venerdì 16 aprile 2021

IL PATERNALISMO DELLO STATO GIUSTIFICATO IN NOME DI UN PRESUNTO «BENE» DEL POPOLO

Nello Stato autoritario il potere è concentrato nelle mani di un solo uomo e/o di una ristretta oligarchia; i diritti e le libertà dei cittadini sono fortemente limitati; il potere esecutivo è il protagonista assoluto dello Stato.

In uno Stato democratico la sovranità, il potere supremo e originario, appartiene al popolo. La separazione dei poteri è il principio cardine dello Stato: il potere legislativo, attraverso il quale si determina la volontà suprema dello Stato, è concentrato nelle mani del Parlamento, assemblea eletta dal popolo; il potere giudiziario è esercitato dalla Magistratura che costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere e s’incarica di giudicare secondo le leggi dello Stato; il potere esecutivo cui spetta il compito di far rispettare l'ordine e la legge, attraverso la gestione delle forze di polizia e dei penitenziari, condurre la politica estera dello Stato, dirigere le forze militari, i servizi pubblici e la pubblica amministrazione, in accordo con la volontà popolare.

Dall’esplosione della pandemia, in particolare, il rapporto che sussiste in Italia tra governanti e governati è più assimilabile a quello di uno Stato autoritario o a quello di uno Stato democratico?

La democrazia, a quanto pare, va bene per i giorni di festa; in tutti gli altri giorni – secondo il parere arbitrario di un’oligarchia al potere – è una disgrazia da scongiurare nel modo più deciso, perché il popolo è ignorante, egoista, ingordo, e farebbe un cattivo uso della libertà.

Pertanto, è bene, nell’interesse stesso del popolo, che venga amministrato da una élite di illuminati, che loro … sì … sanno cosa è bene e cosa è male per esso. E, come il Grande Inquisitore di Dostoevskij, mirano alla felicità dei sudditi, provvedono alla loro sicurezza e bisogni, organizzano i loro svaghi e dirigono le loro industrie.

Un vero e proprio dispotismo paterno che si fonda sul presupposto che gli uomini – che non appartengono all’élite degli illuminati, quelli moralmente e intellettualmente superiori – siano tutti esseri fragili, vulnerabili, a razionalità limitata, esposti come bambini alle insidie del mondo, incapaci di scegliere fra il bene e il male. E perciò, come eterni minorenni, bisognosi della loro tutela e vigile guida.

Buoni despoti, dediti al bene comune del popolo su cui governano!

Il paradosso è che mentre da una parte si celebra il libero mercato, dall’altra gli Stati intervengono sempre più invasivamente nella vita privata di ciascuno di noi.

Non posso immaginare niente di più lontano dagli ideali rivoluzionari di libertà e giustizia di quello di un potere che fonda la propria pretesa all’obbedienza sulla presunta condizione di minorità dei soggetti che vi sono sottoposti. 

Una tale forma di potere non dovrebbe essere tollerata dal popolo, ma spazzata via come sua unica via di redenzione.

giovedì 18 marzo 2021

SULL’IGNAVIA DELLA GENTE COSTRUISCONO LE LORO IMMENSE FORTUNE

 Un popolo ignorante è un popolo facile da ingannare

(Ernesto Che Guevara)


Giornali, radio e televisioni mainstream decantano i prodigi dei vaccini anti-Covid, presentandoli all’opinione pubblica – francamente lobotomizzata, e forse anche contenta di nutrirsi di false illusioni – come il miracolo della medicina moderna. Ma nessuna parola sui rapporti incestuosi tra fondazioni, banche, Big Pharma – il cartello che riunisce in sé tutte le più grandi multinazionali del farmaco – OMS, ecc. ecc., che sono davvero perversi.

Dovrebbe essere noto – anche ai più mentecatti della Terra – che tutte le potentissime lobby finanziarie ed economiche non hanno come scopo quello di aiutare il prossimo, ma quello di fare profitti; l’uomo nella società capitalistica non è un fine ma un mezzo.

Ora, poiché nessun genitore dotata di intelletto affiderebbe il proprio figlio alla cura di uno psicopatico, non è altrettanto chiaro come possano consentire a governati e intellettuali organici prezzolati dalle potentissime lobby di menarci alla disgrazia. Con piccoli, impercettibili cambiamenti, ci stanno portando ad accettare l’inaccettabile.

Poche tessere mancano al mosaico, ma il quadro è ormai chiaro. Non passerà molto tempo prima che gli uomini si accorgeranno dell’enorme sciagura in cui si sono cacciati a causa della loro ignavia: affidare il monopolio della salute a uomini assetati di potere e denaro, ci renderà tutti “malati cronici”.

Che interesse avrebbero, infatti, le grandi multinazionali del farmaco a produrre un farmaco a basso costo che fosse realmente efficace e guarisse in modo definitivo il malato?

Una tale scelta non si rivelerebbe affatto un buon investimento.

