martedì 11 maggio 2021

CIÒ CHE MI UMILIA E OFFENDE

Ciò che mi ferisce e umilia non è tanto che – da quando la pandemia da Covid-19 ha trasformato radicalmente lo scenario internazionale e la vita di tutti noi – i pochi uomini ben selezionati dall’élite, che di fatto detiene il potere mondiale, recitino la parte loro assegnata.

E da questa rappresentazione traggano poi vantaggi personali.

In un modo o nell’altro i servi del potere hanno ben il loro tornaconto.

Quello che più mi offende e umilia, in quanto appartenente al genere umano, è assistere alla docilità, al conformismo, alla passività di quanti ottusamente obbediscono all’autorità, quando avrebbero maggior vantaggio a opporvisi, reclamando diritti che non devono essere ancora conquistati ma già scritti nella Dichiarazione Universale dei diritti umani e nella nostra Costituzione. 

lunedì 10 maggio 2021

RIFLESSIONI PERSONALI SULL’IMPOSIZIONE PER LEGGE DEL VACCINO

Uno degli argomenti che sento spesso fare da coloro che giustificano l’obbligo vaccinale per legge è che la tutela della salute pubblica viene prima del diritto del singolo cittadino a non essere sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Lo Stato, per costoro, non ha solo il diritto ma anche il dovere di imporre una vaccinazione obbligatoria per fronteggiare il pericolo di eventuali epidemie; dall’altra parte, il cittadino ha il dovere di sottoporsi a questa misura di prevenzione.

Sempre secondo i fautori del vaccino anticovid, occorre tener presente che sotto l'etichetta di “diritto alla salute” vanno inclusi sia i diritti e doveri che appartengono agli individui, ma anche quelli che appartengono allo Stato, che ha il compito di tutelare in via prioritaria la salute collettiva. A questo proposito, soccorre uno dei principi fondamentali della Costituzione, previsto dall'art. 2, secondo il quale “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Dunque: poiché il contenuto e la natura giuridica del diritto alla salute non può essere coniugato solo in chiave individuale, ne consegue che sottrarsi all'obbligo vaccinale configura un venir meno al dovere inderogabile di solidarietà sociale da parte del singolo, il quale – avendo scelto di vivere in una comunità di persone – è tenuto ad assumere sopra di sé. In tale contesto, pertanto, l’intervento dello Stato non solo è moralmente giustificato ma anche richiesto, mediante imposizione per legge, al fine di garantire la salute pubblica.

Il presupposto logico-giuridico dell'imposizione di una vaccinazione obbligatoria è dunque quello di proteggere da malattie gravi, o addirittura letali, sia la comunità che il singolo. E quindi l’eventuale lesione del diritto del singolo a non subire un trattamento sanitario obbligatorio, come quello vaccinale, troverebbe compensazione nel prevalente diritto alla salute della comunità.

Non vado oltre, lascio ai giuristi e ai costituzionalisti affrontare l’adversa quaestio, ovvero se il diritto del singolo a non subire trattamenti sanitari obbligatori prevalga sul diritto dovere da parte dello Stato di imporre tali trattamenti, quando in gioco è la tutela della salute pubblica.

Personalmente, in linea astratta e generale, condivido il principio del dovere inderogabile di solidarietà sociale. Ubi maior minor cessat: in presenza di una ragione superiore, quella della tutela della salute pubblica, quella minore – il diritto del singolo a non sottoporsi ad un trattamento sanitario, di cui si è accertato in modo inequivocabile l’efficacia e l’assenza di gravi effetti collaterali – perde rilevanza. Chi vive in una comunità di persone da cui trae vantaggi – diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione, all’incolumità fisica, varie forme di previdenza economiche, ecc. – non può e non deve sottrarsi all’interesse primario della collettività. Ma di questo ci sarebbe da discutere, perché non sempre lo Stato – meglio i governanti – assume questi doveri inderogabili nei confronti della comunità, se non sbandierarli quando in ballo ci sono interessi privati. Per esempio, perché lo Stato (governanti collusi con il potere finanziario ed economico, quando non prezzolati) non mette quella stessa veemenza che ostenta quando si tratta di imporre vaccini (prodotti dalle grandi aziende farmaceutiche private), ma nicchia scandalosamente quando si tratta di riconoscere a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuovere le condizioni che rendano effettivo questo diritto (art. 4 della Costituzione)?

