giovedì 8 ottobre 2020

ABBIAMO PROPRIO BISOGNO DI UN VACCINO PER TORNARE ALLA NORMALITÀ?

Allo stato dell’arte i presidi terapeutici per fronteggiare l’infezione da Covid-19 sono davvero tanti che continuare ad invocare lo stato d’emergenza è solo utile ad altri inconfessabili scopi, e non certo ad arginare un’epidemia che, se non fosse costantemente pompata ad arte dai media mainstream, di fatto consentirebbe il ritorno alla normalità.

La vitamina D si è dimostrata capace di ridurre il rischio contagio negli anziani fragili e negli ospiti delle residenze assistenziali. E, nei casi di sviluppo di gravi sintomi della malattia, sembra che la vitamina D eviterebbe che il sistema immunitario diventi iper-reattivo (e produca un danno superiore al vantaggio), aiutando a regolare i livelli delle citochine e dunque dell’infiammazione.

La quercetina – integratore alimentare normalmente contenuta nelle mele e nelle cipolle – sarebbe capace di inibire la replicazione del SARS-CoV-2, perché ostacola l'attività di un enzima utile per lo sviluppo e la replicazione del nuovo coronavirus.

Un altro integratore alimentare, la lattoferrina, una glicoproteina ad azione antimicrobica e ferro-trasportatrice, sta dimostrando di avere un’efficacia contro il Covid-19, riducendo i tempi di eliminazione del virus nei soggetti con pochi sintomi o paucisintomatici.

I farmaci a base di inibitori dell’interleuchina-6, una proteina che riveste un ruolo chiave nell’attivazione della cosiddetta tempesta citochinica, che consiste in una reazione esageratamente violenta delle difese immunitarie che, anziché proteggere dal virus, attaccano tutti gli organi del paziente, fino ad ucciderlo. Questi farmaci sono in grado di legarsi a IL-6 e spegnere il segnale d’azione emesso dalla molecola.

C’è ancora la tanto discussa idrossiclorochina, bollata dapprima dal The Lancet e poi riammessa su richiesta di 140 medici che hanno attaccato sia la rivista sia l'Aifa per aver presentato dati del tutto inaffidabili sui suoi presunti gravi effetti collaterali. Il farmaco, infatti, usato da decenni per la profilassi della malaria e delle patologie reumatologiche, si sarebbe dimostrato efficace nel contrastare gli effetti del coronavirus. Gli studi hanno infatti dimostrato che se assunta nei primi giorni dall'insorgenza dei sintomi, riesce a bloccare la progressione della malattia e, soprattutto, ad evitare la conseguenza peggiore, cioè l'approdo in Terapia intensiva.

Ci sono poi i farmaci antiretrovirali come il Remdesivir, in grado di bloccare il sistema di replicazione di diverse varianti di coronavirus.

C’è il desametasone che blocca la risposta eccessiva del sistema immunitario che causa i sintomi più gravi.

C’è l’eparina a basso peso molecolare che, quando il quadro clinico dominato dalla tempesta citochinica e dal conseguente stato iperinfiammatorio conduce a vasculopatia arteriosa e venosa con trombizzazione dei piccoli vasi, che portano alla coagulazione intravascolare disseminata (CID), si è rivelata in grado di migliorare lo stato generale, in termini di sopravvivenza, di quel limitato numero di persone che arrivano alle condizioni di ARD (grave crisi respiratoria).

Con le tecniche di plasmaferesi è poi possibile trattare i pazienti affetti da Covid-19 con il plasma iperimmune dei pazienti guariti.

Un’altra strada è quella degli anticorpi monoclonali, prelevati dal sangue dei guariti e riprodotti in laboratorio, capaci di sterminare il coronavirus. Quelli – per intenderci – recentemente somministrati a Trump.