La pandemia – o meglio le pandemie, dal momento che Ursula von der Leyen ci avverte: “ci saranno altre pandemie in futuro” – e i vaccini sono un ottimo investimento per le multinazionali del farmaco: ricevono fondi pubblici per le ricerche, ma i brevetti restano nelle loro mani, decidono il prezzo delle dosi e, cosa più importante, possono essere somministrati sia ai malati che ai sani.

martedì 16 marzo 2021

MENTRE LO STATO TUTELA LA SALUTE PUBBLICA, DIMENTICA IL DIRITTO ALLE CURE MEDICHE

In questa emergenza c’è solo da sperare di non aver bisogno di cure ospedaliere: tutti i malati sono abbandonati. 

Quelli Covid hanno forse una chance in più? Non lo so, non ho abbastanza dati per dirlo con certezza. 

C’è un business sui malati Covid19? Non lo so.

Quindi mi astengo dal metterlo nero su bianco.

So per certo, invece, che molti malati, anche Covid, vengono lasciati da soli in casa a decantare. Nessuno risponde alle loro richieste di aiuto. Il telefono li lascia in perenne attesa, fino a quando la linea telefonica cade. Nessun medico va a visitarli.

L’unica raccomandazione è: non rompete i coglioni per le prossime 72 ore; in caso di febbre, assumere tachipirina. Poi la corsa in ambulanza, quando ormai il quadro clinico è precipitato, e le speranze di vita assai assottigliate.

A me basta questo per dire che – a un anno dall'inizio della pandemia in Italia – è inaccettabile che la gente sia reclusa in casa in totale solitudine e abbandono, e senza alcuna cura medica.

Se fossero stati tempestivamente curati, quanti morti in meno avremmo?

lunedì 15 marzo 2021

MA DAVVERO VACCINARSI IMPEDIREBBE IL DIFFONDERSI DELLA COVID-19?

Questo scrive Enrico Mentana:

«Allora, mettiamola così: se, quando arriverà il mio turno, mi diranno che il vaccino è AstraZeneca, o Pfizer, o Moderna, o Johnson&Johnson, o Sputnik V, per me non cambierà nulla.

Essere vaccinati è una conquista collettiva, quella di un futuro senza contagio, rischio di terapia intensiva e peggio, bollettini, vita con mascherina e distanziamento sociale, impossibilità di viaggiare, andare al cinema, a teatro, manifestare, abbracciare e stringere la mano, e tanto altro. Ovviamente si può scegliere di sfuggire alla vaccinazione, chiudere gli occhi o chiudersi in casa, come il don Ferrante manzoniano. Si sa come andò a finire».

Dire che quest’uomo è un autentico cretino, è dire poco.

Preservare la popolazione dall’insorgere di malattie pericolose che possono avere conseguenze gravissime o portare, in molti casi, ad esiti letali, è cosa buona e giusta quando il vaccino funziona, sviluppa un’immunità permanente e, soprattutto, gli studi clinici ne hanno dimostrato gli scarsi effetti collaterali.

Non mi pare che questo si possa dire del vaccino AstraZeneca, e neppure di quello Pfizer e Moderna.

Allo stato dell’arte non si sa neppure se funzionano anche contro le varianti.

Se l’obiettivo di vaccinare la totalità della popolazione è quello di raggiungere la cosiddetta «immunità di gregge», che consente un buon livello di copertura anche per quei soggetti che non possono essere vaccinati, direi che questi vaccini non centrino proprio l’obiettivo.

Se il patogeno che ha messo in ginocchio il mondo, a distanza di un anno, non è stato né eliminato né ridotto, nonostante i lockdown, le quarantene, le zone rosse, gialle, arancioni, arancioni scure, possiamo ragionevolmente suppore che sia diventato endemico.

Se il patogeno è diventato endemico, come lo è quello del comune raffreddore, il modello epidemiologico non è il SIR ma il SIRS, ovvero le persone contagiate che hanno sviluppato sintomi, dopo un lasso di tempo, più o meno breve, torneranno ad essere suscettibili all’infezione, diventeranno infetti che a loro volta contageranno quelli che hanno esaurito l'immunità, e così via come un cane che si morde la coda.

Pur ammettendo che i vaccini siano in grado di neutralizzare una gran parte delle varianti sars-Cov2, considerato che l’immunità vaccinale è di appena sei mesi, considerata altresì l’elevata contagiosità del virus, considerato che i vaccini per essere del tutto efficaci necessitano della dose di richiamo, ci scontriamo con due ostacoli insormontabili: la disponibilità limitata dei vaccini, da una parte, e la velocità delle somministrazioni, dall’altra.

Ammettiamo, per comodità, che la logistica sanitaria (disponibilità dei vaccini, strutture ricettive, personale medico e infermieristico, ecc.) sia illimitata (ma è noto che non è così), e consideriamo soltanto la velocità di vaccinazione rispetto alla velocità del virus di diffondersi.