Ma questa è un’altra questione che meriterebbe un approfondimento a parte.

Dunque in linea di principio posso anche affermare il principio dell’ubi maior minor cessat. Ma nel merito del o dei vaccini anticovid, l’imposizione mediante legge – per il momento limitata alla categoria degli operatori sanitari – trova giustificazione sul piano scientifico e quindi giuridico?

Direi di no!

Le vaccinazioni di profilassi obbligatorie hanno il fine prevenire la malattia. Questi vaccini però non prevengono la malattia. Coloro che hanno ricevuto la prima e la seconda dose vaccinale si ammalano, anche gravemente. Come dimostra il rapporto del governo britannico, pubblicato il 5 aprile sul proprio sito, la vaccinazione di massa per Il Covid-19 produrrebbe una “malattia potenziata dal vaccino”.

Le vaccinazioni di massa non si fanno in piena epidemia (parola del virologo Crisanti), perché la probabilità che emergano varianti resistenti al vaccino (o ai vaccini) è assai elevata, vanificando la cosiddetta immunità di gregge ed esponendo vaccinati e non vaccinati a virus più aggressivi.

Le vaccinazioni dovrebbero arrestare la diffusione del virus. Però c’è qualcosa che non va: questi vaccini non impediscono che il virus si diffonda. Nelle isole Seychelles, il paese al mondo con il più alto tasso di vaccinazione completa (il 62% dei cittadini ha ricevuto due iniezioni di vaccini), si è registrato un’esplosione dei casi di covid-19 da indurre le autorità locali a porre lockdown particolarmente stringenti. Attualmente, ci sono 107.000 casi Covid, di cui un terzo riguarda soggetti che hanno ricevuto le canoniche due dosi di vaccino.

Le vaccinazioni dovrebbero impedire che il vaccinato possa contagiare o, a sua volta, contagiarsi. Ma il rischio di contagiarsi o di contagiare rimane anche dopo aver completato la vaccinazione.

Le vaccinazioni dovrebbero consentire un’immunità permanente all’agente patogeno. Ma questi vaccini conferiscono al massimo una protezione che va da sei a otto mesi. Il che vuol dire che se il sars-Cov2 resterà con noi endemicamente (e ci sono prove sufficiente per definire il sars-Cov2 un virus endemico), la popolazione mondiale sarà costretta ad assumere nuove dosi vaccinali con cadenze semestrali?

Questi vaccini – impropriamente così chiamati, perché trattasi di terapie geniche e non di vaccini; e la differenza non è da poco – sono del tutto sperimentali. Utilizzando geni ricombinanti per ottenere l’effetto terapeutico, potrebbero portare – nel medio o lungo termine – ad un aumento dei tumori e delle malattie autoimmuni. Nessuno, allo stato dell’arte, può escluderlo; la sperimentazione clinica è stata, infatti, saltata adducendo le ragioni dell’emergenza.

Dunque: se questi vaccini, che non sono vaccini, non servono affatto allo scopo per cui sono stati creati, perché il cittadino informato dovrebbe sottoporsi ad una vaccinazione che non serve a niente, ma i cui effetti dannosi nel breve, medio e lungo termine potrebbero essere imponenti e irreversibili?

Il Codice di Norimberga, nato dopo gli orrori compiuti dai medici nazisti nei campi di concentramento, vieta tassativamente ogni sperimentazione medica su soggetti umani; senza il consenso volontario nessun soggetto umano può essere sottoposto a trattamento sperimentale. I vaccini attualmente approvati (Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson) sono tutti basati su un meccanismo d'azione completamente nuovo, e quindi sperimentali.