È chiaro che nessuno di questi approcci, singolarmente preso, è una cura vera e propria: sta all’intelligenza, alla professionalità e all’esperienza del medico trarre da questa molteplicità di rimedi quelli più adatti a ciascun singolo caso per contrastare l’evolvere di una malattia che non è la peste bubbonica, quando i cadaveri si ammassavano lungo le strade.  È, infatti, dimostrato che l’uso sapiente di tutti questi rimedi terapeutici, combinati tra loro, possono ridurre la gravità di un episodio grave di Covid-19, specialmente se somministrati all’insorgere dei primi sintomi (come una tosse leggera, dolori muscolari o qualche linea di febbre).

A questo punto mi chiedo e vi chiedo: abbiamo proprio bisogno di un vaccino per tornare alla normalità? Non sarebbe meglio che il governo ci consigliasse di assumere lattoferrina e quercetina per evitare di contagiarci, piuttosto che obbligarci all’uso di mascherine di dubbia fattura ed efficacia che, oltre ad essere inutili, ci fanno pure apparire stupidi dementi?

 

 


mercoledì 7 ottobre 2020

L'UNICA COSA DI CUI AVER PAURA È LA PAURA STESSA

 La “psiconeuroendocrinoimmunologia”, che studia le relazioni esistenti tra apparato psichico e sistema neuroendocrino, ci dice che stimoli provenienti dall’ambiente esterno o dallo stesso organismo possono potenziare o depotenziare il sistema immunitario. Poiché è ormai acclarato che il nostro organismo funziona sempre in maniera del tutto integrata con l’ambiente esterno, ne consegue che tenere la popolazione in un continuo stato di emergenza, paura, ansia, incertezza, come quella che stiamo vivendo in seguito alla pandemia di COVID-19, crea le migliori condizioni per sbilanciare a favore dell’agente patogeno l’esito non solo della Covid-19, ma di qualsiasi malattia.

Stabilito che nelle persone anziane si assiste già naturalmente a un fenomeno definito di «immunosenescenza», cioè di progressivo indebolimento del sistema immunitario legato all’invecchiamento, pensare di tutelare la salute di questi soggetti allarmandoli con il bombardamento quotidiano sull’aumento dei contagiati – che non significa nulla sul piano della virulenza del nuovo virus e peraltro, in larga maggioranza, asintomatici – significa di fatto tradire nei fatti quello che si annuncia nelle premesse.

In questo stato di già malfunzionamento della risposta immunitaria legata all’età, l’infezione aggraverà la situazione scatenando un’ulteriore iperproduzione di citochine pro-infiammatorie con conseguente ulteriore indebolimento del sistema immunitario. Forse questo spiega anche perché gli ultrasessantenni sono più soggetti a complicanze in caso di contagio.

Se la commissione tecnica che orienta le decisioni del presidente Conte, i medici – almeno tutti quelli che hanno ancora le palle e restano fedeli al Giuramento di Ippocrate – dovrebbe fermare questa massa di cialtroni e incompetenti, che stanno facendo più danni della peronospora.

A meno che non sia questo un nuovo metodo per sbarazzarsi dei vecchi?!

lunedì 5 ottobre 2020

CI GOVERNANO COME SE FOSSIMO VACCHE DI UNA MANDRIA

Un governo che instilla sistematicamente la paura nella popolazione per giustificare e mantenere uno stato di emergenza che nei fatti non c’è: nelle notizie dei media di regime non ci viene mai detto il numero della gente ricoverata in rianimazione o con sintomi gravi, ma solo il numero dei positivi che non significa nulla da un punto di vista epidemiologico. Non occorre scomodare il mago Otelma o possedere particolari facoltà intellettive per capire che aumentando il numero di tamponi aumentano parimenti le possibilità di trovare soggetti positivi al test, che nella stragrande maggioranza dei casi sono asintomatici o paucisintomatici.

