFENDE

Ciò che mi ferisce e umilia non è tanto che – da quando la pandemia da Covid-19 ha trasformato radicalmente lo scenario internazionale e la vita di tutti noi – i pochi uomini ben selezionati dall’élite, che di fatto detiene il potere mondiale, recitino la parte loro assegnata.

E da questa rappresentazione traggano poi vantaggi personali.

In un modo o nell’altro i servi del potere hanno ben il loro tornaconto.

Quello che più mi offende e umilia, in quanto appartenente al genere umano, è assistere alla docilità, al conformismo, alla passività di quanti ottusamente obbediscono all’autorità, quando avrebbero maggior vantaggio a opporvisi, reclamando diritti che non devono essere ancora conquistati ma già scritti nella Dichiarazione Universale dei diritti umani e nella nostra Costituzione. 

lunedì 10 maggio 2021

RIFLESSIONI PERSONALI SULL’IMPOSIZIONE PER LEGGE DEL VACCINO

Uno degli argomenti che sento spesso fare da coloro che giustificano l’obbligo vaccinale per legge è che la tutela della salute pubblica viene prima del diritto del singolo cittadino a non essere sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Lo Stato, per costoro, non ha solo il diritto ma anche il dovere di imporre una vaccinazione obbligatoria per fronteggiare il pericolo di eventuali epidemie; dall’altra parte, il cittadino ha il dovere di sottoporsi a questa misura di prevenzione.

Sempre secondo i fautori del vaccino anticovid, occorre tener presente che sotto l'etichetta di “diritto alla salute” vanno inclusi sia i diritti e doveri che appartengono agli individui, ma anche quelli che appartengono allo Stato, che ha il compito di tutelare in via prioritaria la salute collettiva. A questo proposito, soccorre uno dei principi fondamentali della Costituzione, previsto dall'art. 2, secondo il quale “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Dunque: poiché il contenuto e la natura giuridica del diritto alla salute non può essere coniugato solo in chiave individuale, ne consegue che sottrarsi all'obbligo vaccinale configura un venir meno al dovere inderogabile di solidarietà sociale da parte del singolo, il quale – avendo scelto di vivere in una comunità di persone – è tenuto ad assumere sopra di sé. In tale contesto, pertanto, l’intervento dello Stato non solo è moralmente giustificato ma anche richiesto, mediante imposizione per legge, al fine di garantire la salute pubblica.

Il presupposto logico-giuridico dell'imposizione di una vaccinazione obbligatoria è dunque quello di proteggere da malattie gravi, o addirittura letali, sia la comunità che il singolo. E quindi l’eventuale lesione del diritto del singolo a non subire un trattamento sanitario obbligatorio, come quello vaccinale, troverebbe compensazione nel prevalente diritto alla salute della comunità.

Non vado oltre, lascio ai giuristi e ai costituzionalisti affrontare l’adversa quaestio, ovvero se il diritto del singolo a non subire trattamenti sanitari obbligatori prevalga sul diritto dovere da parte dello Stato di imporre tali trattamenti, quando in gioco è la tutela della salute pubblica.

Personalmente, in linea astratta e generale, condivido il principio del dovere inderogabile di solidarietà sociale. Ubi maior minor cessat: in presenza di una ragione superiore, quella della tutela della salute pubblica, quella minore – il diritto del singolo a non sottoporsi ad un trattamento sanitario, di cui si è accertato in modo inequivocabile l’efficacia e l’assenza di gravi effetti collaterali – perde rilevanza. Chi vive in una comunità di persone da cui trae vantaggi – diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione, all’incolumità fisica, varie forme di previdenza economiche, ecc. – non può e non deve sottrarsi all’interesse primario della collettività. Ma di questo ci sarebbe da discutere, perché non sempre lo Stato – meglio i governanti – assume questi doveri inderogabili nei confronti della comunità, se non sbandierarli quando in ballo ci sono interessi privati. Per esempio, perché lo Stato (governanti collusi con il potere finanziario ed economico, quando non prezzolati) non mette quella stessa veemenza che ostenta quando si tratta di imporre vaccini (prodotti dalle grandi aziende farmaceutiche private), ma nicchia scandalosamente quando si tratta di riconoscere a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuovere le condizioni che rendano effettivo questo diritto (art. 4 della Costituzione)?

Ma questa è un’altra questione che meriterebbe un approfondimento a parte.

Dunque in linea di principio posso anche affermare il principio dell’ubi maior minor cessat. Ma nel merito del o dei vaccini anticovid, l’imposizione mediante legge – per il momento limitata alla categoria degli operatori sanitari – trova giustificazione sul piano scientifico e quindi giuridico?

Direi di no!

Le vaccinazioni di profilassi obbligatorie hanno il fine prevenire la malattia. Questi vaccini però non prevengono la malattia. Coloro che hanno ricevuto la prima e la seconda dose vaccinale si ammalano, anche gravemente. Come dimostra il rapporto del governo britannico, pubblicato il 5 aprile sul proprio sito, la vaccinazione di massa per Il Covid-19 produrrebbe una “malattia potenziata dal vaccino”.

Le vaccinazioni di massa non si fanno in piena epidemia (parola del virologo Crisanti), perché la probabilità che emergano varianti resistenti al vaccino (o ai vaccini) è assai elevata, vanificando la cosiddetta immunità di gregge ed esponendo vaccinati e non vaccinati a virus più aggressivi.