In aperto contrasto con il Codice di Norimberga, con il principio di precauzione e infine di tutela proprio della salute pubblica, può lo Stato legittimamente imporre la somministrazione di un vaccino che non ha ancora superato la sperimentazione clinica?

Se proprio i dati scientifici smentiscono l’affidabilità e l’efficacia dei vaccini anticovid, su quale fondamento giuridico trova giustificazione il Decreto Legge n. 44/2021, che impone l’obbligo vaccinale per i professionisti e gli operatori sanitari?

Vaccinarsi è una responsabilità etica quando i vaccini sono efficaci e affidabili, non quando mettono a rischio la salute dell’individuo e quella della comunità di appartenenza. Non quando si rivelano potenzialmente peggiori del male che intendono curare.

In questi casi è dovere dei cittadini RESISTERE alla stupidità, all’incompetenza e all’arroganza dei propri governanti.

domenica 9 maggio 2021

SIAMO IN PRESENZA DI EFFETTO ADE INDOTTO DAI VACCINI?

Di seguito il link da cui è possibile scaricare il rapporto del Governo britannico, datato 31 marzo 2021, in cui si ammette che il 60-70% dei nuovi ricoveri e dei decessi covid proviene da pazienti già vaccinati:

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/975909/S1182_SPI-M-O_Summary_of_modelling_of_easing_roadmap_step_2_restrictions.pdf

A pagina 10 – paragrafo 32 – si legge:

Testo originale:

“The resurgence in both hospitalisations and deaths is dominated by those that have received two doses of the vaccine, comprising around 60% and 70% of the wave respectively. This can be attributed to the high levels of uptake in the most at-risk age groups, such that immunisation failures account for more serious illness than unvaccinated individuals. This is discussed further in paragraphs 55 and 56.”

Testo tradotto:

“La recrudescenza sia dei ricoveri che dei decessi è dominata da coloro che hanno ricevuto due dosi del vaccino, che rappresentano rispettivamente circa il 60% e il 70% dell’ondata. Ciò può essere attribuito agl alti livelli di assorbimento nei gruppi di età a più alto rischio, in modo tale che I FALLIMENTI DELL’IMMUNIZZAZIONE SONO RESPONSABILI DI MALATTIE PIÙ GRAVI RISPETTO AGLI INDIVIDUI NON VACCINATI. Questo è discusso ulteriormente nei paragrafi 55 e 56”.

Siamo verosimilmente in presenza di effetto ADE (potenziamento anticorpo dipendente), per il quale proprio il vaccino induce la produzione di anticorpi che aumentano l'ingresso del virus nella cellula ospite, e in alcuni casi la replicazione del virus in monociti, macrofagi e cellule granulocitiche.

Però, nonostante questo, la propaganda vaccinale prosegue indisturbata.

Quale fiducia possiamo nutrire nei confronti di chi ci governa? 

Mi fanno venire alla mente gli ufficiali delle SS che, per far entrare gli ebrei nelle camere a gas, tranquillizzavano le vittime dicendo loro che avrebbero fatto solo la doccia!!!

mercoledì 28 aprile 2021

BASTA CON IL TERRORISMO MEDIATICO!

Che l’emergenza Covid-19 sia una vera e propria maratona mediatica finalizzata ad alimentare angoscia e terrore nella gente, con l’unico vero obiettivo di controllarla, è un fatto incontrovertibile.

La paura serve al Potere perché è un sentimento molto potente, rende ciechi, spegne il senso critico ed è assai utile per trasformare la menzogna in verità del momento funzionale allo scopo che il potere intende raggiungere.

Stretta nella morsa di un terrore protratto, un’intera società può regredire allo stadio infantile e affidarsi al potere come un bambino fa col proprio genitore.