Dicevo, un governo che usa la paura per reprimere il dissenso e per tenere la popolazione in uno stato di soggezione è “per definizione” un governo liberticida e antidemocratico. La storia ci dice che il dominio indiretto attraverso la paura ha funzionato sempre per ottenere la sottomissione volontaria dei popoli ridotti al rango di vacche di una mandria o pecore di un gregge.

Hermann Goering, il fondatore della Gestapo, lasciò detto: “È naturale che la gente non voglia la guerra; non la vogliono gli inglesi né gli americani, e nemmeno i tedeschi. Si capisce. È compito dei leader del paese orientarli, indirizzarli verso la guerra. È facilissimo: basta dirgli che stanno per essere attaccati, denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché mettono in pericolo il paese. Funziona così in qualsiasi paese, che sia una democrazia, una monarchia, una dittatura. Bisogna spaventarli, inculcargli la paura, bisogna imbottirli di paura come si fa con le oche finché non gli scoppia il fegato per fare il paté, bisogna fare in modo che quella paura fermenti e si trasformi in odio, un odio assoluto, irrazionale, sguaiato”.

La paura resta sempre la migliore arma psicologica a disposizione dello Stato per manipolare i cittadini, inducendoli a sacrificare libertà e garanzie fondamentali in cambio della sicurezza promessa da un governo onnipotente.

Con la paura si otterrà facilmente quello che avrebbe richiesto anni per realizzarsi. Intanto si è distrutta la vita comunitaria spianando la strada al telelavoro, frontiera della quarta rivoluzione industriale. 

Coloro che mostrano oggi entusiasmo per lo Smart Working non dimentichino che gli scioperi nelle fabbriche, le manifestazioni nelle piazze, che trovarono la loro sintesi nello “Statuto dei Lavoratori”, poterono avvenire perché i lavoratori entravano a contatto realmente fra di loro. Distrutta la possibilità di assembramenti, di assemblee, di convegni, in cui si possa discutere realmente tra persone, del lavoratore non resterà che la libertà e il diritto di crepare fra le sue quattro mura, senza che il mondo si accorga della sua presenza o assenza. 

Immaginate una popolazione in cui ciascun individuo sarà confinato in casa da solo davanti al monitor di un computer per svolgere il proprio lavoro, mentre i figli da un altro seguono la loro videolezione, senza alcun contatto umano, in completo distanziamento sociale per evitare il contagio. 

Dopo averlo immaginato, chiedetevi se questo è il futuro che avevate in mente quando generaste i vostri figli?

mercoledì 30 settembre 2020

DICIAMO BASTA AL DELIRIO CHE AVANZA!

Il delirio è il risultato di una frattura difficilmente sanabile tra realtà e menzogna, che sconvolge la fiducia che ciascun essere umano, capace di pensiero, ha di cogliere la realtà data da quella abilmente manipolata dai mass media per indurci ad agire in un modo piuttosto che un altro.

Il perdurare di questo stato di emergenza pandemica – in assenza di emergenza – ha assunto ormai connotati non solo grotteschi ma anche deliranti: s’impone d’autorità una realtà che non ha alcuna riscontro nei fatti: gli ospedali sono vuoti, i malati COVID-19 si contano sulle dita della mano, i positivi al test sono quasi tutti asintomatici. Se non fosse per il pompaggio mediatico – che assimila i positivi ai malati – non esisterebbe alcun motivo per prorogare ulteriormente lo stato di emergenza pandemica.

Firmiamo tutti la Richiesta di NON prorogare ulteriormente lo stato di emergenza:

https://rinascimentoitalia.it/ora-basta/

Diciamo basta alla psicosi impostaci dal governo per i suoi inconfessabili fini.

sabato 19 settembre 2020

MAI REFERENDUM PIÙ DEMAGOGICO E DANNOSO!

È questo il più demagogico e dannoso dei referendum che una maggioranza parlamentare potesse concepire ed approvare. Si chiede, in sintesi, agli italiani se ritengono opportuno tagliare il numero dei parlamentari o no.