Le vaccinazioni dovrebbero arrestare la diffusione del virus. Però c’è qualcosa che non va: questi vaccini non impediscono che il virus si diffonda. Nelle isole Seychelles, il paese al mondo con il più alto tasso di vaccinazione completa (il 62% dei cittadini ha ricevuto due iniezioni di vaccini), si è registrato un’esplosione dei casi di covid-19 da indurre le autorità locali a porre lockdown particolarmente stringenti. Attualmente, ci sono 107.000 casi Covid, di cui un terzo riguarda soggetti che hanno ricevuto le canoniche due dosi di vaccino.

Le vaccinazioni dovrebbero impedire che il vaccinato possa contagiare o, a sua volta, contagiarsi. Ma il rischio di contagiarsi o di contagiare rimane anche dopo aver completato la vaccinazione.

Le vaccinazioni dovrebbero consentire un’immunità permanente all’agente patogeno. Ma questi vaccini conferiscono al massimo una protezione che va da sei a otto mesi. Il che vuol dire che se il sars-Cov2 resterà con noi endemicamente (e ci sono prove sufficiente per definire il sars-Cov2 un virus endemico), la popolazione mondiale sarà costretta ad assumere nuove dosi vaccinali con cadenze semestrali?

Questi vaccini – impropriamente così chiamati, perché trattasi di terapie geniche e non di vaccini; e la differenza non è da poco – sono del tutto sperimentali. Utilizzando geni ricombinanti per ottenere l’effetto terapeutico, potrebbero portare – nel medio o lungo termine – ad un aumento dei tumori e delle malattie autoimmuni. Nessuno, allo stato dell’arte, può escluderlo; la sperimentazione clinica è stata, infatti, saltata adducendo le ragioni dell’emergenza.

Dunque: se questi vaccini, che non sono vaccini, non servono affatto allo scopo per cui sono stati creati, perché il cittadino informato dovrebbe sottoporsi ad una vaccinazione che non serve a niente, ma i cui effetti dannosi nel breve, medio e lungo termine potrebbero essere imponenti e irreversibili?

Il Codice di Norimberga, nato dopo gli orrori compiuti dai medici nazisti nei campi di concentramento, vieta tassativamente ogni sperimentazione medica su soggetti umani; senza il consenso volontario nessun soggetto umano può essere sottoposto a trattamento sperimentale. I vaccini attualmente approvati (Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson) sono tutti basati su un meccanismo d'azione completamente nuovo, e quindi sperimentali.

In aperto contrasto con il Codice di Norimberga, con il principio di precauzione e infine di tutela proprio della salute pubblica, può lo Stato legittimamente imporre la somministrazione di un vaccino che non ha ancora superato la sperimentazione clinica?

Se proprio i dati scientifici smentiscono l’affidabilità e l’efficacia dei vaccini anticovid, su quale fondamento giuridico trova giustificazione il Decreto Legge n. 44/2021, che impone l’obbligo vaccinale per i professionisti e gli operatori sanitari?

Vaccinarsi è una responsabilità etica quando i vaccini sono efficaci e affidabili, non quando mettono a rischio la salute dell’individuo e quella della comunità di appartenenza. Non quando si rivelano potenzialmente peggiori del male che intendono curare.

In questi casi è dovere dei cittadini RESISTERE alla stupidità, all’incompetenza e all’arroganza dei propri governanti.

domenica 9 maggio 2021

SIAMO IN PRESENZA DI EFFETTO ADE INDOTTO DAI VACCINI?

Di seguito il link da cui è possibile scaricare il rapporto del Governo britannico, datato 31 marzo 2021, in cui si ammette che il 60-70% dei nuovi ricoveri e dei decessi covid proviene da pazienti già vaccinati:

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/975909/S1182_SPI-M-O_Summary_of_modelling_of_easing_roadmap_step_2_restrictions.pdf

A pagina 10 – paragrafo 32 – si legge:

Testo originale:

“The resurgence in both hospitalisations and deaths is dominated by those that have received two doses of the vaccine, comprising around 60% and 70% of the wave respectively. This can be attributed to the high levels of uptake in the most at-risk age groups, such that immunisation failures account for more serious illness than unvaccinated individuals. This is discussed further in paragraphs 55 and 56.”

Testo tradotto:

“La recrudescenza sia dei ricoveri che dei decessi è dominata da coloro che hanno ricevuto due dosi del vaccino, che rappresentano rispettivamente circa il 60% e il 70% dell’ondata. Ciò può essere attribuito agl alti livelli di assorbimento nei gruppi di età a più alto rischio, in modo tale che I FALLIMENTI DELL’IMMUNIZZAZIONE SONO RESPONSABILI DI MALATTIE PIÙ GRAVI RISPETTO AGLI INDIVIDUI NON VACCINATI. Questo è discusso ulteriormente nei paragrafi 55 e 56”.

Siamo verosimilmente in presenza di effetto ADE (potenziamento anticorpo dipendente), per il quale proprio il vaccino induce la produzione di anticorpi che aumentano l'ingresso del virus nella cellula ospite, e in alcuni casi la replicazione del virus in monociti, macrofagi e cellule granulocitiche.

Però, nonostante questo, la propaganda vaccinale prosegue indisturbata.

Quale fiducia possiamo nutrire nei confronti di chi ci governa? 

Mi fanno venire alla mente gli ufficiali delle SS che, per far entrare gli ebrei nelle camere a gas, tranquillizzavano le vittime dicendo loro che avrebbero fatto solo la doccia!!!