Così dagli autocarri dell’esercito che a Bergamo portavano via le salme delle vittime Covid-19, siamo passati ai roghi a cielo aperto dell’India, allestiti per eliminare l’incontenibile e crescente numero dei morti.

Se la gente anziché usare la pancia, si fermasse a ragionare, senza farsi prendere dal panico, scoprirebbero l’inganno.

La popolazione dell’India conta 1 miliardo e 390 milioni di abitanti, il numero dei decessi dall’inizio della pandemia è pari a 204 mila 834. Da ciò ne consegue che il tasso di mortalità per o con Covid, inteso come rapporto tra il numero delle morti e il numero di abitanti nello stesso periodo, è pari a 0,015%. Valore che non si discosta dal tasso di mortalità per influenza.

Se poi la gente usasse ancora una volta il cervello e meno gli altri attributi, noterebbe altresì che a distanza di due mesi dall’inizio della campagna vaccinale anti Covid la curva dei contagi e dei morti, che stava calando a picco, si è impennata. Dimostrando, qualora ve ne fosse bisogno, che vaccinare in corso di epidemia favorisce la selezione di varianti che possono rivelarsi più aggressive del virus originario.

Questo lo si insegna ai primi anni del corso di laurea in medicina. Ma, a quanto pare, gli esperti virologi che fanno le loro comparsate in Tv l’hanno scordato!

martedì 27 aprile 2021

QUELLE DI DRAGHI: RIFORME O CONTRORIFORME?

Se guardiamo la storia degli ultimi trent’anni, concludo che le uniche riforme buone sono proprio quelle che non sono state fatte. Pensiamo alla riforma costituzionale Renzi-Boschi che, se fosse passata, oggi non staremmo neppure ad interrogarci sull’asservimento del Parlamento all’Esecutivo: sarebbe stato riscritto nero su bianco in Costituzione, e quindi anche costituzionale.

Oggi è un abuso che tollerano il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, gli stessi parlamentari, una gran parte della magistratura, ecc. ecc. D’altronde, le istituzioni tollerano ben di peggio, benché abbiano giurato fedeltà alla Costituzione: lo abbiamo sperimentato con i provvedimenti straordinari adottati in occasione dell’emergenza Covid-19. Molti giuristi, di provata fede democratica e liberale, lo denunciano tutti i giorni, ma sono costantemente oscurati e silenziati da un sistema d’informazione mass mediatica che fa quadrato perché le loro voci non siano ascoltate dalla maggioranza del popolo.

Da oltre trent’anni le staffette governative – che lavorano senza soluzione di continuità al servizio del finanzcapitalismo – chiamano riforme quelle che sarebbe più giusto definire controriforme. Che altro sono le riforme del lavoro, che di fatto hanno cancellato tutele e diritti dei lavoratori, condannandoli ad una vita di precariato e miseria; che altro è la riforma previdenziale, voluta dalla Fornero per soddisfare i mercati, se non la demolizione di un intero sistema di diritti che consegna un quadro drammatico sul futuro pensionistico di milioni di lavoratori, che andranno in pensione con metà dello stipendio? E vogliamo parlare dei tagli alla sanità, alla scuola e ai servizi sociali?

Invito chiunque mi legge a leggere la nostra Costituzione, e poi mi dica quale degli articoli in essa previsti – dopo oltre settant’anni – sono stati compiutamente realizzati?

Sull’altro versante, i privilegiati – pur rappresentando un’esigua minoranza – hanno visto accrescere le loro prerogative e immunità.

Se questo è accaduto non è per effetto di una legge naturale che vuole che le cose vadano in questa direzione. Questo è accaduto e accade perché gli uomini incaricati di governare sui popoli con vane promesse ingannano la gente per conseguire il potere, e una volta ottenuto lo utilizzano – in nome del popolo – per aumentare le ricchezze e i privilegi di coloro che detengono davvero il potere e li tengono a libro paga.