Perché tagliare il numero dei parlamentari? Perché, secondo la maggioranza parlamentare, questo comporterà risparmi significativi e maggior efficienza delle Camere.

Sul piano dei risparmi, scendere dagli attuali 630 deputati a 400 e dai 315 senatori a 200, significa per le casse dello Stato una minor spesa di circa 80 milioni di euro lordi annui (57 milioni se calcolati al netto delle imposte e dei contributi pagati dai parlamentari allo Stato stesso). Una cifra del tutto trascurabile rispetto al debito pubblico italiano di 2.530 miliardi di euro. A nessuno verrebbe in mente di suggerire ad un lavoratore, che ha un salario netto di 1500 euro, di risparmiare 5 centesimi al mese per abbattere il debito con la banca di 250 mila euro.

Dunque, se escludiamo il motivo del risparmio, resta quello della maggior efficienza di Camere e Senato. E questo è tutto da dimostrare. Se gli attuali 630 deputati garantiscono all’Italia una rappresentanza di un deputato ogni 96 mila abitanti, con la riforma ciascun deputato ne rappresenterà 151 mila. I promulgatori del referendum dovrebbero però spiegare ai cittadini in virtù di quale arcano disegno un numero ridotto di parlamentari si tradurrebbe in maggior efficienza. Un’impresa che riduce il numero dei lavoratori ha solo due motivi per farlo: gestione più efficiente del personale rispetto alla produzione per massimizzare i profitti, licenziare il personale nullafacente che percepisce un reddito che non produce. Quale dei due casi ricorre nella testa dei promulgatori del referendum?

Mi sembra ovvio che il problema non è il numero dei parlamentari, ma il modo per cominciare a picconare la nostra Costituzione, che proprio non si sposa con le attuali politiche neoliberiste. 

Se si volesse, infatti, rendere più efficiente il lavoro dei parlamentari e la loro rappresentatività basterebbe imporre ai segretari di partito regole più stringenti di selezione dei politici, senza attendere che sia poi la magistratura a farsene carico. Basterebbe, ancora, adottare una legge elettorale proporzionale pura in cui il candidato che ha ottenuto più preferenze sia designato alla funzione parlamentare. 

Questo meccanismo di elezione creerebbe almeno un rapporto fiduciario tra elettore ed eletto, in cui quest’ultimo è tenuto a rispondere all’elettore e non al segretario di partito durante la sua azione legislativa. 

Con l’attuale sistema elettorale i parlamentari devono, invece, ammiccarsi i segretari di partito e adeguarsi alle loro direttive per essere rieletti.

E stando così le cose, quando viene meno proprio la rappresentatività popolare, quella che poi consente una competizione libera e non distruttiva tra cittadini e proposte politiche, perché prendersi pure il disturbo di andare a votare? Per dare pure una parvenza di legittimità ai tanti guardiani destinati poi a controllare i prigionieri?

Può chiamarsi veramente democratica quella società in cui in cui l'unica libertà concessa ai cittadini è quella di scegliere chi poi li comanderà?


lunedì 7 settembre 2020

STIAMO DIVENTANDO CAVIE DA ESPERIMENTO A NOSTRA INSAPUTA?

La “disumanizzazione” è il risultato della perdita delle qualità che appartengono e che sono proprie dell’essere umano. Quando un uomo smarrisce compassione e tolleranza, quando un uomo sacrifica la sua libertà ad un’illusoria sicurezza, quando – pur nascendo libero – abbraccia le sue catene, quando – in quel conflitto perenne che è la vita, sempre sul crinale tra l’essere e il non-essere – smarrisce la natura della libertà che gli è propria e sceglie il non-essere, allora di quell’uomo non resta che la disumanità.

