sabato 30 giugno 2018

L’IRRESISTIBILE ASCESA DI SALVINI E LE RESPONSABILITÀ DEL PD


Come in passato il Pd ha spianato la strada ai governi di Berlusconi, oggi spiana quella dei prossimi governi Salvini. La domanda è: c’è del metodo in questa follia? Se l’intento era quello di consentire alla Lega di fagocitare a poco a poco il M5S e di preparare il futuro governo a guida Salvini, bisogna ammettere che ci sta riuscendo egregiamente: i sondaggi parlano chiaro, mentre la Lega aumenta i consensi, il M5S li perde.

Cosa dicono le rilevazioni dopo la formazione del governo presieduto da Giuseppe Conte? La Lega tocca quota 31%, mentre il M5S cede e cala al 29,8%. Il partito guidato da Salvini succhia consensi non solo dagli altri partiti di centrodestra (Forza Italia è all’8,3%, Fratelli d’Italia crolla al 2,3%), ma anche dal M5S.

La Lega, stando ai sondaggi, è il primo partito del Paese. E di questo bisogna ringraziare Matteo Renzi e i suoi accoliti, che dopo aver fatto strame della sinistra in Italia, si adoperano con sagace idiozia per condurre Salvini alla guida del prossimo governo.

Se il Pd si fosse reso disponibile a sostenere un governo monocolore dei grillini, non temeremmo oggi la deriva autoritaria impressa da Salvini: pugno forte con i migranti, censimento dei Rom, legittima difesa estesa, ecc. ecc. Il Pd, chiudendo con i pentastellati, ha di fatto consentito che la Lega di Salvini divenisse l’azionista di maggioranza del governo. E questo nonostante le urne avessero accreditato i grillini di un risultato quasi doppio a quello della Lega, che ha senz’altro tratto un enorme vantaggio dalla cecità della sinistra, che non ha visto e continua a non vedere.

Ma forse questo è accaduto perché tra i due Matteo c’è più somiglianza che diversità. Come l’altro Matteo, Salvini è accecato dall’egocentrismo e dall’ambizione. Caratteristiche comuni nei demagoghi e tiranni, che acquisiscono il potere ergendosi a difensori degli ultimi e degli arrabbiati, ma poi lo piegano ai propri biechi interessi. Il loro scontato successo confida nel fatto che non sempre l’elettorato riflette sulle conseguenze del voto. E quando alfine scopre l’inghippo, sovente è troppo tardi e pentirsene non serve certo a cambiare il corso degli eventi.

Salvini esaltato dai sondaggi e dal successo che ha riscosso per aver costretto la nave Aquarius della flotta della Ong Medici Senza Frontiere a fare rotta verso Valencia, ci ha riprovata anche con l’altra nave Ong Lifeline e il suo carico di “carne umana”. E se la prova di forza paga in termini di consensi, possiamo anche dolerci per le sorti degli innocenti, ma resta il fatto che in democrazia vince il numero maggiore. E nulla è più triste che vedere dei morti in questa massa di vivi. È la democrazia, bellezza!

Osservando quanto sta accadendo, non possiamo non concludere che una gran parte di italiani – almeno quelli che condividono le idee di Salvini – si dimostra incapace di gesti e sentimenti di solidarietà. Pensare che il problema migratorio sia stato gestito male nel nostro Paese è un conto, abbracciare tout court la tesi di Salvini che i migranti, quantunque esseri umani, rappresentino un problema di cui disfarsi chiudendo loro la porta in faccia e lasciandoli morire è di un cinismo che non ha dell’umano. 

Se viene meno la solidarietà umana, è la società che è condannata; la solidarietà – che è altra cosa dall’altruismo – è il collante che impedisce che una società collassi nella barbarie. E se oggi s’individua nell’extracomunitario il nemico, una volta debellato questo, domani toccherà ai vecchi, e poi ai disabili e poi ancora ai mentecatti. La solidarietà umana esige che dalla condizione di precarietà esistenziale si esca tutti o nessuno. Quando si utilizza un linguaggio incendiario e barbaro, come fa Salvini, si dovrebbe essere consapevoli delle tante farse della storia mutate in tragedie.

Ma forse il nocciolo della questione è che una gran parte di italiani, ancor prima che di destra, ha una mentalità fascista, perché ignorante nel vero senso della parola. Si rotola gioiosa nel fango dell’ignoranza come i maiali nel trogolo. E anche quei tanti che si dichiarano comunisti, e quindi di sinistra, strizzano poi l’occhio a chi sui temi dell’immigrazione sparge benzina, senza peraltro approfondire criticamente la questione. È forse da questo nucleo fascista che deriva il largo consenso attribuito a Salvini.

Se questa parte di italiani che osanna Salvini si prendesse la briga di leggere e ragionare, si renderebbe conto che la Lega è il partito che, da tangentopoli in avanti, può vantare il periodo più lungo trascorso al governo del Paese con Berlusconi. E che dopo aver puntato l’indice contro “Roma ladrona”, gli stessi suoi leader sono diventati i commensali al banchetto dei ladroni con una fame raddoppiata per il tempo in cui ne erano stati esclusi. 

La Lega occupa ormai da anni un sottobosco di potere a livello di enti e società di emanazione pubblica o a partecipazione pubblica: banche, autostrade, ospedali, Rai, Expo 2015, Finmeccanica, Cinecittà. 

Non parliamo poi delle tante leggi ad personam, volute e fatte licenziare dalle Camere da Berlusconi. 

E questo sarebbe “il nuovo che avanza”? 

Un partito sommerso dagli scandali, dai diplomi comprati in Albania; un partito che ha fatto sparire 48 milioni di euro messi sotto sequestro dal tribunale di Genova dopo la condanna di Bossi per truffa ai danni dello Stato. Che non ha disdegnato il contributo di 250mila euro dell’immobiliarista Parnasi, arrestato per corruzione, secondo l'inveterata logica dell’intreccio perverso tra politica e affari.  

Poveri sciocchi italiani! Pronti a bersi qualunque stronzata loro si racconti. Convinti – a torto – che l’immigrazione sia il male assoluto del nostro Paese, perché toglie case e lavoro agli italiani. Ebbene, se questo fosse il vero problema dell’Italia, varrebbe pure con un pianto e un lamento affrontarlo. 

Ma purtroppo così non è: ben altri sono i problemi che funestano il Paese, e la classe politica ben si guarda dall’evidenziare. Il problema migratorio se è un tema, caro a un certo populismo, utile a guadagnare facili consensi, non lo è affatto per risolvere i mali che ci affliggono. E, come si dice, quando la diagnosi è sbagliata, lo è anche la terapia, che può rivelarsi assai dannosa. Il problema non è l’immigrazione, ma la xenofobia, così sapientemente alimentata ad uso e consumo dei cretini.

Se i cretini riflettessero che la xenofobia non solo peggiora la vita dei migranti, ma anche quella degli autoctoni, perché crea spaccature e tensioni gravi nel territorio e nella società, si guarderebbero bene dal farsi deprimere ulteriormente quel poco di intelligenza, che loro rimane, dai seminatori di odio.

Concludo con una frase di Albert Einstein: «Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare».

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