Se avranno fatto tutto quanto loro è stato richiesto, la loro carriera sarà fulminante e in ascesa. In caso contrario, li distruggeranno prima che arrivino alla fine del mandato, ottenuto dal popolo, con la “macchina del fango”. Dispongono di risorse pressocché illimitate per costruire falsi dossier, con cui infamare o screditare la loro immagine pubblica allo scopo di intimidirla, punirla o condizionarla, influenzando così il giudizio dell'opinione pubblica nei loro confronti.

Draghi è un emissario del potere. Un uomo dell’alta finanza che lavora, qui in Italia, per gettare le infrastrutture necessarie alla realizzazione del “Grande Reset”, che non è una suggestione distopica partorita dai soliti complottisti, ma il nome dell’incontro Forum che doveva tenersi a Davos, ma che si è tenuto, causa pandemia, per via telematica lo scorso gennaio, nonché il titolo del libro pubblicato dal suo fondatore Klaus Schwab. È tutto scritto nero su bianco, non il delirio di un cospirazionista. Un piano preciso, ufficiale e ben documentato, sul quale istituzioni internazionali, organizzazioni non governative, filantropi e grandi aziende private collaborano apertamente già da tempo, con l’obiettivo condiviso di “migliorare lo stato di salute del Pianeta”. Ma che potrebbe rivelarsi la palingenesi, la rinascita di una nuova umanità, dove quell’1% della popolazione mondiale, che detiene il 99% delle ricchezze, potrà mettersi al sicuro dalla distruzione di un Pianeta che si annuncia più prossima di quanto noi – ignoranti uomini del popolo – possiamo immaginare, a causa di un consumismo sfrenato e incontrollato, che sta depauperando irreversibilmente le risorse del pianeta.

Così in attesa che ci facciano fuori tutti, proclamiamo pure questi autentici “criminali” come nuovi messia che ci condurranno alla Terra Promessa.

giovedì 22 aprile 2021

MA GL’ITALIANI CE L’HANNO O NO LE PALLE?

Italiani che avete perso il posto di lavoro; italiani che non avete ancora ricevuto l’assegno di cassa integrazione Covid-19; italiani che attendete un indennizzo dal Governo per aver imposto la chiusura delle vostre imprese.

Sappiate che la Commissione Contenzioso del Senato ha ristabilito il vitalizio per Roberto Formigoni – ex Governatore della Regione Lombardia, condannato per reati contro la Pubblica Amministrazione per appalti truccati e finti concorsi, che hanno in particolare danneggiato il Sistema Sanitario Nazionale – e per Ottaviano del Turco, anche lui condannato per reato contro la Pubblica Amministrazione.

Nel 2015 una delibera congiunta di Camera e Senato aveva stabilito che i colpevoli di reati di mafia, terrorismo e contro la pubblica amministrazione perdevano il diritto al vitalizio.

I vizi della casta si accumulano e sedimentano in questo Paese – non più di santi, poeti e navigatori – ma di magnacci e mafiosi, senza che nessuno s’incazzi.

GIOVANI ITALIANI RAMMOLLITI, VERGOGNA SU DI VOI!

Una Carta costituzionale tradita, un Parlamento sterilizzato nelle sue funzioni, una Repubblica democratica di fatto trasformata in una Repubblica presidenziale, un Governo che umilia i cittadini trattandoli come bambini incapaci.

Stando così le cose ha ancora senso festeggiare il 25 aprile?

Noi che abbiamo barattato la libertà con la sicurezza, dovremmo vergognarci al ricordo di quei tanti che, a prezzo della loro vita, consentirono la nascita della Democrazia e la promulgazione della Costituzione.

GIOVANI ITALIANI RAMMOLLITI, VERGOGNA SU DI VOI!

PERCHÉ: 

“Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta... Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.  

(Piero Calamandrei Discorso ai giovani tenuto alla Società Umanitaria, Milano, 26 gennaio 1955)