Quando un uomo accetta la coercizione della retorica dell’ideologia dominante, senza neppure porsi la domanda se il comando che gli viene imposto risponda o meno a criteri di razionalità, allora – quello stesso uomo – è diventato DISUMANIZZATO, e nulla potrà restituirgli l’umanità che ha barattato con la “pillola blu” di Matrix. Quella della finta tranquillità, che consente di vivere tranquillamente in un mondo illusorio solo perché si è ciechi alle cose che non vanno.

Comprendo che molta gente non abbia familiarità con concetti medico-scientifici e, nella totale confusione mentale ingenerata dai mass media, non sappia più a chi credere: se alla verità preconfezionata dal sistema-regime ovvero a coloro, tacciati impropriamente di negazionismo, che pur ammettendo l’esistenza di questo virus non lo paragonano affatto al virus pandemico della spagnola e che – volendo – potremmo tornare da domani mattina alla vita pre-covid.

È risaputo, infatti, che questo virus non ha mietuto vittime tra i giovani; nessun bambino è deceduto. Il coronavirus si è dimostrato letale solo nei casi di soggetti con gravi patologie pregresse e comunque con sistema immunitario compromesso.

Così, molta gente – nell’enorme confusione – preferisce affidarsi a quanto il governo dice e fa, convinta che abbia veramente a cuore il benessere e la salute del suo popolo.

Sulla sollecitudine da parte delle istituzioni della salute pubblica, stendo un velo pietoso: la salute pubblica non può limitarsi a proteggere la popolazione da un virus che, volendo usare una similitudine, è stato presentato come un lupo famelico, quando non è più minaccioso di un segugio. Ma, lasciamo perdere.

La salute pubblica da parte delle istituzioni credo vada tutelata a 360 gradi, garantendo un lavoro dignitoso a tutti, facendo in modo che chi lavora non sia costretto poi a chiedere prestiti a parenti ed amici per arrivare a fine mese. Non occorre essere particolarmente arguti per prevedere che un tale stato di cose si riverbererà con un aumento delle patologie mentali.

Senza parlare del nulla di fatto per quei tanti lavoratori esposti a veleni di ogni tipo e costretti a scegliere tra salute o lavoro. Per esempio, non è chiaro il criterio secondo il quale i lavoratori dell’Ilva tra lavoro e salute abbiano dovuto optare per il primo, mentre per altre categorie di lavoratori vale il principio opposto.

Il fatto che tra questi lavoratori si sia registrato un aumento dei suicidi e delle patologie mentali; il fatto che non venga declamato dai mass media nello stesso modo in cui si caricano i toni quando si tratta di spargere panico fra la gente enfatizzando il numero dei contagiati, quasi che contagiato sia sinonimo di ammalato; non rende meno reali l’aumento dei suicidi e dei disturbi mentali. Dallo scorso marzo ad oggi, in Italia si sono registrati 71 casi di suicidio correlati alla pandemia. E, secondo gli psichiatri, il fenomeno è in aumento. Sul piano della salute mentale le cose non vanno meglio, il 41% della popolazione è, attualmente, afflitta da ansia, angoscia, insonnia, attacchi di panico, stress post-traumatico. Un’équipe dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, indagando lo stato di salute mentale di bambini ed adolescenti, ha constatato che il 65% dei soggetti con meno di 6 anni e il 71% di quelli più grandi manifestano problematiche comportamentali di varia natura e sintomi di regressione infantile.

E infine, se le istituzioni – e in particolare questo governo – hanno tanto a cuore la sorte dei “nonnini”, perché non si occupano prima ancora del virus di garantire condizioni di assistenza decorosa per i tanti vecchi che si spengono tra le loro quattro mura domestiche nella solitudine e nell’indifferenza di molti. In tanti casi, il vicinato si accorge di loro solo quando i miasmi della putrefazione susseguente alla loro morte si fanno percettibili.