Bene, per quanti sforzi si possano fare in termini organizzativi, la velocità di vaccinazione è in progressione aritmetica (1+1, 2+1, 3+1, 4+1, …, n+1), quella di diffusione del virus è invece in progressione geometrica (2, 4, 8, 16, 32, 64, …).

Siamo quindi di fronte all’impossibilità di ottenere la cosiddetta “immunità di gregge”, salvo affermare che un carretto trainato dai buoi può raggiungere una Ferrari che è partita molto tempo fa e viaggia a 300 Km/h.

Il vaccino (Pfizer, Moderna, AstraZeneca), peraltro, non esclude che le persone vaccinate possano comunque contagiare o essere contagiate. Molti si sono, infatti, ammalati dopo la vaccinazione.

In un tale contesto, preso atto che i vaccini non possono essere la risposta al problema, non sarebbe più giudizioso superare il principio di obbligatorietà vaccinale per puntare, invece, sull’autodeterminazione libera e consapevole di ciascuno cittadino?

Un tale atteggiamento mi aspetto da chi ha a cuore davvero la dignità e la salute di ciascun essere umano, senza trattarlo come un ritardato mentale.

sabato 13 marzo 2021

ESSERI UMANI COME PORCELLINI D’INDIA

Il rischio potenziale dei vaccini anti-Covid19 sembra venga deliberatamente minimizzato dai mass media mainstream, creando nell’opinione pubblica la convinzione che siano sicuri. 

Sono già 1.637 i decessi verificatisi a seguito delle vaccinazioni negli U.S.A., ma i media americani tacciono colpevolmente su queste morti. Perché?

Una risposta potrebbe essere che i vaccini Pfizer e Moderna, che si basano su tecnica mRNA, sono stati fortemente promossi dall'amministrazione e dal capitale americano, senza passare per una verifica clinica più lunga prima di essere introdotti completamente sul mercato. 

Insomma, si è deciso di testarli direttamente sulle popolazioni per non perdere tempo in lunghe sperimentazioni cliniche che avrebbero fatto perdere soldi agli azionisti.

Ecco cosa siamo diventati: porcellini d'India usati dai ricercatori per incrementare i già lauti profitti degli speculatori finanziari.

LA NOTIZIA:

Una donna di 39 anni dello Utah è morta quattro giorni dopoaver assunto una seconda dose del vaccino Moderna COVID-19 il 1 ° febbraio.


venerdì 12 marzo 2021

ESEMPIO DI RAGIONAMENTO LOGICAMENTE VIZIATO

Quando la logica fa difetto si sfocia nel relativismo, in cui la realtà può essere deformata a piacimento, per piegarla alla verità che il potere sussume quale “verità uber alles”. 

La realtà che ne deriva non è reale, ma quella che il potere esige “essere reale”. 

Quando questa realtà relativistica s’impone nelle coscienze della maggioranza degli uomini, diventa difficile distinguere il “reale” da ciò che “reale non è”. 

Poiché questa realtà “non reale” muta al mutare delle convenienze del potere, l’uomo della massa abdica alla capacità critica della sua mente, e finisce per aderire ciecamente a tutto quello che gli viene dall’esperto spacciato come vero. 

Su questo terreno culturale, appropriatamente preparato da chi aspira al controllo totale dell’umanità, si costruisce una nuova fede non dissimile da quella religiosa e più intollerante, perché consacrata dalla potenza della Scienza e della Tecnica, cui l’Uomo si è affidato dopo la "morte di Dio".

Un ragionamento logicamente viziato può essere il seguente.

Se un uomo di 87 anni, con altre gravi comorbilità, muore e risulta positivo al tampone, non ci sono dubbi: la causa del decesso è Covid-19; così per gli infartuati, malati oncologici, ecc.

Se un’infermiera 41enne muore 48 ore dopo il vaccino anti-Covid, è da escludere, invece, che la causa sia il vaccino.

Aumentano i casi di trombosi dopo l’assunzione del vaccino, ma gli esperti tranquillizzano: non c’è nessuna relazione con i vaccini.

Un tale modo di ragionare non ha niente a che spartire con il pensiero scientifico, ma con quello delle barzellette senz’altro.

mercoledì 10 marzo 2021

DEDICATA A TUTTI COLORO CHE PENSANO DI ESSERE AL SICURO PERCHÉ LIGI ALLE REGOLE

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,

e fui contento,

perché rubacchiavano.


Poi vennero a prendere gli ebrei,

e stetti zitto,

perché mi stavano antipatici.


Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato,

perché mi erano fastidiosi.


Poi vennero a prendere i comunisti,

e io non dissi niente,

perché non ero comunista.


UN GIORNO VENNERO A PRENDERE ME, E NON C'ERA RIMASTO NESSUNO A PROTESTARE.




(Sermone del pastore Martin Niemöller sull'inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all'ascesa al potere dei nazisti, erroneamente attribuito a Bertolt Brecht).