Bene, comprendo pure che la scarsità di cognizioni tecnico scientifiche renda per molti arduo decidere a chi credere, preferendo placidamente e pigramente conformarsi al pensiero unico dominante. Ma, santiddio, se può far difetto la conoscenza, non posso credere che facciano difetto anche le più elementari operazioni logiche e la capacità di cogliere un fatto reale dalla sua distorsione. Comprendo l’ignoranza, che – pur grave – ha dalla sua almeno delle attenuanti, ma non giustifico in alcun modo la supina e passiva acquiescenza di molti alla verità imposta dal governo e dai mass media mainstream.

Per esempio, come può la gente comune non ribellarsi al fatto che, pur noto il fatto che l’affidabilità dei tamponi è scarsa (solo il 70%) per ammissione stessa dei laboratori e dei produttori di reagenti, si continuino a far tamponi obbligatori che, nel caso risultassero erroneamente positivi, obbligano poi coloro che sono risultati positivi a periodi di quarantena forzata.

Come non farsi prendere dal dubbio sull’autenticità di quanto vanno dichiarando da mesi a questa parte, e sul loro buono stato di salute mentale, quando da una parte affermano che i tamponi sono affidabili, e dall’altra intendono imporre dal prossimo ottobre il vaccino antinfluenzale per tutti al fine di discriminare il malato da covid da quello da semplice influenza. Dunque, i tamponi non sono affidabili!

E poi, perché – se sono così sicuri dell’innocuità dei vaccini – pretendere che il ricevente il vaccino debba anche firmare il “consenso informato”?

Siamo di fronte ad autentici paradossi da Comma 22, concepiti da menti folli e perverse. Si dice che Epimenide, che era cretese, affermasse che tutti i Cretesi fossero bugiardi. Sfido chiunque di voi a rispondere alla domanda se Epimenide dicesse il vero o il falso. Questo è un tipico paradosso che rende impossibile trovare una regola, una procedura, che consenta una scelta logica e razionale. Lo sanno molto bene i nuovi padroni del mondo, che in questo modo tengono in pugno il 99% dell’umanità. A forza di paradossi l’uomo medio smetterà di pensare e si adeguerà docilmente alla verità che vorranno consegnarci per continuare a governarci.

A quanto pare a loro non basta trasformare gli uomini in decerebrati, vogliono anche ridurli a cavie da laboratorio, sulle quali sperimentare di volta in volta le loro strampalate ipotesi. E senza neppure pagare i danni?

Senza un gemito, senza un lamento, la maggioranza silenziosa di questo Paese consente che si faccia tutto questo su di loro e sul loro massimo bene: i figli!

Voglio sperare che un giorno tale moltitudine si desti dal torpore mentale in cui un’élite di potere, che non sono i capi di stato, semplici burattini nelle mani di burattinai che nutrono l’insana aspirazione di dominare il mondo e di decidere del destino dell’intera umanità, e si riscatti dalla condizione di disumanizzazione cui l’hanno relegata.


venerdì 4 settembre 2020

IL CALVARIO DI UN ASINTOMATICO IN ITALIA

Uno stato di diritto e democratico ha determinate caratteristiche sue proprie che lo rendono riconoscibile come tale. Il volto che il nostro Stato mostra oggi ai suoi cittadini è chiaramente “sfigurato”: esteriormente presenta ancora caratteristiche assimilabili a quelle di uno stato democratico; nella prassi è sempre più incline ad un autoritarismo surreale quando non demenziale.

La storia di questi due ragazzi potrebbe essere la trama di una farsa, se non fosse la tragica realtà in cui capi di governo e regioni (deliranti e mentecatti) ci stanno trascinando: un mondo paradossale di stampo kafkiano e surreale.

Non è necessario essere psicopatologi per sapere che, perdurando un tale stato di cose, l’unico modo per sopravvivere in un tale contesto sociale sarà imparare ad adottare comportamenti disturbati, proprio come accade nelle famiglie schizofrenogene.

Meditate: perché questo potrebbe accadere a ciascuno di noi.